28/11/2011
Monti, misure in uno o due decreti. Incontri separati con i leader Alfano, Bersani e Casini
Monti, misure in uno o due decreti. Incontri separati con i leader Alfano, Bersani e CasiniIl momento viene ritenuto «drammatico». I suoi: agire in fretta è agire male. Alfano ospite da Fazio: incontri anche con Bersani e Casini
12:28 Scritto in ECONOMIA, POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, politica, governo, monti, leader, alfano, bersani, casini, crisi economica | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
22/11/2011
Tangenti, i pentiti accusano i politici. Casini: «Chi ci tira in ballo non è un santo»
Tangenti, i pentiti accusano i politici. Casini: «Chi ci tira in ballo non è un santo»I nomi di Alemanno, Follini e Matteoli. I verbali di Cola e Di Lernia: «Quei 200 mila euro erano per Casini». «Guarguaglini autorizzò i pagamenti». Gasparri: mai discusso di nomine
15:59 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, enav, finmeccanica, lorenzo borgoni, tommaso di lernia, casini, udc | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
20/11/2011
«Società e posti di lavoro ai figli: così pagavano i politici»
«Società e posti di lavoro ai figli: così pagavano i politici»Tre arresti nel caso Enav. Indagato il tesoriere Udc. Il Pm: versati 200mila euro. Le accuse: con la valigetta nell'ufficio dei centristi. Matteoli, Brancher e Tremonti referenti dell'ad
17:08 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, finanziamenti illecito partiti, inchiesta enav, mazzette, tangenti, udc, casini | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/09/2011
Casini incalza: «Si vada a votare». Ma Berlusconi: «Non ci dimettiamo». Berlusconi: «Lascio solo se sfiduciato»
Casini incalza: «Si vada a votare». Ma Berlusconi: «Non ci dimettiamo». Berlusconi: «Lascio solo se sfiduciato»Il presidente della Camera: «Berlusconi non può considerarsi al di sopra della legge». Il leader Udc: «Ragionevole la previsione di Formigoni». E Fini: «Il governo non sa che pesci prendere». Fini: «non può considerarsi al di sopra della legge». Casini: «Governo assente, si voti». Il leader del Pdl: «Restiamo qui fino alla fine. E faremo le riforme che gli alleati non ci hanno mai lasciato fare»
13:14 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, silvio, berlusconi, governo, gianfranco fini, casini, accuse, dimissioni, polemiche, crisi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
24/01/2011
«No a un governo Pld senza Berlusconi»
«No a un governo Pld senza Berlusconi»Su LA STAMPA L'offerta del leader Udc: pronti a entrare in maggioranza ma senza premier. Gasparri e Rotondi replicano alla proposta di Casini: «Non si prescinde dalla guida del Cavaliere»
12:11 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, crisi, governo, casini, udc, opposizione, trattative, maggioranza, gasparri, rotondi, confronto | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/01/2011
Mercato dei voti, l'Udc: «Sconcerto» E Fli resiste: nessuno seguirà Moffa
Mercato dei voti, l'Udc: «Sconcerto» E Fli resiste: nessuno seguirà MoffaL'Idv attacca il premier: squallido imitatore di DePretis. Cesa: il nuovo Polo farà scelte comuni. I finiani: nessuno di noi è pronto a entrare nella maggioranza
17:23 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, governo, idv, attacchi, mercato dei voti, fli, gianfranco fini, antonio di pietro, casini | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
02/08/2010
Berlusconi assicura: né crisi, né elezioni
Berlusconi assicura: né crisi, né elezioniBossi avverte: a settembre l'opposizione punterà a un governo tecnico. Casini: non c'è nessun complotto. L'opposizione ragiona sui possibili scenari: Di Pietro si prepara alle urne e Bersani chiede un "governo di transizione per le riforme"
"Non ci saranno né crisi, né elezioni". Lo sostiene il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un'intervista alla Stampa. Dopo lo strappo con Gianfranco Fini e la nascita dei gruppi parlamentari autonomi che fanno capo al presidente della Camera, il premier rassicura i suoi e il Paese sulla tenuta della maggioranza che, ha affermato nei giorni scorsi "è forte e lo dimostra anche il fatto che sono state approvate 4 riforme in 7 giorni".
