14/10/2011

Chiesto il rinvio a giudizio per Minzolini

Chiesto il rinvio a giudizio per Minzolini

Gli importi ammontano complessivamente a 65 mila euro, già restituiti dal giornalista. Il direttore del Tg1 è accusato di peculato per spese effettuate con la carta aziendale. «Sono tranquillo»

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12/07/2011

Beffa del truffatore romeno: in cella a fare truffe.

Beffa del truffatore romeno: in cella a fare truffe.

Arrestato per aver clonato carte di credito il carcere di San Vittore di Milano lo fa lavorare al call center delle donazioni Telethon. E lui ne approfitta... Un agente della polizia penitenziaria si è insospettito per la solerzia con cui il romeno trascriveva i dati che gli arrivavano al telefono

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03/09/2010

Snoop Dogg e gli altri: quando le star diventano esche per le truffe online

Snoop Dogg e gli altri: quando le star diventano esche per le truffe online

I trucchi utilizzati per carpire i dati privati degli utenti. Il rapper americano lancia una campagna contro il cybercrimine: «Anche io sono una vittima»

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11/04/2010

Allarme banconote false In arrivo i bancomat «sicuri»

Allarme banconote false In arrivo i bancomat «sicuri»

Direttiva della Bce: le banche dovranno attivarli entro la fine dell’anno. Dopo le denunce per prelievi di denaro contraffatto

 

ROMA— Le statistiche ufficiali non ne tengono conto. «Non sono casi frequenti» rispondono in Banca d’Italia e in Abi. Certamente è così rispetto al fenomeno più generale delle frodi, ma da qualche mese in giro per l’Italia sono riprese le segnalazioni di banconote false ritirate col Bancomat o col Postamat, assieme ad altro contante. Un correntista di Sanremo, qualche giorno fa, ha presentato addirittura una denuncia ai carabinieri per aver ricevuto dall’Atm delle Poste un biglietto di 20 euro risultato poi di provenienza illecita. E sono numerose le lamentele che circolano sulla rete o si ascoltano direttamente in casa o in ufficio di persone incappate in un prelievo con sorpresa di banconota falsa da 50 euro o più spesso da 20 euro. Un po’ come successe nel ’99, prima dell’ingresso dell’euro, con l’allarme per le 50 e 100 mila lire taroccate. E comunque è difficile dimostrare che il falso proviene da un prelievo automatico. Anche perché il malcapitato se ne accorge in genere solo successivamente, magari al momento in cui va a spendere il biglietto e viene bloccato dal negoziante. Qualcuno cerca di rifilarlo ad un altro più disattento, qualcuno si arrende al danno subito.

Non c’è molto da fare del resto per difendersi: chi si ritrova in mano un biglietto contraffatto deve, per legge, consegnarlo in banca o alla Posta o alle filiali della Banca d’Italia, ma senza ottenerne uno autentico in cambio. Presto però perlomeno il rischio Bancomat o Postamat sarà eliminato: entrerà infatti in vigore a fine anno l’obbligo per tutte le banche e tutti gli uffici postali di attrezzarsi contro i falsi. Di dotarsi cioè, se ancora non è stato fatto, delle apparecchiature per riconoscere le banconote non autentiche o anche deteriorate. Lo dice la direttiva, o meglio il «Quadro di riferimento per l’identificazione dei falsi e la selezione dei biglietti non più idonei alla circolazione da parte delle banche e di tutte le categorie professionali che operano con il contante » approvato dalla Bce, la Banca centrale europea, già nel dicembre del 2004. La scadenza, prevista per tutti i paesi dell’euro entro il 2007, è stata però prolungata entro fine 2009 per la Francia ed entro la fine del 2010 per l’Italia con Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo. Nel frattempo sarà bene stare attenti, anche se Bankitalia ha invitato le banche ad utilizzare per i Bancomat banconote nuove.

