27/03/2012

Fede, la Svizzera respinge 2,5 milioni di euro. «Mai portato quei contanti in Svizzera»

Fede, la Svizzera respinge 2,5 milioni di euro. «Mai portato quei contanti in Svizzera»

IL CASO. Il direttore del Tg4 si è presentato con una valigetta piena di contanti. No al deposito. La Finanza indaga un accompagnatore. «È falso, si torna alla carica per mettermi in difficoltà e convincermi a lasciare la direzione del Tg4»

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13/07/2011

Los Angeles, la moglie fa come Lorena Bobbit nasconde la droga nel cibo e poi lo evira

Los Angeles, la moglie fa come Lorena Bobbit nasconde la droga nel cibo e poi lo evira

A quasi vent’anni di distanza da Lorena Bobbitt, caso analogo in California, una moglie in crisi coniugale ha drogato di nascosto il marito, lo ha legato al letto e lo ha evirato con un coltello, gettando poi il suo pene nella spazzatura

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19/04/2011

Ecco che cosa dirà Ruby in tribunale: "Io parte lesa? Sì, ma solo dai pm..."

Ecco che cosa dirà Ruby in tribunale: "Io parte lesa? Sì, ma solo dai pm..."

In un'intervista al settimanale Oggi, Ruby spiega così la scelta di non costituirsi parte civile nel processo di Milano: "Non mi sento parte lesa. Anzi mi sento parte lesa dai pm". E poi Karima el Marough ribadisce che i soldi ricevuti dal premier le servivano per aprire un centro estetico: "E' il mio sogno e sto creando le basi economiche per realizzarlo". Intanto, Nicole Minetti ribadisce: "Mai favorito rapporti tra Ruby e Berlusconi"

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01/09/2010

La morte del pilota tredicenne. Quando si rischia troppo presto

La morte del pilota tredicenne. Quando si rischia troppo presto

I genitori silenti (o sostenitori) e i piccoli che si lanciano in sport estremi

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29/07/2010

Berlusconi di fronte alla tregua di Fini: «Troppo tardi per resettare tutto »

Berlusconi di fronte alla tregua di Fini: «Troppo tardi per resettare tutto »

UFFICIO DI PRESIDENZA DEL PARTITO CONVOCATO PER LE 20 DI QUESTA SERA. Pronto documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl

 

Fini e Berlusconi (Ansa)
Fini e Berlusconi (Ansa)

ROMA - Notte insonne e di passione per il Pdl alla fine della quale, dopo un lungo confronto al quale ha preso parte anche Giuliano Ferrara, si è deciso che l'offerta di tregua di Gianfranco Fini, «resettiamo tutto e onoriamo l'impegno con gli italiani» (fatta con un'intervista su Il Foglio) è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo. Così, nel vertice durato oltre quattro ore a Palazzo Grazioli, il premier Silvio Berlusconi e gli altri partecipanti alla riunione, secondo quanto riferito da diversi presenti, non hanno fatto che ribadire la posizione già assunta al mattino e messa nero su bianco in nottata in un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl considerato ormai da tempo lontano dalla linea del partito.

UFFICIO DI PRESIDENZA ALLE 19 - Il documento verrà discusso questa sera da un ufficio di presidenza del Pdl convocato per le 19. Fini ed i finiani Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata vengono considerati fuori dal Popolo della libertà dalle cui posizioni si sono troppo discostati.

LA VISITA NOTTURNA DI FERRARA - A Palazzo Grazioli era arrivato anche il direttore del Foglio Giuliano Ferrara che aveva raccolto in un «colloquio-intervista» l'appello del presidente della Camera a ribadire le ragioni dell'unità. Quando era da poco passata la mezzanotte Giuliano Ferrara, in camicia di lino e sandali francescani, lasciava Palazzo Grazioli dove era ancora in corso il vertice chiamato a decidere sulle sorti del partito e sul controverso rapporto tra i due cofondatori: «Ero qui solo per una chiacchierata con un vecchio amico», ha detto Ferrara sorridendo prima di inforcare la sua Vespa rossa.

