08/03/2010

Appalti, così cominciò tutto

Appalti, così cominciò tutto

 

L'inchiesta ha una data d'inizio, due protagonisti e una gara precisa. Dicembre 2007, Vincenzo Di Nardo, consigliere delegato Btp e l'architetto Marco Casamonti parlano del bando del Nuovo Maggio

 

Casamonti

Casamonti

 

 

FIRENZE - Mattinata di interrogatori nel carcere romano di Regina Coeli per l’ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici, Angelo Balducci e per l’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, entrambi detenuti nell’ambito dell’inchiesta, condotta dalla Procura di Firenze, sui grandi eventi. Per entrambi l’accusa è di concorso in corruzione continuata e aggravata.

«Balducci, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha proclamato la sua estraneità alla vicenda e quindi non sappiamo quale contributo possa portare: di tutto quello che sarebbe avvenuto non sa assolutamente nulla». Così il legale dell’ex presidente del consiglio dei Lavori pubblici, Franco Coppi, al termine del confronto, nel carcere di Regina Coeli, con il gip ha risposto al suo assistito in merito agli appalti per la costruzione della caserma dei Marescialli a Firenze. Per questa vicenda Balducci, che è agli arresti dal 12 febbraio scorso, è stato raggiunto da un nuovo provvedimento di custodia cautelare in carcere. Lasciando il carcere romano, Coppi ha proseguito affermando che «non riusciamo a cogliere gli estremi di questi reati che gli vengono contestati, questo provvedimento restrittivo della libertà ci sembra privo di presupposti».

«Siamo assolutamente certi di come andrà a finire questa vicenda. Finirà benissimo per noi e finirà a Roma». È quanto afferma Marcello Melandri, il legale dell’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli al termine dell interrogatorio di garanzia avvenuto nel carcere di Regina Coeli. Il legale, annunciando che domani presenterà una richiesta di trasferimento degli atti alla procura di Roma, ha motivato questa decisione spiegando che «a Firenze non è successo assolutamente nulla e qualunque cosa ci contestino è avvenuta a Roma, i fatti sono tutti avvenuti a Roma». Melandri ha inoltre aggiunto che il suo assistito «ha chiarito perfettamente e quindi abbiamo chiesto immediata scarcerazione». A chi gli chiedeva dei rapporti tra Piscicelli e gli altri protagonisti dell’inchiesta, il legale ha spiegato che i rapporti erano regolari senza nessun tipo di problema. Sull’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto Piscicelli nei giorni scorsi, l’avvocato ha detto: «Perchè si è arrivato a questo? Lui aveva già chiarito tutto».

L'inchiesta sugli appalti che sta sconvolgendo l'Italia e Firenze ha però una data d'inizio, due protagonisti, un luogo e un appalto ben preciso. Il 19 dicembre 2007, Vincenzo Di Nardo, consigliere delegato della Btp e l'architetto Marco Casamonti parlano del bando del Teatro del Nuovo Maggio e della gara che sta per chiudersi a Roma. Di Nardo partecipa alla gare con l'impresa Baldassini e l'architetto Arata Isozaki, Casamonti partecipa come architetto dell'impresa Giafi del costruttore Valerio Carducci, si fanno l'"in bocca al lupo".

Il 28 dicembre del 2007, Di Nardo ha i risultati della gara: l'appalto è stato vinto dalla SAC-IGIT, azienda romana con l'architetto Paolo Desideri, l'impresa GIAFI - SARICO, con l'architetto Marco Casamonti è arrivata seconda e loro (BTP) terzi. «Appreso l’esito di questa gara che evidentemente era convinto di aggiudicarsi - si legge negli atti - Di Nardo contatta una serie di soggetti a cui segnala che questi lavori del Teatro di Firenze sono stati aggiudicati in maniera più che sospetta, arrivando ad ipotizzare l’esistenza di un unico centro decisionale romano che ha sistematicamente turbato tutto il pacchetto delle 11 gare di appalto». Si deve cominciare da qui per capire tutta l'inchiesta, il ruolo di Firenze e quello di Roma.

Balducci
Balducci

In varie telefonate, Di Nardo fa il nome di Balducci: «Chi decide è l'ex Provveditore alle Opere Pubbliche di Roma che è l'uomo di Rutelli dentro il Ministero... capito?... e sono tutti uomini suoi... De Santis (Fabio, ndr) che ha firmato il progetto è un dipendente sottostante a Balducci ...capito?... (…) … la Forleo che ha aperto le buste... è una dipendente sottostante a Balducci ... erano tutti con lui al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Roma e poi si sono trasferiti». Più amareggiato di Vincenzo Di Nardo, è l’architetto Marco Casamonti, l’autore del progetto- offerta classificatosi al secondo posto; il 29 dicembre parlando al telefono con Di Nardo, esterna anch’egli il sospetto che a monte negli ambienti romani fossero maturati degli accordi per orientare l’aggiudicazione. Di Nardo, d’altra parte, ammette esplicitamente di essersi associato con l’impresa riconducibile a Francesco Piscicelli (l'imprenditore finito agli arresti venerdì scorso), solo per il fatto che questi poteva assicurargli dei contatti romani «Il mio partner .. c'avevo un partner romano al 5% .. che ... diciamo lo tenevo che conosceva ... lui temeva moltissimo la Giafi … temevamo molto la Giafi perchè è un soggetto ammanicato ...questo qui c'ha i procedimenti giudiziari perchè è sempre stato intorno a questi troiai romani». Nella stessa telefonata Di Nardo e Casamonti fanno il punto di quello che secondo loro sarebbe accaduto nella gara del Maggio. Di Nardo:«La lettura è un altro Marco ... è che la corruzione non è morta ... questa è la lettura .. capito Casamonti:.. che poi è una corruzione politica ... qui non c'è nemmeno soldi ... qui è arrivato l'ordine dall'alto». L'ex sindaco Leonardo Domenici e l'onorevole Walter Veltroni, tirati in ballo dalla telefonata già apparsa sui quotidiani, hanno smentito la ricostruzione di Casamonti e Di Nardo: «Voglio ricordare - ha detto Domenici - che la gara fu gestita direttamente dall’Unità di missione per i 150 anni dell’Unità d’Italia, facente direttamente riferimento alla Presidenza del Consiglio dei ministri».

