13/04/2012

L'Imu si pagherà in tre rate

L'Imu si pagherà in tre rate

Conte (pdl) si dice contrario a modifiche a favore degli anziani in casa di riposo. La novità sarà contenuta in un emendamento del relatore al dl fisco che sarà presentato lunedì mattina

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27/03/2012

Provincia, truffa da 20 milioni su fatture. Arrestato il presidente regionale Confapi

Provincia, truffa da 20 milioni su fatture. Arrestato il presidente regionale Confapi

UN'ALTRA INCHIESTA A BARI SUGLI APPALTI. Ai domiciliari i fratelli Antro, appalti per le strade. Erasmo è il numero due della Camera di Commercio. Sequestrate 62 case: da Cortina d’Ampezzo a Olbia

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04/12/2011

Onorevoli con la casa di Stato: «Lussuosa, ma noi lavoriamo»

Onorevoli con la casa di Stato: «Lussuosa, ma noi lavoriamo»

ROMA. Affitto pagato e indennità di 3 mila euro per i tre questori della Camera

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21/02/2011

Inchiesta affittopoli. Pisapia:«Forse ho commesso una leggerezza ma tutelo i miei affetti»

Inchiesta affittopoli. Pisapia:«Forse ho commesso una leggerezza ma tutelo i miei affetti»

Il candidato sindaco per il Pd risponde alle accuse: «dovevo chiarire in fretta». Pisapia e Affittopoli: «Non accetto che si getti fango sulla persona che ho di più caro per colpire me»

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19/02/2011

Affittopoli a Milano, indaga la magistratura

Affittopoli a Milano, indaga la magistratura

Procura e Corte dei Conti si muovono dopo lo scandalo delle case del Pio Albergo Trivulzio affittate a prezzi stracciati. Il sindaco Moratti: “Trasparenza”. In arrivo anche la lista degli immobili venduti.

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18/02/2011

Pio Albergo Trivulzio, aperta la lista: molti «nomi noti» tra gli affittuari

Pio Albergo Trivulzio, aperta la lista: molti «nomi noti» tra gli affittuari

In lista la compagna di Pisapia. Lui: «Macchina del fango contro di me». Ci sono anche il direttore generale del Milan Ariedo Braida, Carla Fracci e un Cordero di Montezemolo

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08/09/2010

Case, gli italiani tornano a comprare

Case, gli italiani tornano a comprare

Nel primo trimestre dell'anno le compravendite di immobili sono salite del 2,3%. Erano in discesa dal 2007. Boom nel Nord-Est, aumenti più tiepidi nel Triveneto e nel Sud

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14/05/2009

Come saranno le case su Marte

Come saranno le case su Marte

 

PENSARE IL FUTURO. I progettisti si preparano a costruire case per mondi più leggeri del nostro

 

Sulla Luna ci siamo stati per la prima volta giusto 40 anni fa. Non so di preciso quando arriveremo su Marte. Ma il bambino, più probabilmente la bambina, che camminerà per prima su Marte è già nata, anche se è ancora piccola e non sappiamo chi sia. E sulla Luna ci torneremo presto, forse per restarci. Non che la Luna o Marte siano posti divertenti per una vacanza: niente spiagge con palme o chalet svizzeri, non c’è neanche l’aria per respirare e niente bikini, fa un freddo terribile. Ma la gravità di entrambi i corpi celesti è molto minore di quella della Terra, un sesto sulla Luna e un terzo su Marte. E così, mentre noi scienziati spaziali costruiamo le missioni per andarci, si progettano case extraterrestri.

