28/12/2011

Scommesse, altre tre partite sospette. Nelle intercettazioni anche tre azzurri. La smentita del legale di Santoni «Mai conosciuti i tre azzurri»

Scommesse, altre tre partite sospette. Nelle intercettazioni anche tre azzurri. La smentita del legale di Santoni «Mai conosciuti i tre azzurri»

Santoni ad un amico: «Buffon, Cannavaro e Gattuso scommettono... sono malati». Ci sarebbero 20 nuovi giocatori coinvolti e 3 gare di A sotto la lente: Palermo-Bari 2-1; Lazio-Genoa 4-2; Lecce-Lazio 2-4. «Nessun rapporto con Buffon, Cannavaro e Gattuso»

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12/10/2009

Il caso doping? Quanto mi girano i...

Il caso doping? Quanto mi girano i...

 

Il capitano della nazionale e' stato prosciolto dal tribunale del coni. Cannavaro e la positività: «Uno viene punto da un'ape e si ritrova sul giornale come se fosse un dopato»

 

Fabio Cannavaro (Ansa)
Fabio Cannavaro (Ansa)

COVERCIANO (FIRENZE) - «Mi girano i coglioni. E se non avete capito bene ribadisco, mi girano i...». È diretto ed esplicito il capitano della Nazionale Fabio Cannavaro nel raccontare rabbia e amarezza provate il giorno in cui è uscita la storia della sua positività al doping per un antiallergico iniettato a seguito di una puntura d'ape. La storia poi si è conclusa con il proscioglimento del calciatore azzurro. Il Tribunale nazionale del Coni ha infatti archiviato il caso, come da richiesta del capo della procura antidoping del Coni, Ettore Torri.

CANNAVARO ARRABBIATO - «Io ho la coscienza a posto - ha detto il capitano azzurro dal ritiro di Coverciano - Uno viene punto da un'ape e si ritrova sul giornale come se fosse un dopato. Quando è successo mi sembrava di sognare. Qualche giornale e qualche televisione hanno esagerato. È la seconda volta che mi ritrovo gratuitamente sui giornali per storie del genere». Il riferimento è al filmato con le flebo degli anni al Parma uscito nel 2005. «Quella volta feci una cazzata a farmi filmare, anche se la sostanza tuttora non è proibita. Questa volta la cazzata della Juve c'è stata, ma mi è sembrato tutto esagerato. Spero che questo dubbio non mi segua oltre oggi, la mia carriera è stata esemplare e all'insegna delle regola».

RITORNI IN NAZIONALE - Poi Cannavaro è passato ad analizzare il tema dei possibili grandi ritorni in Nazionale. Si parte da Totti («porte aperte a tutti»), si passa per Nesta («il suo momento non mi meraviglia») ed Amauri («dipende dalla stagione che farà e dall'idea del ct») e si finisce con Cassano («ben venga»). «Penso che la Nazionale sia aperta a tutti, se uno ha voglia di venire qui non deve chiedere il permesso a nessuno, ma solo mettersi a disposizione del mister» ha detto poi Cannavaro in relazione alle parole di oggi del tecnico romanista Ranieri sul ritorno di Totti in azzurro. Il difensore juventino ha anche parlato di Nesta, il cui ritorno in Nazionale è da più parti invocato:«Non mi sorprende il momento che sta vivendo, è un grandissimo giocatore. Sono contento sia tornato su questi livelli. Amauri? Dipende da che stagione farà e da cosa ha in testa il ct. All'epoca gli dissi di stare tranquillo perchè il gruppo aveva già accettato Camoranesi ed avrebbe accettato anche lui». Ed infine Cassano, con la grande «apertura» che Cannavaro concede all'ex romanista:«Se vi ricordate Donadoni chiamò Cassano per gli Europei nonostante non lo avesse convocato nella fase di qualificazione. Se dovesse convocarlo anche Lippi? Ben venga» ha concluso Cannavaro.