Insomma, il presidente del Consiglio non vede all'orizzonte un ritorno alle urne a breve, né l'ipotesi di un governo tecnico.
Ma la situazione pare confusa. E ne sono prova anche i titoli di apertura dei maggiori quotidiani italiani che si dividono tra lo spettro del voto anticipato e la certezza che il governo andrà avanti perché ha i numeri.
Bossi, no al governo tecnico - Il Senatùr Umberto Bossi, intanto, detta la linea: no a un governo tecnico. A questo punto sarebbe meglio andare alle elezioni. E aggiunge: "A settembre cercheranno di dare la sfiducia a Berlusconi e cercheranno di puntare su un governo tecnico". Ascota le parole del leader della Lega
Bondi: in caso di crisi si va al voto - "Assolutamente no" a un governo di transizione in caso di crisi del governo Berlusconi. Secondo Sandro Bondi, "non ci sono le condizioni né politiche né numeriche in Parlamento per un esecutivo di transizione che non sia il governo voluto dagli elettori". Dunque, in quel caso, non resterebbero che le elezioni, lascia intendere il portavoce del Pdl.
Bocchino: le elezioni non convengono a nessuno - Contrari, invece, al ritorno alle urne i finiani. "Probabilmente non convengono a nessuno", ma "se si andrà alle urne credo che la figura di Fini sarà la più spendibile per una nuova alleanza moderata", simile "a quella francese, insieme ad autonomisti, centristi del Pd, esponenti di una destra moderna" ha dichiarato Italo Bocchino.
Fitto apre all'Udc - "Ci siamo sempre detti disponibili ad allargare i confini della maggioranza, ed è inevitabile ricordare e sottolineare come con l'Udc ci sia sempre stato un dialogo proficuo u obiettivi e valori comuni". Così ai microfoni di Sky Tg24 il ministro per Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, a proposito di un eventuale accordo con il partito di Pier Ferdinando Casini. L'INTERVISTA
Ma quali sono le posizioni dell'opposizione?
Bersani, la crisi va parlamentarizzata - "Governo a tempo limitato per fare una legge elettorale". Questa la proposta del segretario del Pd Pierluigi Bersani ai microfoni di TG24. "Il Pdl ha fallito" dichiara. E, come già detto all'indomani del divorzio Fini-Berlusconi, la crisi va parlamentarizzata. Ascolta l'intervento del segretario del partito democratico.
Casini: non c'è nessun complotto - Non c'è nessun complotto contro il governo a differenza di quanto a denunciato il leader della Lega, Umberto Bossi. Lo dice Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, intervistato da Sky TG24. E intanto nega che parlamentari del suo gruppo possano passare con la maggioranza. CASINI A Sky TG24
12:37 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, governo, berlusconi.crisi, tensione, fini, complotto, casini, opposizione, scenari, di pietro, elezioni anticipate | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
27/03/2010
Si chiude la campagna elettorale Berlusconi a Roma: «Vinceremo»
Si chiude la campagna elettorale Berlusconi a Roma: «Vinceremo»
«La sinistra vuole abolire la moneta vietando i pagamenti da 100 euro in su». Il premier fa il pieno in tv: intervista a sei tg, al Gr1 e su Sky. Attacco a sinistra e all'Udc: «Casini schizofrenico»
| Silvio Berlusconi e Renata Polverini (Graffiti) |
ROMA - Ultimo giorno di campagna elettorale in vista del voto di domenica e lunedì. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani lo trascorre in Piemonte, dove la sfida tra Mercedes Bresso e il leghista Roberto Cota sarà al fotofinish. «Il vento sta cambiando» dice il segretario dei democratici. Silvio Berlusconi fa il pienone in tv nella serata di chiusura della campagna elettorale. Il premier e leader del Pdl ha rilasciato interviste a Studio Aperto, Tg4, Tg1, Tg5 e Tg2 ed anche al Gr1 delle 19. Nel pomeriggio, il Cavaliere è stato anche intervistato per circa un'ora da SkyTg24. Per l'ultimo messaggio agli elettori del centrodestra il premier sceglie il Lazio. «C'è un partito dei magistrati che usa la giustizia a fini di lotta politica. Noi siamo forti e vinceremo lo stesso» spiega al comizio di Renata Polverini. «Il diritto di votare è sacrosanto, ma votare è anche un dovere» ricorda il presidente del Consiglio, precisando che chi sceglie di non andare a votare «non può poi lamentarsi di quello che succede».