Redazione online


05/07/2010

Farmaci a base di marijuana. Malato di sclerosi multipla denunciato per spaccio

Farmaci a base di marijuana. Malato di sclerosi multipla denunciato per spaccio

Il caso di Andrea Trisciuoglio, CONSIGLIERE DELL'ASSOCIAZIONE COSCIONI. Un 32enne: «Perquisita la mia casa e sequestrate le medicine che mi permettono di muovermi meglio»

 

Andrea Trisciuoglio
Andrea Trisciuoglio

ROMA - «Mi hanno trattato come un criminale. Sarebbe bastata una ricerca su Google per scoprire la triste verità. Sono un malato di sclerosi multipla. Non uno spacciatore. Solo per questo nell'armadietto tengo un farmaco che contiene cannabis». Andrea Trisciuoglio, 32 anni, racconta con serenità e determinazione la scena vissuta due giorni fa. I Carabinieri si sono presentati a casa sua, a Foggia, con un mandato di perquisizione per detenzione di stupefacenti: «Pensi che prima di bussare alla porta hanno chiesto alla vicina. Forse temevano che scappassi. Io, che ho appena ripreso a camminare. In casa c'erano mia moglie e mio figlio di sedici mesi. Un trauma per tutti. La pace familiare turbata. No, non finisce qui. Perché non deve accadere ad altri».

Sembra un episodio di «Scherzi a parte». Invece è tutto vero. Trisciuoglio si cura con una medicina a base di cannabinoidi
, il «Badiol», rimborsato dal servizio pubblico pugliese. Boccette con infiorescenze di canapa, contenente due principi attivi estratti dalla marijuana. I carabinieri ne hanno trovate due. Altre 8 ne avrebbero ritirate il giorno dopo. Niente da nascondere dunque. Tanto più che lui aveva dichiarato pubblicamente di usare la cannabis. «La prendo da circa un anno e mi ha fatto bene. Mi muovevo a fatica. Ora non ho spasmi, dolori e la rigidità tipiche di questa degenerazione del sistema nervoso. E già questo è sufficiente per affermare che la medicina è valida. A me basta aver riacquistato l'autonomia».

Consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, ex agente immobiliare, Trisciuoglio percepisce una pensione di invalidità di 250 euro al mese
. Il suo avvocato d'ufficio, Luigi Follieri, ex senatore del Partito Popolare, confida nell'archiviazione dell'inchiesta. Per ora sul suo capo pesa una denuncia in base all'articolo 73 del decreto 309-90, quello sulla detenzione a fine di spaccio di stupefacenti. Non risulta che altre persone abbiano ricevuto lo stesso trattamento. «Credo che in caso di patologie capaci di compromettere seriamente la qualità della vita la prescrizione di farmaci con cannabinoidi sia più che dovuta», commenta Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana per la lotta ai tumori. «Un episodio ingiustificabile. Un'esibizione di arroganza e cecità», è sgomenta Maria Antonietta Coscioni, presidente dell'omonima associazione, in sciopero della fame da otto giorni per denunciare i problemi dei malati di Sla (sclerosi laterale amiotrofica).

Margherita De Bac


01/07/2010

Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"

Pistoia, nuove querele in arrivo all'asilo "Cip Ciop"

I genitori dei bambini vittime degli abusi: "Abbiamo deciso di agire giudiziariamente contro tutti coloro che riteniamo potessero sapere e non hanno fatto niente"

 

 

 

Nuove querele dei genitori dei bambini dell'asilo "Cip Ciop" di Pistoia.
A comunicarlo alcuni dei genitori dei piccoli dell' "asilo degli orrori", così com'è stato definito, in una conferenza stampa che si è tenuta a Firenze.
Scaduti i termini di custodia cautelare per le indagate, i genitori lanciano un appello: "non aiutatele a farle diventare delle martiri. Loro non sono le vittime ma le carnefici".
A parlare per conto di questo gruppo di genitori è stata Ilaria Maggi, mamma di un piccolo di tre anni che in quell'asilo ci andava da 25 mesi.

