20/10/2011

All'Eliseo arriva Dalia, ma Sarkozy non c'è

All'Eliseo arriva Dalia, ma Sarkozy non c'è

PARIGI. Il parto è avvenuto mentre il presidente francese era a Francoforte per il super-vertice Ue

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03/06/2011

Ryanair «assolda» Berlusconi nel suo sito

Ryanair «assolda» Berlusconi nel suo sito

Immagine da una seduta alla camera. La compagnia aerea low cost utilizza una foto del premier per una promozione sul suo sito italiano

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05/01/2011

Berardi: "Carla Bruni chiamò Lula per aiutare Battisti"

Berardi: "Carla Bruni chiamò Lula per aiutare Battisti"

A sostenerlo è il presidente dell'associazione familiari delle vittime del terrorismo, che dichiara a SkyTG24: "La Première dame mi chiese di non rivelarlo". In passato la moglie di Sarkozy ha negato ogni intervento.

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16/10/2010

Scrive a Carla Bruni la mamma del ragazzo morto in carcere in Francia

Scrive a Carla Bruni la mamma del ragazzo morto in carcere in Francia

La salma è arrivata in Italia in avanzato stato di decomposizione: difficile l'autopsia. Cira Franceschi, picchiata a Grasse, chiede aiuto alla moglie di Sarkozy per fare chiarezza

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19/09/2010

Caso Sakineh, Ahmadinejad difende Carla Bruni

Caso Sakineh, Ahmadinejad difende Carla Bruni

Il quotidiano Kayhan andrà perseguito per aver definito la première dame di Francia una "prostituta" dopo la sua lettera in favore della donna condannata alla lapidazione. Per il presidente dell'Iran l’insulto è "un crimine, anzi peggio"

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15/09/2010

Carla Bruni, esce in Francia la biografia non autorizzata

Carla Bruni, esce in Francia la biografia non autorizzata

A firmarla Besma Lahouri, una giornalista che si è messa sulle tracce della première dame per più di due anni, raccontandone il passato (amori compresi)

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31/07/2010

Bardot contro Carlà per una borsetta: «È tanto bella quanto maleducata»

Bardot contro Carlà per una borsetta: «È tanto bella quanto maleducata»

Le due dame di francia. L'attrice regala alla Bruni una Lancel ma attacca: «Non mi ha neanche ringraziata»

 

Brigitte Bardot e Carla Bruni
Brigitte Bardot e Carla Bruni

PARIGI - Una borsetta fa litigare le due Dame di Francia. Da una parte, «la signora dell’Eliseo», Carla Bruni, e dall’altro la «divina» del cinema, Brigitte Bardot. In mezzo un’edizione speciale della handbag firmata Lancel che il direttore artistico della maison, Leonello Borghi, ha voluto dedicare alla famosa attrice e che quest’ultima ha inviato come cadeau alla modella, moglie del presidente Nicolas Sarkozy.

«NEANCHE UN GRAZIE» - A far scattare la simpatia di BB nei confronti della Bruni, il fatto che la first lady non si sia mai fatta fotografare in pubblico con una pelliccia, scelta che per un’animalista convinta come la Bardot rappresenta un indubbio punto a favore. Peccato, però, che Carlà, una volta ricevuto il regalo, non si sia preoccupata di ringraziare opportunamente l’attrice che, a quanto scrive il londinese Daily Mail, riprendendo la sua intervista su France Dimanche, non l’avrebbe presa benissimo. «Carla Bruni è tanto bella quanto maleducata – ha tuonato BB – e non mi ha mandato nemmeno una nota di ringraziamento per la borsa che le ho inviato».