Ma quali sono i biglietti più a rischio di contraffazione? Da due anni ormai, a livello generale, la star dei falsari è il biglietto da 20 euro che ha sbalzato dal primo posto quello da 50 euro. Nel 2009 i 20 euro falsi recuperati sono stati 100.802, più del 62% del totale, mentre i biglietti da 50 e da 100 tolti dalla circolazione sono stati pari rispettivamente a 30.579 e 30.097. I tagli da 20, 50 e 100 euro rappresentano quindi da soli il 99% delle preferenze dei falsari in Italia, come nel resto di Eurolandia dove in totale sono stati riconosciute false 860 mila banconote (163.420 in Italia).

Il rapporto statistico del Ministero dell’Economia, relativo ai dati del primo semestre del 2009, entra ancora più nel dettaglio segnalando che Lecce è la provincia nella quale è stato rinvenuto il maggior numero di banconote false, seguita da Roma e Milano. E che fatti tutti i calcoli, considerato il numero della popolazione e il valore complessivo dei soldi taroccati, il fenomeno della falsificazione dell’euro costa ad ogni cittadino 6 centesimi di euro. Ed ancora, si riscontra una banconota o una moneta contraffatta ogni 632 persone.

Stefania Tamburello


10/04/2010

«Grande class action contro le società delle carte di credito»

«Grande class action contro le società delle carte di credito»

Revolving - Bloccata Coin-Fiditalia dopo le nuove Amex. Mossa dei consumatori: tassi usurai

 

MILANO — Una «poderosa » class action. Le associazioni dei consumatori affilano le armi contro le società che emettono carte revolving. E promettono, appunto, di ricorrere a un’azione legale di massa «poderosa», per dirla con Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari. Anche il Codacons sta studiando la possibilità di una class action «a tutela di tutti gli utenti italiani vittime dei tassi usurari», gente che, dice il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, «gioca la parte della preda da sbranare.

Certo è che la decisione della Banca D’Italia di bloccare l’emissione di tutte le carte American Express nel nostro Paese apre la strada alla possibilità di cause collettive per ottenere il risarcimento dei danni. Subiti in particolare dai possessori delle «revolving», le carte di credito al consumo che consentono di spendere e pagare poi il debito a rate. Con un dettaglio: interessi di mora a tassi da usura nel caso in cui non si rispetti la scadenza della rata mensile. Ed è proprio dalla rata non rispettata di un utente (un finanziere di Molfetta) che è scattato l’allarme, poi l’inchiesta della procura di Trani e ora il blocco di Bankitalia. Che l’Antitrust potrebbe estendere ora a tutte le altre carte dalle modalità di spesa simili alle revolving.

La stessa Bankitalia nei mesi scorsi ha deciso di sospendere (senza nessuna inchiesta penale sullo sfondo, com’è invece avvenuto nel caso America Express) sia l’emissione di carte Diners sia — ed è noto soltanto da ieri —la commercializzazione della carta di credito Coin-Fiditalia, denominata Coincard: una carta revolving con una linea di credito da 1.000 a 3.000 euro. Le irregolarità rilevate sul caso Coincard hanno generato multe per tutte e due le società: Coin 90 mila euro, a Fiditalia 130 mila. «Bene ha fatto Bankitalia con queste sospensioni ma adesso dovrebbe ampliare le indagini oltre la Puglia» chiede l’associazione Adiconsum che invita i consumatori, in caso di tassi usurari, a presentare ricorso all’arbitro bancario finanziario della Banca d’Italia. E poi c’è Federconsumatori. Che studia «eventuali azioni future» e invoca un intervento urgente dell’Antitrust: «Che prenda in esame tutte le società che emettono carte di credito e prenda i necessari provvedimenti contro chi fa pubblicità ingannevole e promuove offerte poco trasparenti». Federconsumatori vorrebbe anche che il governo riaprisse «i lavori della Commissione Pinza per promuovere la correttezza, la trasparenza e la legalità nel settore del credito al consumo ».