«SINISTRA DAI METODI SOVIETICI» - «L'opposizione è lontanissima dall'essere una sinistra democratica» ha detto il presidente del Consiglio. E tornando sulla vicenda liste e della serie di ricorsi che ne è derivata, aggiunge: «Se fosse capitato a loro quello che è capitato a noi avremmo fatto una battaglia per garantire il loro diritto di voto. Questa però è una sinistra dai metodi sovietici». Nel pomeriggio Berlusconi è entrato negli studi del «nemico» di Mediaset per l'intervista su Sky Tg24. «Non temo l'astensionismo», ha detto il premier. «Ho molta fiducia nel buonsenso degli italiani che vedono i guasti fatti da questa sinistra». Poi una stoccata a Pier Ferdinando Casini, che «si è comportato molto male» in questa campagna elettorale, ha avuto «un comportamento schizofrenico» andando a destra e a sinistra a secondo delle poltrone e degli assessorati». In alcune regioni «contro il mio parere», ha affermato il presidente del Consiglio, c'è stata una alleanza tra Pdl e Udc, «io mi sono piegato alla maggioranza del nostro ufficio di presidenza ma stiamo tornando alla politica dell'opportunismo e della convenienza, che è il peggio del peggio. Gli elettori cattolici non daranno il voto all'Udc».
«IUS PRIMAE NOCTIS SULLE CANDIDATE»- «Queste elezioni sono elezioni regionali, ma anche politiche e nazionali» ha ricordato o Silvio Berlusconi durante il comizio nella Capitale. Sono elezioni importanti, ha aggiunto, «anche per dare al nostro governo una spinta in più per fare un lavoro vero e convinto» nei prossimi tre anni di legislatura, a cominciare dalle riforme. Poi il premier ha voluto scherzare. Prima riferendosi, in realtà tra il serio e il faceto, alla busta con polvere bianca che è stata inviata nella sua casa di Arcore. «Dopo una giornata di lavoro capita anche che mi dicano di non andare a casa perché hanno mandato una polvere, forse antrace. Avete capito? Quelli che sono a casa mia sono tutti in ospedale per i controlli. C’è mio figlio chiuso in una stanza sigillata. Bella consolazione per un dittatore». «Del resto, a quegli altri - ha aggiunto - che cosa gli è rimasto se non provarci con le statuette o la polverina...». Poi lo scambio di battute con la Polverini: «Sai che ho ius primae noctis sulle nostre candidate. È scritto nello statuto del Pdl. È stato deciso da una votazione all'unanimità», ha aggiunto sorridendo il premier. «Ma qui stiamo parlando della Lista Polverini», è stata la replica della candidata laziale. «Si vede - ha risposto il Cavaliere - che Paolo Bonaiuti lo ha cancellato all'ultimo». «Alla mia età sono stufo delle ipocrisie e il vantaggio è che dico tutto quello che mi va di dire» ha anche aggiunto il premier. Infine ancora ironie, questa volta sulle starlette. «La gente pensa che io faccia un gesto e ottengo quello che voglio. Anche le starlette pensano che io faccio 'op' e loro vanno in televisione. Io magari faccio pure 'op', ma poi in televisione non ci va nessuna» ha detto il premier schioccando le dita.
