22/04/2011

Il prof fa cantare «Faccetta nera» in classe, polemica nel Vicentino

Il prof fa cantare «Faccetta nera» in classe, polemica nel Vicentino

Pove del Grappa, i genitori protestano col preside: «I ragazzi hanno portato a casa lo spartito». L'insegnante di musica: faccio solo cultura. Interrogazione al ministro Gelmini

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22/10/2010

Il Tg1 storpia "Arrivederci mostro in "Arrivederci Franzoni"

Il Tg1 storpia "Arrivederci mostro in "Arrivederci Franzoni"

LA GAFFE. L'errore sul titolo dell'album di Ligabue durante la rubrica musicale

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22/06/2010

La canzone anti-Italia che spopola in Rete

La canzone anti-Italia che spopola in Rete

LA BEFFA. Quattro tedeschi ironizzano sul Mondiale azzurro. «Non abbiamo ancora digerito la sconfitta del 2006...»

 

 

MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) - «Non importa chi vince la Coppa. Basta non sia l'Italia!». È questo (in versione un po' più volgare) il refrain della canzone più in voga in questo momento in Germania. Trasmessa dalle radio è già un tormentone in rete. E un caso nei social network.

HIT - «Solo su Internet l'Italia è ancora una hit», titola la Bild. Ed in effetti il beffardo brano della band tedesca «Die vier Sterne» («Le 4 stelle») è tra i più visti su YouTube, scambiato migliaia di volte anche nei vari social network. Dopo il rap di Trapattoni, la canzone «Numero uno» dedicata dal cantante Matze Knop a Luca Toni, in Germania ora spopola «Nur Italien nicht!», un pezzo di dubbio gusto musicale sulla nazionale di Marcello Lippi. È cantato da un gruppo di comici e cabarettisti della Germania - tutti molto noti nel Paese grazie ad una trasmissione tv. «L'idea di fare questa canzone ci è venuta dopo l'1-1 nella partita d'esordio degli azzurri contro il Paraguay», spiegano i quattro membri del gruppo Dittmar Bachmann, Achim Knorr, Lutz von Rosenberg Lipinsky e Sven Hieronymus.

LUOGHI COMUNI - Il brano, assai tagliente (accompagnato da un videoclip alquanto trash), è farcito, ovviamente, di luoghi comuni e termini che caratterizzano lo stereotipo del nostro Paese e del nostro calcio. Il refrain della canzone è più che mai eloquente: «Wer den Cup gewinnt, ist scheiß egal, nur Italien nicht, Italien nicht!». Che tradotto significa: «Non importa un fico secco (per dirla in modo elegante, ndr) chi vince la Coppa. Che non sia l'Italia, che non sia l'Italia!». E prosegue: «Un gol nei primi secondi basta per 90 minuti»; «Spintoni, sputi e insulti: questo è il calcio italiano»; «Catenine e scarpette d'oro; creme e gel, sembrate delle squillo»; «Ci piace il vostro cibo, ma per il calcio non avete tutte le rotelle a posto». E ancora: «Pizza, pasta, mafia - Berlusconi. Questo ci basta, altro non vogliamo».

SCONFITTA 2006 - Ciononostante, interpellati dai media, i membri della band sostengono di non voler offendere o provocare i tifosi italiani. Che la canzone vuole solo essere spiritosa, insomma, «una presa in giro e nulla più». Anche perché «non abbiamo digerito la sconfitta dopo i tempi supplementari del Mondiale di Germania 2006». Al quotidiano Rhein-Zeitung aggiungono: «L'abbiamo prodotta in meno di 48 ore, il successo era inaspettato. Non sappiamo se col singolo incideremo un cd, vediamo dove ci porta l'onda». Per i quattro è però già chiaro quale sarà il team che si porterà a casa il trofeo: «Alemania, certamente», come chiosano nella canzone.

