14/05/2009

Dieci domande e un comunicato La «guerra» sul divorzio del premier

Dieci domande e un comunicato La «guerra» sul divorzio del premier

 

Le vicende private del premier in una nota di palazzo chigi. Un'inchiesta sulle incoerenze della vicenda Berlusconi-Lario. Palazzo Chigi risponde con un comunicato: «Strumentalizzate vicende private a fini politici»

 

(Reuters)
(Reuters)

ROMA - Dieci domande «mai poste». E un solo comunicato di risposta, ma talmente anomalo per durezza e provenienza, da creare un caso. Scoppia una «guerra» mediatica nel momento in cui da Palazzo Chigi arriva una nota ufficiale contro un quotidiano, la Repubblica, che oggi ha pubblicato un lungo servizio sulla vicenda del divorzio chiesto da Veronica Lario a Silvio Berlusconi e su tutti gli episodi a esso legati. Un servizio che rilevando le «incoerenze» della vicenda, poneva una serie di domande su di essa e indirizzate a Silvio Berlusconi. Ma il premier non deve aver gradito molto, se ha fatto pervenire la risposta attraverso un comunicato di Palazzo Chigi. Il testo ribalta la questione e individua a nell'articolo lo scopo di un attacco politioo.

IL COMUNICATO - Il testo della nota della Presidenza del Consiglio parla di «invidia e odio nei confronti di un Presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini. Sono palesi i motivi della campagna denigratoria che la Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il Presidente Berlusconi. Attacchi di così basso livello, in vista delle prossime elezioni europee e amministrative, confermano non solo l'assoluta mancanza di argomenti politici concreti di quel giornale e della sua parte politica, ma anche una strategia mediatica diffamatoria tesa a strumentalizzare vicende esclusivamente private a fini di lotta politica».

L'INCHIESTA - Nell'inchiesta di Giuseppe D'Avanzo pubblicata su la Repubblica, ci sono anche «dieci domande mai poste al Cavaliere» sulle «incoerenze di un caso politico» a proposito del contrasto nato tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi all'indomani della partecipazione del presidente del Consiglio alla festa per il 18esimo compleanno di Noemi Letizia. D'Avanzo evidenzia queste «incoerenze» mettendo a confronto le dichiarazioni dei vari protagonisti e traendone alcune conclusioni. Al termine di questa disamina rivolge al premier le «dieci domande» finora mai poste, a partire da quelle sulle circostanze in cui nacque e poi si sedimentò la sua amicizia prima col padre di Noemi e poi con la ragazza. Fino alla decima domanda che, viste le parole della signora Lario, chiede: «Quali sono le condizioni di salute» del premier?

REAZIONI - Il comunicato di Palazzo Chigi innesca immediate reazioni nel centrosinistra. Ancora una il tema è: Berlusconi e i media. O meglio, i media che non sono sotto uil suo co0ntrollo. «Il fatto che ad un giornale che pone domande si risponda con l'intimidazione la dice lunga sulla concezione che il presidente del Consiglio ha dei rapporti tra stampa e potere» diceì il portavoce del Pd Andrea Orlando. «La libertà di stampa è un diritto garantito dalla Costituzione. L'attacco a Repubblica del presidente del Consiglio, non solo non ne tiene conto ma introduce ulteriori elementi tossici nella nostra democrazia» dice il vice capogruppo dei senatori Pd, Nicola Latorre secondo il quale «non è più tollerabile un simile atteggiamento teso solo a condizionare la libera informazione».


06/05/2009

Berlusconi e il caso Veronica Lario: «Menzogne della sinistra e della stampa»

Berlusconi e il caso Veronica Lario: «Menzogne della sinistra e della stampa»

 

«Le veline? Non sono d'accordo con chi le denigra. Ma in lista non ci sono». Il premier: gelosi della mia popolarità. «Mai frequentato minorenni». «Voglio bene a mia moglie, ma si scusi»

 

Silvio Berlusconi e Bruno Vespa, in una precedente apparizione a Porta a Porta (Emblema)
Silvio Berlusconi e Bruno Vespa, in una precedente apparizione a Porta a Porta (Emblema)

ROMA - Vestito blu, cravatta a pois bianchi e un foglio bianco. Silvio Berlusconi si presenta così nello studio di Porta a Porta per la registrazione della trasmissione. Alle sue spalle un fermo immagine dal titolo emblematico: «Adesso parlo io». Tornando sulla vicenda della crisi coniugale, il premier ha spiegato che quello che è successo «non si sarebbe verificato se la stampa avesse riportato le cose correttamente». «La sinistra e la sua stampa - ha aggiunto - non riescono ad accettare la mia popolarità al 75% e, visto anche lo stato in cui la sinistra è ridotta, ha cominciato con attacchi personali fondati sulla calunnia». «Francamente non mi aspettavo questa tempesta - ha detto ancora il Cavaliere -. Anche se falsificazioni di certa stampa in passato hanno portato a problemi. Già in passato si disse che avevo detto ad una ragazza "ti sposerei" e invece io avevo detto "sei proprio una ragazza per bene, sei proprio da sposare"». In ogni caso, ha commentato, tutta questa vicenda non gli farà perdere consensi nel mondo cattolico: «Quando tutti conosceranno la verità - ha evidenziato - potranno che prendere atto che non c'è stata alcuna attività negativa. Quando tutto sarà chiarito sono sicuro che aumenterà una considerazione già grande perchè con il Vaticano, per loro stessa affermazione, con il nostro governo ci sono i migliori rapporti ci sono stati con un governo finora».

