29/04/2009

Febbre suina: tre casi in Germania

Febbre suina: tre casi in Germania

 

In italia smentito il caso sospetto a lodi che aveva destato preoccupazioni. Un caso sospetto nel Salernitano di un uomo rientrato dopo un periodo in Messico

 

Il virus H1N1 (Ap)
Il virus H1N1 (Ap)

BERLINO - Tre casi di febbre suina causato dal virus H1N1 in Germania. Lo riferisce l’istituto Robert Koch. Uno proviene dall'area di Ratisbona, il secondo è una 22enne ricoverata dopo un viaggio in Messico in un ospedale di Amburgo, contagiata anche una donna di 37 anni rientrata dal Messico. Si tratta del terzo Paese europeo, dopo Spagna e Gran Bretagna, a denunciare casi di febbre suina: in totale sette persone, tutti però con sintomi lievi.

IN ITALIA - Un caso sospetto a Salerno. Un uomo, di ritorno da un periodo di permanenza in Messico, ha accusato una sintomatologia tale da convincere i sanitari a predisporne un trasferimento a Napoli nel reparto specializzato in malattie infettive dell'ospedale Cotugno. Dopo la smentita della autorità sanitarie sugli undici casi sospetti in Italia fino a martedì, sembra essere arrivato a un chiarimento anche quello relativo a un paziente lodigiano, rientrato dalla California con febbre alta e problemi respiratori. Le analisi sui campioni biologici prelevati all'uomo presso il laboratorio di virologia del Policlinico San Matteo di Pavia avrebbero sancito che l'infezione è sostenuta da un virus influenzale H1N1, ma non dello stesso tipo di quello che sta circolando in Messico. Secondo il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, «l'allarme è ingiustificato; le pandemie, come nel caso della mucca pazza o dell'aviaria, sono mediatiche».

MESSICO - Intanto il Messico si è allineato all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): sono solo sette i casi «accertati» di morte dovuta all'H1N1. «Delle 159 morti sospette, soltanto sette decessi sono confermati», ha dichiarato il ministro messicano della Sanità. Le persone ricoverate sono 1.311 mentre i casi sospetti sono in totale 2.498.

NEL MONDO - Stati Uniti: 65 casi confermati in sei Stati; in California le autorità indagano su un decesso che avrebbe potuto esser causato dal virus, l’unico caso mortale fuori dal Messico. Canada: 13 i casi accertati in quattro Stati. Costarica: un caso accertato, il primo nell’America centrale. Gran Bretagna: due casi accertati in Scozia, altre sette persone entrate in contatto con loro avrebbero sviluppato lievi sintomi. Spagna: due casi accertati, altri 32 oggetto di analisi. Israele: due i casi accertati, i primi in Medio Oriente; la nipote di 5 anni di uno dei pazienti è stata posta sotto osservazione. Nuova Zelanda: 14 casi accertati, altri 44 casi sono oggetto di analisi. Australia: un centinaio di casi potenziali, tra cui alcuni bambini; almeno cinque persone risultano portatrici di un virus di tipo A. Francia: 20 i casi sospetti oggetto di analisi, nessuno con sintomi gravi. Germania: tre casi accertati, altri in corso di accertamento. Austria: un caso «probabile» di un turista di ritorno dal Messico. Svizzera: cinque casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico. Irlanda: quattro casi sospetti. Polonia: tre casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico. Danimarca: cinque casi sospetti tra turisti di ritorno dal Messico e dal sud degli Stati Uniti. Svezia: almeno cinque i casi sospetti. Olanda: «qualche caso sospetto», senza che sia stato precisato il numero. Cile: 24 casi sospetti, tutti in osservazione. Colombia: 42 persone tornate dal Messico poste sotto osservazione, Brasile: 20 persone sotto osservazione, anche se le autorità non ne considerano nessuno come sospetto. Corea del sud: nove casi sospetti oltre a uno classificato come probabile. Hong Kong: quattro casi sospetti. Thailandia: un caso sospetto di una turista rientrata da un viaggio in Messico e California.

