03/07/2010

Sardegna, Cappellacci: "Pronti a tagliare quattro province"

Sardegna, Cappellacci: "Pronti a tagliare quattro province"

Il presidente della Regione proporrà la cancellazione delle province di Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio e Medio Campidano nell'ambito delle misure di contenimento della spesa

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Si torna a parla di Province e di tagli. La Sardegna è pronta ad abolire quattro Province su otto, dopo il raddoppio varato il 12 luglio 2001 con la legge regionale n.9. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nell'ambito delle misure di contenimento della spesa che hanno portato ieri la Giunta ad approvare una manovra correttiva da 380 milioni di euro.

Il governatore ha spiegato che la crisi impone uno sforzo di tutti e si devono dare segnali concreti, evitando inutili sprechi e razionalizzando la spesa. "Sin dalla prossima settimana - ha anticipato Cappellacci - fra le ipotesi di lavoro che verranno presentate agli alleati di maggioranza c'è anche quella della possibilità di abolire quattro Province".


Nelle quattro province interessate (Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio e Medio Campidano), amministrate negli ultimi cinque anni da Giunte del centrosinistra,
si è appena votato per il rinnovo dei consigli e del presidente: le elezioni hanno confermato amministrazioni di centrosinistra in tre su quattro, con l'eccezione della Gallura, in cui si è affermata la coalizione di centrodestra guidata dal senatore del Pdl Fedele Sanciu.

Ieri la Giunta ha prospettato la soppressione di quattro agenzie istituite nella scorsa legislatura sotto l'amministrazione dell'ex presidente Renato Soru: Agenzia regionale delle Entrate, che avrebbe dovuto gestire tributi riscossi dalla Regione, in particolare le abrogate tasse sul lusso, la Conservatoria delle Coste, concepita per gestire il patrimonio costiero sul modello francese, Sardegna Promozione, pensata per gestire il "marchio" Sardegna, e l'Osservatorio economico, già Osservatorio industriale. Cappellacci e l'assessore regionale al Bilancio, Giorgio La Spisa, hanno sottolineato l'importanza di contenere la spesa quest'anno e nel 2011.


17/02/2009

Il centrodestra conquista la Sardegna Cappellacci nuovo presidente. Soru ko

Il centrodestra conquista la Sardegna Cappellacci nuovo presidente. Soru ko

 

Affluenza in calo: ha votato il 67,58% degli aventi diritto contro il 71,2% nel 2004. Il governatore uscente indietro di nove punti. Il Pdl primo partito dell'isola. Crolla il Pd

 

Ugo Cappellacci esulta durante lo scrutinio (Passoni)
Ugo Cappellacci esulta durante lo scrutinio
CAGLIARI - Il centrodestra strappa la Sardegna allo schieramento avversario e Ugo Cappellacci diventa il nuovo governatore, scalzando Renato Soru che nel 2004 vinse con il 50,13%. Il dato pressoché definito arriva intorno alle 6 e mezza del mattino, 15 ore dopo la chiusura dei seggi. E quando le sezioni scrutinate sono 1658 su 1812, Cappellacci è al 51,90% dei consensi, mentre il presidente uscente si ferma al 42,89%, con un distacco di 9 punti che pesa come un ko. Irrompe un inedito «partito», quello dell schede nulle che diventano la terza forza della Sardegna: sono quasi 15.000, a cui si aggiungono le schede annullate volontariamente dall'elettore (circa 3300) e quelle bianche (più di 5000).

PDL PRIMO PARTITO, CROLLA IL PD - Crolla la coalizione di centrosinistra inchiodata al 38,67% contro il 56,66 del centrodestra. Ma Soru si conferma vincente nella leadership conquistando quasi cinque punti in più della sua coalizione. Cappellacci ne ha presi esattamente 5 in meno. Il Pdl diventa il primo partito nell'isola superando il 30%, il Pd al contrario affonda e non arriva al 25% (un anno fa alle Politiche si attestò al 33% e nelle Regionali del 2004 la somma dei tre partiti confluiti nel Pd, Ds-Dl-Progetto Sardegna, portò una dote attorno al 32%). Nelle fila del centrodestra crescono i Riformatori (dal 6 al 7% circa), si conferma la potenza dell'Udc che viaggia sempre sul 9-10%, mentre il contestato debutto del Psd'Az nello schieramento guidato dal Pdl premia la scelta dei suoi dirigenti (dal 3,83% del 2004 al 4,35 di oggi). Nella casa degli avversari, netto balzo in avanti dell'Idv che passa dallo 0,99% del 2004 all'attuale 5%. Al contrario, scende di un punto il Prc che si attesta al 3%. I dissidenti del Psd'Az, invece, raggruppati con i Verdi nella lista dei Rosso Mori si fermano al 2%. I Socialisti, cinque anni fa alleati con Soru, hanno fatto una corsa solitaria che li ha portati a superare di poco il 2% contro il 3,76 del 2004: una scommessa persa quella di rompere con il centrosinistra, perchè il partito vede sfumare la possibilità di conquistare anche solo un seggio. L'Irs dell'indipendentista Gavino Sale si conferma intorno al 2% come dato di lista, ma la sorpresa è il successo personale del leader che ha superato il 3% nella lista regionale.