L'architetto Hans-Jurgen Rombaut, dell’Accademia di Architettura di Rotterdam, che ha ideato un hotel di lusso sulla Luna
L'architetto Hans-Jurgen Rombaut, dell’Accademia di Architettura di Rotterdam, che ha ideato un hotel di lusso sulla Luna

UN HOTEL «LUNARE» - Hans-Jurgen Rombaut, dell’Accademia di Architettura di Rotterdam, ha pensato un hotel di lusso sulla Luna, che sfrutta, anzi esalta le condizioni di bassa gravità: una vera macchina per sensazioni. Due grandi torri inclinate da 160 metri (non solo bassa gravità, ma niente vento né terremoti sulla Luna !), di materiale locale: in fondo la Luna è solo un vecchio pezzo di Terra. Ovviamente, le torri saranno pressurizzate, così i turisti lunatici potranno fare free climbing alla grande e provare l’emozione del volo umano con degli speciali vestiti da pipistrello, ideale per tonificare i pettorali. Per riposarsi, Rombaut a pensato a romantiche capsule indipendenti, fatte a goccia e appese a mezz’aria, per dare l’impressione di essere ancora in una astronave.

Il numero di Bravacasa in edicola
Il numero di Bravacasa in edicola

CASE MARZIANE - Marte è ancora più attraente della Luna: il giorno dura circa 24 ore (mentre sulla Luna la notte dura due settimane…) e ci sono dei tramonti bellissimi, col Sole pallido che cala sulle sabbie rosse. Se i greci fossero stati su Marte, la nostra bambina, diventata astronauta, al suo sbarco potrebbe vedere dei templi bellissimi. Eleganti come il Partenone, ma molto più arditi per lo slancio delle colonne e la leggerezza ed arditezza degli architravi. Per non parlare delle Cariatidi, che terrebbero su tutto con un dito. Purtroppo, non è facile che Ulisse sia andato su Marte a fare templi, nè il Bernini a farvi colonnati, ma è divertente immaginarli. Deprimente invece pensarli su Giove dove, con gravità quasi tre volte quella della Terra, le impossibili colonne sarebbero basse e grasse. Come scienziato, propongo di progettare le case marziane secondo i canonici tre criteri di Vitruvio: firmitas, utilitas, venustas. La solidità (firmitas) è facile: bassa gravità e assenza di grossi terremoti. Il materiale da costruzione è disponibile in abbondanza, in un caldo color mattone. L’utilità (utilitas) è ovvia: non si può stare tanto all’aperto su Marte, in una continua pioggia di radiazioni di tutti tipi. Meglio stare in casa, la cui venustas (la bellezza, l’estetica) oltre che dallo slancio delle linee, sarebbe assicurata da una cupola astronomica per guardare passare le due piccole, velocissime lune marziane e poi quel puntino blu lontano, la Terra.

Giovanni Bignami


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06/05/2009

Usa: banca distrugge ville. «I proprietari non pagano e ci costa mantenerle»

Usa: banca distrugge ville. «I proprietari non pagano e ci costa mantenerle»

 

In California nella contea di San Bernardino. Nel 2007 quando vennero costruite valevano 325 mila dollari, ora meno della metà

 

Una delle case distrutte a Victorville (da Los Angeles Times)
Una delle case distrutte a Victorville (da Los Angeles Times)

WASHINGTON – Prima o poi doveva capitare. Per non perdere altri soldi, una banca ha fatto abbattere sedici sontuose nuove ville di cui si era rimpossessata. Gli acquirenti non erano riusciti a onorare i contratti, e la banca, impossibilitata a trovarne altri, ha deciso di limitare i danni. Mantenere le case in periodo di crisi le sarebbe costato vari milioni di dollari. Con poche centinaia di migliaia di dollari, ha risolto il problema.

