28/01/2012
Chiude Spanair, aeroporti nel caos
Chiude Spanair, aeroporti nel caosLa motivazione della compagnia: «assenza di disponibilità finanziaria per i prossimi mesi». Annullate decine di voli su Madrid, Barcellona e Canarie. Le proteste dei passeggeri: 22 mila restano a terra
12:34 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, spanari, fallimento, crisi finanziaria, chiusura, proteste, passeggeri, cancellazione, voli, aereoporti, caos | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/06/2011
Poste Italiane, servizi ancora a singhiozzo Richiamo dell'Agcom: «Inaccettabile»
Poste Italiane, servizi ancora a singhiozzo Richiamo dell'Agcom: «Inaccettabile»MERCOLEDI' SCORSO IL SERVER E' ANDATO IN TILT PER 4 GIORNI. Ancora blocchi negli uffici postali dopo il black out di 4 giorni. Tour per la città a caccia dell'attesa più breve. E l'azienda apre tavolo di conciliazione con consumatori
16:40 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, disagi, disservizi, agcom, caos, rimborsi, poste, consumatori, pc | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
19/10/2010
Cagliari, la protesta dei pastori si trasforma in guerriglia
Cagliari, la protesta dei pastori si trasforma in guerrigliaCariche e lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine, lancio di pietre e bottiglie per mano dei manifestanti del Movimento guidato da Felice Floris. Caos in centro città; un manifestante perde l'occhio, un agente riporta una frattura alla mandibola
23:48 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, pastori, protesta pastori, cagliari, manifestazione, feriti, guerriglia, caos, lacrimogeni, forze dell'ordine, manifestanti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
27/07/2010
Pdl nel caos, botta e risposta tra Fini e Verdini
Pdl nel caos, botta e risposta tra Fini e VerdiniIl coordinatore del partito, sentito 9 ore in procura nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3, replica al presidente della Camera che aveva chiesto le dimissioni per chi è indagato: “Richiesta impropria, Fini conosce il procedimento giudiziario?”
Attacchi, insinuazioni, veleni. Non si placa lo scontro che si sta consumando da diverse settimane all’interno del Pdl e che ha fatto registrare un nuovo capitolo nel botta e risposta tra il presidente della Camera Gianfranco Fini e il coordinatore del partito Denis Verdini (indagato a Roma nell’inchiesta sull’eolico e sulla cosiddetta P3).
"Mi chiedo se è opportuno che chi sia indagato continui ad avere incarichi politici", aveva dichiarato ieri Fini in collegamento telefonico con la prima convention campana di Generazione Italia, l'associazione presieduta da Italo Bocchino, facendo riferimento sia a Verdini che a Nicola Cosentino, dimessosi da sottosegretario ma ancora coordinatore del Pdl campano.
Parole incendiarie, soprattutto se si pensa che la terza carica dello Stato le pronuncia nel giorno in cui proprio Verdini si presenta davanti ai pm di Roma nella settimana chiave per l'inchiesta sulla P3, dopo essersi dimesso dalla presidenza del Credito Cooperativo Fiorentino. E al termine di un interrogatorio fiume, durato circa 9 ore, il coordinatore del Pdl non si risparmia una replica: "Bisogna vedere le motivazioni della richiesta di Fini. E' una richiesta largamente impropria e penso di non avere nessun motivo per dimettermi", ha detto il coordinatore al termine dell'interrogatorio. "Fini conosce il procedimento giudiziario? - ha aggiunto Verdini - al momento io sono solo indagato, ci sono tre gradi di giudizio, bisogna ascoltare anche la difesa. Ciò vale per Fini e per quelli come lui".
Tocca quindi, nell'irritato silenzio del premier, agli altri due coordinatori reagire: Sandro Bondi punta il dito contro Fini e lo accusa di essere venuto meno al proprio ruolo istituzionale, Ignazio La Russa ancora invoca che lasci la Presidenza della Camera per fare il ministro. Non lo farà mai, ribattono in coro i finiani, "fino all'ultimo giorno della legislatura".
Se la prende con Fini il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo: "Parole gravissime e inaccettabili. Nessuno può darci lezioni di legalità - ha aggiunto - il tema della legalità se viene usato per fini strumentali si svilisce davvero".
Si fa sentire anche il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto: "Il problema di fondo non è quello posto dal presidente Fini ma un altro. Alla lunga non può reggere l'equilibrio interno ad un partito se da alcuni mesi esso è lacerato da polemiche frontali di un ristretto gruppo di suoi esponenti che fa proprie, addirittura amplificandole, le polemiche della sinistra più radicale e le sviluppa in modo sistematico. Se tutto ciò ha un senso politico questa azione ha l'obiettivo di devastare e destabilizzare il partito oscurando anche tutto quello che di buono ha fatto e sta facendo il governo".
Chi è vicino al premier e ne interpreta il pensiero parla ormai di “scontro totale” con Fini, che ancora con il suo comportamento dimostra di non cercare la ricomposizione e con il quale non ha senso ora pensare di potersi sedere intorno ad un tavolo. Le opzioni che restano sono le elezioni anticipate o la divisione del partito (e allo scopo l'ufficio stampa del Pdl fa sapere che Berlusconi è l'unico proprietario del simbolo, ne ha piena disponibilità senza bisogno della autorizzazione di chicchessia).
Intanto la crisi nel Pdl diventa anche poesia. Il merito è del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Micciché, che sul suo blog ha pubblicato alcuni versi ispirati dallo scontro all'interno del partito.
11:54 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, maggioranza, governo, caos, polemiche, accuse, fini, verdini, interrogatorio, inchiesta, p3, dimissioni | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
28/04/2010
Posta certificata, il sito è ancora in tilt «Troppi contatti, potenziamo il sistema»
Posta certificata, il sito è ancora in tilt «Troppi contatti, potenziamo il sistema»Moltissimi utenti non sono riusciti a completare la procedura di iscrizione. Circa 400 mila contatti dal lancio della Pec, oltre 25 mila registrazioni. Le scuse di Poste italiane e Telecom
| Il sito della Pec |
MILANO - La signorina sorride al centro della pagina: «È stato raggiunto il numero massimo di connessioni. Riprovare più tardi». Però lei non si smuove da lì: alle 14, alle 15, alle 16, alle 17 e alle 18 appare sempre lo stesso messaggio. Più snervante di certe code allo sportello. Eppure, la Posta elettronica certificata - lanciata lunedì da Renato Brunetta - doveva servire proprio a snellire il dialogo con la pubblica amministrazione, garantendo valore legale alle comunicazioni.
TROPPI CONTATTI - Il giorno stesso della presentazione, il sito www.postacertificata.gov.it - attraverso il quale è possibile aprire la propria casella personale - è però andato in tilt. Motivo? L'inatteso «boom» di contatti, che al ministero considerano un segnale di apprezzamento per l'iniziativa. Ma la situazione, 24 ore dopo il lancio ufficiale, non appare affatto migliorata. Moltissimi utenti non sono riusciti ad avviare la procedura, in altri casi il sistema si è bloccato sul più bello. Qualcuno racconta sul web di aver provato addirittura durante le ore notturne, senza ottenere nessun risultato. Si può parlare ancora di effetto sorpresa? O qualcosa non sta funzionando come dovrebbe? «Sono mediamente 20mila gli accessi orari registrati al portale per oltre 400mila contatti dall'avvio del servizio» spiegano in una nota congiunta Telecom Italia e Poste italiane, che gestiscono il servizio. Più di quanto si attendessero, probabilmente, anche se Brunetta ha spiegato che il sistema dovrà essere in grado di attivare circa 40 mila pratiche al giorno per arrivare a 10 milioni di Pec entro il 2010.
MIGLIAIA DI REGISTRAZIONI - Per i rallentamenti, Poste Italiane e Telecom Italia si scusano con i cittadini: «Il sistema è in continuo potenziamento per rispondere - dicono - al crescente flusso di richieste e per soddisfare in maniera sempre più tempestiva le esigenze di informazione e di registrazione dei cittadini». Nuovo tentativo, allora. Che sia la volta buona? Niente da fare, la signorina è sempre lì: «Riprovare più tardi». E non c'è nessuno con cui scambiare quattro chiacchiere mentre si aspetta in coda.
Germano Antonucci
11:37 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: internet, posta certificata, tilt, caos, utenti, scuse, poste italiane, telecom, disagi, collegamenti, sito, pec | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
22/12/2009
Moretti, ad Ferrovie: «Se volete il taglio del 50% dei treni ditelo»
Moretti, ad Ferrovie: «Se volete il taglio del 50% dei treni ditelo»
«Nessun blocco sulla rete, oggi 1650 treni». Matteoli: nessun rimborso per i disagi. Ma Easyjet rende i soldi. «quali sono in paesi che non hanno problemi con queste cause naturali?»
![]() |
| Moretti (Infofoto) |
MILANO - La «rete ferroviaria sta funzionando» anche se «con alcuni ritardi, ma ditemi quale paese non ha ritardo in questo momento». Così «se la gente preferisce che tagliamo il 50% dei treni, lo dica: non è che tutti i manager dei trasporti europei sono coglioni: c'è un problema di cause naturali». Così l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, ha risposto durante la trasmissione 'Radio Anch'io' ad alcune domande sui disagi registrati nelle ferrovie in questi giorni. «Poi se dico alla gente che deve portare le coperte, tutti si mettono a ridere - ha detto Moretti - Ma se c'è una disalimentazione elettrica e il treno rimane al ghiaccio è bene che la gente si premuri prima. Sono informazioni di servizio». «Le polemiche le faremo dopo. Sulla rete nazionale non c'è alcun blocco, sta funzionando» ha aggiunto spiegando che saranno in circolazione 1.650 treni, «al momento sono 652 quelli in movimento». «L'unica difficoltà l'abbiamo a Genova Brignole, dove c'è una particolare situazione meteo di ghiaccio». Moretti ha anche parlato di Alta Velocità. «Non ci devono essere le parti più deboli che devono essere messe in conflitto - ha detto Moretti - In questi momenti, proprio perchè siamo riusciti a separare alta velocità da linee tradizionali, i treni regionali, anche se con ritardo (trovatemi un Paese dove non ci sono ritardi di ore in questo istante), stanno comunque andando». Il numero uno di Ferrovie ha quindi ricordato che «siamo partiti con l'alta velocità e abbiamo avuto quattro giorni di difficoltà. Venerdì la puntualità stava migliorando. È poi caduta della neve e si è formato il ghiaccio». Inoltre - ha aggiunto Moretti - gli effetti del maltempo «non si risolvono in un giorno. Ci sono anche treni seriamente danneggiati e in queste feste faremo anche operazioni di manutenzione straordinaria».
RIMBORSI - Intanto è già polemica sui rimborsi. Easyjet invita i clienti che hanno il volo cancellato a non andare neanche in aeroporto e chiedere online il rimborso del biglietto. In una nota in cui si scusa per i disagi dovuti al maltempo, la compagnia consigli «a tutti i passeggeri di verificare lo stato del proprio volo sul sito www.easyjet.com». Se il volo dovesse essere stato cancellato la compagnia chiede ai passeggeri di non andare in aeroporto e di richiedere il rimborso o il cambio del volo direttamente online». Anche l'Alitalia si rende disponibile a recuperare il volo: «Tutti i passeggeri in possesso di prenotazione confermata e di biglietto emesso per la date di lunedì e di martedì, da e per gli scali di Linate, Malpensa, Torino, Bologna, Genova e Verona - spiega ancora Alitalia -, potranno beneficiare, fino al 24 dicembre, di riprenotazioni senza penale per voli successivi, modifica di itinerario senza penale o rimborso del biglietto senza penale». Al contrario il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli intervistato a «Radio 24» nega la possibilità di rimborsi: «Non ci saranno, esiste un regolamento a cui bisogna attenersi: quando si tratta di calamità come queste non è previsto alcun rimborso». Inoltre, il ministro ha commentato la frase dell'ad di Fs Spa Mauro Moretti che ha invitato i passeggeri a portarsi panini (Altroconsumo dice che è l'Europa a disporre che i panini li deve portare Moretti), acqua e maglioni per i viaggi lunghi. «È una frase sbagliata - ha detto Matteoli -Moretti si sa difendere da solo, ma è un uomo sotto stress da giorni e lo siamo un po' tutti. Può darsi che questo stress abbia portato Moretti a dire questa frase non appropriata». Contro Matteoli e Moretti si schiera il Codacons che in una nota comunica che ha deciso di tutelare i passeggeri coinvolti nei disagi di queste ore, dando vita ad una protesta organizzata e basata sul Codice Civile.
14:57 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: trasporti, treni, trenitalia, ferrovie, caos, frecciarossa, deputato, merlo, inchiesta, polemiche, ritardi, disagi, pendolari | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/12/2009
Caos Frecciarossa, il Pd : «Parlamento convochi Moretti»
Caos Frecciarossa, il Pd : «Parlamento convochi Moretti»
TRENI. Il deputato Merlo: «Pendolari penalizzati». A Torino aperta un'inchiesta da Guariniello
| (Ansa) |
ROMA - Il Parlamento convochi l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti. È quanto chiede il deputato piemontese del Pd, Giorgio Merlo, che intende così fare chiarezza sui ritardi e i disservizi dei nuovi Frecciarossa. «L'alta velocità - dice - è una grandissima opportunità, che non può essere sciupata, ridimensionata o nascosta per le responsabilità politiche e manageriali di chi la gestisce». Secondo Merlo, «l'avvio, per certi versi drammatico, della Frecciarossa ha penalizzato ulteriormente i pendolari piemontesi - sottolinea - creando enormi disagi con i nuovi orari a livello regionale e con pesanti ricadute negative sui grandi collegamenti nazionali». Una situazione, continua , «che non può essere giustificata con la sola casualità o con le pesanti accuse alla regione Piemonte rivolte dall'ad delle Ferrovie, Moretti». Di qui la richiesta, già formulata da Merlo in una lettera alla presidenza della Commissione Trasporti della Camera, di convocare quest'ultimo in Parlamento: «Credo sia indispensabile farlo al più presto - sostiene - per chiarire che le responsabilità di questa incresciosa situazione non possono essere scaraventate banalmente sulla Regione Piemonte o sulle proteste dei pendolari che occupano i treni».
PROCURA - Frecciarossa, tra l'altro, sarebbe anche nel mirino della Procura di Torino. I disagi lamentati nei giorni scorsi dai passeggeri del nuovo treno ad alta velocità hanno spinto il pm Raffaele Guariniello ad aprire un fascicolo conoscitivo. Il magistrato, come scrive Repubblica, ha dato inoltre mandato alla Polizia ferroviaria di monitorare treni e linee. Sorvegliati speciali, appunto, sono i Frecciarossa. Gli agenti dovranno relazionare direttamente a Guariniello, e in tempi stretti, sui tanti disservizi del treno veloce entrato in funzione da un paio di settimane. Ritardi, che in alcuni casi secondo i pendolari hanno superato i 100 minuti, ma anche sovraffollamento delle carrozze, overbooking e, di conseguenza, precarie condizioni di sicurezza. Problemi che i viaggiatori hanno messo nero su bianco nelle decine di segnalazioni inviate al pm Guariniello, già da tempo impegnato a indagare sui disservizi dei treni tradizionali. I risultati di questo nuovo screening disposto dal magistrato serviranno a delineare un quadro oggettivo della situazione. Il materiale così raccolto sarà portato anche all'attenzione dell'Agenzia italiana per la sicurezza delle ferrovie.
12:44 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: trasporti, treni, trenitalia, ferrovie, caos, frecciarossa, deputato, merlo, inchiesta, polemiche, ritardi, disagi, pendolari | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
29/08/2009
Revoche delle licenze all'aeroporto di Fiumicino
Revoche delle licenze all'aeroporto di Fiumicino
Fiumicino, caos bagagli Enac: "Verso la revoca delle licenze a società"
Roma - Dopo un'estate di lamentele e caos, iniziano le indagini. Avvio delle procedure di revoca della licenza per i bagagli per due delle società che gestiscono l’handling nell’aeroporto di Fiumicino: Alitalia e Flightcare. È quanto si appresta a chiedere alla prossima riunione dell’Enac, il direttore dell’ente dell’aviazione civile presso l’aeroporto di Fiumicino, secondo quanto annuncia il presidente dell’Enac, Vito Riggio. "Prendo sempre queste decisioni sulle sanzioni a malincuore ma le violazioni sui tempi di consegna sono state tali che, o questa cosa si corregge o sono inevitabili le procedure che obbligano al rientro, pena la cancellazione della revoca" ha spiegato il presidente dell’Enac.
Verso la revoca "Queste due società hanno accumulato inadempienze tali per le quali presumo che già alla prossima riunione del 16 il direttore dell’aeroporto ci dovrà presentare la proposta di revoca" ha detto Riggio. "Se il direttore di Fiumicino lo farà non possiamo fare altro che prenderne atto e proporre un piano di rientro" ha precisato il presidente dell’Enac, spiegando tuttavia che l’avvio della procedura comporta allo stesso tempo la presentazione di proposte, da parte delle società sanzionate, per il rientro dalle inadempienze e, quindi, l’avvio di un piano concordato per l’attuazione delle stesse. Tale piano di rientro dovrebbe durare tra i 60 e i 70 giorni, al termine dei quali avverrà la valutazione finale sulla revoca. "Quando si va oltre i 45 minuti per la riconsegna dei bagagli si superano quei minimi di qualità di servizio che non si può certo definire troppo rigorosi" commenta quindi Riggio notando che superare questi tempi di consegna significa il più delle volte impiegare più tempo per la riconsegna dei bagagli che per effettuare il volo stesso. Riggio ha infine rilevato che per queste inadempienze le due società di handling hanno accumulato multe "rilevanti", non tanto per l’importo, ma per il numero. Sarebbero infatti oltre 60 le multe comminate alle due società per la violazione dei tempi massimi di riconsegna bagagli.
15/03/2009
Caos tra aspiranti modelle in fila per il reality: sei feriti
Caos tra aspiranti modelle in fila per il reality: sei feriti
Disordini durante le audizioni di "America's Next top Model": tre persone arrestate


NEW YORK - Tre arresti e sei feriti: è il bilancio dei disordini scoppiati a New York, a Manhattan, tra la folla in fila per partecipare ai provini del reality "America's Next top Model". La polizia non ha fatto sapere i motivi che hanno scatenato il caos. Le audizioni per le partecipanti sono state sospese dalle autorità con la motivazione che non sono state organizzate correttamente.


CAOS - Secondo la radio locale 'Wins', a scatenare il panico sarebbe stato l'eccessivo fumo prodotto da un'automobile in sosta davanti all'hotel Park Central e le successive grida di qualcuno che ha lanciato l'allarme incendio, poi rivelatosi falso. La polizia non ha confermato la ricostruzione, ma ha riferito che sei donne, che hanno detto di essere svenute, sono state portate in ospedale: alcune di loro erano state in fila tutta la notte per essere certe di partecipare all'audizione. Davanti all'albergo sono rimaste le sedie, i vestiti, le scarpe e i sacchi a pelo di quelle che sono riuscite a scappare, in preda al panico. Le audizioni sono state cancellate, anche se continueranno a Chicago, Dallas e Los Angeles. La 13ma edizione di 'America's next top model' andrà in onda sul network 'Cw': tra le centinaia di contendenti ne saranno selezionate soltanto una decina.

17:42 Scritto in MODA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: modelle, caos, audizioni, new york, arresti, feriti, disordini, american's next top model | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Sharif sfida il governo, caos a Lahore
Sharif sfida il governo, caos a Lahore
PAKISTAN: protestano i sostenitori del leader dell'opposizione. «250 arresti». L'ex premier, arrestato prima di un intervento in piazza, ha lasciato i domiciliari ed è sceso in piazza.
| (Afp) |
LAHORE (Pakistan)- Ha scatenato violente proteste di piazza a Lahore, in Pakistan, l'arresto di Nawaz Sharif. L'ex premier pachistano e attuale leader dell'opposizione è stato posto ai domiciliari poche ore prima di un suo intervento a una manifestazione di protesta. Poi ha scelto di sfidare il governo o violando gli arresti imposti nei suoi confronti dal presidente Asif Ali Zardari. Dopo aver parlato alla folla davanti la sua residenza, Sharif è uscito e si è messo alla testa di una manifestazione che lunedì dovrebbe arrivare a Islamabad. L'ex premier, che sabato aveva respinto un tentativo di conciliazione da parte del capo dello Stato, ha definito «illegale» l'ordine di arresti domiciliari per lui e per altri leader dell'opposizione, ed ha ribadito che la «Lunga Marcia» partita venerdì da Karachi «deve giungere a tutti i costi» ella capitale. La situazione si fa di ora in ora più tesa a Lahore, dove migliaia di dimostranti sono scesi in strada e dove secondo l'emittente Geo Tv si sono registrati scontri tra gruppi di manifestanti e la polizia che ha lanciato gas lacrimogeni contro militanti del movimento Jamaat-i-Islami (Ji). Secondo altre fonti inoltre circa 250 persone sono state arrestate. I manifestanti hanno lanciato pietre contro gli agenti, che sono intervenuti per disperdere la folla.
«STATO DI POLIZIA» - Dopo aver sostenuto che il Pakistan «è stato trasformato in uno Stato di polizia», Sharif ha rivolto un appello al presidente Zardari affinchè siano rimosse le misure repressive predisposte per impedire che la «Lunga Marcia» giunga a Islamabad. Secondo i media locali, reparti di agenti hanno preso posizione nei principali punti di ingresso della capitale, mentre le compagnie di telefonia mobile hanno ricevuto l'ordine di sospendere il servizio di sms a Islamabad per due giorni. Di fronte alla nuova fiammata della crisi pachistana, il comandante dell'Esercito, generale Ashfaq Kayani, che nei giorni scorsi aveva ingiunto a Zardari di «agire o andare via» ha incontrato il premier Yusuf Raza Gilani per valutare la situazione.
LA «LUNGA MARCIA» E I GIUDICI DESTITUITI - Ordini di arresto sono stati emessi per Nawaz Sharif, suo fratello Shahbaz Sharif e altri importanti esponenti del partito», aveva dichiarato in precedenza Nasir Ahmed Bhutta, funzionario del Plm-N all'esterno della casa di Sharif, circondata dalla polizia. Anche il fratello di Sharif, Shahbaz, è un politico e un influente membro del partito. Il leader dell'opposizione al presidente Asif Ali Zardari, ha detto all'agenzia Afp un alto funzionario di polizia, è stato posto ai domiciliari per impedirgli di unirsi alla «Lunga Marcia» dell'opposizione, partita da Karachi giovedì scorso e che si propone di raggiungere la capitale Islamabad lunedì. L'azione repressiva della polizia contro l'opposizione è scattata dopo che Sharif ha rifiutato la mano tesa del governo e ha confermato la volontà di portare la «Lunga Marcia» fino a Islamabad. L'obiettivo è esigere che il presidente Asif Ali Zardari rispetti la promessa di restituire le cariche a numerosi giudici destituiti dall'ex presidente Parvez Musharaf.
12:14 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: pakistan, proteste, arresto, premier, presidente, sharif, leader, opposizione, caos, domiciliari | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook






