18/06/2011
Processo Mills, depone Attanasio: «Mai dati 600 mila euro all'avvocato inglese»
Processo Mills, depone Attanasio: «Mai dati 600 mila euro all'avvocato inglese»Al Palazzo di giustizia di milano senza sostenitori e contestatori. Berlusconi presente in aula. L'imprenditore campano, sentito come teste, smentisce la linea della difesa
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11/01/2011
La prima commissione del Csm: «il premier denigrò la magistratura»
La prima commissione del Csm: «il premier denigrò la magistratura»Martedì la Consulta tiene l'udienza sul legittimo impedimento. Proposta di risoluzione a tutela del pm De Pasquale a seguito delle accuse di Berlusconi del 3 ottobre scorso
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27/11/2009
Berlusconi: i pm vogliono farmi cadere
Berlusconi: i pm vogliono farmi cadere
La Russa: «Sì a Lodo Alfano costituzionale e processo breve». pd: «posizioni gravi». Il premier: «Fuori dal partito chi non si adegua»
| Silvio Berlusconi (Ap) |
ROMA - Avanti sul processo breve e sul Lodo Alfano per via costituzionale. Il Popolo della libertà conferma la linea politica sulla giustizia al termine dell'ufficio di presidenza che si è tenuto a Palazzo Grazioli (vertice che si è aperto con l'abbraccio distensivo tra i ministri Tremonti e Brunetta). «Anche il corso dell'attuale legislatura - si legge nel documento del Pdl approvato all'unanimità - è stato turbato dall'azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità». «Si tratta di una questione che è giunta ormai a intaccare la natura stessa della democrazia, che si fonda su un corretto e giusto equilibrio fra i diversi poteri e ordini dello Stato» prosegue la nota. «Questo equilibrio, che le diverse tradizioni politiche che contribuirono a scrivere la nostra carta costituzionale avevano cercato di garantire e preservare, è completamente saltato soprattutto dopo le vicende giudiziarie che hanno travolto il sistema politico della cosiddetta Prima Repubblica». «L'Italia - si legge ancora - è l'unico Paese in cui la magistratura ha finito per acquisire un peso così abnorme nella vita democratica» mentre «di converso il potere politico fondato sulla sovranità popolare rischia di apparire impotente a svolgere le proprie finalità. Questo problema - si sottolinea ancora - non riguarda una sola una persona o un solo partito, ma la natura stessa della democrazia e la capacità di chi è investito di una responsabilità politica di adempiere alle proprie responsabilità nei confronti del Paese».
LA RUSSA - Poco dopo, tocca al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, spiegare le prossime misure del governo in materia di giustizia: «Riproporremo il lodo Alfano per via costituzionale. Tenendo in considerazione i rilievi fatti dalla Consulta. Abbiamo convenuto all'unanimità di avviare il percorso per la riforma costituzionale della giustizia e abbiamo deciso di sostenere il ddl che voi chiamate del processo breve, ma che noi definiamo processo a durata certa». A questo proposito, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha affermato che dal 2004 al 2009 sono stati prescritti 466 processi al giorno.
GLI ALTRI PUNTI - L'ufficio di presidenza del Pdl ha ribadito «che ogni ipotesi di voto a non cittadini italiani è estranea al programma e alla linea politica del Popolo della libertà». In vista delle prossime elezioni regionali, poi, è stato dato mandato ai coordinatori nazionali di presentare entro la prossima settimana le proposte riguardanti i candidati. Il Pdl rilancia anche l'ipotesi di elezione diretta del premier, per consentire «una maggiore efficacia dell’azione dell'esecutivo», anche nell’ambito «di un sistema di contrappesi fondato su un maggior potere di controllo e di indirizzo del Parlamento».
BERLUSCONI - Prima della diffusione del documento ufficiale, erano trapelate alcune indiscrezioni sul discorso di Silvio Berlusconi ai dirigenti del Pdl. Secondo il premier, è in atto un tentativo di far cadere il governo. Berlusconi avrebbe puntato il dito soprattutto contro la magistratura, spiegando che certi giudici hanno preso una deriva eversiva. Secondo quanto hanno riferito alcuni presenti, Berlusconi ha parlato di una vera e propria persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, che porta il paese sull'orlo della guerra civile (ma quest'ultima espressione è stata smentita successivamente dall'ufficio stampa del Pdl). Proprio per questo, Berlusconi avrebbe chiesto di andare avanti con il provvedimento sul processo breve e sulla riforma costituzionale della giustizia. Il capo del governo è intervenuto poi sulle fibrillazioni interne al Pdl: «Il partito decide su tutto a maggioranza, chi non si adegua è fuori». Più tardi, però, La Russa precisa: «Oggi eravamo tutti d'accordo che in un partito esiste la maggioranza; ma non è detto che chi non fa parte della tesi che in quel momento è maggioranza, sia fuori dal partito, anzi...».
IL PD - Il documento del Pdl, e le indiscrezioni sulle frasi del premier, fanno insorgere il Partito democratico. «L'esito dell'ufficio politico del Pdl, unito alle presunte affermazioni, poi smentite, di Berlusconi, sono di una gravità allarmante» dichiara la presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, secondo la quale «tutto ciò testimonia e tradisce la parossistica tensione che anima il presidente del Consiglio e il disagio sempre più evidente di una parte consistente della maggioranza». «Un grande partito di opposizione - prosegue - ha il dovere di respingere affermazioni della natura e della gravità di quelle scaturite dall'ufficio politico del Pdl e di assicurare per proprio conto i cittadini, le famiglie e i lavoratori circa il proprio impegno a difendere la democrazia italiana e a mantenere vive le istituzioni». «Continueremo a porre al centro della nostra azione politica - assicura Finocchiaro - le questioni che più interessano gli italiani: il lavoro, il reddito, le prospettive delle future generazioni. Un grande Paese in difficoltà non si governa con irresponsabili isterismi e allo smarrimento giustificato dei cittadini noi risponderemo con la serietà e la responsabilità delle nostre buone ragioni e delle nostre proposte politiche e con una difesa rigorosa e seria degli equilibri democratici».
CSM - In serata si apre poi un altro fronte di polemica. Con il Pdl che replica alla notizia secondo la quale il Csm potrebbe acquisire le dichiarazioni fatte dagli esponenti del partito nel corso della riunione dell'ufficio di presidenza. «Sarebbe gravissimo, del tutto inusitato e anche grottesco se il Csm volesse acquisire le dichiarazioni pronunciate nel corso di una libera riunione di partito» affermano i capigruppo del Pdl al Senato ed alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto.
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14/06/2009
«Minorenni, veline, Mills e voli di Stato: c'è stato un piano eversivo contro di me»
«Minorenni, veline, Mills e voli di Stato: c'è stato un piano eversivo contro di me»
Sul leader libico: «intelligentissimo, se è stato al potere per 40 anni è perché ci sa fare». Berlusconi, intervento-fiume all'assemblea dei giovani industriali. «Non date pubblicità a media disfattisti»
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| Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante l'intervento all'assemblea dei giovani industriali (Imagoeconomica) |
MILANO - La maggioranza «potrà governare tranquillamente per altri 4 anni», perché i risultati delle elezioni europee e amministrative «hanno dato risultati straordinari» e rafforzato «la posizione della nostra parte politica». E questo nonostante un «progetto eversivo» contro il presidente del Consiglio. Lo ha sostenuto Silvio Berlusconi intervenendo a Santa Margherita Ligure all'assemblea dei Giovani imprenditori di Confindustria. Un intervento fiume nel corso del quale il premier ha elencato puntigliosamente quelli che rivendica come i meriti del proprio governo e nel corso del quale ha più volte citato la parola «miracolo» in relazione alle cose realizzate.
