27/03/2012

Italia, patria della sindrome Nimby

Italia, patria della sindrome Nimby

«Non nel mio cortile». Nel 2011 più di 330 cantieri di nuovi impianti legati per energie rinnovabili sono rimasti bloccati

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20/07/2009

Box, ritardi e prezzi raddoppiati Il Comune: no agli aumenti

Box, ritardi e prezzi raddoppiati Il Comune: no agli aumenti

 

Govone, Risorgimento, Darsena: centinaia i proprietari sulla carta. Costruttori in liquidazione e cantieri infiniti. I clienti: una truffa, per fare il rogito ci chiedono sempre più soldi.

 

Il cantiere infinito in piazza XXV Aprile (Newpress)
Il cantiere infinito in piazza XXV Aprile (Newpress)

MILANO - Proprietari, ma «precari». I 267 citta­dini che hanno comprato un box in via Govone, zona Mac Mahon, aspettano da gennaio 2007 di firmare l’acquisto di fronte a un notaio. Dopo due anni e 3 mesi di ritardo sui lavori, oltre 40 mi­la euro già pagati e una richiesta d’au­mento dei prezzi del cento per cento, possono usare il loro garage. Ma ne hanno preso possesso secondo l’inedi­to equilibrismo giuridico della cessio­ne «a titolo precario». Altri 23 cittadi­ni, che contestano il rincaro dei prezzi, non hanno neppure ritirato le chiavi. Va anche peggio in piazza Risorgimen­to: qui altri acquirenti, che si sono rifiu­tati di cedere ad aumenti di prezzo del loro garage (aumenti giudicati illegitti­mi dal Comune), sono stati esclusi dal­la cooperativa. «E ora andremo in Tri­bunale», dicono.

Poi c’è piazza XXV Aprile, dove il costo dei box è già salito da 26 a 33 mila euro. Prima ancora del­l’inizio dei lavori. La politica dei parcheggi interrati ha disseminato la città di crateri prima, di contenziosi e battaglie legali oggi. I ca­si di Govone, Risorgimento e XXV Apri­le sono tutti legati alla stessa azienda, la Vfv Consultecno della famiglia Villo­resi. Una galassia di cooperative rag­gruppate nel consorzio edilizio «Il Qua­drello». E due Spa, tra cui quella che do­vrà scavare per costruire 700 posti au­to sotto la Darsena. Lì sui Navigli, il cantiere non è neppure partito. E da tre anni l’antico porto di Milano è ridotto a una discarica, in cui gli unici a goder­sela sono i topi che sguazzano tra fan­go e immondizia. Le nuove perizie spiegano come è stato impostato l’«affare box»: dal 2001 l’«interesse pubblico» di ridurre il traffico ha dato il via a oltre duecento cantieri per parcheggi sotterranei, un giro d’affari da oltre un miliardo di eu­ro, finito per lo più in mano a 5 grossi gruppi di costruttori. Con un sistema di regole che garantiva sentieri e scor­ciatoie.

Funzionava così: il Comune metteva a bando un’area, si faceva la gara, se l’aggiudicava quasi sempre la prima azienda ad essersi proposta. A quel punto veniva fissato un prezzo medio a cui vendere i box, i cittadini accorrevano e pagavano, poi spuntava­no una miriade di lavori «imprevisti» in corso d’opera e i prezzi salivano del 10, 20, 50 per cento. E anche di più. Con il cambio della giunta, da Albertini a Moratti, e con la città martoriata da lavori infiniti e proteste, è arrivata una stretta sulle regole. Il caso di via Govone è emblematico: a maggio 2004 l’area viene concessa al­la società «Il Quadrello», a patto che co­struisca il parcheggio in 540 giorni e venda i posti auto a un costo medio di 19.930 euro. I cittadini firmano e paga­no. I lavori dovrebbero terminare a no­vembre 2005, ma il parcheggio viene concluso oltre 2 anni dopo, a dicembre 2007. Ma la vera sorpresa è il prezzo: la richiesta per un box (come riportato dalla perizia «arbitrale» depositata il 30 giugno scorso) sale a 36.238 euro. Perché? L’azienda elenca una serie di impro­babili «imprevisti», come l’obbligo di doversi adeguare in corso d’opera alle leggi antincendio (che ovviamente do­vevano essere già rispettate nel proget­to iniziale).

