05/09/2009

Roma, bombe carta ai cancelli di Trigoria cinquecento tifosi contestano la Sensi

Roma, bombe carta ai cancelli di Trigoria cinquecento tifosi contestano la Sensi

 

FINITA LA MANIFESTAZIONE, TRANSENNE AL «BERNARDINI». Clima teso e cordoni di polizia nella protesta contro il presidente giallorosso: fumogeni e cori polemici

 

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È finita in maniera pacifica la contestazione dei tifosi giallorossi a Trigoria. Intorno alle 12.30 hanno iniziato a defluire i 500 ultras che per tutta la mattina avevano manifestato contro la dirigenza giallorossa dal piazzale Dino Viola, a pochi passi dal centro sportivo Bernardinì, il cui accesso è presidiato dalla polizia. Durante la mattinata, mentre la squadra si allenava agli ordini del neo tecnico, Claudio Ranieri, ci sono stati momenti di tensione, culminati con il lancio di 4 bombe carta e l'accensione di alcuni fumogeni.

«ROSELLA VATTENE» - Esposti diversi striscioni quasi tutti all'indirizzo del presidente della Roma, Rosella Sensi («Tu alla Presidenza, noi all'opposizione», «Ora basta», «Rosella Vattene», «Sei così incapace che con 1,1 milioni di euro al mese non ci mangi»), invitata ripetutamente a vendere la Roma. Contestazione anche nei confronti del direttore sportivo, Daniele Pradè, chiamato più volte ad uscire dal centro sportivo dai tifosi giallorossi e accusato per l'inadeguata campagna acquisti, con la colpa della cessione di uno dei gioielli romani della rosa: Alberto Aquilani, andato al Liverpool per 20 milioni di euro.
Cori di incitamento invece a favore dell'ex tecnico Luciano Spalletti, accusato dalla stessa Sensi di aver abbandonato la nave, e soprattutto per Daniele De Rossi, che all'uscita del 'Fulvio Bernardinì, è stato preso d'assalto dai tifosi giallorossi che lo hanno incitato a non mollare.
«Tutti insieme per dire Vattene», era lo slogan coniato da alcuni gruppi della curva nord per mettere in atto la contestazione nei confronti dell'attuale proprietà, dopo che già due giorni fa, dopo la nomina del nuovo allenatore Claudio Ranieri, sui muri del centro sportivo erano comparse scritte ingiuriose.

DAVANTI A CASA - Nel frattempo, in nottata, alcuni tifosi della Roma hanno esposto uno striscione davanti Villa Pacelli (residenza della famiglia Sensi) contro la dirigenza, con scritto «Rosella Vattene». Già da ieri le forze dell'ordine hanno blindato il centro tecnico «Bernardini», dove alcune transenne impediscono di arrivare fino al cancello d'ingresso. Gli striscioni di contestazione fanno il paio con quelli del due settembre, giorno della presentazione di Ranieri e dell'addio di Spalletti.

TENSIONE A LIVELLI DI GUARDIA - L'aria intorno alla A.s. Roma non migliora. Venerdì erano apparse due nuove scritte fuori dai cancelli del centro di Trigoria: «Spalletti si è dimesso... squadra, staff e società annateje appresso», e «Trasferta vietata... ennesima buffonata. Curva sud». Il secondo dei quali conteastava il divieto imposto ai tifosi di seguire la prossima trasferta della squadra.
Le dimissioni di Spalletti hanno aumentato, in gran parte della tifoseria, il malcontento per una società che non ha investito sul mercato e ha anche venduto Aquilani, uno dei tre romani intoccabili.

POLEMICHE SULL'ADDIO DI SPALLETTI - Proprio il tecnico di Certaldo, testimonial della Cedial Racing Cup 2009, per sostenere l'iniziativa benefica «Yes, we can play football» (ideata per permettere a bambini provenienti da tutta Italia appartenenti a famiglie disagiate di frequentare uno stage gratuito presso la Scuola Calcio di Sandro Tovalieri, ex attaccante giallorosso), ha risposto a distanza a Rosella Sensi. Il presidente della Roma, durante la conferenza di presentazione di Ranieri, si era detta sorpresa dell'addio di Spalletti: «Non mi aspettavo potesse abbandonare la nave». Ecco la risposta dell'ex tecnico giallorosso: «Ci sono rimasto male - come riportato dal sito Romanews.eu - e sono molto amareggiato. La Roma è una grande realtà, in questo momento qui ha bisogno di tranquillità e sul fatto di esserci o non esserci sulla nave ne riparleremo in un altro momento».