RUSPE - Sotto gli occhi di una folla sorpresa e infuriata, le ruspe hanno spianato gli edifici. L’incredibile episodio è avvenuto a Victorville, città di centomila abitanti circa a 150 km circa a nord di Los Angeles, nella provincia di San Bernardino in California. Nel settembre del 2007, quando la Guaranty Bank del Texas aveva dato il via alla costruzione, il prezzo medio di vendita di una villa era di 325 mila dollari. Ma adesso è sceso di più della metà. Ha dichiarato Yvonne Herter, la portavoce della banca: «Non avevamo più scelta. Nessuno compra. Badare alle case, ai giardini, alle strade ci sarebbe costato troppo». La Guaranty Bank ha realizzato qualche soldo vendendo a prezzi stracciati le suppellettili delle ville, dai tavoli di marmo ai vasi di fiori. Un muratore, Curtis Forrester, che le aveva costruite con i compagni, ha trascorso quasi due settimane a trattare coi clienti. «Non ero mai vissuto in tanta agiatezza», ha ammesso. «Distruggerle è un vero peccato». E abbandonarle? «Impossibile», ha spiegato Yvonne Herter, «lo vietano i regolamenti comunali e a poco a poco avrebbero inquinato l’ambiente».

SETTORE FERMO - L’idea di assegnarle pro tempore ai senza tetto non ha sfiorato nessuno. Non è escluso che l’episodio si ripeta. In California, sono stati sospesi i lavori su quasi 10 mila ville e altri edifici adibiti ad abitazione, e altri Stati, l’Arizona, il Nevada, la Florida, si trovano in situazioni analoghe. In America a marzo, le vendite delle case già esistenti sono salite del 3,2 per cento, un salto inaspettato. Ma la crisi dei mutui subprime o ad alto rischio continua e il settore immobiliare è tuttora in panne. Per evitare che il cattivo esempio della Guaranty Bank venga seguito da altre banche bisogna che gli Stati intervengano. Ma come? In America, l’edilizia pubblica è sempre stata molto debole.

Ennio Caretto


14/04/2009

«Se fosse stato costruito a regola d'arte l'ospedale non sarebbe crollato»

«Se fosse stato costruito a regola d'arte l'ospedale non sarebbe crollato»

 

Il certificato non era ancora stato rilasciato perché i lavori non erano conclusi. La denuncia del sindaco dell'Aquila: «Sì, mancava il certificato di agibilità, ma il problema è la struttura»

 

Un cumulo di macerie davanti al pronto soccorso dell'ospedale San Salvatore de L'Aquila (Ansa)
Un cumulo di macerie davanti al pronto soccorso dell'ospedale San Salvatore de L'Aquila (Ansa)

 

 

 

L'AQUILA - «L'ospedale San Salvatore non sarebbe crollato se fosse stato fatto come doveva essere fatto». La denuncia arriva dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Che dopo la diffusione di notizie sulla mancanza del certificato di agibilità della struttura, inaugurata nove anni fa, punta il dito contro i criteri di costruzione del nosocomio cittadino, uno degli edifici pubblici che il sisma ha reso da subito inutilizzabili.

«PILASTRI SENZA STAFFATURA» - Il problema, ha sottolineato Cialente, non sono l'agibilità o l'accatastamento, «che sono questioni burocratiche», ma «come è stato fatto. Bisognerebbe che voi - ha aggiunto rivolgendosi ai giornalisti che ha incontrato in mattinata - fotografaste alcuni pilastri e vi rendereste subito conto». Come sono i pilastri? «Io li ho visti e non c'era la staffatura, il ferro uscito fuori è tutto storto. Questo per dire che anche se l'agibilità ci fosse stata, e non ci sarebbe stato problema ad ottenerla, l'ospedale sarebbe crollato lo stesso».

«LAVORI NON ULTIMATI» - La precisazione arriva dopo la scoperta del mancato accatastamento della struttura, in assenza del certificato di agibilità. Ma questo, spiega il primo cittadino, è dovuto solo ad una questione di tipo procedurale: il documento viene rilasciato al completamento dei lavori. E ancora due anni fa, «al momento del mio insediamento», la struttura «non era ancora accatastata. I lavori, iniziati negli anni Settanta, non sono ancora terminati. Si tratta quindi di un cantiere in itinere, ma in questo caso, come negli altri, stiamo pagando pesantemente errori, anche piccoli, dovuti ad una carenza di rigore nella costruzione degli edifici».

 

 


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