Elmar Burchia


15/06/2010

Genova: muore a 88 anni la protagonista di «Bocca di rosa» che ispirò De Andrè

Genova: muore a 88 anni la protagonista di «Bocca di rosa» che ispirò De Andrè

Il cantautore ne cantò la storia consegnandola all'Olimpo della musica italiana. I dubbi di Dori Ghezzi e Paolo Villaggio

 

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Fabrizio De Andrè (Effigie)
Fabrizio De Andrè (Effigie)

GENOVA - I necrologi sono sui quotidiani genovesi martedì mattina: «È serenamente mancata all'affetto dei suoi cari Liliana Tassio». Aveva 88 anni, Liliana Tassio e molti anni fa, quando in via del Campo «vendeva a tutti la stessa rosa», ispirò con la sua grazia e la sua malinconica bellezza il cantautore Fabrizio De Andrè che ne cantò la storia consegnandola all'Olimpo della musica italiana e internazionale.

I DUBBI - Liliana è deceduta all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. Lì martedì sera, sarà allestita la camera ardente. Il rosario sarà recitato alle 18. I funerali si terranno mercoledì alle 8,15 presso la parrocchia di San Giovanni Battista della Costa a Genova Rivarolo. Mito o realtà? Secondo il quotidiano Il Secolo XIX, che ha commentato la notizia, la storia della donna si tinge di giallo. Dori Ghezzi e Paolo Villaggio non sono sicuri della corrispondenza, anzi, il secondo la esclude: «Non ho mai conosciuto la Tassio, ma sono moltissime le persone che mitizzano il proprio passato», ha detto il comico genovese. Ma, tant'è, il mito di Liliana ha resistito per decenni. E oggi, il giorno in cui Genova le porge l'estremo saluto, tanto vale crederle un'ultima volta. (Fonte Agi)


26/04/2010

Sexy Minogue diventa Aphrodite

Sexy Minogue diventa Aphrodite

E' in arrivo, il 6 luglio, il nuovo disco della di Kylie. Il singolo anticipatorio è "All the Lovers": "L'ho scelto subito, ora sono curiosa di sapere cosa ne pensa la gente"

 

 

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Il nuvo favoloso singolo All the Lovers sarà pubblicato il 28 giugno 2010 poi arriverà l'album Aphrodite, il 6 luglio. L’album vede Kylie Minogue
celebrare le sue origini dance con la collaborazione di Stuart Price (che ha prodotto anche artisti del calibro di Madonna, Pet Shop Boys, Missy Elliott, The Killers, Gwen Stefani, Starsailor, Seal) come executive producer. La lista degli autori dei brani vede in primis Kylie e a seguire Stuart Price, Calvin Harris, Jake Shears, Nerina Pallot e Tim Rice-Oxley dei Keane.
Kylie dichiara: "Il singolo è stato uno degli ultimi brani a essere scritto per l’album. Anche mentre lo stavo registrando, già sapevo che  All The Lovers sarebbe stato il primo singolo; rappresenta perfettamente l’allegria dell’album. E’ una canzone da pelle d’oca...sono curiosa di sapere cosa ciascuno pensi di questo brano". Stuart Price, che ha mixato la canzone ed è stato il produttore esecutivo dell’album, dice: "All The Lovers
è una brano magico  e sintetizza perfettamente quello che l’album veramente è. Kylie che fa musica pop dance nel migliore dei modi". La Minogue ha venduto più di 60 milioni di dischi e continua a essere una delle artiste di maggior successo nel mondo. I suoi innovativi tour hanno stabilito nuovi parametri per le performance live e lo scorso anno il suo primo tour in USA ha raccolto commenti incredibilmente positivi.

 


17/02/2010

Partenza con sorpresa: c'è ancora Bonolis Eliminato subito Emanuele Filiberto

Partenza con sorpresa: c'è ancora Bonolis Eliminato subito Emanuele Filiberto

 

Cassano-show: «A Lippi non vorrei dedicare una canzone. Vorrei suonargliele...». Dita Von Teese scalda l'atmosfera con il suo numero nella coppa di champagne. La Clerici legge il brano di Morgan

 

Laurenti e Bonolis: è toccato a loro aprire il festival di Sanremo edizione 2010 (Liverani)

MILANO - Toto Cutugno (Aeroplani), Nino D'Angelo (Jammo Jà) e il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici (Italia amore mio) sono i primi eliminati del festival di Sanremo. Con tanto di fischi del pubblico contro il principe e Pupo. I cinque possono comunque contare sulla possibilità di ripescaggio nella serata di giovedì.

BONOLIS-LAURENTI - La 60esima edizione è ripartita laddove era finita la numero 59. Ovvero da Paolo Bonolis e Luca Laurenti, i primi a salire sul palco dell'Ariston per «traghettare» la kermesse musicale più importante della tv italiana nel nuovo decennio e passare il testimone ad Antonella Clerici. Tra battute sui presenti in platea (ci sono Mazzi, Mazza - «ma è la moglie?» che «tutti insieme stanno in via Mazzini») e sugli assenti, in particolare il Bigazzi ex compare dell'«Antonellina» della Prova del cuoco ora sospeso dalla Rai per l'infelice consiglio sulla cottura del gatto («Faranno un minuto e mezzo di silenzio: un minuto per Bigazzi e mezzo per il gatto, poveraccio»), la collaudata coppia ha tirato avanti tra sketch e canzoni per quasi mezz'ora, lasciando negli spettatori il dubbio che forse la Clerici non si sarebbe presentata. Ma poi, agghindata in un abito da sera sbracciato, rosso acceso e brillante, la conduttrice è atterrata sul palco come da un'«astronave», da un troncone semovente della scenografia. Dopo qualche frecciatina sulla taglia della collega («Basta con questa ossessione per la taglia 42, è un burqa per le donne», a cui lei stessa si riallaccia poco più tardi: «Quella di quest'anno è un'edizione bella tonda, forse per questo hanno pensato a me»), Bonolis e Laurenti hanno lasciato il campo e il festival è infine cominciato.

La kermesse di DITA VON TEESE

 


22/12/2009

L'inglese inventato di Celentano spopola negli Usa e su Internet

L'inglese inventato di Celentano spopola negli Usa e su Internet

 

Il molleggiato incoronato «inventore del rap» grazie a «Prisencolinesinanciusol». Una vecchia canzone di Adriano viene improvvisamente riscoperta grazie alla rete. E scoppia la mania


Il disco originale del 1972

MILANO – Il molleggiato lo aveva detto, già nel lontano 1994, che la sua Prisencolinesinanciusol (canzone del 1972 il cui testo si basava su un vocabolario di sua invenzione) era un rap ante litteram.

ADRIANO LO AVEVA DETTO - E ora i molti che lo derisero ricevono un sonoro schiaffo morale, tirato metaforicamente dal celebre scrittore e blogger statunitense Cory Doctorow, che scopre Adriano Celentano molti anni dopo e lo cita nel suo prestigioso blog Boing Boing come esempio di quanti cantano l’inglese senza conoscerlo e come simbolo del fascino dello slang finto-anglofono. Il columnist rilancia casualmente il pezzo e accade che una folla di blogger giovani e «molto avanti» sente questo brano di 40 anni fa, senza conoscere minimamente il molleggiato, e lo trova incantevole, attuale, originale. È subito Celentano-mania, gli Stati Uniti rimangono colpiti dall’eclettico artista e vedono in lui e nel suo stile l’invenzione del genere rap e il futuro della musica.

ALCUNI POST – «Celentano è una leggenda, un precursore dell’innovazione musicale» afferma l'utente Gjashley, mentre BdgBill lo cita come esempio per come dovrebbe evolversi la musica rock odierna. Qualcuno se la prende con Boing Boing: «E ci arrivate adesso?! Complimenti per il tempismo», ironizza qualche blogger. Junglemonkey celebra il suono dell’inglese per le orecchie straniere: «Ma è meraviglioso se questo è il suono della lingua inglese!». «E' come ascoltare Bob Dylan» gli fa eco un utente anonimo.

RECENSIONE SPONTANEA - I commenti che si susseguono su Boing Boing sono entusiasti. Qualcuno paragona Adriano ad artisti come Elvis Presley, i REM e i Radiohead. La webzine Wired la definisce una delle migliori recensioni spontanee collettive. Dopo 40 album pubblicati, 30 film e 150 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Celentano sbarca finalmente negli States. E questo grazie a Internet, ai blog e a un signore (Cory Doctorow appunto) talmente avanti da definire Facebook «la pornografia del sociale». Avresti mai pensato, Adriano, di essere così rock?

