09/09/2009
Venezia, Clooney canta «'O sole mio»
Venezia, Clooney canta «'O sole mio»
Il divo e la Canalis incantano la Mostra
VENEZIA (9 settembre) - Margherita Buy e Francesca Comencini conquistano la Mostra con «Lo spazio bianco», una storia commovente e forte di maternità tratta dal libro di Valeria Parrella e molto applaudita in tutte le proiezioni.
George Clooney ed Elisabetta Canalis conquistano il tappeto rosso con la passerella più spettacolare della Mostra. Finalmente insieme, ma senza baci, il divo e la showgirl affrontano la folla vociante per almeno un mezz’ora: firmando autografi a tutto spiano lui; muta come ai bei tempi di «Striscia» lei, molto carina nell’abito bluette. Il peggio arriva in sala, quando il film all’improvviso si blocca per un difetto (l’ennesimo) della copia digitale.
Ma l’attore sdrammatizza intonando «’O sole mio». La Biennale serve prosecco: con George è sempre party. Era la star più attesa del festival, Clooney, passato fuori concorso con la bizzara commedia dark sui reparti speciali dell’esercito americano diretta dall’amico d’infanzia Grant Heslov, «The Men who Stare at Goats». Ma la maggior parte dei cronisti è parsa interessata soprattutto ai suoi gusti sessuali, di cui molto si discute sui giornali di gossip. Non ritenendo possibile che un signore dal fascino stellare di Clooney possa non essere il sex symbol desiderato dalle masse, due o tre gli chiedono apertamente se pensa di potersi mai innamorare di un uomo. La «iena» Mauro Casciari lo implora in mutande: «Scegli me!», proprio come anni fa la sua ex collega Victoria Cabello lo implorava di sposarla in diretta tv.
A tutti la star da Oscar replica sorridendo, alla «iena» raccomanda di stare buono, «perché ora arriva l’ambulanza», ai più impertinenti dice ironico: «So cosa sta pensando, si vergogni!», poi il giochino scemo finisce lì, ma c’è tempo per poco altro. Il ruolo della stampa in America? «L’apprezzo, mio padre era un giornalista». E in Italia, dove vive parte dell’anno? «Non ne so abbastanza, ma se vivete momenti difficili raccontateceli e noi ci faremo un film».
Francesca Comencini dice invece di aver voluto parlare, in «Lo spazio bianco», delle difficoltà, delle paure, della fatica, ma anche dell’allegria e della leggerezza generate dalla maternità, di cui troppo spesso si discute «in maniera ideologica e retorica».
Lo spunto glielo ha dato il romanzo, le caratteristiche della protagonista, Maria, interpretata con grande intensità dalla Buy, le ha trovate dentro di sé e nelle altre donne della sua generazione, quelle eterne ragazze battagliere e seducenti «che sanno cavarsela da sole e hanno conquistato la dignità». «Questo ruolo è la cosa più bella che mi sia capitata negli ultimi anni» aggiunge l’attrice, «e il film darà forza alla condizione femminile, mai come ora messa in discussione». Ci sono pochi maschi, in questa storia di speranza e di solidarietà che gira intorno alla nascita prematura di una bambina: fidanzati precari, padri assenti, qualche amico fidato.
«Eppure bisognerebbe tornare a un nuovo patto di amicizia tra uomo e donna», commenta la regista.
Ambientato in una Napoli piovosa e per niente oleografica, «Lo spazio bianco» ha improvvisi squarci sulla cronaca, e mostra strade di solito affollatissime, come via Foria, miracolosamente vuote («ne abbiamo filmate una novantina, in giorni diversi e all’alba, quando tutti dormivano»).
Di Napoli e delle sue contraddizioni avrebbe dovuto parlare anche Abel Ferrara, autore di un documentario sulla città presentato fuori concorso. Ma, bloccato in America da un problema di voli, il regista ha rimandato tutto a oggi.
