11/08/2009

I cassintegrati? Vadano a lavorare i campi

I cassintegrati? Vadano a lavorare i campi

 

«Facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità». La proposta del neosindaco di Prato (centrodestra) piace anche ai sindacati, Cgil in testa

 

Il sindaco di Prato, Roberto Cenni
Il sindaco di Prato, Roberto Cenni

PRATO – All’inizio qualcuno ha pensato a una provocazione ideologica. Anche perché l’atipica idea di mandare i cassaintegrati con zappa e piccone a lavorare negli orti l’aveva avuta un sindaco eletto dal centrodestra. E invece non solo la proposta del primo cittadino di Prato, l’imprenditore (è presidente della casa di abbigliamento Sasch) Roberto Cenni, è piaciuta, ma è stata adottata ed elaborata dai sindacati, Cgil in testa.

BIOLOGICO - «A Prato abbiamo centinaia di ettari di terreni incolti», dice il sindaco. «Affidiamoli ai cassaintegrati e facciamo nascere coltivazioni biologiche di altissima qualità. Possono essere un punto di riferimento per mense pubbliche, ospedali, ma anche privati e aiutare i lavoratori meno fortunati». I vantaggi? Da una parte una sostanziale integrazione dello stipendio dei lavoratori con salari tagliati, dall’altra un aiuto a quei problemi psicologici che, inevitabilmente, tormentano la maggioranza dei lavoratori rimasti senza occupazione. In più, sostengono i sindacati, ci potrebbero essere vantaggi per chi è stato licenziato e non ha ancora i requisiti per andare in pensione.

PROGETTO - L’idea è così piaciuta che in città si è già passati alla fase progettuale e a fine estate potrebbero nascere i primi gruppi di cassaintegrati, licenziati o in mobilità, specializzati nella produzione di verdura e frutta biologici di altissima qualità e di prodotti tipici. «Vorremmo realizzare serre alimentate da impianti fotovoltaici con una produzione di qualità superiore», spiega il segretario della Cgil, Manuele Marigolli, «ma per pensare a un piano industriale adeguato sono necessari investimenti e soprattutto aver garantiti acquirenti certi. A Prato mense scolastiche, comunali e ospedaliere, distribuiscono ogni giorno 15 mila pasti: a loro deve essere destinata questa produzione».

SINDACO - Il sindaco Cenni ha avviato i primi contatti, promette finanziamenti regionali e comunitari ed eventuali interventi comunali per acquistare le verdure da distribuire a famiglie in difficoltà. «Valuteremo anche altre possibilità di distribuzione», dice, «e ci incontreremo con i sindacati. Io sono convinto che ci siano tutti gli elementi per portare a compimento un progetto ecosolidale che non ha pari in Italia».

SLOW FOOD - Un sì al progetto è arrivato pure da Slow food che, proprio in questi giorni, sta lavorando alla nascita di un parco agricolo nell’area sud della città tessile. Il presidente di Slow Food Prato, Alessandro Venturi, chiede a sindacati e sindaco di unire gli sforzi: «Siamo convinti di poter dare lavoro a più di cinquecento persone perché sono molti i gruppi interessati all’acquisto di prodotti biologici di qualità». Ma che cosa dovrebbero coltivare i cassaintegrati? «Ogni tipo di frutta e verdura con un particolare riferimento alla produzione tipica della piana di Prato», spiega Venturi. «Penso a una particolare varietà di cavalo nero, o al melone “retato” pratese, straordinario per realizzare marmellate, mostarde e sorbetti. E ancora varietà autoctone di pomodori, zucchine, albicocche, ciliegie. E anche alla produzione dello zafferano, che a Prato veniva coltivato sino dal medioevo».

Marco Gasperetti

Fonte C.d.S.


12/02/2009

Alitalia, cassintegrati in autostrada "Non ci pagano". La polizia scioglie blocco

Alitalia, cassintegrati in autostrada "Non ci pagano". La polizia scioglie blocco

 

I passeggeri costretti a raggiungere lo scalo a piedi. In 200 occupano gli uffici della compagnia, poi fermano il traffico verso lo scalo. Dopo un'ora interviene la celere

 

 

ROMA - Torna lentamente alla normalità la situazione lungo l'autostrada Roma-Fiumicino, bloccata a quasi un chilometro dallo scalo da un gruppo di circa 200 cassintegrati e precari di Alitalia. A determinare lo scioglimento del blocco, durato un'ora circa, è stato l'intervento di un drappello della celere. Gli agenti si sono spostati verso il nucleo degli occupanti: non ci sono stati momenti di tensione, tranne qualche spintone. I manifestanti, tenendo le mani alzate e scandendo slogan del tipo "Vergogna, vergogna", si stanno ora di nuovo incamminando verso l'area tecnica dell'Alitalia. Lentamente la lunga coda di veicoli rimasti bloccati in autostrada sta avanzando verso il terminal. I dipendenti Alitalia hanno manifestato contro «i grandi ritardi della compagnia nel fornire le liste dei cassintegrati all'Inps e al fondo sociale di sostegno» e hanno optato per il blocco dell'autostrada dopo aver occupato per oltre due ore, in mattinata, gli uffici dell'amministrazione della compagnia nella palazzina RPU. Decine di passeggeri sono stati costretti a raggiungere a piedi lo scalo. Il blocco in autostrada ha creato disagi ai passeggeri di auto e pullman, costringendoli a incolonnarsi in una lunga fila. Di conseguenza, per non perdere il volo, molti passeggeri hanno deciso di scendere da veicoli e taxi ed incamminarsi verso l'aeroporto che dista circa un chilometro.

 Bloccata anche la via di accesso all'aeroporto (Faraglia)

 

BATTIBECCO TRA MANIFESTANTI E PASSEGGERI - Momenti di tensione e qualche battibecco tra i passeggeri nelle auto dirette a Fiumicino, pesantemente spazientiti dal disagio subito, con alcuni dei manifestanti. Altri passeggeri, invece, hanno espresso solidarietà ai cassintegrati. Prima dell'intervento della celere, i manifestanti avevano comunque deciso di aprire un varco parziale lungo l'autostrada per permettere ai veicoli incolonnati di raggiungere lo scalo. I cassintegrati chiedono un incontro urgente con i responsabili dell'amministrazione del personale di Alitalia per «avere chiarimenti e tempi certi sull'erogazione della cassa integrazione fino ad ora non pervenuta».

 (Faraglia)

 

«GRAVI RITARDI» - «Ci sono grandi ritardi di Alitalia nel fornire le liste dei cassintegrati all'Inps e al fondo speciale di sostegno - spiega Cesare Albanese dell'Sdl - circostanza che sta provocando la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre». D'altro canto i precari chiedono certezze sul futuro e lamentano la mancata concessione da parte di Alitalia dei documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione.

 (Faraglia)

 

«SENZA STIPENDIO DA TRE MESI» - «Non percepiamo un euro da 3 mesi - aggiunge un cassintegrato - pretendiamo di avere i soldi sul nostro conto corrente, è un nostro diritto. Oltre ad essere stati licenziati, adesso non ci pagano neppure. Il balletto delle responsabilità fra la nuova Alitalia, commissario e Inps non ci interessa: è una questione burocratica, la risolvano. E non la rimandino di settimana in settimana. Vogliamo chiedere oggi ai quando prenderemo i soldi, altrimenti da qui non ce ne andiamo».