Emanuela Di Pasqua


04/12/2009

«Canto con la voce di mia madre Mina. Noi siamo uguali»

«Canto con la voce di mia madre Mina. Noi siamo uguali»

 

La prima volta. Benedetta: sì, sposerei uno come lei. La figlia nel nuovo video: «L’idea è mia. L'ho convinta puntando sul suo amore per me, incondizionato»

 

Sembra di tornare indietro di 30 anni. Benedetta Mazzini è il ritratto di mamma Mina. Vederla in un video in cui dalla sua bocca esce la voce della «signora della canzone» fa ef­fetto. Il clip è quello di «Adesso è facile», duetto fra Mina e Manuel Agnelli con gli Afterhours, da ieri in anteprima su corriere.it (in tv soltanto da lunedì). «Non è che io voglia assomigliarle, il fat­to è che siamo uguali. Se raccolgo i capelli poi...», dice Benedetta.

Nel video, diretto da Cosimo Alemà, Manuel e Benedetta sono nella stessa stanza d’albergo. Sempre assieme, ma alternativamente uno dei due è trasparente, come se non si dovessero mai incontrare. Il leader degli Afterhours canta le sue parti, Benedetta «interpreta» Mina. «All’inizio muovevo solo la bocca, ma il regista mi ha chie­sto di cantare veramente per rendere più reali le riprese. Più che imbarazzo ho provato grande ri­spetto e, come sempre quando ascolto la voce di mamma, emozione», racconta Mazzini jr. Com­mento di Mina? «Come ti sta bene quella voce!». Non deve essere stato facile convincere la stel­la a fare un video con veri interpreti. I suoi clip sono sempre stati di animazione. «Sembra che faccia apposta non solo a non farsi vedere, ma anche a non far sapere nulla della sua attività. Ho proposto questa idea non per egocentrismo, vo­levo far conoscere la canzone anche a chi guarda le tv musicali. Ho potuto fare leva sull’amore in­condizionato di mamma», racconta la figlia.

Il processo di convincimento è stato lungo. «A differenza degli altri che le chiedono le cose mil­le volte, fino a che lei non dice no, io so come prenderla. Le ho fatto la proposta e l’ho lasciata cadere. Ho aspettato un mese per sentirmi dire che non aveva ancora deciso. Alla fine ha dato l’ok. Per me è stata una comunione di affetti: voglio un bene smisurato agli Afte­rhours e adoro mamma». A tal punto che una volta ha dichiarato che si sarebbe sposata solo con un uomo con le stesse «palle» della madre. «È vero. È la persona più importante della mia vita, la mia migliore amica, fratello e sorella. È una delle persone migliori che ho conosciuto, le presento sempre i miei amici, sono 'innamora­ta' di lei», rilancia.

Essere figli d’arte, benedizione o maledizione? «Sono stata fortunata perché non faccio il suo la­voro. Credo che l’affetto che la circonda mi abbia risparmiato cattiverie, ma non ho mai avuto aiuti diretti. Penso che chi ha genitori famosi abbia dei vantaggi: se respiri quell’aria devi per forza diventare una persona in gamba». La rivoluzione rock di Mina l’ha propiziata lei. «Le avevo fatto conoscere la loro musica e nel ’96, quando ci fu un loro show in Svizzera, li invi­tai a casa nostra a Lugano», ricorda. Poi Mina fe­ce una cover di «Dentro Marilyn» e ora il duetto. È vero che ascolta tutte le canzoni che le manda­no anche autori sconosciuti? «Lavora tutti i giorni come una che timbra il cartellino — la descrive così Benedetta —. Però con passio­ne. Ha un cassetto dove conserva le cose più assurde, ma non accantona nulla perché dice sempre che non sai mai da dove può arrivare il colpo di genio. Vive sommersa di dischi che ascolta in cuffia o, quando è in studio, a volu­mi che neanche le band heavy metal».

