12/11/2010

Brescia, minacce al vicequestore che ordinò la carica sul presidio

Brescia, minacce al vicequestore che ordinò la carica sul presidio

Il questore Montemagno: "I funzionari hanno seguito esplicitamente le direttive che ho impartito". Un altro immigrato è sceso dalla gru: adesso restano in quattro a manifestare per la sanatoria

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23/10/2009

Todt nuovo presidente della Fia

Todt nuovo presidente della Fia

 

Sostituisce Max Mosley. Il 63enne francese, ex capo del team Ferrari, ha battuto il finlandese Ari Vatanen, ex campione del mondo di rally.

 

(Ap)
(Ap)

PARIGI - Jean Todt è il nuovo direttore della Fia. Prende il posto di Max Mosley. Si sono così rispettati i favori del pronostico, probabilmente con l’appoggio del patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, e la "scorta" eccellente di Michael Schumacher. Il 63enne francese, ex boss del team Ferrari di Formula 1, l'ha così spuntata sull'altro candidato 57enne finlandese Ari Vatanen, ex campione del mondo di rally.
Todt ha vinto con una maggioranza schiacciante, ottenendo 135 voti a favore contro i 49 di Vatanen. Nel corso delle votazioni segrete sono stati espressi 12 voti non validi. L’elezione del francese segue ai quattro mandati consecutivi di Mosley, che ricopriva la carica di presidente da 16 anni. Con il voto odierno la Fia, a Parigi, ha bocciato le riforme proposte da Vatanen preferendo la candidatura di Todt, considerato l’uomo della continuità con la precedente gestione di Mosley, una presidenza segnata da evidenti contraddizioni: da una parte la crescita esponenziale del business legato soprattutto alla Formula 1 e la politica di riduzione dei costi nel Mondiale Rally, dall’altra le disavventure personali (lo scandalo del festino con cinque prostitute) e soprattutto la crisi politica che quest’anno ha portato la federazione sull’orlo della rottura con i team ribelli della Formula 1, guidati proprio dalla Ferrari nella lotta contro le riforme proposte dal britannico per la riduzione dei costi ed un livellamento della competitività media delle scuderie.

INNOVAZIONE -
Todt in campagna elettorale ha fatto leva su due parole chiave: accessibilità delle competizioni e innovazione. Differente l’impostazione di Vatanen, che puntava invece sulla necessità di bonificare dal punto di vista morale una federazione ferita proprio dal crollo verticale della credibilità del campionato di punta, la Formula 1. Oltre alla crisi con le scuderie, il Circus è più volte finito nel fango per gli scandali legati allo spionaggio industriale (quello della McLaren ai danni della Ferrari) e al Gran Premio di Singapore del 2008, gara truccata dal team Renault con il falso incidente del pilota brasiliano Nelsinho Piquet. La vicenda ha portato alla radiazione di Flavio Briatore, boss del team Francese. Vatanen, che negli ultimi giorni aveva accusato Mosley di parteggiare apertamente per Todt, godeva dell’appoggio di Jackie Stewart, tre volte iridato in Formula 1, ed era intenzionato, in caso di vittoria, ad istituire un codice etico all’interno della Fia.


17/04/2009

Derby d'Italia, orgoglio Juve

Derby d'Italia, orgoglio Juve

 

Parla blanc a.d. bianconero "abbiamo il dovere di provare a battere l'inter, ora e sempre". «La stagione? Non è male ma da noi si pretende molto: scudetto e Champions Per quello stiamo lavorando»

 

L'ad della Juve Blanc (Pegasonews)
L'ad della Juve Blanc (Pegasonews)

TORINO — Nell’ufficio d’angolo di Jean-Clau­de Blanc c’è un una libreria di legno. Disposti su­gli scaffali, rigorosamente uno sopra l’altro, ci so­no i trofei dei campionati 2004-2005, 2005-2006 e un casco griffato Juventus. Senso di apparte­nenza alla storia (anche a quella revocata) e sto­ria di una passione. La moto, una grossa Bmw 1100, è in Francia. Qui l’amministratore delega­to bianconero si muove in scooter. Una tentazio­ne in meno della vita «di fuori». «Mia figlia ha portato da scuola un biglietto per la festa del pa­pà. C’era scritto: ‘‘papà, lavora di meno e stai più con noi’’. Mi ha fatto vacillare».

Quindi stasera va da loro?
«No, da Claudio Ranieri e Alessio Secco».

Ahia, a casa non saranno contenti.
«È per questo che sto con loro appena pos­so ».

Potrebbe prendersi il prossimo weekend, la partita con l’Inter ha un significato ridotto.
«No: il dovere della Juve è provarci sempre, fino all’ultimo».

Risposta esatta. Ma lei ha creduto, e quan­to, allo scudetto?
«Ci ho creduto fino al Chievo, ci credevo tal­mente tanto che la delusione è stata fortissima. Ora è giusto tenere i piedi per terra: è molto, mol­to difficile recuperare».