I MOTIVI DELLE DIMISSIONI - Spalletti ha spiegato poi perchè ha deciso di continuare con la Roma, a giugno scorso, quando aveva già molti dubbi. «Andarmene in quel momento sarebbe stato facile perchè avrei potuto trovare altre squadre, ma volevo continuare con la Roma. Poi ci sono state delle cose che secondo me avevano bisogno di un comportamento che ridesse un po' di slancio e ho ritenuto giusto fare così».
Quanto al suo futuro, il tecnico non ha novità, ma spiega di voler fare il suo lavoro: «Attualmente non ho segnali - dice -. Sono rimasto amareggiato perchè abbiamo passato tante situazioni insieme e perchè a me sulla nave mi avevano invitato spesso».


07/10/2008

«La carta stampata non morirà, cambierà»

«La carta stampata non morirà, cambierà»

Le previsioni di Parsons, presidente di Time Warner. Al via la nuova edizione del Quotidiano in classe

 

«Non credo che i giornali moriranno. Cambieranno, piuttosto». Pensiero rassicurante, se ad esprimerlo è — per usare le parole con cui, ieri sera, l'ha presentato Andrea Ceccherini, presidente dell'Osservatorio Giovani-Editori — «non un leader dell'informazione qualunque, bensì del primo gruppo multimediale del mondo». Richard Parsons, presidente di Time Warner, è per la seconda volta ospite dell'Osservatorio, di fronte a una platea di studenti che lo accolgono con un'ovazione da stadio. È lui il testimonial d'eccezione per la nona edizione del Quotidiano in classe, l'iniziativa che porta nelle superiori italiane alcune tra le più autorevoli testate nazionali. Quella che si è inaugurata ieri «si profila come un'edizione da Guinness. Il merito? Dei vostri insegnanti». Ceccherini incalza, «la società del possesso è stata sostituita dalla società della conoscenza, ma le informazioni possono diventare un bombardamento che stordisce». Ecco, allora, «la missione del Quotidiano in classe: sviluppare lo spirito critico, un filtro individuale che vi permetterà il lusso di diffidare di tutti, affidandovi solo a voi stessi». Sul palco, Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24, ricorda un dibattito alle superiori, «meno di un terzo degli studenti ha alzato la mano quando ho chiesto chi, la mattina, leggesse le notizie sui quotidiani». Sulla «sopravvivenza della carta stampata», Parsons è netto: «Da quando esiste l'umanità c'è stato interesse per le notizie. I giornali esisteranno per lungo tempo, il giornalismo esisterà per sempre. Abbiamo solo trovato altre strade per veicolare la stessa informazione». Parsons condivide l'assunto base dell'Osservatorio, «c'è bisogno di gente con un'educazione per avere un senso della democrazia». Quello che insegna il Quotidiano in classe. «Negli Usa non abbiamo niente di simile, e invece servirebbe». È un Parsons che, punzecchiato dal direttore del Tg3 Antonio Di Bella, porge omaggio a Murdoch mentre rivendica l'informazione «bilanciata, accurata e chiara» della sua Cnn; che dribbla la domanda sulle presidenziali – lui, afroamericano e repubblicano di lungo corso – con un sorriso, «nessun endorsement, non mi farebbero rientrare…»; che risponde alle domande degli studenti — dall'opinione sui media italiani, «vivaci ed eterogenei», all'etica del lavoro — con un'aria più da zio saggio che da «squalo» dei media. Per il rettore dello Iulm, Giovanni Puglisi, la comunicazione è ormai un «bisogno elementare ed esistenziale», per cui il Quotidiano in classe «è uno strumento importante». La nuova edizione è ai blocchi di partenza. Con più slancio — se possibile — di quelle che l'hanno preceduta.


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