NO PUBBLICITA' A MEDIA DISFATTISTI, «MI RIFERIVO A FRANCESCHINI» - Non tralasciando di sferrare un duro attacco alla stampa, proprio negli stessi minuti in cui il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlava da Napoli della libertà di informazione come di un cardine dell'Europa unita: «Se c'è un momento in cui bisogna prendere con le molle quello che dicono i giornali - ha detto Berlusconi -, è proprio questo: continuo a trovare virgolettati di frasi che non ho mai detto. La stampa italiana dipinge un'Italia che non è quella reale». Poi il suggerimento agli imprenditori: «La situazione della crisi è quella che conoscete, bisognerebbe non avere una opposizione e dei media che tutti i giorni cantano la canzone del pessimismo, del disfattismo, del catastrofismo. Penso che anche voi dovreste operare di più in questa direzione, per esempio non date pubblicità a chi si comporta così. Credo che sia una difesa logica e assolutamente fondata sulla realtà dei fatti». Poco dopo la precisazione: «Mi riferivo al leader dell'opposizione». Così Silvio Berlusconi è tornato sul delicato passaggio del suo intervento al convegno dei giovani di Confindustria, ossia quando ha chiesto alla platea degli imprenditori di non dare pubblicità «ai media e alla sinistra» che «ogni giorno cantano la canzone del disfattismo». Il presidente del Consiglio, spiegano ancora i collaboratori del premier, intendeva dire di «non amplificare, di non dare retta» a chi alimenta il pessimismo come il leader del Pd.
IL «PIANO EVERSIVO» - Senza citare un mandante preciso, Berlusconi ha spiegato che quelle su caso Noemi, veline, Mills e voli di Stato sono state «soltanto calunnie», parte appunto di un progetto eversivo finalizzato a far decadere un presidente del consiglio legittimato dal voto ppolare «per mettere al suo posto un'altra persona non eletta dagli italiani. se questa non è eversione ditemi cosa è?». Il capo del Pdl non ha fatto nomi, ma ha parlato di ricadute negative di queste campagne per l'immagine dell'Italia.
«LA POLITICA DEL CUCU'» - Immagine che, dal canto suo, Berlusconi ha detto di voler contribuire a rilanciare. Rafforzando il peso dell'Italia in sede europea (ha sottolineato che il Pdl è uno dei partiti maggiori all'interno del Ppe e che quindi potrà pesare nelle scelte, in primis facendo nominare un italiano, Mario Mauro, alla presidenza dell'Europarlamento). E esercitando sempre di più quella diplomazia dei rapporti umani - «potremmo anche definirla la politica del cucù» - che lo ha fin qui contraddistinto, pur se questo ha fatto storcere il naso a molti in passato. Il capo del governo ha detto di avere «corteggiato» il leader spagnolo Zapatero, per convincerlo a farsi carico della ricostruzione del forte spagnolo danneggiato dal terremoto in abruzzo e ha spiegato come sia fondamentale instaurare rapporti personali con tutti in politica estera. «E' il saper vivere, il sapersi rendere gradevoli agli altri. Questo si può trasformare in amicizia o in affetto, come è successo con Erdogan, Bush, Blair, Aznar. Tutte perosne che posso annoverare in categoria "amici". Nella politica estera questo serve, non ci sono alternative».
«GHEDDAFI? INTELLIGENTISSIMO» - Agli under 40 di Confindustria («siete tutti forti, giovani, belli, qualcuno anche abbronzato») ha di intendere il proprio ruolo di primo ministro come quello di un imprenditore impegnato a vendere il proprio prodotto a clienti molto diversi tra loro. E tra questi ci può stare anche un cliente «originale», come il leader libico Muammar Gheddafi, «una persona intelligentissima, se è riuscito a stare al potere per 40 anni è perché sa il fatto suo». «Se hai un cliente come lui - ha detto - lo devi prendere per il verso giusto». «Oggi l'Italia è vicino alla Libia e la Libia è amica dell'Italia» ha detto Berlusconi. Che ha poi riferito di avere ottenuto dal leader libico l'allungamento di 30 anni di un contratto con l'Eni e che molte infrastrutture che la Libia si appresta a costruire «saranno offerte prioritariamente a nostre imprese».