SEGGI - A risultato ormai acquisito, una prima proiezione dei seggi ne assegna 54 al centrodestra e 26 al centrosinistra per un totale di 80 consiglieri che andranno a comporre la nuova Assemblea regionale contro gli 85 della precedente legislatura. La schiacciante vittoria dello schieramento guidato da Cappellacci non fa infatti scattare il premio di maggioranza che determina l'eventuale aumento del numero minimo di 80 consiglieri previsto dalla legge. Nella nuova maggioranza 26 seggi verrebbero attribuiti al Pdl, 7 all'Udc, 5 ai Riformatori, 3 al Psd'Az, 2 a Sardegna Unita-Uds e 2 all'Mpa. Nello schieramento dell'opposizione 17 seggi andrebbero al Pd, 3 all'Idv, 2 al Prc, uno ai Rosso Mori, uno al Pdci e uno a La Sinistra. Rispetto al Consiglio regionale uscente, il rapporto si capovolge: nel 2004 il centrosinistra aveva ottenuto 51 seggi (grazie al premio di maggioranza) contro i 34 dell'opposizione.

MANCANO I DATI DI 58 COMUNI - I dati definitivi potrebbero non essere disponibili neppure entro martedì. Finora è stato scrutinato, per le liste regionali, più del 90% delle sezioni, mentre per i voti delle liste circoscrizionali la percentuale è dell'81%. Sono ben 58 i comuni, in tutte e otto le province sarde, che non sono riusciti a trasmettere per intero al centro elaborazione dati della Regione i dati elettorali entro le quattro di martedì, probabilmente per contestazioni sul voto. I presidenti di seggio, in questi casi, hanno spedito i plichi con le schede ai rispettivi uffici elettorali circoscrizionali costituiti nei tribunali, che dovranno esaminare il materiale e stendere i rispettivi verbali di scrutinio. Fra i comuni che non hanno trasmesso entro i termini i dati alla Regione o l'hanno fatto parzialmente figurano Sassari, Villacidro (Medio Campidano), Sestu, Pula, Assemini, Quartu Sant'Elena e Selargius (Cagliari), Santa Teresa di Gallura (Olbia-Tempio) e Ozieri (Sassari). Le polemiche e le contestazioni ai seggi sono il frutto soprattutto del voto disgiunto sul quale si sono avute accese discussioni e richieste di consultazioni "in diretta" con gli uffici elettorali dei comuni. In pratica stanno emergendo dubbi interpretativi, nonostante la Regione abbia distribuito in tutti i seggi un apposito vademecum con le varie ipotesi. Soprattutto quando - come prevede la legge - vi è un voto di preferenza per un candidato in una circoscrizione provinciale e un voto diverso per il presidente, cioè non allo stesso candidato governatore a cui è collegata la lista.

CAPPELLACCI : «SI TORNA A SORRIDERE» - «La Sardegna sta tornando a sorridere» sono state le prime parole di Cappellacci nella sala stampa del suo quartier generale. «Le prime cose che farò? Risolvere le emergenze lavoro, occupazione, povertà e poi vorrei che questa Giunta si distinguesse dalla precedente perchè vorrei essere realmente vicino nei territori e dare la voce ai sardi». Quanto è stato determinante Berlusconi? «È stato determinante soprattutto per la popolarità - osserva Cappellacci - perché io rappresento il cambiamento, sono nuovo della politica, i più non mi conoscevo e lui mi ha dato una grande mano. L'ho sentito poco fa era molto contento. Credo che questa sintonia tra governo nazionale e regionale sia la grande opportunità per questa terra». «Ora modificheremo il Piano paesaggistico regionale» è la promessa del neo-presidente intervistato da Maurizio Belpietro su Canale 5. «Lo faremo sempre in nome della tutela del territorio -ha spiegato - che è la nostra più grande risorsa».