SCONTRO SULLA CORRIDA - Ma questo della handbag appare per lo più un pretesto, visto che a far arrabbiare l’attrice sarebbe stata anche la mancata partecipazione della Bruni alla sua crociata per l’abolizione della corrida nel sud della Francia. A detta della Bardot, infatti, Carla non avrebbe fatto nulla per sollecitare il presidente Sarkozy a proibire lo spettacolo, malgrado quest’ultimo si fosse impegnato a farlo all’inizio del suo mandato. «Prima di morire, mi piacerebbe vedere che le cose per le quali ho sempre lottato cambino sul serio – ha detto la Bardot - perché in caso contrario vorrebbe dire che ho vissuto per niente. Ma io sono come un pit-bull e quando mordo qualcuno, non lo mollo tanto facilmente. La mia rabbia è solo all’inizio. Qualche settimana fa ho scritto una lettera sarcastica al signor Sarkozy a proposito della corrida: sono tre anni che aspetto di vedere le sue promesse mantenute, ma finora ho ricevuto solo risposte vaghe e poco convincenti, a immagine di chi le ha scritte». In realtà, fra le preoccupazioni di Monsieur le President sembrano esserci per ora altre questioni, compresa quella riguardante il suo nuovo "giocattolino", ovvero l’«Air Sarko One», un Airbus A330-200 da 180 milioni di euro che nei sogni francesi dovrebbe rivaleggiare con il mitico «Air Force One» del presidente americano. Stando al Daily Telegraph, l’aereo di Sarkozy (che avrà una stanza riunioni per 12 persone, un sistema per le comunicazioni criptate, 60 posti business e una camera da letto con filtro anti-sigaro e bagno) ha fatto il suo primo volo di prova a Bordeaux nei giorni scorsi e dovrebbe diventare operativo entro ottobre.

Simona Marchetti


07/04/2010

La legge implacabile di Sarkozy: licenziati i giornalisti sgraditi

La legge implacabile di Sarkozy: licenziati i giornalisti sgraditi

Paralleli. Via i cronisti «rei» del gossip su Carla: a Berlusconi non riesce dal 2002 con Biagi, Santoro e Luttazzi

 

E così Sarkozy non ha telefonato all’Agcom, non ha mobilitato i suoi Innocenzi, non si è rivolto ai vertici dei media pubblici o privati, non ha chiamato il comandante della Gendarmerie. Forse non ha neppure avuto bisogno di fare una telefonata al suo amico Arnaud Lagardère, produttore di armi e di giornali. Fatto sta che i due cronisti che avevano messo sul sito del Journal du Dimanche — l’unico quotidiano che in Francia esca la domenica—la notizia del presunto tradimento reciproco tra Nicolas e Carla Bruni sono stati licenziati.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, 73 anni, con il presidente francese Nicolas Sarkozy, 55 anni. Sarkozy è in carica dal maggio 2007, Berlusconi dal maggio 2008
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, 73 anni, con il presidente francese Nicolas Sarkozy, 55 anni. Sarkozy è in carica dal maggio 2007, Berlusconi dal maggio 2008

Sarà la diversa efficienza dello Stato francese, saranno i rapporti non meno intrecciati tra politica e informazione, sarà la diversa natura del leader. Resta il dato che, là dove Berlusconi ha fallito dopo giorni di angustianti giri di telefonate, Sarkozy è riuscito con spietata immediatezza. È vero che, nell’aprile 2002, il Cavaliere annunciò e ottenne l’esclusione dalla tv pubblica di Biagi, Santoro e Luttazzi, e quell’errore gli viene ancora oggi giustamente rinfacciato. Ma negli ultimi otto anni Berlusconi non è riuscito a zittire nessuno. Forse perché cacciare la gente non gli riesce bene; nelle sue corde è piuttosto blandire, sedurre, conquistare; e alla lunga preferisce aggiungere che sostituire. Così com’è difficile immaginare il pacioso Bonaiuti esclamare, come il suo collega Charron: «Sono i giornalisti che devono avere paura di noi, non noi di loro».

Invece Sarkozy, soprattutto quando c’è di mezzo la donna del momento, sa essere cattivo sul serio. Nell’agosto 2005 Paris Match ha in copertina Cécilia Sarkozy. Ma al suo fianco non c’è il marito, allora ministro dell’Interno, bensì l’amante, Richard Attias, pubblicitario e miliardario. Anche allora l’editore è Lagardère. Il direttore del Match, Alain Genestar, viene licenziato. Tutto quanto potrebbe frenare l’ascesa di Sarkozy all’Eliseo deve sparire. Anche le copie della biografia di Cécilia: inviate, anziché in libreria, al macero. Quando poi la coppia si ricompone, è proprio Paris Match a pubblicare sempre in copertina le foto della loro bella vacanza a Londra. Lasciato un’altra volta, Sarkozy rimedia con la Bruni. Salvo poi mandare a Cécilia, alla vigilia delle nuove nozze, il celebre sms «se torni annullo tutto»; almeno secondo il Nouvel Observateur, il cui direttore resiste alla furia vendicativa di Sarkozy. È ancora un settimanale di Lagardère, Choc, a fare un altro scoop: una foto del presidente che esce dal Consiglio dei ministri con un fascio di carte sotto il braccio; ingrandite con il teleobiettivo, si vede la lettera di un’ammiratrice che gli manda in franco-spagnolo «millions de besitos». Il settimanale è già in stampa; anche stavolta Sarkozy fa bloccare tutto.

Nulla, in confronto alle continue fughe di notizie sulle avventure di Berlusconi, vivisezionate parola per parola. Dopo l’iniziale preoccupazione, più che censurare il premier — «non sono un santo» — è parso quasi rivendicare. Del resto fu lui stesso a mostrare ai fotografi l’elenco degli appuntamenti della giornata, in cui accanto a Previti spiccavano più piacevolmente Evelina Manna e Antonella Troise, già citate nella celebre telefonata di raccomandazioni a Saccà. È probabile che i due leader abbiano un carattere diverso, e quindi un diverso approccio alla vita e ai media. Di sicuro a entrambi la stampa e in particolare la tv piacciono amiche e compiacenti, piuttosto che utilmente libere e critiche. Sarkozy in particolare sa essere spietato, ma deve far fronte a un atteggiamento spesso più severo sulle cose importanti. All’indomani delle Regionali, il tg della prima rete francese — che è in mani private ma non certo ostili all’Eliseo — apriva con il brano del discorso di Capodanno in cui Sarkozy assicurava che mai e poi mai si sarebbe rimangiato la carbon tax, accostato alla decisione appena annunciata dal presidente di ritirare la carbon tax. Il Figaro, da sempre il quotidiano della destra francese, ha attaccato duramente Sarkozy quando tentò di insediare il figlio Jean — 23 anni — alla presidenza della Défense. E un direttore della tv pubblica che si lancia in editoriali a sostegno alle posizioni del governo gli spettatori francesi non l’hanno ancora visto.

Aldo Cazzullo


24/01/2009

Alba Parietti contro Carla Bruni: «È snob, non si scuserà con gli italiani»

Alba Parietti contro Carla Bruni: «È snob, non si scuserà con gli italiani»

 

Le previsioni della Parietti sulla Bruni a Che tempo che fa. «Le battute del premier su Obama e l'imbarazzo di sentirsi italiana? Scusarsi non è nel suo Dna»

 

Alba Parietti (Agi)
Alba Parietti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ROMA - Domenica Carla Bruni sarà ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Per la prima volta in qualità di première dame di Francia. E a più di 24 ore dall'intervista, a fare battute al vetriolo sull'ex modella italiana, ora cantautrice, divenuta inquilina dell'Eliseo, ci pensa Alba Parietti. Per la conduttrice, intervistata a Klauscondicio, il programma di approfondimento di Klaus Davi in onda su YouTube, la Bruni da Fazio non chiederà scusa agli italiani «sulla battuta che le è stata attribuita in merito al suo imbarazzo di sentirsi italiana, dopo la famosa ed infelice considerazione del presidente Berlusconi sulla "abbronzatura" di Obama».