09/10/2009

Cannavaro, il pasticcio del capitano

Cannavaro, il pasticcio del capitano

 

Accusato di doping per colpa di un’ape. Oggi sarà prosciolto ma la Juventus rischia una multa. Positività il 30 agosto dopo la partita con la Roma

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FIRENZE - Più che un ca­so di doping, è un grande pa­sticcio. Finito bene. Fabio Can­navaro, il capitano della nazio­nale, viene trovato positivo il 30 agosto, dopo Roma-Juven­tus, seconda giornata di cam­pionato. Non tutto però è co­me sembra. La positività, sta­volta, ha una spiegazione: una puntura d’ape, rimediata nel verde di Vinovo, due giorni prima della partita incrimina­ta. La storia è da film del terro­re. Temendo uno shock anafi­lattico, il difensore si rivolge a Bartolomeo Goitre, per dieci anni vice di Riccardo Agricola e da questa stagione promos­so responsabile dello staff me­dico della Juventus. Il cortiso­ne, usato per la cura, è una so­stanza vietata. Cannavaro, nel rispetto della normativa anti­doping, nella stessa giornata invia al Ceft, il Comitato per l’esenzione ai fini terapeutici, la richiesta di esenzione. Tutto secondo prassi. Come il con­trollo e la positività riscontra­ta all’Olimpico.

Ma a questo punto comin­ciano i guai, i malintesi e le gravi leggerezze della Juven­tus. Il Ceft chiede alla società bianconera, attraverso una rac­comandata con ricevuta di ri­torno, un’integrazione della documentazione già inviata. Per chiudere la vicenda ha bi­sogno del certificato di ricove­ro al pronto soccorso (ma Can­navaro non è andato in ospe­dale), oppure di un certificato del medico curante. Ma da To­rino, al di là della richiesta di esenzione, non arriva nessun documento. Il caso passa nelle mani della Procura antidoping che in poco tempo scopre che non solo la raccomandata in­viata alla Juventus è arrivata a destinazione, ma è stata anche ritirata. Ettore Torri, il capo della Procura, potrebbe anche decidere di sospendere in via cautelare Cannavaro. Ma qual­cosa non quadra. E allora pre­ferisce approfondire.

Così viene fuori l’inghippo. Qualcuno ha effettivamente ri­tirato la raccomandata incrimi­nata, che però resta per giorni nella sede bianconera senza che né Cannavaro né il dottor Goitre ne vengano in posses­so. Un errore imperdonabile. Per Cannavaro la questione è chiusa. Per la Procura va avan­ti. Il difensore è convinto di aver rispettato le regole tanto che, dopo la partita con la Ro­ma, si presenta al raduno della nazionale prima di Geor­gia- talia e informa della vicen­da il professor Enrico Castel­lacci, il medico della nazionale che parla direttamente con lo staff sanitario bianconero. Quando la notizia trapela, Tor­ri decide di accelerare per an­dare in fondo alla questione. Cannavaro, reduce da un in­fortunio, quasi non crede ai suoi occhi quando viene infor­mato che rischia non solo una sospensione, ma anche la squalifica.