Qual è stato il miglior momento della Juve?
«Fine novembre, dicembre. Prima di Natale. Stavamo così bene che la sosta non ci voleva. Ab­biamo rinunciato a una tournée negli Emirati, molto vantaggiosa economicamente, per restare a Vinovo a prepararci per tenere quel ritmo».

E i momenti peggiori?
«Prima del Real Madrid e in queste ulti­me due partite. Dopo il primo abbiamo sa­puto reagire. Penso che abbiamo la capacità di farlo già contro l’Inter».

Si ha l’impressione che la Juve vada a due velocità. La società corre, il marketing fila a gonfie vele (con Sony-Ericsson siete a quota 12 sponsor). La parte sportiva è staccata.
«Impressione sbagliata. C’è una Juve sola e la­voriamo su tutti agli aspetti contemporaneamen­te. La trovo duro con la squadra che è al secondo posto e in semifinale di Coppa Italia. Per me stia­mo andando bene. Comprendo le aspettative, es­sendo la Juve: fino a quando non vinciamo cam­pionato o Champions League l’attesa sarà gran­de. Ma impegno e risorse sono gli stessi».

Diversi i risultati.
«Ma il risultato non è controllabile: è il bello del calcio. Ti prepari al meglio, poi l’arbitro fi­schia, gli avversari segnano e il gol viene asse­gnato. Fine della preparazione».

Ogni riferimento a Genoa-Juve non è casua­le.
«Non lo è. Io credo che, nei nostri confronti, gli arbitri si siano rasserenati anche se ci sono stati episodi negativi. Ma tutti possiamo miglio­­rare: anche gli arbitri devono trovare continui­tà ».

Parola magica.
«Definisce cosa ci è mancato quest’anno».

Solo questa la differenza con l’Inter?
«La differenza sono dieci punti persi con squa­dre, con tutto il rispetto, non tra le più forti sulla carta e lasciati in casa. Non siamo inferiori all’In­ter, sotto ogni aspetto».

Non pensa che ci sia stato anche qualche er­rore estivo?
«Il mercato non è una scienza esatta. Non mi piace guardare in casa d’altri ma anche Inter e Milan hanno avuto dei problemi. Sento parlare di inesperienza della società e del nostro diretto­re sportivo Alessio Secco ma non è che le nostre rivali, con uomini molto più esperti, abbiamo fatto benissimo. Del mercato non voglio parlare, però...».

Però?
«Però il mercato non è solo grandi campioni, o grandi acquisti. È dare fiducia ai giovani. Mar­chisio, De Ceglie, Giovinco, Ariaudo: nessuno co­me noi. Non siamo qui per caso, il futuro è avvia­to, la Juve va avanti».
In molti siamo convinti che potrebbe anda­re avanti meglio con un uomo più vicino all’al­lenatore, alla squadra.


29/10/2008

Roma, in piazza Navona si fronteggiano studenti di destra e sinistra: quattro feriti

Roma, in piazza Navona si fronteggiano studenti di destra e sinistra: quattro feriti

Lancio di bottiglie e sedie, la polizia forma un cordone tra i gruppi. Scontri davanti al Senato: 2 agenti contusi, epifani: «sostanziale indifferenza delle forze di polizia». pd: governo riferisca

 

 

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ROMA - Il decreto Gelmini diventa legge dopo il sì del Senato e la protesta degli studenti si intensifica, con tafferugli tra manifestanti e polizia e tra gruppi di destra e sinistra. Il premier Silvio Berlusconi ha detto che «spiace vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra». Immediata la replica dell'Uds: «L'unico che prende in giro i ragazzi è lui, nascondendo gli 8 miliardi di euro tagliati alla scuola».

SCONTRI IN PIAZZA NAVONA - A Roma piazza Navona è stata teatro di pesanti scontri tra studenti di destra e di sinistra. Il bilancio è di quattro feriti, tre manifestanti e un poliziotto, tutti medicati all'ospedale Santo Spirito. I due gruppi dell'Uds e del Blocco Studentesco (movimento di destra) si sono fronteggiati con lancio di fumogeni e di tavolini e sedie dei ristoranti e locali circostanti. La polizia ha creato un cordone per dividere i manifestanti, 14 i fermati. Al caos si sono aggiunti anche gli studenti della Sapienza e alcuni esponenti dei centri sociali. La tensione è salita improvvisamente e i ragazzi hanno usato di tutto di picchiarsi. Polizia e carabinieri, con scudi e manganelli, sono intervenuti per dividerli. Intorno al camion di Blocco Studentesco, molti avevano sbarre avvolte da bandiere tricolori, altri cinte e caschi. Tra quelli di sinistra, molti con il volto coperto e i caschi. Si sono lanciati decine di sedie di vimini di un bar della piazza e un enorme pinocchio di legno, preso da un negozio di giocattoli. In tarda mattinata la piazza si è svuotata: a terra residui di bottiglie rotte e fazzoletti sporchi di sangue. Gli studenti si sono spostati in corteo alla Sapienza per un'assemblea aperta. Invitati anche i ragazzi delle scuole superiori e dell'ateneo di Roma Tre. Intanto Lotta studentesca, organizzazione giovanile di Forza Nuova, afferma: «Invitiamo tutti gli studenti a mantenere la calma e a non cadere nelle provocazioni di nessuno. Gli studenti sono e restano uniti contro la riforma Gelmini».