«BRUNI-SARKOZY? NARCISI» - Da Fazio, secondo la Parietti insomma, Carla Bruni «non tornerà sui suoi passi, non farà marcia indietro. Lei - ha dichiarato l'Alba nazionale - non è una donna che può chiedere scusa. Non è nel suo Dna». Rispondendo alle domande di Klaus Davi la Parietti non risparmia giudizi pungenti alla Bruni. Rappresenta, sostiene, «la sinistra snob, radical chic, quella salottiera e autoreferenziale che consegna il paese alla destra ormai da decenni». «Io credo che il popolo di sinistra, più che in lei, si identifichi - spiega Alba - nei Carabinieri, nella Polizia di Stato, nei simboli della lotta operaia, in chi si occupa realmente della loro condizione economica. Proprio come aveva scritto Pasolini». La Parietti inoltre considera quella Bruni-Sarkozy una coppia perfetta. «Sono due narcisi che si rispecchiano perfettamente e hanno trovato un perfetto accordo, sono speculari e rendono perfettamente l’idea di una coppia vincente, molto simile a Jacqueline e a John Kennedy. Non hanno nulla a che vedere con lo stile Obama, non c’entrano nulla. Al contrario, in Obama - conclude la Parietti - si identifica chiunque: la sua parola d'ordine è "io posso farcela", è un portatore di un segnale di speranza. Ma nessuno può, onestamente, identificarsi nel percorso di Carla Bruni».

 


09/11/2008

Carla Bruni: «Felice di non essere più italiana, dopo le parole di Berlusconi»

Carla Bruni: «Felice di non essere più italiana, dopo le parole di Berlusconi»

La première dame francese sulla "abbronzatura" di Obama. «Voglio aiutare a cambiare le élite culturali troppo bianche». Episodio di razzismo in Usa con Naomi

 

 

Carla Bruni (Lapresse)
Carla Bruni

 

 

PARIGI - Carla Bruni ha detto di essere felice di non essere più italiana dopo le frasi di Silvio Berlusconi che aveva definito «abbronzato» Barack Obama. La moglie di Nicolas Sarkozy a febbraio ha ottenuto la nazionalità francese. «Quando sento Berlusconi prendere questa cosa alla leggera e scherzare sul fatto che Obama è "sempre abbronzato", mi fa strano. Lo si metterà sull'umorismo... Ma spesso, sono molto felice di essere diventata francese», ha dichiarato la Bruni in un'intervista apparsa domenica su Le Journal du Dimanche.

CAMBIARE LE ÉLITE IN SENSO MULTICULTURALE - La première dame di Francia nell'intervista ha detto inoltre che, dato il suo ruolo di moglie del presidente, non ritiene più opportuno firmare petizioni, ma desidera impegnarsi per l’uguaglianza, aiutando le élite a cambiare. «Se fossi soltanto ’la cantante’ Carla Bruni, firmerei senza problemi il manifesto per l’uguaglianza reale in Francia, ma mi chiamo Bruni-Sarkozy e il mio nome mi appartiene meno». La modella-cantante si è però detta d’accordo con le linee generali di questo testo: «Mi sono spesso chiesta da dove veniva il blocco delle nostre società che fa in modo che siamo così bianchi, nelle élite, in Parlamento, nei circoli dirigenti (la musica, la moda sono una cosa diversa) mentre la società è un incrocio», ha proseguito, «Siamo paralizzati dalle abitudini. Il potere ha spesso avuto la stessa testa, uomini bianchi e piuttosto vecchi. Le abitudini, alla fine, diventano una sclerosi.. Mio marito non è Obama. Ma i francesi hanno votato per il figlio di immigrato ungherese, il cui padre ha un accento, la cui madre è di origine ebrea; e ha sempre rivendicato di essere un po’ un francese venuto da altrove. E anch'io non corrispondo al profilo di première dame: sono un artista, nata italiana!».

RAZZISMO CON NAOMI - Poi Carla Bruni ha parlato di un episodio di razzismo avvenuto nel 1992 negli Stati Uniti. «Siamo stati in Sud Carolina diversi giorni per un servizio fotografico. Ma io e Naomi Campbell abbiamo sempre pranzato nella nostra roulotte, anche se lì vicino c'era un buon ristorante. Quando ho chiesto il motivo, mi hanno risposto che Naomi non l'avrebbero mai fatta entrare, perché di pelle nera. Veder vincere Obama, è stata quindi una gioia immensa».