28/07/2010

La Catalogna bandisce la Corrida

La Catalogna bandisce la Corrida

Chiuderanno le plaza de toros nella Comunità autonoma spagnola. A deciderlo il Parlamento della Regione con 68 sì, 55 no e 9 astenuti. Per Brigitte Bardot si tratta di "una vittoria della democrazia"

 

 

Mai più corride a  Barcellona. Il parlamento della Catalogna ha, infatti, approvato l'iniziativa  legislativa popolare per l'abolizione del cruento spettacolo nella Regione autonoma. 68 i voti a favore, 55 i contrari e 9 astensioni. Arrivata nel parlamento regionale lo scorso dicembre, l'iniziativa era stata promossa  dall'associazione animalista Prou! con il sostegno di 180mila firme. Essa aveva inoltre ricevuto l'appoggio della Società mondiale per la protezione degli animali, che aveva raccolto 140mila adesioni in 120 Paesi. La decisione del parlamento catalano è stata salutata con soddisfazione dalla celebre attrice Brigitte Bardot, da anni agguerrita pasionaria dei diritti degli animali. Per BB si tratta di "una vittoria della democrazia e della dignità sopra la crudeltà".

Col voto odierno la Catalogna diventa la prima regione della Spagna continentale a vietare la corrida sul suo territorio e la  seconda dopo l'arcipelago della Canarie, che ha proibito lo spettacolo simbolo del Paese nel 1991. In ogni caso la norma entrerà in vigore nel gennaio 2012; fino ad allora la Plaza Monumental potrà ancora programma le corride. Secondo alcuni la decisione della Catalogna rappresenta, da un punto di vista politico-culturale, l'ennesima presa di distanza della Regione da Madrid e dal dibattito sulle tradizioni spagnole. Per la Comunità autonoma essa avrà comunque un contraccolpo economico. Gli impresari del business delle corride hanno, infatti, già chiesto un'indennità pari ai 300 milioni di euro.


27/01/2010

Ferran Adrià vuole ritrovare l'ispirazione Il ristorante molecolare chiude per 2 anni

Ferran Adrià vuole ritrovare l'ispirazione Il ristorante molecolare chiude per 2 anni

 

El Bulli, 3 stelle Michelin per tre anni consecutivi, È sulla costa brava. Lo chef catalano è stressato («Lavoro 15 ore al giorno»), ma promette: «Dal 2014 il menù non sarà più lo stesso»

 

Ferran Adrià davanti a El Bulli (Afp)
Ferran Adrià davanti a El Bulli (Afp)

MILANO - Ferran Adrià, guru della cucina molecolare, ha perso l'ispirazione e ha deciso di prendersi due anni per ritrovarla. Senza badare a spese. D'altra parte lo chef catalano è noto in tutto il mondo (tanto amato quanto discusso) e il suo ristorante sulla Costa Brava, El Bulli, è meta di buone forchette e spericolati acrobati del gusto. «Ho bisogno di tempo per decidere come sarà il 2014 - ha detto in una conferenza stampa durante il congresso di gastronomia "Madrid Fusion" -. Non saranno due anni sabbatici: ho bisogno di tempo per riorganizzare il menù. Quando tornerò non sarà più come prima». Il problema è che Adrià lavora troppo («15 ore al giorno») e non ha tempo per la fantasia: «Nel formato attuale di El Bulli è impossibile continuare a creare». Dunque chiuderà i battenti nel 2012 e 2013. Chi non l'avesse provato è ancora in tempo, ovviamente previa prenotazione (di mesi). E per i nostalgici, in attesa del 2014, lo chef ha messo in vendita un kit di ingredienti e additivi per la cucina molecolare fatta in casa.

Un piatto di Adrià (da www.elbulli.com)
Un piatto di Adrià (da www.elbulli.com)

TRE STELLE MICHELIN - Le 3 stelle Michelin per tre anni consecutivi, dal 2006 ad oggi (in Italia i tre stelle sono 5), e l'elezione a miglior ristorante del mondo da parte della rivista inglese Restaurant hanno fatto di Adrià una specie di leggenda. Che forse ora è diventata un peso. El Bulli, nella città di Roses, è aperto da aprile a settembre. Un pasto costa in media 200 euro. D'inverno Adrià mette a punto nuovi piatti nel suo laboratorio a Barcellona. La sua storia ha del romanzesco: dopo un inizio di carriera in salita (faceva il lavapiatti), negli anni '90 ha lanciato la sua cucina molecolare ottenendo un grande successo. Dice di voler creare «un inaspettato contrasto di sapori, temperature e colori dove niente è quel che sembra. L'idea è di provocare, sorprendere e deliziare». E in effetti le portate non sono mai banali, a volte impressionano. Come dice Adrià: «Il cliente ideale non viene a El Bulli per mangiare, ma per provare un'esperienza».

 

 

Redazione online