Bimbi, picchiati, costretti a stare legati per ore a mangiare alle 10 del mattino cibi caldissimi
. Raccontano ancora di piccoli che non parlano e piangono se passano dalla strada dell'asilo. I genitori chiedono giustizia. "Se da un lato - si legge in una nota - è vero che abbiamo avuto svariate manifestazioni di solidarietà e comprensione al nostro dolore per questi eventi drammatici, dall'altro, con il passare del tempo abbiamo avuto anche riscontri a dir poco sconcertanti, discriminanti e poco civili".
"Questo ci induce a ribadire - prosegue il testo - che i nostri bambini, creature indifese dai 6 mesi di età, hanno dovuto subire non potendosi esprimere e difendere, chi per mesi, chi per anni, le crudeltà gratuite e le torture fisiche e psicologiche, di una realtà posticcia e meschina. In quell'asilo gli insegnavano che le umiliazioni, le punizioni, le ore legati al buio che quotidianamente gli venivano riservate erano cose che meritavano.
I caratteri dei nostri bambini sono stati traviati in modo indelebile da tutte le persone presenti sotto quelle telecamere che hanno picchiato o lasciato picchiare. Adesso la nostra priorità è trovare il modo, con il nostro amore e l'aiuto di professionisti a cui molti di noi si sono rivolti, di lenire e attenuare quanto e se possibile i brutti ricordi dei nostri piccoli".


26/06/2010

Il no del pm di Milano al Brancher «Non si sa quali impegni possa avere»

Il no del pm di Milano al Brancher «Non si sa quali impegni possa avere»

Il magistrato dell'inchiesta bpi. La motivazione del rifiuto alla richiesta di «legittimo impedimento». E lo sfogo: «Mi sento preso in giro»


MILANO - «Mi sento preso in giro da Brancher che oggi doveva essere in aula: non c'è nessun legittimo impedimento». Lo ha affermato, con toni duri, il pm Eugenio Fusco che rappresenta l'accusa nel processo in cui il neo ministro Aldo Brancher è imputato per appropriazione indebita e ricettazione, nell'ambito di uno stralcio della inchiesta sulla scalata di Bpi ad Antonveneta. Il pubblico ministero ha parlato di «lacune» nella certificazione con cui la presidenza del Consiglio attesta il legittimo impedimento di Brancher.

IMPEGNI IMPRECISATI - Il pm si è opposto alla concessione del rinvio per legittimo impedimento chiesto dal ministro Aldo Brancher in quanto, nella documentazione della presidenza del Consiglio, «non sono minimamente precisati» quali sono gli impegni ministeriali dello stesso Brancher. «So che è ministro senza portafoglio - ha argomentato il pm - ma non so con quali deleghe del presidente del Consiglio». «Se non conosco le deleghe di questo ministro - ha detto - come posso immaginare quali sono i suoi impegni istituzionali?». (Ansa)


25/06/2010

Caso Brancher: critiche anche dal centrodestra

Caso Brancher: critiche anche dal centrodestra

Crescono i malumori della maggioranza per il neo ministro che si è appellato al legittimo impedimento. E dal Pd Bersani dice: "In Italia si fanno ministri per scansare la giustizia". Casini "Una brutta figura per il governo

 

 

Riprenderà domani il processo al ministro Aldo Brancher e alla moglie Luana Maniezzo, accusati di appropriazione indebita e ricettazione, nell'ambito della vicenda relativa alla scalata di Bpl ad Antonveneta. Il giudice Annamaria Gatto inviterà le parti a illustrare e discutere la richiesta di rinvio per legittimo impedimento continuativo presentata dai legali di Brancher. E' probabile che il giudice si riservi di decidere all'udienza successiva, il prossimo 5 luglio: dovrà scegliere se mandare o meno gli atti alla Corte Costituzionale, affinchè venga valutata la costituzionalità della legge sul legittimo impedimento oppure se stralciare la posizione di Brancher in attesa della scelta della Consulta, proseguendo il processo a carico della moglie.