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21/05/2009
Berlusconi: giudici estremisti di sinistra
Berlusconi: giudici estremisti di sinistra
Il premier all'assemblea di Confindustria torna a parlare del caso Mills. L'Anm: «Distrugge il confronto democratico», «Servono più poteri per l'esecutivo». fini: «parlamento interlocutore ineludibile»
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| Silvio Berlusconi durante l'intervento all'assemblea di Confindustria |
MILANO - La sentenza sul caso Mills è «una cosa scandalosa» perché «la realtà è esattamente il contrario di quello che questi giudici hanno scritto, perché si tratta di giudici che sono degli estremisti di sinistra». Doveva essere solo un intervento di saluto, quello di Silvio Berlusconi all'assemblea annuale di Confindustria. Invece si è trasformato in un'arringa contro i magistrati e in un lungo elenco di cose fatte e da fare, con un pizzico di propaganda elettorale in vista delle Europee sul perché sia importante «avere un Pdl forte che sia la prima forza all'interno del Ppe».
GIUSTIZIA E CASO MILLS - In un passaggio del suo intervento a braccio, il premier ha parlato delle sue vicende personali e ha spiegato che il suo governo porterà avanti comunque la riforma della giustizia, con la separazione tra le funzioni tra chi giudica e chi rappresenta l'accusa. Perché «Berlusconi ha le spalle larghe e più lo attaccano più ne esce rafforzato», ma qualunque altro cittadino potrebbe non potersi difendere adeguatamente con l'attuale sistema. Dal palco del Parco della Musica, il leader del centrodestra ha dato la propria ricostruzione della vicenda per cui è imputato di corruzione: «Il signor avvocato Mills che io non ho mai conosciuto riceve per le prestazioni da un armatore italiano una parcella da 600mila dollari, così per non pagare tasse dice che è una donazione. E quando viene messo sotto pressione e gli si chiede da dove arrivi quel denaro, decide di chiamare in causa un dirigente Fininvest morto... Poi si accorge di quello che ha fatto e finalmente dice la verità». Per Berlusconi a quella sentenza non si doveva neppure arrivare, perché si riferiva tra l'altro a fatti che avrebbero dovuto essere già prescritti». E quanto alle critiche ai giudici, ha sottolineato, «sarebbe assurdo non poter esprimere un'opinione». Soprattutto se queste riguardano la loro non obiettività legata a motivi politici (uno dei motivi per cui era stata chiesta dai suoi avvocati la ricusazione di Valentina Gandus). E per spiegarlo nulla di meglio di un paragone calcistico: «Sarebbe come se fosse chiamato Mourinho ad arbitrare una partita Milan-Inter».
ANM: «DISTRUGGE CONFRONTO DEMOCRATICO» - Il nuovo attacco rinfocola lo scontro con l'Anm, che ha già definito «inaccettabili le invettive contro i giudici». «Tutti coloro che hanno a cuore le regole della convivenza democratica e il principio di separazione dei poteri dovrebbero intervenire per fermare questo metodo distruttivo del confronto democratico - commenta duramente il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini -. Abbiamo detto che questo tipo di aggressioni nei confronti dell'autorità giudiziaria e delle sue decisioni contrasta con i principi fondamentali dello Stato democratico e di diritto. Purtroppo registriamo un crescendo di toni e di invettive che non vorremmo mai ascoltare da chi ha responsabilità di governo. Questo non è un problema dei magistrati, è un problema dei cittadini e del Paese». Il presidente dell'Anm Luca Palamara chiede «rispetto» per i singoli magistrati e l'intera istituzione giudiziaria, «nel corretto e reciproco equilibrio tra i poteri dello Stato», e avverte: «La magistratura non vuole essere trascinata su un terreno di contrapposizione che non le appartiene, il clima di scontro fa male al Paese, ai cittadini e mina la fiducia nell'intera istituzione giudiziaria».
LA «CANZONE DEL PESSIMISMO» - Berlusconi ha parlato anche della situazione economica italiana e internazionale, evidenziando come sia «certamente importante la componente psicologica di questa crisi e ho fatto bene a cercare di infondere sempre ottimismo» perché «la fiducia è un fattore cruciale per uscire dalla crisi». Il premier ha citato il caso dei dipendenti pubblici, che non sono assolutamente toccati dalla crisi perché non rischiano licenziamenti e non hanno avuto riduzioni di stipendio. Eppure anche loro, ha raccontato, in un recente sondaggio si sono mostrati senza alcun motivo meno propensi rispetto al passato ad effettuare acquisti, ad esempio il cambio di un'auto. La colpa? La percezione negativa che verrebbe fornita, a suo dire, dai media e dai suoi oppositori. «Bisogna cercare di allontanare questa paura - ha detto Berlusconi - e sono addolorato quando giornali, tv e opposizione cantano la canzone del pessimismo e del catastrofismo». Anche perché l'Italia, è tornato a ribadire, è messa molto meglio rispetto ad altri Paesi: «Chi perde da noi è assolutamente assistito, a differenza degli Stati Uniti dove non ci sono strumenti come la cassa integrazione».
«INVESTIRE SU TURISMO E SANITÀ» - Quanto al rilancio dell'economia, il premier ha parlato della necessità di investire nei mercati emergenti e nell'offerta turistica, ricordando che la recente promozione di Michela Vittoria Brambilla da sottosegretario a ministro va proprio in questa direzione, e nel campo della sanità, un settore dove vi sarà una richiesta di servizi sempre maggiore. Il capo del governo ha poi spiegato che sarà avviata un'opera di digitalizzazione dell'intero apparato della pubblica amministrazione e ha sottolineato che l'esecutivo da lui varato è fortemente impegnato nella realizzazione di infrastrutture e grandi opere. Nel corso del suo intervento, Emma Marcegaglia aveva invece sottolineato che c'è bisogno di fare avanzare i cantieri e che al di là di molti annunci non c'è stato nei documenti ufficiali del governo un incremento degli investimenti in questo settore. Berlusconi ha poi detto che dal 2010 saranno avviati i progetti per le «new town» nei capoluoghi di provincia, uno degli interventi previsti per il rilancio dell'edilizia.
«IL PREMIER NON HA POTERI» - La presidente di Confindustria lo aveva anche esortato a sfruttare il proprio consenso per effettuare le riforme urgenti dell'assetto istituzionale. Berlusconi si è detto d'accordo, anche perché - ha spiegato - oggi il presidente del Consiglio conta poco, «comprensibilmente dopo il fascismo hanno privilegiato il Parlamento» e sarebbe pure opportuno ridurre il numero dei parlamentari, «ne basterebbero un centinaio, come nel Congresso americano». Ma su quest'ultimo aspetto, il premier non ha preso un impegno in prima persona: «Bisognerà passare per forza per una legge di iniziativa popolare, altrimenti sarebbe come chiedere ai capponi (nella fattispecie i parlamentari che perderebbero il posto, ndr) di votare per anticipare il Natale». Un tema su cui è intervenuto il presidente della Camera Gianfranco Fini, aprendo a Montecitorio i lavori di un seminario sul ruolo del Parlamento nella transizione verso il federalismo fiscale. «L'iter della legge sul federalismo fiscale smentisce la tesi dell'inevitabile tramonto del ruolo del Parlamento come legislatore, della sua presunta marginalizzazione nella definizione delle leggi - ha detto Fini -. Quando riesce a operare attraverso procedure aperte, è e viene percepito dalla società come un interlocutore ineludibile, qualificato e impegnato».
IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE - Il capo del governo ha anche rivendicato la primogenitura dell'idea di un intervento dello Stato per il salvataggio delle banche: «Non era così scontato, perché all'inizio, a ottobre, altri Paesi erano scettici e hanno assistito inermi alla caduta di alcuni grandi gruppi bancari».
LA BATTUTA SULLA «VELINA» - All'inizio del suo intervento, Berlusconi non aveva rinunciato anche ad una battuta all'indirizzo di Emma Marcegaglia: «Ieri sera la presidente di Confindustria è venuta a trovarmi a Palazzo Chigi e un commesso mi ha detto: "C'è di là una velina". Era la presidente, era in gran forma, elegante, tutta vaporosa perchè aveva una cena: sembrava volasse sui tappeti di Palazzo Chigi».
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20/05/2009
Caso Mills, a Ballarò il "vaffa" di Vendola
Caso Mills, a Ballarò il "vaffa" di Vendola
Diverbio tra il governatore pugliese e il capogruppo del Pdl al Senato. La replica a Gasparri sull'assessore pugliese indagato: «Io l'ho sostituito. Tu perché difendi il premier?»
MILANO - Il processo Mills e le motivazioni della sentenza di condanna per corruzione dell'avvocato inglese che coinvolgono anche il premier («Mills mentì per Berlusconi, sostengono i giudici di Milano) irrompono nel dibattito politico e anche in tv. Dando luogo, in diretta a Ballarò, a una lite dai toni piuttosto accesi tra il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, e il leader di Sinistra e libertà e governatore pugliese, Nichi Vendola. Il primo fa andare su tutte le furie il secondo, che a un certo punto sbotta in un «vaffa.....» di cui l'interlocutore sembra non accorgersi.
Dopo l'intervento del premio Nobel per l'economia Amartya Sen sulla crisi, Gasparri prende la parola e punge Vendola, ricordando l'inchiesta che costrinse alla dimissioni l'ormai ex assessore alla Salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco, indagato per presunti abusi relativi alla fornitura di servizi e prodotti da parte di società private ad alcune Ausl della Regione e subito sostituito dal governatore Vendola. Il caso Tedesco citato da Gasparri fa andare su tutte le furie il leader di Sinistra e libertà: «Ci vuole coraggio a parlare di questo nel giorno della sentenza Mills» è in sostanza la posizione di Vendola. «Io ho subito sostituito l'assessore indagato e tu difendi il premier» è l'accusa rivolta dal governatore pugliese all'esponente del Pdl. «Berlusconi ha l'appoggio della maggior parte degli italiani» è la replica di Gasparri. A questo punto il diverbio. Le voci di Vendola e Gasparri si accavallano e i tentativi di Floris di placare gli animi dei due ospiti servono a poco. Il governatore pugliese si lascia sfuggire un «vaffa.....» quasi bisbigliato, detto tra i denti, ma accompagnato da un gesto di stizza che lascia pochi dubbi di interpretazione. Gasparri non coglie. Forse. Nessuno degli altri ospiti in studio sembra notare l'accaduto. E la trasmissione prosegue.
C. Arg
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Toghe e caso Noemi: Silvio si sente «braccato»
Toghe e caso Noemi: Silvio si sente «braccato»
Il capo del governo preoccupato anche dagli effetti delle vicende personali. Berlusconi ritiene di essere vittima di un’operazione che mira a destabilizzarlo. «Cosa vogliono, che mi dimetta?»
| Silvio Berlusconi durante l'ultima conferenza stampa all'Aquila (Ansa) |
ROMA — «Cosa vorrebbero, che morissi in un attentato? Cosa dovrei fare, scomparire?». Berlusconi si sente come un toro a cui i picadores stanno infliggendo le banderillas, per poi lasciarlo senza forze al colpo del matador. Dice di essere «circondato, braccato», e ieri pomeriggio la sua furia senza bersaglio era rivelatrice del suo stato d’animo: «Sono sconfortato. Vogliono che molli tutto e mi dimetta? Questo vogliono? Massì, chi me lo fa fare, arrivederci...»
