18/11/2010
La Via Lattea ha catturato un pianeta di un'altra galassia
La Via Lattea ha catturato un pianeta di un'altra galassiaUn caso di «cannibalismo galattico».Intercettata una corrente di stelle di una galassia nana già inglobata a 2 mila anni luce dalla Terra
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24/10/2010
Mafia, catturato il boss di Agrigento. In manette Gerlandino Messina
Mafia, catturato il boss di Agrigento. In manette Gerlandino MessinaÈ stato catturato a favara. Ricercato dal 1999 per associazione mafiosa e vari omicidi, è nell'elenco dei latitanti più pericolosi
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09/09/2010
Scoperto un nuovo tipo di buco nero che influenza la vita delle galassie
Scoperto un nuovo tipo di buco nero che influenza la vita delle galassieInseguito da anni situato in una remota galassia distante dalla Terra 300 milioni di anni luce
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01/08/2010
Finisce in manette il molestatore seriale di New York: è un giornalista francese
Finisce in manette il molestatore seriale di New York: è un giornalista franceseHugues-Denver Akassy è celebre per i suoi ritratti politici. È stato catturato dopo che aveva violentato una turista
| Hugues-Denver Akassy |
NEW YORK - Da due anni era l'incubo delle donne single di New York. Le avvicinava in strada, nei club sportivi e persino sulle scale antincendio. Martedì scorso è stato arrestato dalla polizia della Grande Mela che è rimasta stupita nello scoprire che dietro al molestatore seriale si nascondeva Hugues-Denver Akassy, giornalista francese pluripremiato e molto apprezzato, nonché direttore di un programma televisivo che va in onda sul canale satellitare Orbite TV.
L'ARRESTO - Il quarantaduenne, che come racconta il sito della sua televisione è diventato famoso per i ritratti giornalistici di alcuni importanti personaggi politici come Nelson Mandela e Bill Clinton, è stato acciuffato pochi minuti dopo aver violentato una turista russa nel parco di Riverside. Aveva conosciuto la ragazza pochi attimi prima in un centro commerciale del Time Warner Center. Dopo un breve colloquio l'avrebbe invitata a fare un picnic con lui nel parco. Il suo avvocato Howard Simmons riconosce che i due hanno avuto un rapporto sessuale, ma lo definisce completamente consensuale. Adesso il giornalista francese è stato portato in carcere e per uscire dalla prigione dovrà sborsare una cauzione di 100.000 dollari.
I PRECEDENTI - In passato Akassy era stato già denunciato svariate volte per molestie e per essersi introdotto abusivamente in appartamenti o in luoghi privati. La prima denuncia risale al 2009 quando il giornalista inseguì una donna trentatreenne in una strada dello Upper West Side dopo che quest'ultima aveva rifiutato le sue avance. Oltre ad aver cercato di molestare altre ragazze, nel corso degli ultimi due anni il quarantaduenne avrebbe spedito anche diverse e-mail di minaccia a svariate donne. Infine la settimana scorso ha ricevuto l'ultima denuncia per essersi introdotto illegalmente in una casa di una trentatreenne newyorkese salendo per le scale antincendio.
LA DENUNCIA SUL NEW YORK POST - La testimonianza che potrebbe metterlo con le spalle al muro è quella della scrittrice e giornalista Mandy Stadtmiller che domenica sulle colonne del New York Post ha raccontato in un articolo intitolato "A date with the rapist" (un appuntamento con lo stupratore) la sua breve, ma terribile esperienza con Akassy, risalente al maggio del 2007. Anche in quell'occasione il francese, dopo aver avvicinato con una scusa la scrittrice, l'avrebbe invitata a fare un passeggiata, questa volta a Central Park. Prima si sarebbe mostrato dolce e riflessivo, ma poi avrebbe tentato di violentarla. Tuttavia la sua strategia fallì e fortunatamente la Stadtmiller riuscì a sfuggire alle attenzioni morbose del quarantaduenne: «Fui molto fortunata - ammette nell'articolo la Stadtmiller - L'intera storia fu un terribile incubo».
Francesco Tortora
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11/07/2010
Finisce la fuga del baby-ladro Colton arrestato alle Bahamas
Finisce la fuga del baby-ladro Colton arrestato alle BahamasIl 19enne fermato sull'isola di Eleuthera. In due anni ha rubato cinque aerei. Sarà trasferito A Nassau in attesa della probabile estradizione verso gli Stati Uniti.
| Colton Harris Moore (Ap) |
WASHINGTON –La lunga fuga di Colton Harris Moore è finita. La polizia delle Bahamas ha annunciato l’arresto dell’ormai famoso «ladro scalzo» sull’isola di Eleuthera. Nelle prossime ore sarà trasferito nella capitale Nassau in attesa della probabile estradizione verso gli Stati Uniti. Ancora scarsi i dettagli su come sia stato preso.