Difficile per il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà non sentire le pressioni del mondo dei consumatori. Sul suo tavolo arrivano da più parti richieste di intervento per bloccare questo o quel prodotto finanziario. Lui ricorda che sono già 15 le aziende condannate per irregolarità nell’erogazione di finanziamenti al consumo. «Dall’anno scorso — dice — abbiamo chiuso 7 istruttorie, per un totale di 3.150.000 euro di multe ». E plaude all’intervento di Bankitalia: a quelle sette pagine durissime contro American Express. Pagina due, per esempio. Si legge che in materia di usura, antiriciclaggio e trasparenza «i presidi organizzativi di controllo interno si sono rivelati del tutto inadeguati e non in grado di prevenire o rilevare il mancato rispetto delle norme». Poche righe prima c’è scritto che «nel complesso l’esercizio delle funzioni di supervisione strategica e di gestione è risultato carente». Per le revolving si parla di «assenza di procedure e controlli adeguati che ha determinato frequenti superi del tasso di soglia ». Ancora: «Sono emerse diffuse anomalie relative agli adempimenti in materia di pubblicità e di comunicazione ai clienti». A leggerle tutte in fila, quelle sette pagine sembrano una requisitoria.

Giusi Fasano


09/04/2010

Bankitalia: stop all'emissione di carte di credito dell'American Express in Italia

Bankitalia: stop all'emissione di carte di credito dell'American Express in Italia

A seguito dell'inchiesta di Trani, via Nazionale ha trovato numerose irregolarità. Bloccate anche le carte Diners, carenze per quanto riguarda l'antiriciclaggio e la normativa antiusura

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MILANO - Stop all'emissione di carte di credito da parte dell'American Express Service Europe in Italia. A disporlo è stata la Banca d'Italia a seguito dei controlli effettuati sulla società di carte di credito innestati dall'indagine aperta dalla Procura di Trani, per la quale l'Adusbef si è costituita parte civile.

IRREGOLARITA' - La Banca d'Italia, in un documento consegnato alla Procura, lamenta irregolarità e carenze rispetto alla normativa di contrasto al riciclaggio e alla normativa contro l'usura. Così, nella nota, «impone in via cautelare e d'urgenza a codesta succursale italiana dell'American Express il divieto di intraprendere nuove operazioni con specifico riferimento all'emissione di carte di credito». Il divieto scatta 10 giorni dopo la ricezione del provvedimento che riporta la data del primo aprile e che dall'intestazione risulta consegnato a mano. Quindi a partire dal 12 aprile non verranno più emesse nuove carte di credito fino a un successivo provvedimento. La Banca d'Italia, in particolare, ha riscontrato la mancata verifica e registrazione della clientela da parte dell'intermediario finanziario, nonchè l'utilizzo di nominativi di comodo. Sotto il profilo della trasparenza è stata rilevata la mancata comunicazione del limite di disponibilità del credito.

AGGIORNAMENTO IN CORSO - American Express Italia «conferma di avere ricevuto un rapporto al termine di un'ispezione da parte della Banca d'Italia» e «sta quindi realizzando un aggiornamento dei propri sistemi informativi e procedure per aderire ancora più strettamente alla normativa applicabile ai prestatori di servizi di pagamento e agli intermediari finanziari in Italia». Lo afferma la stessa società, in una nota, dopo la decisione di Bankitalia. American Express Italia «sospenderà temporaneamente l'emissione di nuove carte a partire dal 12 aprile 2010 e riprenderà ad emettere le carte non appena tale aggiornamento sarà completato, come stabilito dalla Banca d'Italia». La società fa inoltre sapere che «ha già iniziato ad esaminare i contenuti del rapporto e sta cooperando pienamente con la Banca d'Italia con l'obiettivo di risolvere le questioni aperte». La sospensione, precisa nella nota, «non riguarda gli attuali clienti di American Express Italia, che possono continuare ad utilizzare le loro carte regolarmente».