La carriera di Benedetta ha incrociato cine­ma ( Tutti giù per terra, Panni sporchi ), teatro ( Bigodini con Platinette) e tv («Rock Café», «Festivalbar»). Dopo qualche anno di assenza è tornata nel 2009 con «X Factor - Il processo» (sabato su Raidue l’ultima puntata) e a marzo partirà «Africa Benedetta» sul canale satellita­re Nat Geo, documentario di viaggio in cui ac­compagna un personaggio in un safari. L’Afri­ca è una delle sue passioni: «Da una decina d’anni sono travel companion di una compa­gnia sudafricana». Cioè? «Accompagno turisti offrendo un servizio aggiuntivo a quello di ran­ger e guida. È una gioia far conoscere quei posti meravigliosi a chi non li ha mai visti», racconta. Sulla carta d’identità, quindi, che scriverebbe alla voce professione? «Vivo. Una volta avrei det­to attrice, ci credevo molto. L’Africa mi ha equi­librato. Oggi direi che sono felice di fare le co­se che mi fanno felice».

Andrea Laffranchi

corriere.it


22/11/2009

Musica: sul web spopola il fenomeno Bieber, l'idolo delle teenager Usa

Musica: sul web spopola il fenomeno Bieber, l'idolo delle teenager Usa

 

Il suo cd «my World» è subito entrato tra i primi 100 della classifica americana. Il cantante canadese, 15 anni, ha appena prodotto un disco dopo il boom dei suoi video casalinghi su You Tube

 

Dimenticate i Jonas Brothers o i Tokio Hotel e ricordatevi questo nome: Justin Bieber. Quindici anni, fenomeno della musica, idolo delle giovanissime. Giovanissime che perdono letteralmente il controllo ovunque lui appare per esibirsi. Sabato pomeriggio 3000 piccole fan, con mamma e papà al seguito, hanno invaso un centro commerciale a New York. Il risultato: caos, tafferugli e bambine al pronto soccorso. La chiamano «Bieber-mania».

MILIONI DI BABY FAN - E' tra i più visti di YouTube da qualche mese a questa parte. Ed ha tutte le carte in regola per sfondare nel mondo della musica pop: un bel faccino, simpatico, sorriso coinvolgente, ma soprattutto bravo. Canta, suona il piano, la batteria, la chitarra e la tromba. Lui è Justin Bieber, quindici anni e una carriera tutta in ascesa. L'incredibile storia di Justin comincia appena due anni fa: il bambino di Stratford, in Canada partecipa ad un concorso musicale della sua città ma si piazza secondo. La madre decide quindi di pubblicare sul portale YouTube una serie di video «casalinghi» in cui si esibisce nei brani dei suoi cantanti preferiti: Justin Timberlake, Michael Jackson, Stevie Wonder, Chris Brown e Usher. Ed è subito boom di clic. Qualche numero: il primo video - la cover a cappella «With You» di Chris Brown - ha superato nel frattempo le 13 milioni di visualizzazioni mentre il primo singolo «One Time», uscito a luglio, ha già toccato i 20 milioni di clic. Non basta: su Facebook conta un milione di fan e su Twitter è seguito da oltre 500 mila utenti, soprattutto «tweens». Tv e radio se lo contendono a suon di ospitate. Insomma: piace, piace tanto.

PICCOLO TALENTO, GRANDE STAR - Sabato era atteso per firmare autografi in un grosso centro commerciale a Long Island, ma l'evento si è trasformato nel caos più totale, riferisce il Daily News. Tremila baby ammiratrici in preda all'isteria sono andate fuori controllo quando si è sparsa la falsa voce che il bambino si trovasse nel negozio di fronte. L'evento è stato cancellato, un paio di bambine sono finite al pronto soccorso con ferite lievi, il vice presidente della casa discografica è stato arrestato.

SNOBBATO TIMBERLAKE - Justin Bieber, diventato famoso grazie ad un video amatoriale pubblicato sulla Rete in cui canta e suona la sua chitarra acustica, ora gioca a fare l'adulto, grazie ad uno sponsor molto particolare: il noto produttore e cantante statunitense Usher, che l'ha notato proprio sul web. Per la verità l'aveva notato in rete anche Justin Timberlake che gli propose un contratto. Ma il giovane talento di Toronto rifiutò, optando per Usher. Molti sono nel frattempo i fan club anche nel nostro Paese. Lo scorso anno ha firmato per la casa discografica Island Records e martedì ha debuttato col primo album «My World». «One Time» e «One Less Lonely Girl» sono i due singoli che l'hanno reso celebre e con i quali è balzato in vetta alla classifica americana Billboard Top 100. Le sue canzoni affrontano i classici temi adolescenziali: il primo amore e la prima delusione.

Elmar Burchia

corriere.it


17/04/2009

Va all'asta «Madonna Mia», la canzone scritta da Al Capone

Va all'asta «Madonna Mia», la canzone scritta da Al Capone

 

Grande amante dell’opera e del jazz il boss sapeva suonare il banjo e il mandolino. Si parte da un prezzo minimo di 65 mila dollari per lo spartito composto dal sanguinario gangster nel '29

 

Al Capone all'uscita del tribunale dopo la condanna nasconde le manette sotto il cappello (Ap)
Al Capone all'uscita del tribunale dopo la condanna nasconde le manette sotto il cappello (Ap)

NEW YORK - «Madonna Mia/Tu sei la fioritura delle rose/tu sei la grazia che riposa/nel cuore di una canzone/Madonna Mia/col tuo vero amore come guida/non sbaglierò mai/Madonna Mia/sei la sola che amo/Madonna Mia/te lo prometto qui adesso/ti adorerò fino alla fine». Non si tratta di una tributo alla Vergine Maria, ma della tenera canzone d’amore scritta dal gangster Al Capone negli anni '30, mentre era detenuto per evasione fiscale ad Alcatraz: un omaggio all’adorata moglie Mae, che restò sempre al suo fianco anche nei momenti più difficili.

ALL'ASTA - Sessant’anni dopo la morte del gangster nato a Brooklyn nel 1899, lo spartito di «Madonna Mia», sarà venduto all'asta in America da Kenneth W. Rendell, un antiquario specializzato in documenti storici che partirà da un prezzo minimo di 65 mila dollari ma spera di rastrellarne molti di più. «Perché, - spiega - oltre ad essere inedito, lo spartito dimostra come uno dei gangster più sanguinari e crudele di tutti i tempi avesse un cuore sensibile e romantico».

MUSICISTA - Il suo amore per la musica a dire il vero non è nuovo. Nel famigerato «Massacro di San Valentino», da lui orchestrato nel 1929, i membri della sua banda estrassero i mitra proprio da custodie di violino. Grande amante dell’opera e del jazz, Capone sapeva suonare il banjo e il mandolino, oltre a leggere perfettamente gli spartiti musicali. Quando venne rinchiuso ad Alcatraz, chiese subito al guardiano del penitenziario il permesso di formare un piccolo complesso musicale. Dopo varie suppliche, la sua preghiera venne accolta. Nacque così lo spartito di «Madonna Mia», che il gangster regalò a Vincent Casey, l’aspirante prete che prima di indossare gli abiti talari da prete gesuita, fece voto di visitarlo almeno una volta alla settimana in prigione. «Mio padre ha sempre parlato di Capone come di un uomo umile, gentile e cortese», racconta adesso Mike Casey, il figlio di Vincent che più tardi abbandonò la veste sacerdotale.

LA MOGLIE - In prigione il religioso s’imbatté spesso in Mae, la fedelissima moglie di Capone che curò anche durante la fase più acuta della sifilide, la malattia che lo stroncò nel 1947. Secondo il Chicago Tribune, il terribile male non scoraggiò il suo amore per la musica: «anche quando la sua mente era ormai devastata e in preda a terribili allucinazioni paranoiche», scrive, «continuò imperterrito a suonare il mandolino». Intanto Rich Larsen, promotore del Caponefanclub.com, sta lavorando alla realizzazione di un CD della canzone che, sempre secondo il Chicago Tribune, assomiglia ad un «tradizionalissimo motivo d’amore all’italiana dell’epoca», con due cantanti – un uomo ed una donna – e un accompagnamento musicale di mandolino, fisarmonica, piano e violino.

Alessandra Farkas