LE VELINE IN LISTA - Berlusconi ha parlato del caso delle anticipazioni sulle «veline» nelle liste del Pdl per le Europee, definendole «una trappola in cui anche mia moglie è caduta». «Le veline sono inesistenti- ha puntualizzato - è una assoluta falsità, non sono nelle liste». In ogni caso, ha detto il capo del governo, «c'è tutta la mia disapprovazione per chi connota negativamente le ragazze che per emanciparsi fanno questo lavoro». Ha poi parlato di una delle giovani candidate poi effettivamente entrate in lista e non ascrivibili alla categoria delle «veline»: «Licia Renzulli è a capo di una equipe medica che fa anche missioni in Bangladesh - ha detto - e i coordinatori hanno già pensato che se sarà eletta le verrà affidato il compito di coordinare i nostri deputati». Qualche parola è stata spesa anche per Barbara Matera: «è bellissima ma anche serissima, e sarà la più puntuale, presente, preparata esattamente come le donne che io ho portato in politica». «I nostri parametri - ha aggiunto - sono quelli della Gelmini, di Carfagna, Ravetto, tutte donne che nel Parlamento italiano bagnano il naso agli uomini con presenze che sfiorano il 98 per cento».

«LE LISTE? NON LE HO FATTE IO» - E comunque, ha poi precisato, «le liste non le ho fatte io. Io ero a Varsavia a sostenere Mario Mauro per la presidenza del Parlamento europeo». Una puntualizzazione fatta perlopiù per smentire che le ragazze di spettacolo i cui nomi erano stati anticipati da tutti i quotidiani fossero inizialmente state messe in lista e poi rimosse dopo l'esternazione di sua moglie Veronica Lario che aveva parlato di «ciarpame di cattivo gusto»: «Ho lavorato tutto il giorno - ha detto -, non ho avuto modo di levare qualsiasi nome dalle liste». E comunque «non c'era nessun nome che poteva suscitare degli equivoci: c'erano cento candidati e dovevano togliere 28 candidati per arrivare a 72, sono stati eliminati sia degli uomini che delle donne».

«IO CON LE MINORENNI? MENZOGNA» - Ma la moglie, nell'annunciare la decisione di separarsi, aveva detto di non potere accettare l'idea che il marito frequentasse delle minorenni. «È una menzogna - ha tuonato Berlusconi -. Il padre di quella ragazza mi aveva chiamato perchè voleva un appuntamento con me e voleva parlarmi». L'equivoco, secondo il Cavaliere, sarebbe stato colpa di Repubblica, il quotidiano che assieme alla Stampa aveva anticipato la decisione della Lario di chiedere il divorzio «È nata così: Repubblica, sempre Repubblica, fa un titolo in cui sottintende una mia frequentazione con una ragazza che facendo quel giorno diciotto anni fino al giorno prima era minorenne». Per Berlusconi sarebbe da pazzi frequentare minorenni e poi farsi notare in pubblico «in un luogo frequentatissimo e fotografatissimo». E quanto all'ipotesi che le fotografie sulla festa di Noemi Letizia a Casoria passate al settimanale «Chi» possano essere ritoccate, il Cav le liquida parlando di «pervicacia» delle «gazzette della sinistra». Quelle immagini, ha detto il premier, sono vere: «Mandino al ristorante dei giornalisti e chiedano al cuoco, ai dipendenti e a chi era presente se queste foto sono false».

«A VERONICA VOGLIO UN MARE DI BENE» - Poi Berlusconi ha parlato del rapporto con la consorte: «A mia moglie voglio un mare di bene e sul rapporto con lei non voglio aggiungere altro». Tuttavia ha anche sottolineato che certe vicende «hanno provocato qualcosa di non totalmente razionale» e che «chi è incaricato di funzioni pubbliche possa accettare la continuazione di un rapporto solo se si ammette» che le accuse erano basate su due menzogne e «se si dichiara pubblicamente che si è incorsi in un errore». Quanto al divorzio, «è doveroso non parlarne». Mentre sul rapporto con i figli, Berlusocni ha detto di volere loro «un bene dell'anima». «E da loro - ha aggiunto -sono riamato in maniera più totale. Credo, compatibilmente con i miei impegni di presidente del Consiglio, di essere un padre assolutamente straordinario, amatissimo dai suoi figli. Questo lo so di sicuro». Alessandro, il figlio di Barbara, un piccolo genio che Silvio Berlusconi chiama il «piccolo Dalai Lama». Il premier nel corso della trasmissione ha poi parlato del suo essere nonno e ha parlato del rapporto tra il nipotino Alessandro, figlio di Barbarea, e la moglie: «Quando vedo come fa la nonna, il dolore aumenta e aumenta di molto». E rivolto a Bruno Vespa ha aggiunto: «Sapesse quanto è bello farlo in due...».

TERREMOTO E BANCHE - Da Bruno Vespa Berlusconi ha parlato anche del terremoto e della crisi economica. «Le banche sono in una situazione su cui il Governo ha i fari accessi - ha commentato -. Credo che gli istituti bancari stiano facendo utili molto elevati perfino eccessivi, per questo devono continuare a sostenere le imprese». Quanto alla ricostruzione in Abruzzo, il premier ha spiegato che «per ora i fondi che abbiamo sono sufficienti al mantenimento di 70mila persone. Se tra un anno non fossero sufficienti ci rivolgeremo agli italiani per reperirlo. Oggi i soldi ci sono, abbiamo a disposizione cento milioni di euro e poi ne metteremo altri».


04/05/2009

«L'ho aiutato fino all'ultimo ma ora ha superato i limiti»

«L'ho aiutato fino all'ultimo ma ora ha superato i limiti»

 

La rottura: Veronica Lario: «Che futuro ha un Paese che cerca soldi facili in televisione?»

 

Veronica Lario (Ansa)
Veronica Lario (Ansa)

Chissà quanti ricordi riaffiorano, in queste ore, nella mente di Veronica Ber­lusconi. I più dolorosi, forse, non sono ancora ricordi, ma delusioni recenti. Leggere che suo marito era stato alla fe­sta di compleanno di tale Noemi, diciot­to anni appena compiuti, sarà stato un dolore o una delusione? Il patto siglato nel 2007 dopo la lettera inviata a Repub­blica è andato in frantumi in un mo­mento: la giovane Noemi che racconta «Lo chiamo papi, vado a trovarlo, a Ro­ma, a Milano» e Veronica che vede con­fermata quella «mancanza di rispetto» nei suoi confronti per la quale nel 2007 aveva chiesto pubbliche scuse. In con­fronto ai giorni del 2007, però, oggi c’è qualcosa di più. Sembra a Veronica che la mancanza di rispetto sia una questio­ne più generale, che questo Paese man­chi di rispetto anche nei confronti di se stesso. Alle amiche racconta che l'Italia del momento è uno specchio che riflet­te brutte cose: genitori pronti a chiude­re tutti e due gli occhi purché la figlia diventi una Velina, ragazzi convinti che la vita valga solo se partecipi al Grande Fratello.

La decisione è stata presa mercoledì mattina. E ora è il momento dei ricordi che fanno male. Gli altri, quelli belli, fin quando si sta insieme contano relativa­mente. Solo mentre ci si separa struggo­no e distruggono anche le più coriacee: provi a cacciarli indietro, scopri che ci riesci, sì, ma solo se non freni le lacri­me. Un paio di ricordi felici me li aveva raccontati proprio lei, Veronica, mentre lavoravamo al libro.

Quando, nei primi anni Ottanta, lui la portava al mare di domenica e insie­me canticchiavano quella canzone che le piaceva tanto: «Che domenica bestia­le, la domenica con teeee». La nascita di Barbara, figlia fortemente voluta dopo il dolore di un aborto terapeutico. La co­perta di lana che Silvio le portò a Roma (erano ancora molto meno che fidanza­ti) perché al telefono lei gli aveva confi­dato di aver freddo. Il travestimento da berbero, a Marrakesh, tre anni fa, quan­do erano già una coppia distante e cio­nonostante lui riuscì a sorprenderla e a farla piangere perfino, presentandosi inatteso alla festa per i suoi 50 anni. I ricordi felici, le emozioni affiorano sem­pre nei giorni in cui si sancisce la fine di una storia. Chi ci è passato lo sa. Gli altri, quelli abituati a valutare l'annun­cio di un divorzio col metro degli avvo­cati e delle star di Hollywood, cinica­mente se ne fregano. Chi si appassiona al pettegolezzo si impegnerà ora nel so­lito conteggio del dare e dell'avere, gua­dagni e perdite nel divorzio dell'anno, quanto «ci perde lei», «quanto guada­gna lui» e vai con la valutazione dell'ef­fetto sondaggi, impegnati tutti nell'at­tribuire al premier un consenso al qua­le nessuno arriva, neppure Obama.

Trattandosi di ricchi e famosi, natu­ralmente, nessuno crede e nessuno cre­derà che i due protagonisti di questa storia soffrano, almeno un po’ e ciascu­no in proporzione alla vita che si è scel­to: Silvio Berlusconi potrà, in questo momento, consolarsi con l’ammirazio­ne che milioni di italiani, il 76% della popolazione sondata (addirittura), gli tributano. Una consolazione (lo sanno bene le star di Hollywood) capace di al­leggerire le tensioni, se non il dolore. Veronica, da oggi ufficialmente ex first lady, potrà consolarsi sapendo che i tre figli, ai quali ha dedicato i primi 52 anni della sua vita, non le rimproverano né la decisione né il modo in cui l’ha gesti­ta.

Sono con lei, i tre figli, a patto che il padre venga rispettato quanto la ma­dre, in tutta questa storia. Luigi, Barba­ra ed Eleonora hanno con lui un legame vero perciò quando Berlusconi dice «i miei figli mi amano» dice la verità. «E io di questo sono contenta, ho contribu­ito a costruire il loro rapporto e l’ultima cosa che vorrei fare è danneggiare mio marito — ha ripetuto Veronica ai pochi che, oltre al suo avvocato, hanno potu­to parlarle —. Non l’ho mai danneggia­to per trent’anni, ho solo cercato di aiu­tarlo, fino all’ultimo. Se i sondaggi so­no oggi tutti per lui questo non può che farmi piacere. Nessuno potrà dire che con la mia decisione politicamente gli creo un problema. La smetteranno, for­se, con la scemenza di Veronica mano­vrata dalla sinistra». Come se fosse facile, poi, manovrare una come lei.