Giovedì sera a Torino, nella sede della Juve, l’incon­tro tra Torri, Cannavaro e il dottor Goitre. La Juve, nel frat­tempo, diffonde una nota: «In merito alla notizia relativa al­l’apertura di un’inchiesta della Procura antidoping su Canna­varo, il settore medico della so­cietà precisa di aver agito nel rispetto delle prescrizioni sani­tarie e delle regole deontologi­che intervenendo in via d’ur­genza in seguito all’aggravarsi del quadro clinico conseguen­te ad una puntura d’insetto». La terapia farmacologia viene definita, dagli stessi medici, in­dispensabile. Parole che il dot­tor Goitre ribadisce a Torri. Anche Cannavaro chiarisce la sua posizione. La Juve, per rafforzare la propria posizio­ne, presenta anche i trafiletti di due quotidiani sportivi, La Gazzetta dello Sport e Tutto­sport, che riportavano la noti­zia dell’incidente del difenso­re con l’ape molesta. La que­stione si chiude quando i diri­genti bianconeri mostrano a Torri la busta del Cetf ancora sigillata. Oggi Torri chiederà al Tna (Tri­bunale nazionale antidoping) l’archiviazione del caso Canna­varo. Ma potrebbe, anzi è pro­babile che lo faccia, lasciare aperta la posizione della Juve e del dottor Goitre. Troppo grave la leggerezza dei bianconeri che hanno ri­schiato, nella migliore delle ipotesi, di offuscare l’immagi­ne del capitano azzurro.

Alessandro Bocci


08/10/2009

Doping, Cannavaro positivo. La Juve: "Solo un farmaco"

Doping, Cannavaro positivo. La Juve: "Solo un farmaco"

 

Il capitano della Nazionale è risultato positivo all'antidoping per l'assunzione di un antiallergico. Secondo quanto trapelato, la società bianconera aveva dichiarato tutto quanto al Coni. Venerdì la Procura ascolterà il giocatore

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Un azzurro della Nazionale campione del mondo tra i più rappresentativi è risultato positivo all'antidoping dopo che aveva invocato regolare richiesta di esenzione per aver assunto un farmaco in condizioni di emergenza. Si tratta del difensore della Juve Fabio Cannavaro. Nella richiesta però mancava un documento e, in attesa di chiarimenti, il giocatore è stato sottoposto a test che è risultato positivo.

La Procura antidoping del Coni ha diffuso una nota in cui si afferma: "In relazione a una richiesta di esenzione a fini terapeutici, inviata in base alla normativa antidoping, da parte di un tesserato della Federazione Italiana Giuoco Calcio, per somministrazione effettuata in condizioni di emergenza, il Comitato per l'Esenzione ai Fini  Terapeutici (Ceft) del Coni ha richiesto, come previsto, con raccomandata A.R. l'integrazione, con certificato del medico che ha effettuato la terapia o del Pronto Soccorso, della documentazione inviata".

"Nel frattempo - prosegue la nota - l'atleta è stato sottoposto a controllo antidoping con esito avverso. Pertanto, in base alle vigenti norme antidoping, il Procuratore Capo dell'Ufficio di Procura Antidoping, Ettore Torri, ascolterà quanto prima l'atleta e il medico curante. All'esito la Procura adotterà i provvedimenti del caso".

Un'iniezione di cortisone effettuata il 29 agosto scorso per prevenire lo shock allergico da una puntura di insetto: di quanto era stato praticato a Fabio Cannavaro era stato informato anche lo staff azzurro. Copia della richiesta di esenzione presentata al Coni - precisa stasera la Federcalcio - era stata invece inviata per conoscenza dalla Juventus al professor Enrico Castellacci, medico della Nazionale, poco prima dell'arrivo di Cannavaro in ritiro per il doppio impegno contro Georgia e Bulgaria (le due partite sono state giocate, a Tbilisi e a Torino, rispettivamente il 5 e il 9 settembre scorsi). Lo staff azzurro aveva dunque verificato che era tutto a  posto, come da richiesta dei medici della Juve.

In merito alla apertura di un'inchiesta della Procura Federale antidoping su Fabio Cannavaro, la Juventus precisa "di aver agito nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle regole deontologiche, intervenendo in via d'urgenza, nello scorso mese di agosto, in seguito all'aggravarsi del quadro clinico derivante dalla puntura di un insetto".

Lo staff medico bianconero spiega che "in tale occasione venne effettuata una terapia farmacologica indispensabile per prevenire eventuali complicanze, anche letali". Si precisa poi che "il giocatore e lo staff medico della Juventus saranno come di consueto a disposizione della Procura per chiarire quanto prima questa vicenda, compresi eventuali disguidi documentali".


14/05/2009

Lavori abusivi, stop a Villa Cannavaro Indagato il capitano della Nazionale

Lavori abusivi, stop a Villa Cannavaro Indagato il capitano della Nazionale

 

Antiabusivismo a posillipo. Il gip: sequestro dei cantieri nella casa del difensore ora alla Juve. Non sarebbero a norma piscina e muri

(ph. Pressphoto)

NAPOLI - La villa di Fabio Cannavaro, in via Petrarca, sulla collina di Posillipo è finita sotto sequestro per abuso edilizio. E il capitano della Nazionale, nonché nuovo acquisto della Juventus, è finito sotto accusa per «abusi edilizi e in atti d'ufficio». Insieme a lui sono indagati anche due tecnici (un ingegnere e un geometra) del cantiere, una funzionaria della Soprintendenza e una del Comune di Napoli.

A disporre il sequestro della villa è stato il gip Alessandro Buccino Grimaldi su richiesta del pm della sezione Ecologia, Giuseppe Noviello. Sulla base di sopralluoghi dei carabinieri e dei vigili urbani, la villa del «pallone d'oro» è stata trovata fuori norma per molti elementi. A partire da una piscina di 25 metri, per un muro che circonda la villa nascondendola, per alcune recinzioni abusive e per l'uso di materiali non compatibili. Il rischio è ora la distruzione dei manufatti abusivi e il rinvio a giudizio per il campione azzurro.

La villa a Posillipo di Fabio Cannavaro messa sotto sequestro dal gip di Napoli per abusi edilizi (ph. Pressphoto)

I PRECEDENTI - Non è la prima volta che villa Cannavaro, a parco Carelli, finisce nella bufera. Già nel 2006 furono apposti i sigilli durante i lavori di ristrutturazione che non sarebbero stati effettuati in conformità con la normativa allora vigente. Per il difensore di Fabio — il professor Alfonso Maria Stile — le opere erano, invece. del tutto conformi alle licenze richieste e ottenute..In quell'occasione però il gip rigettò la richiesta (sempre del pm Noviello) , ma contro la decisione la Procura fece appello al Riesame. E il Riesame diede ragione a Noviello. Ci fu però il ricorso di Cannavaro in Cassazione: nel dicembre 2007 la Suprema Corte annullò «senza rinvio» l’ordinanza del Riesame, stabilendo che quei sigilli non potranno essere mai apposti. Ora invece la Procura torna all'attacco di Villa Cannavaro, stavolta con l'ok del gip e incrementando il «faldone» delle accuse..

Fabio Cannavaro
Fabio Cannavaro

IL COMUNE - Per il municipio è sempre stato tutto regolare. Secondo palazzo San Giacomo, i rilievi mossi in passato dalla Procura erano immotivati. In realtà a scatenare la «querelle» era stato, a fine giugno 2006, un architetto napoletano che aveva scritto al sindaco Iervolino, sollecitando controlli ed ispezioni relativi alla ristrutturazione nell’immobile al Parco Carelli. Tra l’altro, nella lettera segnalava un aumento delle cubature, provocato dal rifacimento dei tetti, e l’abbattimento di due alberi. La segreteria del sindaco girò la missiva all’allora assessore Felice Laudadio, titolare della delega all’Edilizia privata, il 30 giugno del 2006. Lo stesso giorno, secondo la ricostruzione dell’assessore, l’unità operativa antiabusivismo del comune effettuò un sopralluogo per verificare la conformità dei lavori in corso alle autorizzazioni richieste ed alle normative. Secondo i vigili urbani era tutto a norma. Per palazzo San Giacomo la vicenda terminò lì.
Non così per il denunciante che si chiedeva: «Come si può parlare di permesso a costruire in una zona vincolata?». E passò la palla alla Procura. Una palla che è ora finita nella rete del «capitano».