Così aveva farcito le sue conversazioni prima di presentarsi all’Aquila. E quel ragionamento svolto con autorevoli ministri e dirigenti di partito, quell’atto d’accusa verso una spectre priva di volti e di nomi, aveva allarmato la corte del Cavaliere, dove a un certo punto era prevalso il timore che davvero il premier fosse pronto a un gesto clamoroso, di sfida quantomeno, se non addirittura di rassegnazione. È chiaro che senza Berlusconi l’intera architettura politica cederebbe, perché senza di lui lo spiegò tempo addietro Confalonieri - salterebbe tutto. Ma non è questione all’ordine del giorno, semmai il patron di Mediaset è preoccupato per l’amico di una vita, teme che altre banderillas possano venire usate per stroncare una leadership che oggi non ha rivali.
La sentenza Mills è un altro colpo all’immagine del premier, «coperto» dall’avvocato inglese e protetto dal lodo Alfano. Certo, l’ennesima offensiva contro Berlusconi per la sua ennesima vertenza giudiziaria, nelle urne potrebbe trasformarsi in un boomerang per l’opposizione. Ma per quanto possa apparire paradossale, la campagna elettorale non interessa più nessuno, nell’inner circle del Cavaliere se ne sono convinti, «tanto, anche se il Pd arrivasse al 27% invece del 25%, si direbbe che in fondo ha ottenuto un buon risultato rispetto alle attese».
È Berlusconi nel centro del mirino, almeno così lui si sente: vittima di un’operazione che mira a destabilizzarlo. E più del caso Mills, è ossessionato dai vortici sulla vicenda di Noemi che lo chiama «papi», da quella parola terribile che non osa nemmeno pronunciare, che teme di veder affiorare sulle labbra dei suoi contestatori, o di veder riproposta sulle prime pagine della stampa internazionale quando ospiterà i leader mondiali al G8. Ecco oggi la priorità del premier: c’è un’immagine da ricostruire in fretta, come l’Abruzzo, anche al cospetto dei potenti della Terra. L’ha fatto capire quando ha ammesso che «il danno c’è stato, certamente», e che sarà chiamato a «uno sforzo per far passare la realtà» con le cancellerie straniere.
Sarà pur vero che l’indice di gradimento resta altissimo, «ero al 75,1% e sono calato solo dello 0,3%, cioè nulla». Ma intanto l’altra sera alla cena elettorale di Milano — citando gli amatissimi sondaggi — è rimasto sul vago dicendo che «il Pdl sta ben sopra il 40%», lasciando intuire una flessione. Eppoi, a forza di subire colpi, il rischio è che un tarlo possa logorare il suo rapporto con l’opinione pubblica, ancora solidissimo. Chi lo cinga d’assedio non lo dice, al di là dell’offensiva contro «la stampa di sinistra». Che sia pronto a ribattere è evidente, quando annuncia di volersi recare in Parlamento a parlare di giustizia.
Ma Berlusconi avverte l’accerchiamento. La crisi economica sembrava il suo unico nemico. In autunno, «quando eravamo sull’orlo dell’abisso », Tremonti aveva scorto strane manovre dentro e fuori il Palazzo, le aveva attribuite al «partito della crisi», a «quelli del tanto peggio tanto meglio». «Sfascisti idelogici», li aveva definiti il titolare di via XX Settembre, «sono personaggi che si illudono di poter ereditare qualcosa dalla caduta del governo, senza capire che una crisi non sarebbe solo la fine dell’esecutivo ma la fine di tutto». «L’allarme è rientrato», spiegava Tremonti una settimana fa. Ora c’è un altro fronte, ben più insidioso, a preoccupare il Cavaliere.
Francesco Verderami
11:53 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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