19/02/2010
Funzionario del Cardarelli intasca tangente da un imprenditore: arrestato
Funzionario del Cardarelli intasca tangente da un imprenditore: arrestato
Napoli, operazione della guardia di finanza. indagine dei pm la ragione e novelli. Ha preso una «mazzetta» da 1000 euro per un appalto alla rete informatica: aveva già incassato 14.400 euro

NAPOLI - Lo scambio di mazzette, ormai, è una vera e propria emergenza in tutta Italia. Teatro della presunta corruzione, stavolta, è l'ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande del Sud. Giuseppe Mongirulli, napoletano di 58 anni, funzionario dell'ufficio tecnico del nosocomio, stamane è stato arrestato dopo essere stato colto in flagranza di concussione dalla Guardia di finanza che lo ha sorpreso mentre riceveva una tangente di circa 1000 euro, in piazza Medaglie d'oro al Vomero, da un imprenditore che si era aggiudicato un appalto.
LA «RATA» - Si trattava della «rata» di una mazzetta ben più consistente. Il pubblico ufficiale aveva ricevuto, infatti, nell'arco di pochi mesi, da febbraio a luglio 2009, somme di denaro per un totale di 14.400 euro più tre telefoni cellulari. L'indagine è condotta dai pm Ettore La Ragione e Giancarlo Novelli della sezione «Mani pulite» della Procura di Napoli, coordinata da Francesco Greco.
FILMATO - Gli investigatori hanno accertato che tra l'imprenditore e il funzionario nei giorni scorsi c'erano stati diversi contatti telefonici culminati nell'appuntamento di questa mattina a piazza Medaglie d'oro. L'incontro è stato filmato dalle Fiamme gialle. «Me li ha dati un amico» è stata la difesa a caldo del funzionario. Ma non ha retto. Ora saranno avviate indagini sul patrimonio di Mongirulli per appurare se il funzionario abbia intascato o meno altre mazzette, oltre quelle già note. Per questo motivo sono avvenute perquisizioni sia presso l'ufficio e il domicilio dell'arrestato sia presso un negozio di complementi di arredo gestito dalla moglie.
L'APPALTO - Riguardava la manutenzione della rete informatica e degli impianti radio e audio-video del Cardarelli. Mongirulli era stato designato quale «responsabile unico del procedimento» e direttore dei lavori.
LA DENUNCIA - Dopo che la «dazione» era diventata sempre più alta, fino a diventare insostenibile. Da settembre 2009, l'imprenditore si era venuto a trovare in crescenti difficoltà finanziarie per i ritardi nei pagamenti da parte del Cardarelli. Così Mongirulli aveva chiesto di diventare una sorta di «socio di fatto» nell'appalto, pretendendo la metà dei profitti dell'appalto che lui aveva stimato in 38.500 euro (l'importo complessivo della gara era di 125.600 euro).
Titti Beneduce
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12/11/2009
Influenza A: un'altro morto a Napoli
Influenza A: un'altro morto a Napoli
L'uomo di 49 anni, aveva subito un trapianto di fegato pochi mesi fa. E' deceduto al cardarelli in seguito ad un'insufficienza respiratoria acuta

Si chiamava Nicola Velardi, aveva 49 anni, abitava nel centro di Napoli, l'uomo morto questa mattina al Cardarelli nel centro trapianti di fegato del nosocomio napoletano per insufficienza respiratoria acuta. L'uomo era risultato positivo al test del virus A H1N1.
Trapiantato alcuni mesi fa di fegato a Genova, lo scorso giugno era stato rioperato al Cardarelli per insufficienza epatica. Al Cardarelli restano stazionarie, benche' gravi, le condizioni di altri due trapiantati di fegato risultati positivi al virus dell'influenza A
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27/02/2009
Primario suicida in ospedale: è giallo
Primario suicida in ospedale: è giallo
INIEZIONE LETALE. La tragedia all'ospedale Cardarelli di Napoli. Il medico aveva 60 anni, si è chiuso a chiave nel suo studio
| Salvatore Franzese |
NAPOLI - Il primario del reparto di chirurgia oncologica dell'ospedale Cardarelli, Salvatore Franzese, si è ucciso ieri nella sua stanza all'interno del nosocomio napoletano. Un suicidio che ha scosso profondamente la città, perché Franzese, sessant'anni appena compiuti, sposato e padre di tre figlie, era un medico molto noto e stimato. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato da alcuni colleghi, che per entrare nella stanza hanno dovuto sfondare la porta chiusa a chiave. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri dopo aver ascoltato le prime testimonianze, Salvatore Franzese ieri mattina era arrivato regolarmente in ospedale e aveva trascorso una normale giornata di lavoro. Era stato a lungo in sala operatoria e, nel pomeriggio, aveva fatto il consueto giro nel reparto, per controllare i pazienti ricoverati. Insomma, un giorno che sembrava uguale a tanti altri. Nulla di anormale nemmeno nel fatto che a un certo punto si fosse chiuso in stanza: lo faceva spesso. Questa volta, però, i suoi colleghi si sono insospettiti perché lì dentro stava passando più tempo del solito.
Un'ora, forse due, e da dietro la porta chiusa nessun messaggio, nessun segnale. Così, attorno alle 18, alcuni medici del reparto hanno bussato e poi telefonato per cercare di rintracciare il primario, credendo che si fosse allontanato dall'ospedale. Invece il telefono squillava a vuoto e di lui non c'era traccia. È stato a quel punto che i colleghi, assieme alla moglie e ad alcuni infermieri hanno chiesto di forzare la porta. Lo spettacolo che si sono trovati davanti li ha scioccati. Franzese era a terra, già cadavere, e stringeva ancora in mano una siringa. Hanno cercato di rianimarlo, ma si sono immediatamente resi conto che non c'era più nulla da fare.
Sarà l'autopsia a stabilire le cause effettive del decesso, ma dai primi accertamenti sembra chiaro che il medico si è ucciso con un'iniezione letale. Che cosa lo abbia spinto a un gesto così tragico per ora è impossibile saperlo. Nelle ore immediatamente successive alla scoperta del corpo non sono emerse lettere né messaggi che possano spiegare il perché del suicidio. Intanto il reparto di chirurgia oncologica del Cardarelli è diventato un inferno. Secondo il racconto di alcuni testimoni, i medici e gli infermieri hanno cercato di tenere i pazienti all'oscuro della tragedia, ma la voce è trapelata e ci sono state scene di disperazione tra molti dei ricoverati, che si fidavano di Franzese e avevano affidato a lui le speranze di guarire da gravissime malattie.
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