19/07/2010

Arriva la carta di credito a prova di frode

Arriva la carta di credito a prova di frode

È DOTATA DI UNA TASTIERA MINIATURIZZATA E DI UN DISPLAY. Permette di generare delle password di sicurezza che cambiano a ogni uso, mettono al riparo dai furti sul web

 

La nuova Visa
La nuova Visa

MILANO - Specie in tempo di vacanze e prenotazioni la tentazione di fare acquisti a colpi di mouse è più forte che mai. Ma divulgare i dati della propria carta di credito suscita sempre un po' di (motivata) diffidenza. Per questo Visa, la società leader in Europa per i pagamenti elettronici, ha deciso di proteggere maggiormente i propri clienti soliti fare acquisti su Internet innalzando il livello di sicurezza delle proprie carte di credito attraverso un sistema denominato Visa CodeSure.

COME FUNZIONA - La carta è dotata di una minuscola tastiera con dodici pulsanti e di un display. Quando si desidera effettuare un acquisto online è necessario premere il tasto di autenticazione "Verified by Visa" posto sulla carta stessa. A questo punto viene richiesto all'utente di inserire il proprio pin e in risposta viene generata una password, che cambia ogni volta, da inviare al sito venditore. Grazie al medesimo sistema è possibile accedere in tutta sicurezza ai propri dati bancari online, evitando di usare sempre la stessa, intercettabile, parola d'ordine. Per questo sistema Visa ha collaborato con Emue Technologies e ha portato avanti le prove in Gran Bretagna, Italia, Turchia, Israele, Svizzera e Germania. Le prime carte saranno disponibili entro pochi mesi.

PHISHING - In italiano si può tradurre come "spillaggio" ed è una variante di fishing (pescare): si tratta di una tecnica di ingegneria sociale che viene usata illegalmente per accedere a dati personali col fine di rubare identità e, di conseguenza, denaro. Generalmente il phishing si serve di e-mail, instant messaging e persino telefonate. La tecnica prevede di inviare un messaggio sotto le mentite spoglie di un ente istituzionale, o comunque di un mittente conosciuto dal destinatario, e ottenere vari dati come numero di conto corrente o di carta di credito. La vice presidente senior di Visa Europa, Sandra Alzetta, ha dichiarato: «Questa soluzione esclusiva di Visa rappresenta una maniera estremamente conveniente per portare i pagamenti online allo stesso livello di sicurezza di quelli che vengono effettuati fisicamente nei negozi dai nostri clienti».

Emanuela Di Pasqua


02/10/2009

Prestigiacomo indagata per peculato

Prestigiacomo indagata per peculato

 

LA REPLICA DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE: MAI SUCCESSO, PRONTA A QUERELARE. L'accusa: acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile con la carta di credito del dicastero

 

ROMA - Il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo è indagata dalla procura di Roma per l'ipotesi di reato di peculato in relazione a presunti acquisti di articoli di moda e di pelletteria femminile fatti utilizzando una carta di credito del dicastero della quale è titolare. L'iscrizione costituisce un atto dovuto in quanto gli inquirenti dovranno accertare se tali eventuali acquisti siano stati per motivi personali ovvero per ragioni istituzionali. Ed è proprio questo il quesito posto dagli inquirenti di piazzale Clodio ai colleghi del Tribunale dei ministri ai quali il fascicolo processuale è stato trasmesso per competenza.

INTERCETTAZIONI - L'indagine è scaturita da alcune intercettazioni telefoniche compiute dalla guardia di Finanza di Firenze su un altro procedimento giudiziario. Nei colloqui telefonici in questione due persone, tra cui un funzionario del ministero, accennerebbero a presunti acquisiti fatti dal ministro Prestigiacomo. Da qui l'invio alla procura di Roma di una informativa a riguardo e l'apertura di un fascicolo processuale per verificare se dietro ai colloqui captati dalla fiamme gialle si ravvisino fatti penalmente rilevanti.

LA REPLICA: MAI USATA PER MOTIVI PERSONALI - «Non ho mai usato la carta di credito del ministero per motivi personali»: questa la replica del ministro Prestigiacomo. «Gli estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti e lo sono sempre stati. Nessuno - ha affermato il ministro - le ha mai consultate. Potevano esaminarle e fare ogni verifica prima di accusarmi di peculato sulla base di una intercettazione telefonica tra due persone di cui una indagata e l'altra interna al ministero. Sono profondamente nauseata e sconcertata, e chiedo sia fatta piena luce su tutta questa vicenda. Sono pronto a querelare - ha concluso il ministro Prestigiacomo - chiunque metta in discussione la mia onestà».