Audio/ Ascolta la telefonata tra Di Nardo e Casamonti, 29.12.07

Lo stesso giorno Di Nardo chiama Piscicelli che, con le dovute cautele, cerca di tranquillizzare il suo

Di Nardo (a sinistra) e Piscicelli (a destra)
Di Nardo (a sinistra) e Piscicelli (a destra)

partner nella gara che tanto sta facendo infuriare il Di Nardo, facendogli capire che ha fatto già comunque tesoro dell’esperienza: «Allora ... ti dico questo ...io poi ho fatto tardi ... sono stato lì ... ho fatto quattro chiacchiere ... quanto c'hai tempo che vieni a Roma ... è valsa anche per me ... come hai visto... purtroppo... ho dovuto prendere un secondo posto... (..) … è valsa come ... non abbiamo buttato tempo ... non ti preoccupare». Di Nardo sembra cogliere il significato profondo del’indicazione del Piscicelli: «No, ma tempo non se ne butta mai... nella vita serve sempre per imparare ...comunque se ne parlerà a voce per benino ... la cosa era ... cioè la cosa sconcertante è... sono andati sopra i Comuni. .. sopra gli Enti». Il 4 gennaio 2008, Piscicelli accenna a Di Nardo alla necessità di effettuare a breve un incontro con Fabio, facendo verosimilmente riferimento all’ing. Fabio De Santis del Dipartimento per lo Sviluppo e la competività del Turismo, che ha gestito gli 11 appalti nell’ambito dell Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, per effettuare un abboccamento in vista della prossima aggiudicazione di altre gare di appalto: «Non ci pensiamo più ... non ci pensiamo più ... invece io ieri sono stato tutta la giornata con quel mio amico Fabio che tu hai conosciuto (…) … e quando vieni a Roma ...(inc) …(…) … ... e a questo punto ci andiamo a fare una chiacchierata pure con Fabio ... eh?». Si tratta dei primi contatti tra l'impresa di Fusi, De Santis e successivamente Balducci.

È il 25 aprile 2008 quando l’architetto Marco Casamonti e l’architetto Paolo Desideri hanno una lunga conversazione in cui parlano del Nuovo Teatro di Firenze e delle celebrazioni del 150 esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Casamonti si lamenta della scarsa limpidezza nella procedura di aggiudicazione dovuta a condizionamenti politici: «L’Italia è un paese dove le cose non vanno per il verso giusto. Ma questa è una condizione generale. Oggi tocca a te, domani a me. Cioè non vanno per il verso giusto perché l’ingerenza della politica assume toni vergognosi. C’è un sistema dentro il ministero dei lavori pubblici che secondo me sfiora lo scandalo». Desideri: «Loro stanno immersi in un liquido gelatinoso, è al limite dello scandalo. Il sistema di potere porta alla premialità per loro». «La mia impresa — si vanta Casamonti — è più legata al ministero di qualsiasi altra». L’architetto Desideri ribadisce: «Non c’è il minimo dubbio che le imprese fanno riferimento a un incubatore per costruire le condizioni al consenso per la loro candidatura». E riferendosi agli imprenditori che si lamentano perché le cose non sono andate come avevano programmato nel sistema della spartizione degli appalti, Desideri spiega a Casamonti che bisogna accettare le regole anche quando le cose non vanno: «Non possono fare le mammole nel momento in cui non va come loro erano sicuri che andava. Stanno protestando perché quel sistema gelatinoso non ha funzionato come pensavano». Casamonti spiega che in questo sistema anche i ricorsi per gli appalti servono ad acquisire crediti da spendere per le successive aggiudicazioni: l’impresa fa ricorso così la prossima volta sono costretti a farti vincere.

Audio/ Ascolta la telefonata tra Casamonti e Desideri, 25.04.08

Alla fine, la storia termina con un sistema che accontenterà tutti: Casamonti otterrà degli appalti alla Maddalena, Desideri avrà il suo Teatro del Maggio (l'ok allo stanziamento dei fondi per il suo progetto è stato firmato pochi giorni fa), Di Nardo e la Btp rientreranno in gara per l'appalto che più gli interessa, la Scuola dei Marescialli. Tutti contenti sì, ma l'inchiesta e le intercettazioni avevano già avuto inizio.

Alessandra Bravi