07/12/2011
Dopo 16 anni in manette Michele Zagaria. Superboss latitante del clan dei Casalesi
Dopo 16 anni in manette Michele Zagaria. Superboss latitante del clan dei CasalesiSi era rifugiato a casapesenna, nelle campagne del casertano. Stanato in un'operazione delle forze dell'ordine. Dopo il blitz la primula rossa della cosca colta da malore
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10/11/2011
'Ndrangheta: i carabinieri catturano Sebastiano Pelle, latitante dal 1995
'Ndrangheta: i carabinieri catturano Sebastiano Pelle, latitante dal 1995Secondo gli inquirenti gestiva il traffico della cocaina per i cartelli sanluchesi. L'uomo, 57 anni, sorpreso dai militari nelle vicinanze del porto di Reggio Calabria. Era armato
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18/11/2010
Alfano: con la crisi a rischio lotta alle mafie
Alfano: con la crisi a rischio lotta alle mafie«L'infiltrazione delle mafie al nord è una realtà. la relazione della dia l'ho firmata io». Il Guardasigilli: avanti con l'antimafia dei fatti. Maroni: «Ora la caccia a Denaro e Zagaria, il cerchio si stringe»
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11/02/2010
Usa: ragazza brutalmente picchiata e derubata. Ma nessuno interviene
Usa: ragazza brutalmente picchiata e derubata. Ma nessuno interviene
A una fermata del'autobus a Seattle. Una telecamera di sicurezza ha catturato un video che sta scioccando gli americani
SEATTLE - Ragazze violente: una telecamera di sicurezza ha catturato un video che sta scioccando gli americani. Davanti a una fermata dell'autobus a Seattle una ragazza di 15 anni viene improvvisamente assalita, presa a schiaffi e pugni da una coetanea. Il fatto preoccupante è che in quel momento attorno alle due adolescenti si trovavano alcuni passanti e persino agenti di sicurezza. Che però osservano impassibili al pestaggio e allo scippo, senza intervenire.
ASSALTO - La vittima cade a terra, perde conoscenza. L'assalitrice infierisce con calci e pugni nello stomaco e in viso, per poi derubarla. I testimoni dell'incredibile quanto brutale vicenda restano immobili, forse per paura. Alcuni colgono l'occasione per girare un video con il cellulare. Dopo alcuni minuti l'assalitrice si dilegua. Solo ora gli agenti di sicurezza si avvicinano all'adolescente distesa sull'asfalto. Le immagini dell'episodio alla stazione sottorranea di Westlake, che risale al 28 gennaio, sono state diffuse solamente ora.
CRITICHE - Sommerso dalle critiche il capo dell'azienda dei trasporti pubblici di Seattle, Kevin Desmond, si difende: gli uomini della sicurezza devono solo «osservare e riferire», ha spiegato al Seattle Times. Anche uno degli agenti presenti in quel momento sulla scena afferma: «C'era un intero gruppo di giovani. Si è avvicinato a noi. Avevo paura». I cittadini di Seattle scuotono la testa. Anche perché nel video è chiaramente visibile una mingherlina ma violenta ragazza e tre guardie robuste - in pettorina gialla - alla sue spalle che osservano la rissa senza battere ciglio. Il personale di sorveglianza sarebbe stato male organizzato e inoltre disarmato, ha comunicato l'azienda dei trasporti, inoltre: «benché il fatto sia riprovevole, questi agenti non sono addestrati per intervenire in simili situazioni».
Elmar Burchia
Fonte: Corriere.it
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27/09/2009
Arrestato in Svizzera il regista Roman Polanski
Arrestato in Svizzera il regista Roman Polanski
Arrestato al suo ingresso in Svizzera in base a un ordine di cattura emesso dalle autorità degli Stati Uniti nel 1978, per avere fatto illegalmente sesso con una ragazzina di 13 anni. Doveva ricevere un premio alla Zurich film festival
Il regista Roman Polanski è stato arrestato oggi su richiesta degli Stati Uniti, mente cercava di entrare in Svizzera per ricevere questa sera un premio. Lo ha detto in un comunicato lo Zurich film festival. Polanski è stato arrestato in base a un ordine di cattura emesso dalle autorità degli Stati Uniti nel 1978, per avere fatto illegalmente sesso con una ragazzina di 13 anni. Il regista avrebbe dovuto ricevere un premio alla carriera al festival del cinema questa sera, dando inizio ad una retrospettiva della sua carriera cinematografica. Polanski era stato arrestato nel 1977 con l’accusa di avere drogato e fatto ubriacare una tredicenne ed avere avuto rapporti sessuali con lei durante una sessione fotografica nella casa di Jack Nicholson a Hollywood. Lui ha sostenuto che la ragazza aveva già avuto esperienze sessuale ed era consenziente, ma ha passato 42 giorni in carcere, sottoponendosi a test psichiatrici. Dopo essere stato liberato su cauzione, è fuggito prima della sentenza di condanna. Da allora il suo visto per gli Usa è stato ritirato. Polanski ha vinto l’Oscar per la migliore regia per "Il pianista" nel 2003, dopo avere conquistato la Palma d’oro a Cannes l’anno prima. Ha diretto film divenuti dei classici come "Chinatown" e "Rosemary’s Baby".
La vicenda Solo nel maggio di quest’anno, a Los Angeles, si era consumato l’ennesimo capitolo di una vicenda iniziata nel 1978, quando il regista di origini polacche fu accusato di aver stuprato una ragazza di 13 anni, e che ieri sera ha portato al suo arresto all’aeroporto di Zurigo dove si recava per partecipare al Festival cinematografico della città. Nel maggio scorso infatti un tribunale di Los Angeles ha respinto il ricorso in cui Polanski chiedeva l’archiviazione delle accuse di avere avuto rapporti sessuali con la ragazza. Il regista è stato perdonato dalla vittima ma su di lui pende ancora un mandato di arresto e per questo non può tornare negli Stati Uniti, dove non ha più rimesso piede negli ultimi trent’anni.
Polanski - nato a Parigi nel 1933 - sostiene da allora che il procuratore che ne aveva chiesto la condanna, deceduto nel frattempo, intendeva arrestarlo nonostante un accordo raggiunto per evitare il carcere al regista di origine ebree e la cui madre è morta nel campo di concentramento di Auschwitz. L’otto maggio scorso l’ultimo dei giudici coinvolti, Peter Espinoza, ha riconosciuto che il pubblico ministero aveva commesso errori sostanziali al momento del processo, ma ha sostenuto che la legge non lo autorizza a fare gesti di clemenza nei confronti di un latitante.
Tutto era iniziato nel febbraio del 1978 quando sul regista era caduta non solo l’accusa di stupro ma anche quelle di uso di stupefacenti, perversione e sodomia. Il regista aveva poi riconosciuto parzialmente i fatti, cioè di aver fatto sesso con l’allora modella minorenne Samantha Gailey e aveva così patteggiato con il tribunale di Santa Monica, dichiarandosi pronto a seguire una terapia. Il giudice aveva accettato in cambio di lasciar perdere le altre accuse e si preparava a fare arrestare ed incarcerare il regista, che però nel frattempo aveva lasciato il paese. Polanski, che ha sempre sostenuto di essere finito in una trappola tesa dalla madre della ragazza, aveva ricevuto il permesso di ultimare un film in Europa, e vista la minaccia del carcere non è più tornato negli Stati Uniti. Un fatto che da allora ha reso più difficile una soluzione al suo caso. Il regista ha addirittura lasciato all’inizio del 1978 Londra, dove viveva, per installarsi a Parigi, in modo da evitare di essere estradato negli Usa, dove non ha intenzione di tornare anche se verrà risolto il suo caso. I legali del regista hanno sempre sostenuto la tesi che la giustizia di Los Angeles abbia agito illegalmente, tentando il possibile per incastrare un regista legato a Hollywood.
17:10 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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27/10/2008
CURIOSITA' DAL MONDO ANIMALE: Quando il ragno mangia l'uccello
CURIOSITA' DAL MONDO ANIMALE: Quando il ragno mangia l'uccelloQueste foto, scattate in Australia, hanno fatto il giro del web: preda assolutamente insolita per il grosso insetto
AUSTRALIA - Di solito accade il contrario, ma questa volta la preda è stata l'uccello: alcune spettacolari immagini documentano come un ragno gigante divora un uccello rimasto intrappolato nella ragnatela. Nello scatto, che ha incuriosito gli esperti della fauna selvatica e i blogger di mezzo mondo, si vede il ragno che avvolge attorno alla sue zampe nere il volatile morto.
Come riferisce al quotidiano australiano «Cairns Post», gli scatti sono stati realizzati da un fotografo amatoriale appassionato di volatili in un giardino a Atheron, vicino alla zona nord tropicale del Queensland, in Australia. Le foto, nel frattempo, hanno fatto il giro del web. «Il grosso ragno (grande quasi come una mano) appartiene alla specie dei Golden Orb Weaver, e di solito divora grandi insetti. E' veramente raro vederlo mangiare uccelli», ha detto Joel Shakespeare, custode del Parco del rettile australiano.
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| Tag: ragno, uccello, cattura, preda, animali, invertebrati | OKNOtizie |
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26/09/2008
Somalia: i pirati catturano nave ucraina con a bordo 30 carri armati
Somalia: i pirati catturano nave ucraina con a bordo 30 carri armati
Il governo russo invia un'unità per riprenderseli. Nelle mani dei corsari 14 imbarcazioni e oltre 300 marinai e la marina usa avverte i natanti commerciali: dovete provvedere a vostra sicurezza
WASHINGTON (USA) – Colpo grosso dei pirati somali. Sulla nave ucraina, catturata giovedì nel Golfo di Aden, ci sono trenta carri armati T 72 russi destinati al Kenya. Un carico che alzerà sicuramente il prezzo del riscatto ed apre scenari inquietanti. I corsari potrebbero infatti cercare di vendere i corazzati al miglior offerente. Qualche osservatore ha anche paventato che i tank possano finire nelle mani dei miliziani islamisti attivi da tempo in Somalia. Il governo ucraino ha subito convocato una riunione di emergenza con i responsabili della sicurezza per affrontare l’emergenza. E da Mosca è rimbalzata la notizia che un’unità da guerra russa presente nella zona si sta dirigendo verso le coste somale forse per intercettare il cargo.
14 NAVI IN OSTAGGIO - Durante l’ultimo anno, i corsari sono stati protagonisti di ben 60 assalti e attualmente hanno in ostaggio 14 navi e centinaia di marinai. I mercantili sono trattenuti nei pressi del porto di Eyl, rifugio sicuro per i banditi. Una cittadina di pescatori che ha trasformato la pirateria in una industria che procura guadagni ingenti. I pirati in cambio delle navi ottengono riscatti che variano dai 2 ai 9 milioni di dollari. Diversi paesi – in passato anche l’Italia – si sono mobilitati inviando unità militari per pattugliare il Golfo di Aden ma lo sforzo non è bastato a fermare la minaccia. La creazione di un corridoio di sicurezza non ha cambiato di molto la situazione. Pochi giorni fa, il comandante della Quinta flotta americana ha avvisato le compagnie marittime: dovete provvedere alla difesa delle vostre navi in quanto i nostri mezzi non possono garantire la piena sicurezza. Il vero nodo – osservano gli esperti – sono i rifugi sulla costa: senza un intervento a terra è difficile debellare i pirati.
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