CASO DINERS - Di recente la Banca d'Italia ha bloccato l'emissione di carte di credito anche da parte del Diners Club Italia: il provvedimento risale addirittura allo scorso settembre ma è emerso solo mercoledì dalla pubblicazione del bollettino di Vigilanza di via Nazionale. In una nota la Diners spiega che il blocco all'emissione delle carte disposto da Banca d'Italia per Diners nello scorso settembre «è legato ad una situazione che l'attuale proprietà di Diners Club Italia ha ereditato al momento dell'acquisizione e che è stata posta prontamente tra le priorità del nuovo management». Lo sostiene la società in una nota. «L'intervento della Banca d'Italia - prosegue il comunicato - riguarda la richiesta di adeguamento di alcuni sistemi informativi e procedure aziendali per ottemperare alla normativa vigente in materia di antiriciclaggio. Tale normativa impone procedure e sistemi informativi adeguati per una corretta registrazione delle anagrafiche dei Soci e di particolari transazioni compiute attraverso le carte stesse. Per rispondere a questa richiesta Diners Club Italia ha intrapreso fin dalla data dell'acquisizione tutte le misure e gli investimenti necessari. Si tratta quindi di un fatto tecnico che è ad oggi risolto attraverso una serie di interventi ormai positivamente conclusi, ai quali faranno seguito a breve gli opportuni passi verso Banca d'Italia al fine di poter dimostrare la completa adeguatezza dei nuovi sistemi e delle nuove procedure. Al tempo, Diners Club Italia ha immediatamente comunicato a tutti i partner commerciali, alle banche e alla propria rete distributiva nonchè ha pubblicato sul sito la temporanea sospensione della emissione delle carte. Diners Club Italia precisa inoltre che è completamente estranea a qualsiasi questione relativa a mancanza di trasparenza verso i propri Soci o di applicazione indebita di tassi di interesse (usura), per le quali non ha ricevuto alcuna segnalazione».

ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI - Intanto l'Adusbef ha inviato all'Antitrust una richiesta per sollecitare il blocco delle carte di credito emesse anche da tutte le altre società esercenti carte di credito. Lo annuncia il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti. «Abbiamo chiesto di estendere questa misura cautelare dall'American Express - afferma Elio Lannutti - alle altre carte perchè c'è un pericolo serio e tangibile per i consumatori e utenti di tutte le altre carte di credito ai sensi del codice del consumo».

Redazione online


18/04/2009

Le Carte prepagate? Costano troppo «Entrino le società di telefonia mobile»

Le Carte prepagate? Costano troppo «Entrino le società di telefonia mobile»

 

Indagine antitrust. Commissioni di ricarica fino a 5 euro. Possibili risparmi per i consumatori con l'ingresso delle tlc

 

ROMA - I costi delle carte prepagate sono «ancora elevati» se si considerano «gli strumenti offerti dal sistema bancario». Lo sottolinea l'Autorità garante della concorrenza e del mercato secondo la quale sono «possibili risparmi per i consumatori con l'ingresso nel mercato delle società di telefonia mobile nel settore dei micropagamenti». Sono gli elementi principali dell'indagine conoscitiva sul settore appena conclusa dalla stessa Antitrust. Per l'Autorità, inoltre, l'Italia risulta «ancora arretrata nell'utilizzo della moneta elettronica».

IN LINEA CON COSTI BANCARI - I costi delle carte prepagate sono «in linea con quelli degli altri strumenti di pagamento tradizionali come conti correnti e carte di credito», rileva l'Antitrust nelle conclusione dell'indagine sul settore, offerte dal sistema bancario, con commissioni di ricarica che possono arrivare fino a 5 euro. Per favorire una loro riduzione occorre sfruttare le potenzialità legate a un possibile ingresso, nel mercato dei pagamenti elettronici, degli operatori telefonici mobili che, con 80 milioni di carte, costituivano alla fine del 2007 la principale componente delle carte prepagate chiuse».

USA E GETTA - Dallo studio dell'Autorità emerge che nel mercato italiano si registra una domanda crescente di carte prepagate «aperte», tipicamente le carte bancarie o postali, grazie alle quali è possibile effettuare qualsiasi tipologia di pagamento: alla fine del 2007 l'insieme delle carte ricaricabili e «usa e getta» emesse da banche e Poste Italiane era pari a 5,8 milioni, con un aumento rispetto all'anno precedente del 30,1% e una crescita media annua, dal 2003, del 72,2%. L'incidenza di questo strumento nel settore delle carte di pagamento (il complesso delle carte di credito e di debito) per quanto ancora relativamente contenuta, è in continua crescita: era del 6,4% nel 2006, è arrivata al 7,8% alla fine del 2007, con un ruolo leader di Poste Italiane che copre quasi il 60% del segmento.