NUOVI PROVVEDIMENTI - L’Oms farà il punto oggi sull’evoluzione della crisi dell’influenza suina nel mondo con degli esperti dei Paesi colpiti dal virus. L’Argentina ha annunciato il blocco per cinque giorni dei voli provenienti dal Messico per cinque giorni. Francia e Canada hanno sconsigliato ai loro cittadini di recarsi in Messico. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha convocato una riunione straordinaria del governo sull'emergenza pandemia. La Protezione civile di Cuba è stata posta in stato d’allerta. Il sindaco di Città del Messico ha ordinato la chiusura di tutti i locali pubblici della città. Il governo ha anche annunciato la chiusura di tutti i siti archeologici «fino a nuovo ordine». Anche tutti gli incontri sportivi messicani si disputerano a porte chiuse. La febbre suina potrebbe raggiungere anche la Russia in una settimana, ha detto il capo dell’Istituto di virologia dell’accademia delle scienze di Mosca.


27/04/2009

La febbre suina è in Europa L'Oms alza il livello di allerta

La febbre suina è in Europa L'Oms alza il livello di allerta

 

Obama: l'influenza è causa di preoccupazione. sei paesi mettono al bando la carne. In Messico 149 morti. Due casi in Scozia e uno in Spagna. Ginevra: «Nessun Paese può considerarsi immune»

 

(LaPresse)
(LaPresse)

MADRID (SPAGNA) - L'influenza suina può diffondersi ovunque. Non si tratta di un problema limitato al continente americano e nessun Paese al mondo può considerarsi immune. È quanto sostiene l'Organizzazione Mondiale della Sanità che, come ampiamente annunciato, ha deciso di innalzare al quarto (su una scala fino a sei) il livello d'allerta per il rischio di pandemia, dopo avere verificato che il virus mutante della febbre suina A/H1N1 si trasmette direttamente fra esseri umani. L'Oms ha anche spiegato che saranno necessari dai quattro ai sei mesi per poter disporre di un vaccino efficace. L'influenza che si è diffusa in Messico, dove si contano 149 vittime, è arrivata intanto in Europa: un caso accertato è stato riscontrato in Spagna, due confermati in Scozia, mentre si contano diversi casi sospetti nel Vecchio Continente. Il governo messicano ha rafforzato le misure di prevenzione, imponendo lo stop alle scuole in tutto il paese da domani al 6 maggio. La notizia è stata data durante una conferenza stampa nella quale è stata avvertita una forte scossa di terremoto il cui epicentro è stato localizzato nel sud del paese.

UN CASO IN SPAGNA, DUE IN SCOZIA - La paura del contagio, dunque, si diffonde in tutta Europa. E se in Italia i controlli su una 31enne, in isolamento nel reparto di malattie infettive a Venezia, hanno scongiurato il pericolo che la paziente fosse affetta dall'influenza suina, in Spagna, il ministro della Sanità Trinidad Jimenez ha fatto sapere invece che sono risultati positivi i test effettuati su un 23enne di Almensa (sud-est della Spagna) rientrato dal Messico il 22 aprile. E due persone, ora tenute sotto osservazione e in isolamento nell'ospedale di Airdrie, nelle vicinanze di Glasgow, sono risultate positive ai test in Scozia, come ha reso noto il locale dipartimento per la Salute.

SI MUOVE L'UE - La preoccupazione per la diffusione del contagio in Europa ha spinto la commissaria europea alla Sanità Androulla Vassiliou a chiedere «una riunione straordinaria dei ministri della Sanità dell'Ue», che forse si terrà giovedì, per rispondere con misure concrete all'allarme internazionale sull'influenza da suini. Allarme che ha portato gli Stati Uniti a proclamare lo stato di emergenza nazionale. La Vassiliou successivamente ha anche raccomandato ai cittadini europei di evitare i viaggi in Messico e negli Stati Uniti se non è indispensabile. La commissaria Ue ha precisato che si tratta di consigli, non di disposizioni vincolanti che spettano solo a ciascun Stato membro.