IL PREMIER: «VINCIAMO, C'HO MESSO LA FACCIA IO»- Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha fortemente sostenuto la candidatura di Cappellacci, si era detto già lunedì sera «fiducioso». «Se perdo, perdo io. Ma, non vi preoccupate, vinciamo. Ci ho messo la faccia io...» è il messaggio che il premier avrebbe fatto pervenire al quartier generale di Ugo Cappellacci in serata. «Sono ottimista, le cose stanno andando per il meglio», avrebbe spiegato al telefono ad alcuni deputati sardi. Martedì mattina però il presidente del Consiglio ha negato di aver fatto dichiarazioni sul voto. «In ordine all'andamento degli spogli e ai risultati delle elezioni in Sardegna, sino ad ora non ho rilasciato alcuna dichiarazione. Le frasi che mi sono state attribuite sono pura invenzione» ha detto Berlusconi.

 

 

SORU AMMETTE LA SCONFITTA - Il governatore uscente ha ammesso la sconfitta: il riconoscimento ufficiale è arrivato poco dopo l'una, quando a metà scrutinio (902 seggi scrutinati su 1812) è apparso ormai consolidato il divario di oltre cinque punti tra i due candidati. «Ho chiamato Ugo Cappellacci - ha spiegato Soru in una breve conferenza stampa - per augurare buon lavoro a lui e alla Sardegna per i prossimi cinque anni». E dal neo governatore è arrivata subito un messaggio di distensione.«Mi auguro che da questa sconfitta possa trovare - ha detto, riferito allo sconfitto - una ragione per lasciare dietro alle spalle veleni, un atteggiamento di contrapposizione e anche la convenzione che la ragione sia solo da una parte». Il presidente uscente non si sbilancia sul suo futuro («Cosa farò domani? Verrò qui in sede e ci penserò»). Ma ribadisce di voler essere parte attiva del Pd («ho messo tutto in questo progetto, mi sarebbe piaciuto essere ancora di più di aiuto e la vittoria avrebbe dato una mano in questo senso. Il Pd ha, comunque, un grande futuro davanti»). «È ovvio che la differenza di mezzi di comunicazione possa aver influito sul risultato» ha aggiunto poi Renato Sori rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto quanto abbia pesato la partecipazione attiva di Silvio Berlusconi nella campagna elettorale sarda. «Questo, però, è il gioco. Volevo dire le regole del gioco, ma mi sono fermato. Siamo al giorno dopo - ha sostenuto - sono state elezioni che si sono svolte democraticamente e questo è il risultato. In futuro sarebbe meglio avere elezioni condotte diversamente, con qualche punte di eccessiva ostilità in meno. Sarebbe bello avere competizioni dove valgono le regole e non l'unica regola di vincere ad ogni costo».

AFFLUENZA IN CALO - In totale ha votato il 67,58% degli aventi diritto. Affluenza in calo dunque rispetto alle regionali del 2004, quando votò il 71,2% dei sardi chiamati alle urne (le consultazioni regionali in quell'occasione si svolsero in concomitanza con le europee e con una tornata di amministrative).

 

 


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ELEZIONI IN SARDEGNA: VINCE CAPPELLACCI, SORU RICONOSCE SCONFITTA

ELEZIONI IN SARDEGNA: VINCE CAPPELLACCI, SORU RICONOSCE SCONFITTA

 

CAPPELLACCI AL TRAGUARDO, IL PDL ESULTA. CAPEZZONE: PD HA SBAGLIATO A CRIMINALIZZARE BERLUSCONI; UDC: BENE

 

 