UDS CONTRO BLOCCO STUDENTESCO - Ma lo scambio di accuse è stato pesante. «A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra - spiegano esponenti dell'Uds - due studenti a piazza Navona riportano gravi traumi alla testa e un ragazzo riporta un orecchio lacerato. È scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica». «Ero a terra mi hanno colpito con bottiglie, cinte e caschi - ha detto uno dei due feriti -. Ci hanno caricato con violenza, alcuni avevano anche dei moschettoni che hanno utilizzato come arma contundente». E un altro: «Mi sono saltati addosso, colpivano con violenza, molti utilizzando il casco». «Noi stavamo davanti- aggiunge una studentessa -, ma loro con forza volevamo guadagnare la prima fila». Completamente diversa la versione del gruppo di destra: «I ragazzi del Blocco Studentesco sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione. Rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti».

PD: IL GOVERNO RIFERISCA - Vincenzo Vita, senatore del Pd e vicepresidente della commissione Istruzione, ha chiesto al governo di riferire in Aula sugli scontri a Roma: «Dopo una vivace e determinata protesta degli studenti sotto il Senato si è assistito a una provocazione vera e propria del cosiddetto Blocco Studentesco. La polizia è intervenuta su espressa richiesta degli studenti che volevano proseguire pacificamente la loro manifestazione». Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani denuncia la «sostanziale indifferenza delle forze di polizia, fin quando lo scontro non è diventato tra fascisti e centri sociali». «Il livello dello scontro sta diventando molto pesante - ha aggiunto -. Non dobbiamo rispondere alle provocazioni».

SENATO, FISCHI A COSSIGA - Nella capitale continuano inoltre le lezioni all'aperto davanti a Montecitorio. Gli studenti sono stati raggiunti dai 133 parlamentari del Pd e dell'Idv. Fischi per Cossiga, quando il senatore a vita ha lasciato il Senato dove ha votato a favore della riforma sulla scuola. Tra gli studenti e il portone una doppia transenna e quattro file di poliziotti. Ci sono stati degli scontri e due dirigenti di polizia sono rimasti feriti. Entrambi sono stati portati nell'infermeria del Senato e poi trasferiti in ospedale: hanno riportato escoriazioni e contusioni, ma nessuna frattura. Il presidente Renato Schifani ha fatto loro visita per esprimere solidarietà.

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MILANO, DUE FERITI - A Milano due ragazzi che partecipavano al corteo non autorizzato che da largo Cairoli si è mosso verso il centro, hanno denunciato di essere stati «caricati a colpi di manganelli dagli agenti della polizia». Dopo la notizia dell'approvazione al Senato della riforma scolastica sono nati spontaneamente diversi cortei non autorizzati. In San Babila al corteo principale si sono uniti quello degli studenti della facoltà di Scienze Politiche e quello proveniente dal liceo Manzoni. In piazza Meda le forze dell’ordine hanno impedito ai manifestanti di attraversare via San Paolo per arrivare in corso Vittorio Emanuele II: questi hanno protestato rumorosamente lanciando uova contro gli agenti. La manifestazione, unita alla pioggia, ha mandato in tilt il traffico. Nell'aula magna della Statale Dario Fo ha tenuto una lezione davanti a migliaia di studenti attaccando «la spocchia con cui questo governo, e per primo Silvio Berlusconi, guarda a questo movimento come qualcosa di passaggio».

QUATTRO CORTEI A NAPOLI - Mobilitazione anche a Napoli con quattro cortei di studenti in centro. In piazza Plebiscito, dove è in programma un’assemblea, si sono riuniti migliaia di studenti. A manifestare non solo ragazzi, ma anche docenti, ricercatori e dottorandi di tutta la provincia che sono scesi in strada per dire no ai tagli alla ricerca e alla riforma della scuola. Traffico paralizzato in centro e paralisi totale in varie zone della città. Secondo gli organizzatori a protestare sarebbero 10/20 mila persone. Le forze dell’ordine parlano, invece, di 5mila manifestanti. Alla manifestazione partecipano anche gli studenti dell’università Orientale, occupata da giorni, e diverse facoltà della Federico II. A Palermo un corteo spontaneo di studenti è partito dalla facoltà di Lettere diretto verso il centro della città. Prevista un'assemblea in piazza Politeama. A Torino hanno sfilato due cortei di studenti delle superiori, che si sono poi riuniti in assemblea davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche.

 

 


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