E il resto, quel che interessa ai pette­goli? Si arrangino con le leggende, così come si sono arrangiati in questi anni. Quelli che non vedono oltre il dollaro e l’euro (e perciò ripetono, come in un di­sco rotto, «divorzia per la robba, per l’eredità»), non sanno che, separando­si, probabilmente Veronica Berlusconi rinuncerà a quel 25% del patrimonio che, in quanto moglie, le sarebbe spetta­to alla morte del marito. Del resto, es­sendo sposata con uno destinato all’im­mortalità, la rinuncia si presenta tutto sommato teorica.

In ogni caso, nel raccontare la storia di quei due, Silvio e Veronica bisognerà piuttosto ricordare che la separazione sarà anche per loro un vero dolore, per dirla con Battisti. Basta riavvolgere il film dei ricordi, per stare male. Chi ci è passato lo sa. Sa che quelle sensazioni dolorose sbiadiranno, pian piano, ma mai del tutto. Ripensando al giorno del­l’addio, anche vent’anni dopo, può capi­tare di aver voglia di piangere.

E allora eccola, la nostra prima cop­pia d’Italia che così di rado abbiamo vi­sto in coppia. Per l’ultima volta insie­me, nel ricordo di lui («Quando l’ho vi­sta la prima volta, a teatro, sono rima­sto senza parole. Era bellissima») e nei ricordi di lei: «La prima volta l’ho incon­trato a Milano, a una cena. Era il padro­ne di casa e con le sue ospiti si compor­tava come se fosse single, invece aveva moglie e due bambini. Sono sicura di averlo conosciuto in quell’occasione, ma lui nega, non se lo ricorda» mi rac­contò Veronica all’epoca in cui racco­glievo materiale per il libro. Chi, anche di recente, aveva avuto occasione di ve­derli insieme, non poteva non ricono­scere in quei due il rapporto di chi si conosce fino in fondo all’anima. Pun­zecchiature reciproche ma, si sarebbe detto, in fondo affettuose. Tra coniugi che sanno, volendo, dove andare a para­re. Ogni tanto, si chiamavano amore.

«Da quando è nato Alessandro, an­che mia moglie mi vuole più bene» rac­contava il premier radioso per la ritro­vata pace familiare. L'estate scorsa, pur di farla sorridere una sera in cui era un po' giù, le aveva perfino offerto il sacri­ficio supremo, la rinuncia al prediletto ferragosto a Villa Certosa, la sua Disney­land: «Resta tu in Sardegna con Alessan­dro, vado via, vado ad Antigua». A dirlo così, sembra la battuta di un film di Na­tale, Christian De Sica e Neri Parenti, ma chi conosce Berlusconi sa quanto tenga al suo Ferragosto coi fuochi d'arti­ficio, le ballerine, l'amato chitarrista na­poletano.

Fino a poche settimane fa, insomma, la coppia sembrava avviata verso una sia pur turbolenta sopportazione. Saba­to scorso, per dire, Veronica era stata in­vitata dal marito al concerto di Napoli, al teatro San Carlo. E ci sarebbe andata. E adesso? Adesso, lascia filtrare Vero­nica, il problema non è più suo. Il pro­blema è di chi accetta. «Bisogna spec­chiarci in questo Paese, vederlo per quello che è in realtà. Un Paese nel qua­le le madri offrono le figlie minorenni in cambio di un'illusoria notorietà. Un Paese in cui nessuno vuole più fare sa­crifici perché tanto la fama, i soldi, la fortuna arrivano con la tv, col Grande Fratello. Che futuro si prepara per un Paese così?». Veronica in quello specchio non ci si trova. E vuole avere la libertà di dirlo

Maria Latella


«Veline in lista? No, sono laureate Ecco la verità sulla festa di Noemi»

«Veline in lista? No, sono laureate Ecco la verità sulla festa di Noemi»

 

L'ira del cavaliere: «è la terza volta che mi fa scherzi così in campagna elettorale». Berlusconi: «Veronica è caduta in un tranello, dovrà chiedermi scusa pubblicamente»

 

Berlusconi e Veronica Lario (Ap)
Berlusconi e Veronica Lario (Ap)

Arcore, domenica sera. Una domenica molto diversa da tutte le al­tre. Silvio Berlusconi è amareggiato. «Sono indignato». Ha letto, con sorpre­sa, dell'intenzione di sua moglie di di­vorziare. Prima, afferma, non ne sapeva nulla. «Veronica è caduta in un tranello. E io so da chi è consigliata. Meglio, so­billata. La verità verrà fuori, stia tran­quillo». Presidente, e lei pensa che si possa, come in altre occasioni, riconciliare un rapporto che dura da quasi trent'anni, di cui diciannove di matrimonio? «Non credo, non so se lo vo­glio io questa volta. Veronica dovrà chiedermi scusa pubbli­camente. E non so se basterà. È la terza volta che in campagna elettorale mi gioca uno scher­zo di questo tipo. È davvero troppo».

E i figli? Non dovete pensare ai tre figli, e poi c’è un altro ni­potino in arrivo? «I figli sono solidali con me». «Sa come chiamo io tutto quello che è ac­caduto in questi giorni? Crimi­nalità mediatica». Non esageri, presidente, Repubblica e Stam­pa hanno fatto semplicemente il loro lavoro. E non le dico la mia sofferenza. No, sostiene il Cavaliere che c'è un disegno. Una manovra per metterlo in difficoltà ed esporlo persino al ridicolo, proprio nel momento in cui la sua popolarità è al massimo. E sua moglie ne sa­rebbe diventata complice in­consapevole. «Veronica è sem­plicemente caduta in un tranel­lo mediatico». Sì, ma le veline le avete messe in lista e poi, do­po la lettera di sua moglie al­l'Ansa («Ciarpame senza pudo­re, io e i miei figli siamo vitti­me... ») le avete tolte? «Guardi, direttore, voglio dirlo una vol­ta per tutte, e chiaramente: non avevamo messo in lista nessuna velina e quelle tre che sono state escluse all'ultimo minuto erano bravissime ragaz­ze, con ottimi studi. Altro che veline. Veronica ha creduto al­le tante cose inesatte scritte sul­la stampa, purtroppo».

E le tre ragazze entrate effetti­vamente nelle liste delle candi­dature per le europee? «Lara Comi ha due lauree, ha coordi­nato i giovani del Pdl in Lom­bardia, è dirigente della Giochi Preziosi. Mai andata in tv. Licia Ronzulli è una manager della sanità di altissimo livello, è re­sponsabile delle professioni sa­nitarie e delle sale operatorie del Galeazzi; l’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli la stima molto, va due volte l’an­no in Bangladesh. Barbara Ma­tera è laureata in scienze politi­che, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinie­ri 7 su Canale 5, ma mai la veli­na. Insomma, mi creda, è una montatura. Parliamo di tre ra­gazze in gamba su settantadue candidati. E che male c’è se so­no anche carine? Non possia­mo candidare tutte Rosy Bin­di... ».

Presidente, e poi c'è la fe­sta napoletana della giovanis­sima Noemi Letizia, alla qua­le lei ha partecipato a sorpre­sa. «Anche qui sono state scrit­te cose inesatte. Le racconto come è andata veramente. Quel giorno mi telefona il pa­dre, un mio amico da tanti an­ni. E quando sa che in serata sarei stato a Napoli, per controllare lo stato di avan­zamento del progetto per il termovalorizzatore, insiste perché passi almeno un attimo al compleanno della figlia. So­lo due minuti, mi assicura. La casa è vicina all’aeroporto. Mi faresti un grande regalo. Non molla. Io non so dire di no. Era­vamo in anticipo di un'ora e ci sono andato. Nulla di strano, è accaduto altre volte per com­pleanni e matrimoni. Pensi che ho fatto le fotografie con tutti i partecipanti, i camerieri, persi­no i cuochi. Le pubblicherà Chi sul prossimo numero perché me le ha chieste quel diavolo di Signorini». D’accordo, pre­sidente, ma perché quella ragazza Noemi la chiama papi? «Ma è un scherzo, mi volevano dare del nonno, meglio mi chia­mino papi, non crede?».

Quell'episodio, dice Berlusconi, è stato mon­tato ad arte. E Veronica avrebbe creduto a mol­te delle versioni, false, sulla serata napoleta­na, domenica 26 aprile, conclusa con un incon­tro con Aurelio De Lauren­tiis. Quella sera il suo Napo­li aveva battuto l'Inter, fa­cendo un favore al Milan nel­l’inseguimento impossibile alla capolista. «Ho ringraziato De Laurentiis che si è fatto per­donare a metà l’eliminazione dalla Champions' League che ci inflisse, battendoci, nello scorso campionato».

Amareggiato e deluso, Silvio Berlusconi non pensa che que­sta volta sia possibile una ri­conciliazione. Arcore e Mache­rio, dove risiede la moglie, so­no vicine. Gli amici comuni se lo augurano. Basterebbe poco. Una spiegazione franca, come succede fra coniugi. Ma nella domenica quasi estiva di Arco­re l’aria è molto diversa dalle al­tre volte. E il Cavaliere è offe­so. Chi lo conosce bene dice che questa volta, per ricon­quistare Veronica, non andrà di sorpresa al suo compleanno a Marrakesh, avvici­nandola vestito da berbero per poi sve­larsi di colpo con un bellissimo gioiello in re­galo. Ma non si sa mai. Il nostro modesto auspicio è che ciò avvenga. Magari in forma del tutto privata.


(f. de b.)


03/05/2009

Lario costretta alle dimissioni da moglie

Lario costretta alle dimissioni da moglie

 

VERONICA ANNUNCIA IL DIVORZIO DAL PREMIER. L'offensiva di Silvio da Versavia e la sconfitta di tutte noi

 

 

Veronica Lario e Silvio Berlusconi (LaPresse)
Veronica Lario e Silvio Berlusconi (LaPresse)

«Berlusconi è n’ber probblema pe’ noi italiani. Pe’ come è fatto: te riconosci e nun te riconosci. Nun sai mai bene che pensà», spiegava ieri sera un avventore del baretto romano di piazza Farnese a un gruppo di origliatori rapiti. Anche la sua signora, grazie, è un po’ così. Alla sua seconda esternazione in due anni, quando ha parlato di «ciarpame» riferendosi a frequentazioni e candidature caldeggiate da suo marito (spesso coincidevano) e forse alle sue gite da una diciottenne napoletana che maliziosamente lo chiama “papi”, moltissime, d’istinto, si sono riconosciute. Poi ci hanno pensato un momento: per carità, ha ragione, ma perché non divorzia?

Ora divorzia, o almeno si separa, si sa che in Italia la procedura è complicata (per la cronaca: secondo la legge italiana la moglie separata ma non divorziata eredita la “legittima” proprio come una moglie, scusate la digressione). Divorzia e probabilmente non poteva fare altro, a questo punto. Questa volta non ci sono state lettere di scuse da marito simpaticamente malandrino, con le altre possibili fanciulle definite “bagatelle”. C’è stato un fuoco incrociato contro Veronica che ha spiazzato il pubblico, linciato il personaggio occasionalmente pubblico (Veronica, accusata anche di questo, di rimanere nell’ombra tranne quando attacca il marito), l’ha alla fine (finalmente?) costretta alle dimissioni da moglie.

Ha lanciato l’offensiva Silvio B. in persona addirittura, da Varsavia, chiamandola «quella signora» e definendola «vittima della stampa di sinistra». L’attacco era già in corso sul sito Pdl, nella blogosfera, onestamente anche nelle conversazioni da bar e da macchinetta del caffè. Manifestavano molti dubbi uomini e anche donne (piangere in limousine o nella villa di Macherio può non essere popolarissimo, in tempi di crisi).

Poi è arrivata la gogna a mezzo stampa, una prima pagina di Libero con vecchie foto di Veronica a teatro (nella pièce Il magnifico cornuto, ironia della storia), una sequenza in cui, sul palcoscenico, scopre il seno. Messaggio non troppo criptico: cosa vuole, ora, questa vecchia velina? Forse non lo sapremo mai, cosa voleva. Forse non vorremmo neanche saperlo. È un canovaccio che di sicuro continuerà per un po’, però; in cui esce in modo diciamo ambiguo il premier («ce se riconosce e nun ce se riconosce», per un maschio italiano, si è capito). In cui esce a pezzi una donna volutamente (ma anche no) misteriosa con una vita stranissima. Da cui escono un po’ peggio tutte le donne italiane. Non tanto per la figuraccia all’estero, non è più quella che conta (ne facciamo di continuo). Perché il gran pasticcio in cui è finita la nostra prima dama di fatto benché generalmente assente (quella ufficiale, Clio Napolitano, è mujer vertical rispettatissima dal marito, per fortuna; consoliamoci così) non aiuta l’autostima collettiva di tutte noi.

In questi giorni abbiamo sentito argomentazioni di due secoli fa, magari proposte da uomini civili e progressisti: «Ma cosa vuole, le donne dei grandi uomini devono sapere che il loro ruolo è al loro fianco e che non possono fare queste uscite, che un grande uomo ha molte donne e loro devono fare la loro parte con dignità». Solo loro? Parrebbe di sì. Sul resto, sul grand’uomo, sono stati finora consentiti e incoraggiati pettegolezzi e battutoni. Certo (sottotesto) donna Rachele Mussolini non l’avrebbe mai fatto. Ma proprio la dignitosa donna Rachele dobbiamo recuperare, nel 2009, come modello? E tutte le altre sono Clarette? È offensivo per tutte, suvvia. E allora si vorrebbe lasciar perdere. A prescindere da toni e intenzioni di V. Lario, questa è stata un’umiliazione collettiva.

Ed è pretestuoso dire «solo Veronica è in grado di fare opposizione, in questo Paese». Beato il Paese che non ha bisogno di Veroniche, che ha una maggioranza rispettabile e un’opposizione che fa il suo lavoro (anche il «tra moglie e marito…» del Pd Dario Franceschini non è stato un bel momento, diciamolo; di democristiani che dicono «i panni sporchi si lavano in casa» ne abbiamo avuto di più autorevoli, molto discussi ma con una visione più ampia e maggiore capacità di governare, è noto).

E il delirio gossiparo di questi giorni sta facendo male a tutti. A un partito e a un governo ridotti a comprimari di una pochade anche un po’ laida; a un’opposizione sgangherata che per curriculum non può nemmeno troppo polemizzare sulle belle fanciulle in lista (l’ha fatto anche il Pd); a un’Italia che avrebbe bisogno di parlare, di confrontarsi, di mobilitarsi sulle cose serie. Forse a una parte della classe politica il caso Lario fa comodo; si parla d’altro, non si parla di nient’altro, anzi. Ma a noi tutti, francamente, no. E non fa bene ai figli, alle figlie, nostre ma anche di Silvio Berlusconi (come si sentiranno Barbara, Eleonora, e pure Marina, bombardate di notizie su un padre così pimpante? Veronica lo ha detto, e su questo aveva stra-ragione; nessuno vuole che ragazze e ragazzine crescano tra mogli trascurate e forse disperate e adolescenti che dicono “papi” a sproposito; vorremmo tutti qualcosa di meglio, per loro e per noi).


Veronica Lario prepara il divorzio Berlusconi: «Provo dolore, non parlo»

Veronica Lario prepara il divorzio Berlusconi: «Provo dolore, non parlo»

 

INDISCREZIONI SUI QUOTIDIANI: «Voglio tirare giù il sipario, ma senza scontri». Dopo la bufera sulle candidate-veline, la first lady pronta a lasciare il marito. Il premier: «Vicenda personale»

 

Veronica Lario e Silvio Berlusconi (Lapresse)
Veronica Lario e Silvio Berlusconi (Lapresse)

MILANO - Veronica Lario «chiude il sipario» sulla sua vita coniugale. Dopo quasi trent’anni, le strade del presidente del Consiglio e di sua moglie si dividono, anche giuridicamente. Dopo le anticipazioni di alcuni quotidiani, la moglie del premier ha confermato domenica mattina all'Ansa di avere avviato le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi.

«ADDOLORATO» - «È una vicenda personale che mi addolora, che rientra nella dimensione privata, e di cui mi pare doveroso non parlare»: così il Cavaliere, arrivato in elicottero ad Arcore attorno alle 13, ha rotto il silenzio sulla vicenda che lo riguarda personalmente. Lasciando Palazzo Grazioli, sua residenza romana, il premier non aveva voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti e si era diretto attorno alle 11 all'aeroporto per poi raggiungere Milano, accompagnato dal fratello Paolo.

«NON VOGLIO SCONTRI» - La decisione di Veronica Lario arriva a breve distanza dalla ormai famosa battuta sul «ciarpame senza pudore», ovvero lo sfogo dei giorni scorsi dopo le indiscrezioni sulle candidature di «veline» e donne di tv e spettacolo alle prossime elezioni europee. Su Repubblica, quella che lo stesso Berlusconi chiama pubblicamente «la signora» dice di avere trovato un’avvocato, una donna, «finalmente una persona di cui mi posso fidare fino in fondo». «Voglio tirare giù il sipario - ha fatto sapere in una conversazione con l'avvocato, riportata dal quotidiano romano - , ma voglio fare una cosa da persona comune e perbene, senza clamore. Vorrei evitare lo scontro». L’avvocato le ha chiesto se fosse consapevole delle difficoltà: «So tutto, voglio andare avanti», chiude Veronica.

«ORA SONO PIU' TRANQUILLA» - Ieri, racconta ancora Repubblica, Veronica e l’avvocato si sono incontrate a Macherio per studiare la strategia, e si incontreranno di nuovo all’inizio della settimana. L’idea è di «evitare il contropiede di un uomo sempre molto abile a ribaltare le situazioni», scrive il quotidiano, quindi i tempi dovranno essere brevi. La signora Lario ne ha discusso con i figli e un paio di amiche, le più intime. «Ora sono più tranquilla - ha confidato, secondo il quotidiano - sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi. La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni». I figli - Barbara, Eleonora e Luigi - hanno vissuto ore di amarezza e dolore, riferisce ancora Repubblica, ma hanno assicurato alla madre che rispetteranno ogni sua decisione. «Non muoveremo un dito contro nostro padre, ma tu mamma fai ciò che ti fa stare bene», le hanno detto.

LA FAMIGLIA - A convincere Veronica a procedere verso separazione e divorzio sarebbe stata la puntata del premier lo scorso 28 aprile al compleanno di Noemi Letizia, la diciottenne di Casoria che chiama Berlusconi «papi» e che ha vantato alla stampa una costante frequentazione, anche a Milano e Roma, «perché lui poverino non può sempre venire a Napoli». Per Veronica sono scene da «ciarpame politico» e non solo. Il giorno dopo ascolta la replica del marito dalla Polonia, che ordina la scomparsa delle «veline» dalle liste europee e sostiene che la moglie si è fatta influenzare dalla sinistra e dalla stampa. Lei gli fa sapere tramite la segretaria Marinella che non ha più niente da dire e che il premier meglio si tenga alla larga.


Veronica Lario prepara il divorzio

Veronica Lario prepara il divorzio

 

INDISCREZIONI SUI QUOTIDIANI: «Voglio tirare giù il sipario, ma senza scontri». Dopo la bufera sulle candidate-veline, la first lady sarebbe intenzionata a lasciare il premier Berlusconi

 

MILANO - Veronica Lario «chiude il sipario» sulla sua vita coniugale. Dopo quasi trent’anni, le strade del presidente del Consiglio e di sua moglie si dividono, anche giuridicamente. Le prime pagine di Repubblica e della Stampa di oggi sparano la notizia: dopo lo sfogo dei giorni scorsi alle candidature delle «veline», Veronica Lario conferma di aver avviato le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi. La signora dice di avere trovato un’avvocato, una donna, «finalmente una persona di cui mi posso fidare fino in fondo». «Voglio tirare giù il sipario, ma voglio fare una cosa da persona comune e perbene, senza clamore. Vorrei evitare lo scontro», scrive Repubblica, citando una conversazione tra la Lario e il suo legale. L’avvocato le ha chiesto se fosse consapevole delle difficoltà: «So tutto, voglio andare avanti», chiude Veronica.

DIVORZIO - Ieri, racconta ancora Repubblica, Veronica e l’avvocato si sono incontrate a Macherio per studiare la strategia, e si incontreranno di nuovo all’inizio della settimana. L’idea è di «evitare il contropiede di un uomo sempre molto abile a ribaltare le situazioni», scrive il quotidiano, quindi i tempi dovranno essere brevi. La signora Lario ne ha discusso con i figli e un paio di amiche, le più intime. «Ora sono più tranquilla - ha confidato, secondo il quotidiano - sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi. La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni».

LA FAMIGLIA - I figli - Barbara, Eleonora e Luigi - hanno vissuto ore di amarezza e dolore, riferisce ancora Repubblica, ma hanno assicurato alla madre che rispetteranno ogni sua decisione. «Non muoveremo un dito contro nostro padre, ma tu mamma fai ciò che ti fa stare bene», le hanno detto. A convincere Veronica a procedere verso separazione e divorzio sarebbe stata la puntata del premier lo scorso 28 aprile al compleanno di Noemi Letizia, la diciottenne di Casoria che chiama Berlusconi «papi» e che ha vantato alla stampa una costante frequentazione, anche a Milano e Roma, «perché lui poverino non può sempre venire a Napoli». Per Veronica sono scene da «ciarpame politico» e non solo, continua Repubblica. Il giorno dopo ascolta la replica del marito dalla Polonia, che ordina la scomparsa delle «veline» dalle liste europee e sostiene che la moglie si è fatta influenzare dalla sinistra e dalla stampa. Lei gli fa sapere tramite la segretaria Marinella che non ha più niente da dire e che il premier meglio si tenga alla larga.


LE CANDIDATE DEL PDL

 

Barbara Matera (Insidefoto)

Barbara Matera. Nata a Lucera (Foggia) il 9 dicembre 1981, ha fatto l'annunciatrice e l'attrice. Laureata in Scienze della formazione primaria alla Sapienza di Roma, è stata pre-finalista alle selezioni per Miss Italia 2000 in Puglia. Ha esordito in tv come valletta a «Mai dire Domenica» e a «Chiambretti c'è». Dal 2003 al 2007 è stata annunciatrice per Raiuno. Compare nel film «Ma che colpa abbiamo noi», con Carlo Verdone e nel 2007 su Raiuno nella miniserie «La terza verità». Nello stesso anno ha una parte nella settima stagione della serie «Carabinieri» ed è protagonista di una puntata della serie «Don Matteo 6». Nel 2009 è tra gli interpreti del film tv di Antonello Grimaldi «Due mamme di troppo» (Lapresse)

 

Barbara Matera. Nata a Lucera (Foggia) il 9 dicembre 1981, ha fatto l'annunciatrice e l'attrice. Laureata in Scienze della formazione primaria alla Sapienza di Roma, è stata pre-finalista alle selezioni per Miss Italia 2000 in Puglia. Ha esordito in tv come valletta a «Mai dire Domenica» e a «Chiambretti c'è». Dal 2003 al 2007 è stata annunciatrice per Raiuno. Compare nel film «Ma che colpa abbiamo noi», con Carlo Verdone e nel 2007 su Raiuno nella miniserie «La terza verità». Nello stesso anno ha una parte nella settima stagione della serie «Carabinieri» ed è protagonista di una puntata della serie «Don Matteo 6». Nel 2009 è tra gli interpreti del film tv di Antonello Grimaldi «Due mamme di troppo» (Lapresse)

Lara Comi, nata a Garbagnate Milanese il 18 febbraio 1983 e residente a Saronno. Si è laureata in Economia e management delle imprese alla Cattolica di Milano con una tesi su «Popolazione e forze lavoro» e ha conseguito la laurea specialistica alla Bocconi con una tesi su «L'organizzazione di una società calcistica: il caso A.C. Milan». È stata portavoce locale di Forza Italia, assistente della Gelmini (allora deputata) e dal 2005 coordinatore di Forza Italia giovani Lombardia

Lara Comi al primo congresso del Pdl, alla Fiera di Roma nel marzo 2009 (da Flickr.com)

Lara Comi, nata a Garbagnate Milanese il 18 febbraio 1983 e residente a Saronno. Si è laureata in Economia e management delle imprese alla Cattolica di Milano con una tesi su «Popolazione e forze lavoro» e ha conseguito la laurea specialistica alla Bocconi con una tesi su «L'organizzazione di una società calcistica: il caso A.C. Milan». È stata portavoce locale di Forza Italia, assistente della Gelmini (allora deputata) e dal 2005 coordinatore di Forza Italia giovani Lombardia


 

Lara Comi (Emmevì)Lara Comi tra Mariastella Gelmini e Manfredi Palmeri (Emmevì)

Lara Comi tra Mariastella Gelmini e Manfredi Palmeri (Emmevì)

Licia Ronzulli (al centro), classe 1975, infermiera caposala e assistente di sala operatoria all'istituto ortopedico Galeazzi di Milano. Opera nel volontariato, con un'equipe chirurgica che cura i bambini malformati del Bangladesh. Berlusconi l'ha conosciuta durante la riabilitazione dopo un lifting: la Ronzulli gli faceva dei massaggi al viso post-operatori (da Azzurrisenigallia.splinder.com)

Licia Ronzulli (al centro), classe 1975, infermiera caposala e assistente di sala operatoria all'istituto ortopedico Galeazzi di Milano. Opera nel volontariato, con un'equipe chirurgica che cura i bambini malformati del Bangladesh. Berlusconi l'ha conosciuta durante la riabilitazione dopo un lifting: la Ronzulli gli faceva dei massaggi al viso post-operatori (da Azzurrisenigallia.splinder.com)