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| Tag: venezia, cinema, festival, clooney, canalis, tappet, rosso, canta, 'o sole mio, passerella | OKNOtizie |
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11/04/2009
Sohan, la super-nonna che ride e canta
Sohan, la super-nonna che ride e canta
Mangia con l'ultimo dente rimastole pane inzuppato nel te. E cammina ancora da sola. Ha 130 anni e vive in Kazakistan: è la donna più vecchia del mondo e nel suo Paese è ormai una celebrità
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| Sohan Dosova, 130 anni, è probabilmente la donna più anziana del mondo, immortalata in un giornale del Kazakistan |
MILANO - «Non posso danzare, le mie ginocchia soffrono... Ma posso cantare». L'allegria traspare subito dalla voce di Sohan Dosova, un'arzilla vecchietta di ben... 130 anni. Quando nacque, il 27 marzo del 1879, nella regione di Karaganda, in Kazakistan, la Russia era ancora governata dagli zar. E con i suoi occhi vide il passaggio all'Unione Sovietica, l'epopea di Lenin e l'ascesa al potere di Stalin, gli anni della guerra fredda e la perestrojka di Michail Gorbaciov, da cui poi è stata generata la nuova indipendenza del suo Paese.
NONNA DA RECORD - Con le sue 130 primavere, Sohan è la donna più vecchia del mondo. Sempre che i dati del recente censimento che l'ha fatta scoprire alle autorità e ai media di tutto il mondo corrispondano al vero. Non è facile trovare riscontri e conferme, in casi di questo genere. La donna è in possesso di un passaporto sovietico rilasciato negli anni Ottanta, ma i dati in esso contenuti sono quelli che lei stessa diede a suo tempo alle autorità. Come spesso avveniva nelle società rurali, le registrazioni anagrafiche non erano una prassi consolidata e quindi tutto si basa su quel vecchio pezzo di carta e sulle testimonianze di quanti le stanno attorno (i quali, però, hanno a loro volta solo dei racconti orali come «prova»).
«TESORO» NAZIONALE - In ogni caso non sembra essere poi così importante. La signora Dosova sta godendo di una fama inattesa e non cercata, piombatale addosso quando un giornale locale ha per la prima volta parlato di lei. Per il Kazakistan è motivo di vanto poter entrare potenzialmente nel Guinness dei primati grazie alla longevità di una propria concittadina e non a caso la Bbc la definisce il nuovo «tesoro» di questa nazione. Lei, dal canto suo, pur essendo diventata una celebrità ha continuato a condurre l'umile vita di sempre.
UNA FAMIGLIA-TRIBU' - Nel corso della sua esistenza ha avuto dieci figli i quali hanno a loro volta generato altri figli che hanno poi fatto altrettanto. Il risultato è che oggi Sohan non riesce a tenere il conto esatto della sua tribù domestica. Tutta la sua vita si è svolta ad Aul, un villaggio nella zona centrale di Karakanda, un'area famosa per le sue miniere di carbone e per avere ospitato, a Semilapatinsk, il primo test nucleare sovietico. Proprio questa vicinanza è probabilmente alla base dell'alto numero di persone con malattie mentali che si registra nella zona e anche tre nipoti della donna, secondo il racconto della Bbc, soffrono di questo genere di problemi.
TE' CON IL BURRO -Nelle interviste è solita raccontare aneddoti sulle sue abitudini. Come ad esempio quella relativa al suo speciale modo di prendere il te, aggiungendovi del burro, secondo la tradizione kazaka. E proprio il pane inzuppato nel te è la sua pietanza preferita, che mangia con l'unico dente rimastole. Ma le sue condizioni di salute, nonostante la veneranda età, sembrano essere piuttosto buone: cammina ancora da sola, aiutandosi semplicemente con un bastone. Il sito della tv pubblica britannica cita il medico di famiglia, Valentina Shamardina, secondo cui la donna «è in buona forma, sveglia e attiva. In tutta la mia carriera - aggiunge il medico, che ha alle spalle 40 anni di esperienza professionale - non ho mai visto nulla di simile: quando si è presentata da me la prima volta per un check up ho chiesto di poter vedere il suo passaporto».
«NON BASTANO LE STANZE» - Oggi Sohan vive in un piccolo appartamento al quinto piano di un palazzo. «E' un po' piccolo - ammette lei - ne servirebbe uno più grande: ci viviamo in troppi, è molto affollato e non ci sono abbastanza stanze». La sua famiglia spera ora che l'improvvisa notorietà della super-nonna possa indurre le autorità ad intervenire affinché contribuiscano a migliorare le condizioni di vita dell'illustre cittadina. Lei, in ogni caso, va avanti come sempre: guardando la televisione e sorridendo. (al.s)
17:30 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: super nonna, nonna, ultracentenaria, ride, canta, kazakistan, celebrità | OKNOtizie |
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