In più chiede un aumento di quasi 3 milioni di euro (spese da di­stribuire tra chi ha comprato i box) per i due anni e tre mesi di ritardo. Rispon­de il Comune (il 3 ottobre scorso): «Si ritiene che l’operatore non possa avan­zare richieste di danni a fronte di pro­lungamenti » dovuti a «una sua carente organizzazione del cantiere». In sinte­si: aziende che prima avevano mano li­bera nell’allungare i lavori e alzare i co­sti, oggi si trovano di fronte il muro di Palazzo Marino. Che, in Govone, rico­nosce un prezzo di vendita di 21 mila euro a box (il perito «arbitro» ha infine stabilito il prezzo finale a 24 mila). Risultato: due anni di braccio di fer­ro e rogiti non ancora firmati. Proteste: «Questo tirare in lungo è una sorta di ricatto». Ma oggi c’è un’incognita peg­giore. Perché una delle imprese che sta­va lavorando in XXV Aprile, la Cega, è in liquidazione dopo aver accumulato oltre 180 protesti in sei mesi. È la stes­sa che ha costruito il parcheggio di via Govone, con i box che i cittadini hanno pagato senza diventarne proprietari. Gli acquirenti «precari» oggi hanno pa­ura: «Se i nostri box venissero pignora­ti, perderemmo tutto».

Gianni Santucci


03/10/2008

Incidenti nei cantieri In un giorno 6 vittime

Incidenti nei cantieri In un giorno 6 vittime

Giovane cade nel pozzo della discarica a Genova. Il più grave sull'autostrada A1, in tre volano da 40 metri. Un'altra vittima in provincia di Perugia, dove un giovane operaio è stato schiacciato da un carroponte

 

 

 

Il pilone da cui sono caduti i tre operai a Firenze (Sestini)
Il pilone da cui sono caduti i tre operai a Firenze
Sei vittime sul lavoro in 24 ore. Giovedì a Firenze tre operai, Giovanni Mesiti di 49 anni, e Rosario Caruso, di 26, entrambi calabresi, e un napoletano di 45, Gaetano Cervicato, sono morti sul colpo dopo un volo di quaranta metri. L'incidente è accaduto nel tardo pomeriggio in un cantiere dell'Autosole non lontano da Barberino di Mugello, una quarantina di chilometri da Firenze, dove si sta costruendo la variante di valico, il raddoppio del tratto appenninico dell'autostrada, da Firenze a Bologna. I tre uomini stavano lavorando sopra una piattaforma al fissaggio di uno dei piloni di cemento armato che reggeranno il viadotto. Non erano imbracati con le corde perché, nonostante l'altezza, la piattaforma avrebbe dovuto garantire la sicurezza prevista dai regolamenti. Giovedì sera nel cantiere sono arrivati una quindicina di vigili del fuoco di Firenze e la Saf, la squadra speciale di soccorso specializzata in interventi di montagna e in zone a rischio. I soccorritori sono saliti sul-l'estremità del pilone per mettere in sicurezza la piattaforma, ancora inclinata su un lato. I lavori erano stati appaltati da Autostrade per l'Italia alla società abruzzese Toto Costruzioni. «Un'azienda seria, che aveva concordato con i sindacati tutti i piani di prevenzione», dice Riccardo Conti, assessore regionali ai Lavori pubblici.

Sempre in Toscana, a Sesto Fiorentino, un altro operaio ha perso la vita mentre lavorava su un carrello per la manutenzione della linea aerea ferroviaria. Non ha avuto scampo neppure Emanuele Cassola, 33 anni, caduto nel pozzo per i biogas che stava trivellando nella discarica comunale di Genova, sulla collina di Scarpino. L'uomo, dipendente della ditta Asja Ambiente, è stato agganciato dal tubo che stava calando nello scavo, appena compiuto, nella massa dei rifiuti. Il tubo lo ha trascinato nel pozzo, largo circa un metro e profondo trenta. Una compagna di lavoro di Emiliano è riuscita ad afferrarlo per i piedi e a trattenerlo disperatamente prima che il peso della condotta le facesse perdere la presa. Le sonde dei vigili del fuoco hanno individuato il corpo a 18 metri di profondità, dove la temperatura si aggira sui 70 gradi e non c'è ossigeno.

Si è tentato di raggiungere l'uomo scavando una galleria laterale ma i vigili del fuoco hanno dovuto rinunciare per il rischio di crolli. Hanno quindi iniziato ad allargare il pozzo con un escavatore lavorando tutta la notte. Dura la condanna dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil che hanno proclamato uno sciopero: «la pericolosità delle lavorazioni e l'apparente mancanza di sufficienti misure di sicurezza — dicono — sono state segnalate da tempo».


12:45 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: morti bianche, cantieri, vittime, lavoro | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook