04/04/2010

Il Papa: «L'umanità sta vivendo una crisi profonda»

Il Papa: «L'umanità sta vivendo una crisi profonda»

 

Il cardinale sodano a benedetto XVI: «La chiesa è con lei». Il Messaggio di Pasqua del pontefice: «Servono cambiamenti profondi, a partire dalle coscienze»

 

Benedetto XVI arriva all'altare sul sagrato della Basilica di S. Pietro per celebrare la Messa di Pasqua
Benedetto XVI arriva all'altare sul sagrato della Basilica di S. Pietro per celebrare la Messa di Pasqua

CITTA' DEL VATICANO - «Tutta la Chiesa» è accanto a Papa Benedetto XVI, oggetto di attacchi per lo scandalo dei preti pedofili. Prima della messa di Pasqua, il decano del Collegio cardinalizio, card. Angelo Sodano, rivolge al pontefice gli auguri e parole di sostegno a nome di tutta la Chiesa. Un'aggiunta al protocollo della cerimonia: mai, in passato, la messa di Pasqua era stata preceduta da un messaggio di augurio al pontefice. «È con lei il popolo di Dio, che non si lascia impressionare dal 'chiacchiericcio' del momento - ha affermato Sodano - e dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti».

IL MESSAGGIO
- Dopodiché Benedetto XVI, davanti a circa 100 mila persone, rivolge ai fedeli il suo messaggio di Pasqua: «Anche ai nostri giorni l'umanità ha bisogno della salvezza del Vangelo - afferma - per uscire da una crisi che è profonda e come tale richiede cambiamenti profondi, a partire dalle coscienze». C'è bisogno, ha spiegato, «di un 'esodo', non di aggiustamenti superficiali, ma di una conversione spirituale e morale».

DALL'IRAQ AD HAITI
- «Alle comunità cristiane, che, specialmente in Iraq, conoscono prove e sofferenze, il risorto ripeta la parola carica di consolazione e di incoraggiamento che rivolse agli Apostoli nel Cenacolo: "Pace a voi!". Nel messaggio, Benedetto XVI ha menzionato i paesi Latino-americani e dei Caraibi «che sperimentano una pericolosa recrudescenza dei crimini legati al narcotraffico», auspicando che la Pasqua «segni la vittoria della convivenza pacifica e del rispetto per il bene comune». Quanto alle zone colpite dal terremoto, «la diletta popolazione di Haiti, devastata dall'immane tragedia del terremoto - ha detto il Papa - compia il suo "esodo" dal lutto e dalla disperazione ad una nuova speranza, sostenuta dalla solidarietà internazionale. Gli amati cittadini cileni, prostrati da un'altra grave catastrofe, ma sorretti dalla fede, affrontino con tenacia l'opera di ricostruzione». Il Papa ha anche citato l'Africa, auspicando che «si ponga fine ai conflitti che continuano a provocare distruzione e sofferenze e si raggiunga quella pace e quella riconciliazione che sono garanzie di sviluppo».

65 LINGUE
- «La luce e la grazia del Risorto sostengano i progetti di sviluppo e di bene che l'intera Comunità Nazionale è chiamata ad attuare nella concordia operosa e nella pace» ha detto infine in italiano aprendo la serie degli auguri in 65 lingue. «Buona Pasqua - ha scandito - a voi, uomini e donne di Roma e d'Italia! Il Signore Risorto benedica le famiglie, i giovani e gli anziani, in particolare i malati e quanti soffrono nel corpo e nello spirito».


03/04/2010

"Odio contro il Papa ricorda gli attacchi degli antisemiti"

"Odio contro il Papa ricorda gli attacchi degli antisemiti"

Il predicatore della Casa Pontificia Cantalamessa cita lettera dell'amico ebreo: l’uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità personale a quella collettiva mi ricordano la Shoah. La Santa Sede frena: "Nessun paragone"

 

 

Sul caso della pedofilia dei sacerdoti e' in atto una campagna di odio e di aggressione contro il Papa e la Chiesa che ricorda il peggiore antisemitismo messo in pratica contro gli ebrei. E' questo il duro attacco sulla questione degli abusi sessuali del clero pronunciato nel pomeriggio di oggi dal predicatore della Casa pontificia, padre Ranieri Cantalamessa, nel corso della celebrazione della Passione presieduta da Benedetto XVI nella basilica di San Giovanni in Laterano. Padre Cantalamessa, che ha esplicitamente detto di non voler toccare la questione degli abusi da parte dei preti ''perche' gia' se ne parla abbastanza fuori di qui'', si e' poi richiamato al clima di questi giorni nella parte finale della sua predica. Nell'omelia, infatti, ha prima citato la Lettera agli Ebrei di Matteo, poi ha dato voce al messaggio di un amico ebreo che ha solidarizzato con il Pontefice proprio in virtu' delle critiche che stanno piovendo sulla Chiesa da ogni parte del mondo.

A stretto giro arriva la precisazione della Santa Sede. "Smentisco nel modo più assoluto che ci sia un paragone di iniziativa vaticana tra l’antisemitismo e la situazione attuale relativa alla pedofilia", dice il portavoce vaticanopadre Federico Lombardi inteprellato dall'agenzia Apcom in seguito alle critiche di una parte della comunità ebraica per la frase di Cantalamessa.


Nella Via Crucis, il Papa non ha fatto cenno allo scandalo pedofilia. Ha però richiamato al più autentico significato del Venerdì Santo, quello della più profonda sofferenza a cui segue però la rinascita e il riscatto.

"Nasca in noi un rinnovato desiderio di convertire il nostro cuore all'amore, che è l'unica forza capace di cambiare il mondo". Con questa invocazione Benedetto XVI ha concluso la Via Crucis da lui preseduta al Colosseo e trasmessa in mondovisione in 60 paesi del mondo.