SINISTRA - Anche nel corso dell'intervista a Sky, non poteva mancare l'accenno alla sinistra, che «vuole reintrodurre l'Ici e mettere le tasse sui risparmi, Bot e Cct. Vogliono la patrimoniale a partire dai piccoli appartamenti e addirittura vogliono abolire la moneta, vietando i pagamenti in contanti dai 100 euro in su, sarebbe uno stato di polizia tributaria. Nelle regioni governate dalla sinistra, dove ci sono veri e propri regimi in economia e nelle istituzioni, c'è ostilità nei confronti dei provvedimenti del governo. Le regioni rosse quando arriva un provvedimento del governo si ritirano a riccio». La sinistra, ha aggiunto, «vuole spalancare le frontiere in Italia, vogliono un’Italia multietnica per far entrare il numero maggiore possibile di extracomunitari per cambiare la bilancia tra la maggioranza dei moderati e la sinistra che finora è minoranza». Su Bersani e il rifiuto a incontrare il segretario del Pd in un faccia a faccia televisivo: «Non ho paura di nulla e di nessuno, ma per dialogare in modo positivo c’è bisogno che uno rispetti l’altro e la sinistra non ce l’ha. Mi calunniano e mi insultano quotidianamente e con chi si comporta cosi non c’è nessuna possibilità di dialogo. Bersani è un professionista nel capovolgimento della realtà».
LEGA - Berlusconi non ha paura del «sorpasso» della Lega in alcune regioni del Nord. «È un'ipotesi che non esiste nei nostri sondaggi. Bossi è un alleato fedele. E non ho nessuna preoccupazione sul fatto che la Lega possa irrobustirsi. In Lombardia c'è ancora una grande differenza tra noi e loro». Qualunque sarà il risultato delle regionali, non inciderà sul governo, ha assicurato Berlusconi. «Ogni Regione in più (da noi vinta, ndr) costituirà un successo. La vera vittoria sarebbe avere la maggioranza dei cittadini amministrata da noi». Chi sarà il successore di Berlusconi alla guida del Pdl? «Non sono io a indicare chi mi succederà. Sarà il partito, attraverso un grande congresso, a portare avanti dei nomi sui quali si farà una scelta con primarie o in altro modo».
INTERCETTAZIONI e GIUSTIZIA - Sui recenti scandali nati dalle intercettazioni, il capo del governo ha risposto che «nelle prossime settimane sarà varata una legge», mentre la sinistra vuole continuare con la «pratica barbara e incivile delle intercettazioni su tutti. Siamo l'unico Paese al mondo in cui ci si permette di intercettare un presidente del Consiglio». «Io sono sereno, è la giustizia a essere malata» e Berlusconi cita in particolare la corrente di Magistratura democratica. «Il palazzo di giustizia di Milano ha rivolto a me aggressioni sul nulla. I giornali, che ormai sono organi di disinformazione, parlano della mia ira, ma io non mi sono mai stato irato nella mia vita. Con la magistratura mi sono indignato, non arrabbiato. Io voglio andare in aula in tribunale a portare la mia difesa. Ma i miei avvocati mi dissuadono dicendomi che non mi troverei delle corti, ma plotoni di esecuzione. Tutte le corti hanno respinto i ricorsi della lista Pdl nel Lazio. Sono formalisti e ci hanno negato il diritto di votare. Questa vicenda fa venire il mal di stomaco e il mal di cuore».
LAVORO - Sulla vicenda dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, Berlusconi ha assicurato di essersene «occupato personalmente. Il governo ha diverse offerte e credo che ne usciremo con un incremento dei lavoratori».
Redazione online
11:48 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, elezioni, maggioranza, opposizione, polemiche, berlusconi, bersani, intervista, televisione, radio, sky, attacco sinistra, casini | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
11/02/2010
Agricoltura, governo battuto alla Camera Rissa tra deputati leghisti e dell'Idv
Agricoltura, governo battuto alla Camera Rissa tra deputati leghisti e dell'Idv
Seduta sospesa. casini colpito in testa da un libro: «Siamo allo squadrismo». La maggioranza va sotto su 2 emendamenti di Pd e Udc. Evangelisti grida «scimmie» al Carroccio e volano pugni
![]() |
| Fabio Evangelisti dell'Idv (Ansa) |
MILANO - Pugni e insulti alla Camera durante la discussione sul ddl in materia di competitività del settore agroalimentare. Il governo è stato battuto tre volte e la seduta è stata sospesa quando tra un deputato dell'Idv, Evangelisti, e un collega leghista, Rainieri, è scoppiata la rissa. La giornata è stata intensa: prima, intorno alle 17, passa un emendamento dell'Udc (244 sì e 235 no), due ore dopo un emendamento di Pd e Udc viene approvato contro il parere del governo per un voto (252 sì e 251 no). Nel frattempo l'assemblea boccia la richiesta della maggioranza di rinviare il testo in commissione.