ROMA - Il centrodestra puo' esultare, mentre il Pd si lecca le ferite. Il ribaltone alla regione Sardegna, dove Ugo Cappellacci, stando agli ultimi dati, ha strappato la vittoria a Renato Soru con oltre 5 punti di scarto, e' un brutto colpo per il partito di Walter Veltroni, dove i piu' erano quasi sicuri della vittoria. Il Pdl ha tutti i motivi di far festa: si riprende una regione amministrata dal centrosinistra e vede confermato, ancora una volta, l'appeal elettorale di Silvio Berlusconi, che si e' speso in prima persona nella battaglia per la ''reconquista'' dell'isola fino al punto di far stampare il suo nome, e non quello del candidato del Pdl, sul simbolo elettorale. Il Pd, invece, deve fare i conti con una debacle che rischia di peggiorare il gia' fragile equilibrio sul quale si regge il partito di Veltroni. Le ambizioni di rivincita sul centrodestra, che qualcuno immaginava potessero ripartire dalla Sardegna, si schiantano sul muro dell'affermazione di Cappellacci. E naufraga anche il sogno di fare di Soru l'uomo che puo' battere Berlusconi, non solo in Sardegna ma anche a livello nazionale. La soddisfazione del centrodestra e del suo leader trapela dalle parole del portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone: ''Soru e il Pd hanno sbagliato due volte: prima a demonizzare Berlusconi, sgradevolmente descritto come 'colonizzatore', e poi a sottovalutare Cappellacci. Il centrosinistra puo' avere motivi definitivi per pentirsi di queste scelte''. Soddisfatti per il risultato anche i centristi dell'Udc, che hanno appoggiato il candidato di Berlusconi. Il segretario Lorenzo Cesa puo' gioire, perche' la vittoria e' arrivata anche grazie ai voti del suo partito, che si e' rivelato determinante. ''Le elezioni sarde - sottolinea - dimostrano che l'Udc cresce, che e' determinante e che senza l'Udc non si vince''. La decisione dell'Udc di aderire allo schieramento di centrodestra, e' stata presa, spiega Cesa, ''in coerenza con l'opposizione condotta alla giunta Soru'', ma e' chiaro che la possibilita' di un avvicinamento ai democratici, dopo questa prova, si allontana sempre di piu'. I democratici, frastornati dalla disfatta, hanno il non facile compito di rimettere insieme i cocci. Domani si riunisce il coordinamento, dove il perche' e il percome della sconfitta di Soru cominceranno a essere analizzate, con un occhio alle imminenti elezioni europee e al congresso del Pd, previsto per l'autunno.

               lista                                        voti                 %

SORU PRESIDENTE                   139.906          45,11
IRS-INDIPENDENTIA                      8.907            2,87
PARTITO SOCIALISTA                    4.465            1,44
IL POPOLO DELLE LIBERTA'    155.230          50,05
UNIDADE INDIPENDENTISTA       1.623            0,52

                       (sezioni: 640 su 1812)

 


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15/02/2009

Sardi al voto, Soru contro Cappellacci

Sardi al voto, Soru contro Cappellacci

 

AMMINISTRATIVE. Urne aperte per l'elezione del nuovo presidente e il rinnovo del Consiglio Regionale

 

Ugo Cappellacci (S) e Renato Soru (Ansa)
Ugo Cappellacci (S) e Renato Soru
CAGLIARI - Seggi aperti in Sardegna dove si vota per l'elezione del nuovo Presidente della Regione e il rinnovo del Consiglio Regionale. Alle urne sono chiamati 1.473.054 elettori. Oggi si vota fino alle 22 mentre domani i seggi saranno aperti dalle 7 alle 15.

I CANDIDATI - Cinque gli aspiranti Presidenti: Renato Soru ("Lista Soru presidente" appoggiata da Pd, Prc, Pdci, Idv, La sinistra e Rossomori); Ugo Cappellacci (Il popolo delle libertà sostenuto da Pdl, Udc, Mpa, Riformatori, Uds-Nuovo Psi e Psd'Az); Peppino Balia (Partito Socialista); Gavino Sale (Irs Indipendentzia Repubrica de Sardigna); Gianfranco Sollai (Unidade indipendentista).

SCHEDA UNICA, COME SI VOTA - Agli aventi diritto di voto sarà consegnata una scheda di colore verde divisa in ogni metà da due colonne verticali: in una sono stampati i simboli delle coalizioni e i nomi dei candidati alla Presidenza, nell'altra i simboli delle liste presentate nelle 8 Circoscrizioni provinciali e disposte in maniera tale da evidenziare il loro collegamento al candidato presidente. L'elettore può esprimere una sola preferenza scrivendo il cognome del candidato consigliere e può indicare un solo candidato presidente. È ammesso il voto disgiunto, ossia non è necessario che fra le due indicazioni sia rispettato il collegamento tra la lista e la coalizione di riferimento.

COME SI ATTRIBUISCONO I SEGGI - Diventa presidente della Regione il candidato che in ambito regionale ottiene più voti, il candidato presidente del listino regionale che arriva secondo diventa consigliere regionale. Per l'attribuzione dei seggi il sistema è uguale a quello adottato per le Regioni a statuto ordinario, ma con diverse variabili (a cominciare dalla possibilità di esprimere un voto disgiunto) e con l'attribuzione di un eventuale premio di maggioranza che viene assegnato al presidente eletto per permettergli di governare.

 

 


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