Non si placano, intanto, le polemiche sulla decisione del ministro di appellarsi al legittimo impedimento: "E' inelegante che un ministro appena nominato e ancora senza delega - afferma il 'finiano', Italo Bocchino - cominci invocando il legittimo impedimento che era stato pensato per impedire le aggressioni dei magistrati ai ministri, non per nominare ministri che erano già sotto processo". Dall'opposizione il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, rileva: "Ieri il mondo ha imparato due cose sull'Italia: che la Slovacchia ci ha buttato fuori dai mondiali e che nel nostro paese si fanno ministri per scansare la giustizia. Non so quale appaia più vergognosa, ma credo proprio la seconda, perché il campionato mondiale di calcio si può anche perdere, ma non si può perdere la dignità delle istituzioni".


Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, incalza: il legittimo impedimento "bastava per il presidente del Consiglio, non c'era alcun bisogno di estenderlo ai ministri. La vicenda Brancher dimostra che il troppo stroppia e che è stato un infortunio, un grande errore politico per la maggioranza volerlo estendere ai ministri. Infatti, un conto è teorizzare una specifica funzione di Berlusconi come premier, su cui eravamo d'accordo, altra cosa fare la corsa per estendere il legittimo impedimento ai ministri, che è soltanto il prologo della corsa a fare dei nuovi ministri. A fare una brutta figura, però, non è solo Brancher, ma il governo".


 


15/06/2010

Pomigliano, Epifani: “Marchionne ci ripensi”

Pomigliano, Epifani: “Marchionne ci ripensi”

Dopo il no della Fiom all’accordo con la Fiat sullo stabilimento campano, il segretario della Cgil fa un appello all’azienda dalle pagine di Repubblica. Intanto oggi alle 14 nuovo incontro tra i dirigenti del Lingotto e le rappresentanze sindacali

 

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“Marchionne ci ripensi, non contrapponga lavoro a diritti. Pomigliano non può diventare una fabbrica-caserma". Questo l'appello che il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, rivolge all'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, dopo il no di ieri della Fiom al piano presentato ai sindacati. Secondo Epifani, intervistato da Repubblica, anche il cosiddetto “Piano B” "sarebbe una sconfitta".

In particolare ciò che la Cgil critica sono i profili di incostituzionalità contenuti nella proposta della Fiat in materia di malattia e sciopero. "C'è un capitolo del documento della Fiat - spiega Epifani - che apre problemi molto gravi.  Riguarda la malattia e lo sciopero. Abbiamo consultato insigni giuristi e ci dicono che, senza chiarimenti e correzioni, quelle clausole appaiono illegittime o addirittura incostituzionali, Mi domando: si può sottoscrivere un accordo con questi profili di illegittimità?".
Secondo Epifani anche i metalmeccanici di Cisl e Uil avevano sollevato lo stesso tipo di perplessità "ma poi ha prevalso lo spirito di chiudere. Ma c'è il rischio di un fiorire di iniziative giudiziarie se non vengono chiariti quegli aspetti perché le nostre preoccupazioni sono molto fondate".

Intanto la Fiom si prepara a fermare le braccia: per il 25 giugno, alle 4 ore di sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra economica, ne aggiungerà altre quattro a sostegno della vertenza su Pomigliano. Mentre il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, fa appello ai vertici della Cgil per indurre le tute blu ad accettare l'intesa e, allo stesso tempo, invita il Lingotto a considerare il clima di larga condivisione che si è già prodotto in azienda come nel territorio circostante come nell`intero Paese sull`ipotesi di accordo".


Oggi, il Lingotto ha convocato alle ore 14 i sindacati per fare il punto sulla situazione