PROVVEDIMENTI - Il primo emendamento approvato incrementa di 25 milioni di euro all'anno dal 2010 al 2012 un fondo che favorisca il ricambio generazionale e lo sviluppo delle imprese agricole dei giovani, in particolare nell'imprenditoria femminile. Passa per 9 voti: colpa delle assenze nel Pdl e nei banchi del governo (nella maggioranza mancavano 88 deputati), dove siede il solo ministro delle Politiche agricole Luca Zaia: il quale, però, non può votare visto che non è deputato. L'opposizione esulta, mentre nella maggioranza la tensione è alta: lo testimoniano le parole grosse volate in Transatlantico tra Simone Baldelli del Pdl e il collega di partito Mario Pepe. Il presidente della commissione Agricoltura Paolo Russo prova a far rinviare il testo, ma il centrosinistra fa valere al voto la propria superiorità numerica e prosegue. Il secondo emendamento (in cui il governo è stato battuto per un voto) ha l'obiettivo di favorire le operazioni di concentrazione delle imprese agricole cooperative a mutualità prevalente e prevede la facoltà di usufruire nei tre anni successivi alla fusione di un credito d'imposta che ammonta al 20% del patrimonio netto riportato dal bilancio di fusione, per un importo massimo di 1,4 milioni di euro.
RISSA LEGA-IDV - Dopo la seconda votazione il centrosinistra non trattiene la sua gioia e Fabio Evangelisti dell'Idv attacca duramente il ministro Zaia: «Questo è il grande ministro della Lega, sei davvero arrivato al capolinea. Meriti di andare a fare l'agricoltore in Veneto» gli urla. Immediata la protesta dei leghisti che si avventano sui banchi dell'Idv, mentre il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi tenta di riportare la calma. Evangelisti lo ferma: «Li lasci perché le scimmie quando escono dalla mostra fanno così». Il riferimento era a una querelle su una mostra sui primati allestita dalla Regione Piemonte e duramente contestata dal centrodestra poco prima. I commessi si interpongono, il presidente della commissione Bilancio Giancarlo Giorgetti (presidente leghista della commissione Bilancio) blocca Gianluca Buonanno. Ma Evangelisti non si placa e mostra il dito medio ai leghisti che lo insultano. Verso di lui vola un volume del Regolamento della Camera, che finisce però per sfiorare Pier Ferdinando Casini. A quel punto, mentre Fabio Raineri della Lega arriva al banco di Evangelisti (ma viene bloccato da due commessi), il dipietrista gli sferra un pugno: poi negherà di aver colpito il collega, ma in tanti confermano che il "gancio" è arrivato a segno. Vittima del parapiglia anche Bruno Cesario (Api): un leghista, spingendolo, lo colpisce alla gamba e i medici della Camera gli danno due giorni di prognosi. Lupi sospende la seduta, ma gli animi non si raffreddano: neppure quando il vicepresidente annuncia per giovedì una seduta speciale dell'ufficio di presidenza su quanto avvenuto.
«NON MI SONO MOSSO» - C'è stato poi un "tempo supplementare" nei corridoi adiacenti al Transatlantico, con il leghista Brigandì che, trattenuto a forza dal personale della Camera, cercava di saltare addosso a Evangelisti. Tutto davanti agli occhi dei cronisti, che conversavano con l’esponente Idv per capire cosa fosse successo in Aula. Secondo le versioni fornite da diversi parlamentari, infatti, Evangelisti avrebbe colpito Rainieri. «Io non mi sono mosso - spiega il deputato -, non ho dato né ricevuto pugni. Ovviamente, tra darle e prenderle preferisco darle, ma io non mi sono allontanato dal mio posto. C’è stato un tentativo di aggressione nei miei confronti, sono intervenuti i commessi e ho chiesto al presidente l’acquisizione dei filmati per sanzionare i protagonisti della tentata aggressione».