Androulla Vassiliou (Reuters)
Androulla Vassiliou (Reuters)

In un secondo momento però il ministro degli affari europei Alexander Vondra, al termine del consiglio esteri della Ue a Lussemburgo, ha precisato che l'Unione europea non ha preso disposizioni comuni che limitano i viaggi dei cittadini europei. Vondra ha anche precisato che la commissaria Ue alla salute Androulla Vassiliou «ha parlato a titolo personale».

40 CASI NEGLI STATES - Negli Stati Uniti sono 40 i casi accertati di febbre suina. Lo ha reso noto il consiglio sanitario nazionale, Cdc, mentre il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha annunciato che i casi accertati a New York sono 28, tutti concentrati alla St. Francis Prep, un liceo cattolico di Queens. I malati stanno tutti reagendo bene alle terapie e sono in miglioramento. L’età media delle persone colpite è di 16 anni. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che distribuiranno 11 milioni di trattamenti antivirali contro l’influenza suina, ma non consigliano alla popolazione l’uso di mascherine sui luoghi di lavoro.

OBAMA - L'influenza da suini è «causa di preoccupazione» per gli Stati Uniti, ha detto il presidente americano Barack Obama in un discorso all'Accademia Nazionale delle Scienze. L'amministrazione americana, ha aggiunto il presidente, «sta seguendo con attenzione» gli sviluppi dell'influenza da suini, ma «non c'è ragione di allarme». Il dipartimento di Stato Usa è pronto a lanciare un avvertimento consigliando ai cittadini americani di astenersi dal fare viaggi in Messico. È quanto riporta il canale televisivo Fox News.

BANDO DI SEI PAESI ALLA CARNE SUINA DALL'AMERICA - Cina, Ucraina, Kazhakstan, Filippine, Thailandia e gli Emirati Arabi Uniti hanno messo al bando carne di maiale proveniente da alcuni stati americani: lo ha confermato l'ufficio del Rappresentante Commerciale americano, l'equivalente del ministero del Commercio Estero. L'Ufficio del Trade Representative ha stigmatizzato il bando che a suo giudizio «non ha fondamenti scientifici e rischia di danneggiare gravemente i commerci».

LE MISURE DA PRENDERE - Tornando in Europa, sono almeno tre le misure di prevenzione per far fronte ai potenziali rischi di epidemia di influenza da suini di cui i ministri della Ue discuteranno. La prima misura possibile - riferiscono fonti europee - riguarda il rafforzamento delle azioni di prevenzione negli aeroporti, in particolare nei confronti dei passeggeri che provengono dalle aree considerate a rischio. La seconda misura, riguarda una campagna di informazione rivolta ai passeggeri europei. La terza prevede uno stretto coordinamento tra gli Stati membri per l'eventuale trasferimento di vaccini e medicinali ai partner che ne dovessero avere bisogno, secondo il principio della solidarietà normalmente seguito in caso di emergenza sanitaria. In vista della riunione straordinaria dell'Ue, la presidenza ha chiesto alla Commissione Ue di preparare proposte specifiche sulle azioni da prendere in modo coordinato tra i 27. Dal canto suo il ministro degli Esteri Frattini ha dichiarato che l'Italia «si attiverà come presidenza del G8» contro l'emergenza da febbre suina.

 

 


Febbre suina, crescono paura e contagi. Le risposte alle domande sul virus

Febbre suina, crescono paura e contagi. Le risposte alle domande sul virus

 

Si manifesta con tutti i sintomi di una comune influenza ma può essere mortale. Ecco come individuarla, curarla e prevenirla. In Italia individuato il primo caso sospetto.