NUMERI - In base all'indagine a campione condotta dall'Antitrust su 33 istituti bancari e Poste Italiane, emerge che lo stock di prepagate è costituito per poco meno di 3,9 milioni da carte nominative ricaricabili e per il restante (poco più di 900.000) da carte al portatore non ricaricabili (usa e getta). Nel 2006 si sono registrate più di 25 milioni di operazioni di pagamento con carte prepagate presso Pos o su Internet, con transazione dal valore medio di 60 euro, a fronte di circa 12,4 milioni di prelievi presso gli sportelli Bancomat, per importo medio di 97 euro presso la propria banca e 105 euro presso gli altri istituti. Il valore caricato nelle carte prepagate bancarie è stato pari nel 2006, con riferimento ai principali operatori, a circa 3,5 miliardi di euro. Il costo annuo per il consumatore medio della carta prepagata «varia a seconda che il possessore della carta abbia o no un conto corrente presso una banca», riferisce sempre l'Antitrust sottolineando che «gli 80 milioni di carte prepagate telefoniche presenti in Italia rappresentano, per la loro ampia diffusione e per le tecnologie connesse, lo strumento attraverso il quale esercitare una positiva pressione competitiva nel settore dei pagamenti elettronici».


02/11/2008

Carta di credito con diamante Kazakistan, follie e miracoli

Carta di credito con diamante Kazakistan, follie e miracoli

Nel regno di Nazarbayev, che vuole dare alla capitale il suo nome. Città design e crescita boom: il Paese degli eccessi

 

 

Il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev (Reuters)
Il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev
 
 
ROMA - Le Borse crollano, i mercati ansimano, i comuni mortali si affannano a mettere insieme pranzo e cena. Ed ecco che, dopo Fed e Bce, anche il Kazakistan corre ai ripari. Ci pensano Mastercard e Kazkommertsbank, la seconda banca del Paese nonostante il nome un po' così. Tra due settimane lanceranno una carta di credito studiata su misura per lo shopping ai tempi della cris i. Bordata d'oro, con un diamante incastonato sopra la data di scadenza, e un tetto di spesa di 50 mila dollari.

Quelli di Mastercard, scrive il Financial Times, pensano di piazzarne 30 al mese. Da noi c'è chi fa la fila agli sportelli per mettere i soldi nel materasso. Da loro, invece, passano in cassa con la Diamond card. Forse vale la pena di seguire il consiglio di Silvio Berlusconi: «Sono passato in Kazakistan — ha detto qualche giorno fa ai commercianti — ed è una cosa incredibile, c'è uno sviluppo del 12 per cento. Andate lì a fare una vacanza». Per questo il Cavaliere si è beccato il tormentone di Radio radicale, che manda e rimanda le sue parole seguite da quelle di Borat: «Questa casa di me. Questo è il registra voce...» bofonchia il giornalista un po' selvatico che al cinema ci ha fatto vedere un Kazakistan di baracche, capre spelacchiate e miseria. Nulla a che vedere con le meraviglie che Berlusconi ha raccontato in stile depliant: «Ho visto un'enorme diga a forma di fiore, bastava premere un tasto per illuminare tutta una città. Ho pensato di fare la stessa cosa in Sardegna».