«TI SPACCO IL C...» - Nel frattempo passa Brigandì. Evangelisti alza la voce lo chiama in causa, ironico: «Ecco, lui era uno di quelli che voleva menarmi». Parole che scatenano il corpulento deputato leghista: «Guarda che se vuoi posso farlo anche adesso». Brigandì si scaglia contro Evangelisti, sorvegliato a vista da diversi commessi dopo il primo "round" in Aula. Il leghista viene bloccato, prova inutilmente a divincolarsi e, rosso in volto, rovescia un fiume di insulti verso l’esponente Idv: «Str..., guarda che a me non me ne fotte un c... Non farti vedere in giro, perché appena ti incontro e non c’è nessuno ti spacco la faccia. Dì una parola e ti spacco il c...». Alla fine i due vengono separati, ma Brigandì non è ancora calmo e, quando incontra dei colleghi leghisti, insiste: «Lo str... è lì, andiamo a prenderlo». Il capogruppo della Lega in commissione Giustizia a Montecitorio spiegherà poco dopo la sua versione dei fatti in una nota: «Tutto nasce da una provocazione di Evangelisti in Aula proseguita poi in Transatlantico, quando ha ripetuto il gesto offensivo del dito medio alzato invitandomi ad avvicinarmi al fine di andare alle vie di fatto. A questo punto mi sono sentito in dovere di difendermi e rispondere a tali provocazioni».
CASINI: IMPRESSIONATO - Pier Ferdinando Casini, uscendo dall'Aula dopo la bagarre, si è detto «impressionato». Durante la rissa è stato colpito da un volume del Regolamento della Camera. Incrociando in Transatlantico il ministro Zaia sottobraccio a uno dei protagonisti della rissa, Fabio Rainieri, il leader Udc gli ha detto: «Per favore, un minimo di decenza. Ho visto i leghisti venire giù come dei pazzi, mi è anche arrivato un Regolamento in testa. Siamo allo squadrismo, non è che possiamo trasformare la Camera dei deputati nella Camera dei fasci».
Redazione online
11:43 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, rissa, calci, pugni, seduta sospesa, colpito, casini, libro, testa, insulti, discussione, ddl, agricoltura | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
01/02/2010
Pd in pressing su Prodi Ma il Prof: «Non ho cambiato idea»
Pd in pressing su Prodi Ma il Prof: «Non ho cambiato idea»
Verso nuove elezioni. Oggi Bersani a Bologna per decidere le sorti del partito dopo il Cinzia-gate

Oggi a Bologna arriva il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. Davanti alla dirigenza locale del partito, (l'incontro è previsto alle 18) dovrà trovare il modo di uscire dal terremoto del Cinzia-gate per andare verso nuove elezioni. Intanto, sembra essere inutile il pressing del partito su Romano Prodi. All'ex premier - e a una sua eventuale candidatura per il Comune - si sta aggrappando il Pd per uscire dall'impasse. Anche per il governatore Vasco Errani una disponibilità di Prodi a correre sarebbe un «grande segnale di amore per la città». Lui, però, non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi.
PRODI - L'ex premier, nei giorni scorsi, ha continuato a negare interesse in una candidatura per Palazzo d'Accursio. E oggi torna ribadirlo: «Non sto cambiando idea. Segnali d’amore se ne possono dare in tanti modi. Non è una questione di sacrificio personale».
PRESSIONI - Tra chi, nelle ultime ore, si è espresso a favore di un'ipotesi Prodi, c'è anche il governatore Vasco Errani. Questa mattina a RaiNews24 ha detto: «Se Prodi fosse disponibile - ha detto - sarebbe un segnale di grande amore per questa città». In ogni caso, ha aggiunto più tardi, «rispetto le scelte di Romano»: «Ha detto da tempo che ha fatto altre scelte di vita. Il fatto che la città e il pd esprimano affetto e desiderio di candidarlo dimostra quando Prodi sia un punto di riferimento importante. Ho rispetto per le scelte - conclude, comunque, lasciando aperta una speranza - Vedremo...». In più, la candidatura di Prodi sarebbe «un atto risolutivo» anche per il Pd nazionale, per «il rilancio del Pd e del nostro Paese», anche secondo la senatrice Pd Mariapia Garavaglia.
15:07 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, bologna, dimissioni, delbon, sindaco, elezioni, immediate, d'accordo, scajola, casini, pd, idv, candidature | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook