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Mentre si aggrava il bilancio delle vittime dell'influenza contratta dai suini in Messico e dopo i casi accertati negli Stati Uniti e Canada, cresce la paura del contagio anche in Italia, dove è stato individuato il primo caso sospetto. Una 31enne di origine veneta, infatti, è in isolamento nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Venezia per sospetta influenza suina. Sul caso, si attendono i risultati degli esami del sangue, eseguiti per riconoscere l'eventuale presenza del virus influenzale A-H1N1.

Desta preoccupazione la valutazione dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) che  ritiene ''piuttosto probabile che l'attuale epidemia di influenza suina possa mutare in una forma ancora più pericolosa'', dal momento che con tutta probabilità il virus si sta trasformando e di conseguenza ''può diventare molto pericoloso per la popolazione''.

Ma sia Coldiretti che la Conferderazione Italiana Agricoltori (Cia) tranquillizzano la popolazione: "Non c`è alcun pericolo, gli allevamenti e tutta la filiera danno garanzie di sicurezza alimentare e di qualità. I controlli sono rigorosi e funzionano".

Per evitare inutili allarmismi e capire meglio le caratteristiche del virus,  ecco alcune informazioni fornite dagli esperti e le risposte alle domande più frequanti

I SINTOMI: I sintomi dell'influenza da suino avvertiti dall'uomo risultano essere del tutto simili a quelli di una influenza "stagionale". Febbre alta, tosse, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito di mal di gola, nausea, vomito e diarrea.

COME AVVIENE IL CONTAGIO? Non è possibile ammalarsi di influenza da suini mangiando carne di maiale o prodotti derivanti da carne suina (per evitare qualsiasi rischio è preferibile, comunque, cucinare la carne ad almeno 70 gradi). Il virus H1N1 si può trasmettere attraverso due distinti canali: a) attraverso il contatto diretto con gli animali infetti o con materiale (feci o altro) di provenienza da animali infetti; b) l'attuale mutazione del virus H1N1 permette alla malattia di trasmettersi da uomo a uomo attraverso i normali canali seguiti da altre malattie analoghe (influenza, raffreddore, ecc. ecc.), quindi anche per via aerea (starnuti, saliva ecc. ecc.) o attraverso il contatto fisico. Particolarmente pericolosi sono gli ambienti affollati (stadi, chiese, stazioni, metropolitane, ecc. ecc.).

LA SCALA DI ALLERTA: delle 6 fasi di allerta previste nella scala di riferimento internazionale, quella indicata finora è la 3, che corrisponde a casi di trasmissione del virus da uomo a uomo nulli o molto limitati. Le fasi 1 e 2 corrispondono, rispettivamente, alla fase interpandemica (basso o leggero rischio di casi nell'uomo). Con la terza fase scatta l'allerta pandemia. La fase successiva, la quarta, si riferisce a un aumento evidente di trasmissione del virus da uomo a uomo, con la comparsa di un virus mutato capace di infettare l'uomo. La quinta fase corrisponde ad un aumento significativo di infezioni da uomo a uomo e la fase sei è la pandemia vera e propria, con una sostenuta trasmissione del virus da uomo a uomo.

VACCINO E FARMACI: gli esperti sono già al lavoro. Il primo passo è conoscere tutte le caratteristiche del virus. Le sta analizzando da ieri il Centro Novartis Vaccines and Diagnostics di Siena diretto da Rino Rappuoli, che garantisce di poter produrre i primi milioni di dosi in meno di sei mesi. Secondo l'Oms non tutti i farmaci antivirali oggi disponibili sono efficaci contro il nuovo virus. Secondo quanto finora è noto del virus, questo è sensibile all'oseltamivirus, mentre è resistente all'amatadina e alla rimantidina.

SORVEGLIANZA CONTINUA: è la chiave per riconoscere in tempo l'arrivo della pandemia. L'Oms ha una rete di oltre 120 centri nazionali di riferimento in oltre 90 Paesi e ognuno di essi controlla l'andamento dell'influenza e isola i virus responsabili. Non appena viene identificato un virus insolito, questo viene immediatamente segnalato al programma globale dell'Oms sull'influenza.

CIBO SICURO: secondo Coldiretti è necessario estendere immediatamente l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza anche per la carne di maiale al pari di quanto è stato già fatto per quella di pollo e per quella bovina dopo le emergenze aviaria e mucca pazza.

COME COMPORTARSI NEI PAESI A RISCHIO: coprirsi la bocca con una mascherina, lavarsi bene le mani, frequentare il meno possibile luoghi molto affollati, prendere la buona abitudine di coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si starnutisce o si tossisce. In caso di sintomi della malattia, rivolgersi subito alle autorità ed evitare di lavarsi le mani con il sapone in luoghi pubblici, frequentati cioè da altra gente. Per il resto adottare le normali norme igieniche. Chi è stato in Messico e nelle altre zone colpite dal virus o chi ci deve andare dovrà prestare particolare attenzione a eventuali sintomi, possibilmente senza lasciarsi prendere dal panico.

 

la mappa del contagio

MESSICO - Oltre 100 vittime, più di 1600 contagiati.
STATI UNITI - Venti casi di contagio, dichiarato lo "stato d'emergenza sanitaria".
CANADA - Sei casi accertati: gente di ritorno dal Messico
NUOVA ZELANDA - Venticinque persone provenienti dal Messico in quarantena: 10 persone presentano i sintomi dell'influenza.
AUSTRALIA - Due persone di ritorno dal Messico presentano sintomi dell'influenza e sono state ricoverate in ospedale.
ISRAELE - Un caso ma dubbio.
SPAGNA, un caso accertato
FRANCIA e GRAN BRETAGNA - Casi sospetti
ITALIA - Un caso sospetto
COLOMBIA - Controlli serrati
BRASILE - Un caso sospetto


Influenza suina, primo caso sospetto in Italia: ricoverata donna a Venezia

Influenza suina, primo caso sospetto in Italia: ricoverata donna a Venezia

 

Era appena tornata dalla California e presentava i sintomi della malattia. Una 31enne originaria del Veneto orientale è in isolamento nel reparto di malattie infettive

 

VENEZIA - Primo caso sospetto di influenza suina in Italia. Una donna di 31 anni originaria del Veneto orientale è ricoverata nel reparto di Malattie infettive all'ospedale di Venezia proprio per sospetta influenza suina. Le sue condizioni sono giudicate buone e non è in pericolo di vita. L'allarme è scattato nella tarda serata di domenica, quando la signora, con febbre molto alta, ha chiamato il 118. Quando la giovane donna ha detto di essere appena rientrata da San Diego, in California - zona nella quale si sono verificati alcuni casi di influenza suina - è scattato il protocollo di misure precauzionali. È stata trasportata all'ospedale di Venezia e ricoverata in isolamento. Un campione di sangue è stato inviato all'Università di Padova per essere sottoposto a un test molto veloce capace di riconoscere in breve tempo l'eventuale ceppo del virus dell'influenza suina A-H1N1.

SINTOMI - «I sintomi sono simili a quelli dell'influenza tradizionale - spiega il primario di Malattie infettive Enzo Raise - mal di gola, febbre elevata e dolori articolari, patologie ben controllabili con i farmaci di cui disponiamo. La signora sta abbastanza bene e non corre alcun rischio. Seguiamo con sufficiente tranquillità l'evolversi della situazione. I cittadini devono ricordare che i casi decesso sono accaduti in zone periferiche della megalopoli messicana con scarsissima assistenza sanitaria». Nella Ulss 12 veneziana, spiega il direttore del Dipartimento Prevenzione Rocco Sciarrone, «non abbiamo avuto ad ora alcuna segnalazione di malattia conclamata. Attendiamo il test sulla signora ricoverata a Venezia, le cui condizioni tuttavia non destano preoccupazione. D'intesa con il servizio veterinario abbiamo monitorato gli allevamenti di suini presenti nel nostro territorio e possiamo dire con soddisfazione che non ci sono evidenze di malattia».