Tra B & B, tra Borat e Berlusconi, ha ragione Berlusconi. Da dieci anni l'economia di questo Paese cresce a ritmi più che cinesi. E da granaio d'Europa è diventato petroliera del mondo, oltre 200 mila barili al giorno. Ma si sa, quando arriva tutta in una volta la ricchezza non è democratica. Negli ultimi tre anni l'importazione di champagne è aumentata del 1300 per cento, ma la bevanda più diffusa è ancora il latte fermentato d'asina. E simbolo di questa crescita scomposta è proprio la nuova capitale, Astana. La torre di 97 metri di Norman Foster, gli skilift in periferia, i viali alberati in stile parigino: 20 miliardi di euro per tirare su una specie di Dubai nel bel mezzo della steppa. Poi non se n'è fatto nulla ma quest'anno doveva cambiare nome e diventare Nursultan, dal nome di battesimo del presidente- padrone Nazarbayev. «Un mio amico — dice sempre Berlusconi — ha il 91% dei voti, e ha fatto cose straordinarie ». Tra le cose straordinarie: trasformare il suo incarico a vita, sciogliere la Corte costituzionale, attribuirsi il potere di nomina di giudici e sindaci, far piazzare numerose statue di sé medesimo, e trasformare in reato le critiche della stampa. Rischio teorico, perché a controllare metà dell'informazione kazaka è la figlia Dariga. Ecco, semmai il pericolo per questo ex metalmeccanico già al potere ai tempi dell'Urss, arriva proprio dalla famiglia.

A fargli le scarpe ci ha provato il genero Rakhat Aliyev che per punizione è stato spedito a fare l'ambasciatore a Vienna. E, visto che insisteva, è stato anche accusato di due omicidi (ricordate chi nomina i giudici?). Ricchi di petrolio, poveri di democrazia e pure tormentati da una dynasty del Caucaso. Oltre al potere, dicono che la vera passione del presidente- padrone siano le canzoni dell'italiano vero, Toto Cotugno. Non resta che consolarci così. Anzi, già che ci siamo: l'anno scorso è arrivata a Milano Ljuba Maliakova, miss Kazakistan. Mano nella mano con Valerio Merola, l'italico merolone. Altro che Diamond card.

 

 


05/07/2008

I COSTI E LE CONDIZIONI DELLE CARTE DI CREDITO

I COSTI E LE CONDIZIONI DELLE CARTE DI CREDITO
Revolving e prepagate: costi e commissioni non restano sulla carta, ma finiscono a debito sul nostro conto corrente. La buona notizia è che le carte di credito tradizionali sono sempre più sicure e affidabili, anche per gli acquisti online. Basta rispettare poche semplici regole.
Abbiamo analizzato le condizioni economiche e giuridiche delle più diffuse carte di credito tradizionali ipotizzando il seguente tipo di utilizzo: 12 estratti conto (di importo superiore a 77,47 euro), un prelievo in un Paese che non fa parte dell'Unione economica monetaria (Uem) pari a 100 euro, pagamenti extraUem per 200 euro e una spesa media annua di 4.500 euro. Abbiamo tenuto conto anche di tutti i vantaggi economici previsti per il titolare e che riducono il costo totale annuo della carta.

Carte prepagate: costose
Le carte prepagate sono state al centro di un vero e proprio boom negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani e per gli acquisti online. Il successo di questo tipo di carte non è, però, giustificato né dal costo, né da una maggiore sicurezza rispetto alle carte di credito.
Le abbiamo sempre sconsigliate per i costi elevati, riconoscendone l'utilità solo per casi specifici: per i giovani che vanno all'estero e non dispongono di un conto corrente e per chi non ha una carta di credito e vuole fare acquisti online.

Carte revolving: tassi elevati
Lo abbiamo denunciato a più riprese: le carte revolving sono veri e propri finanziamenti con tassi di interesse altissimi, quindi da evitare a favore di prestiti personali o anche dello scoperto di conto corrente. Le nostre denunce, insieme agli estratti conto salati che sono piovuti sui titolari di queste carte, hanno finalmente aperto gli occhi ai consumatori, che stanno abbandonando questo strumento a favore del prestito finalizzato all'acquisto di un determinato bene.
Il nostro test su 94 carte revolving (sia normali sia option, cioè carte di credito tradizionali che consentono l'attivazione dell'opzione di pagamento rateale), che ha considerato una spesa di 1.000 euro e un fido di 1.500 euro, rivela un Taeg medio elevato pari al 16,85%, che arriva anche a un esorbitante 26,53%.

 

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