I suoi fan avevano temuto per l’incredibile mossa di Colton, 19 anni, che dopo essersi impadronito di un Cessna nello stato dell’Indiana aveva raggiunto le Bahamas. In molti avevano previsto la sua cattura: difficile nascondersi su un’isola, ancora più difficile trovare il modo di lasciarla. Forse anche Colton, evaso dal 2008 e protagonista di un’incredibile serie di furti (auto, aerei, case, motoscafi) dal Pacifico al Midwest, era consapevole che la sua cattura non era lontana. Braccato, aveva dovuto lasciare le sue zone a nord di Seattle, avventurandosi in regioni nuove. E volando fino alle Bahamas ha chiuso in modo spettacolare la sua latitanza. Quasi a voler costruire l’ultima scena di un film che sicuramente gireranno su Colton il bandito scalzo.
Guido Olimpio
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25/03/2010
Catturato l'hacker del profilo di Obama
Catturato l'hacker del profilo di Obama
Il giovane era riuscito ad intrufolarsi anche nelle pagine di altri vip, come Britney Spears. Arrestato dalla gendarmerie e dall'Fbi il 25enne che si era introdotto anche nel Twitter del presidente Usa
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| La pagina Twitter del presidente americano Barack Obama |
PARIGI - Un pirata informatico ricercato dalla polizia francese e dall'Fbi statunitense per avere violato l'account su Twitter del presidente Usa Barack Obama è stato arrestato nella regione del Puy-de-Dome, nel centro della Francia, al termine di un'indagine che Parigi e Washington portavano avanti da diversi mesi.
GUSTO PER LA SFIDA - L'hacker, un giovane francese di 25 anni conosciuto sul web con lo pseudonimo di «Hacker-croll», ha fatto «tremare» la rete dopo essere riuscito ad accedere come amministratore al servizio di micro-blogging, potendo così creare o eliminare profili utenti a suo piacimento. Secondo la polizia, il cyber-criminale agiva per «il semplice gusto della sfida». Non solo il giovane aveva violato l'account si Twitter del presidente Obama: secondo diversi siti internet francesi, tra le sue «vittime» ci sarebbero anche numerose personalità dello spettacolo tra cui la cantante pop americana Britney Spears.
L'FBI IN CAMPO - Nel 2009 l'Fbi aveva notato strani movimenti attorno all'account su Twitter del capo della Casa Bianca ed aveva accertato che il paese di provenienza degli assalti informatici era la Francia. Era stata così allertato l'ufficio competente per la lotta contro la criminalità sul web. Seppure in misura minore, l'hacker transalpino, di cui non sono state rese note le generalità, imperversava anche su Facebook, il social network, e su account di posta elettronica come G-Mail. Secondo vari media online, il giovane era già conosciuto dalla polizia per «piccole frodi gli avevano fruttato 15.000 euro», stando a una fonte vicina alle indagini. Dalle sue incursioni su Twitter, tuttavia, non ha tratto profitto.
TRADITO DALLA VANITA' - «Si introduceva nel sistema in modo fraudolento ma non ha modificato nessun dato e non ha truffato nessuno», ha detto il procuratore di Clermond-Ferrand, Jean-Yves Coquillat. A tradirlo sono state l'imprudenza e forse un pizzico di vanità. «Hacker Croll» aveva infatti creato un proprio blog in cui raccontava delle sue prodezze e aveva addirittura concesso un'intervista al sito internet Zataz.com nella quale spiegava lungamente il metodo usato per le sue scorribande su Twitter. Diplomato in elettronica e senza conoscenze particolari di informatica, con il computer era abile ma anche fortunato. A volte riusciva a scoprire le password degli account per puro caso. Altre volte ricorreva al metodo della «domanda segreta» cui un utente che ha dimenticato una parola d'ordine deve rispondere per avere un altro codice d'accesso. Si tratta spesso di quesiti elementari tipo 'Come si chiama tua madre da ragazza?' o 'Per quale squadra tifi?'. «Indovinare la risposta giusta in questi casi è tutt'altro che impossibile», ha spiegato una fonte della polizia. L'indagine è stata condotta dall'Ufficio centrale per la lotta alla cyber-criminalità (Occltic). Gli inquirenti francesi e quattro agenti federali Usa sono riusciti a rintracciare Hacker Croll, che dopo essere stato fermato è stato rimesso in libertà in attesa di comparire in tribunale il 24 giugno prossimo. (Fonte: Ansa).
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16/02/2010
Pakistan, la Cia cattura Baradar, il mullah capo militare dei talebani
Pakistan, la Cia cattura Baradar, il mullah capo militare dei talebani
IL NYT AVEVA DA GIORNI LA NOTIZIA: HA ASPETTATO A DARLA SUA RICHIESTA DELLA CASA BIANCA. Preso a Karachi, il numero due del mullah Omar. È nato nel 1968 in un villaggio dell’Oruzgan
WASHINGTON – Un successo che conta. Con un'operazione congiunta della Cia e dell'intelligence pachistana è stato catturato a Karachi il mullah Abdul Ghani Baradar. Figura di spicco dei talebani, è considerato il vero responsabile militare del movimento. Sopra di lui c’è solo il misterioso mullah Omar. Baradar sarebbe stato arrestato alcuni giorni fa, ma il «New York Times», che ha rivelato la notizia ha aspettato a pubblicarla su richiesta della Casa Bianca. Poi quando le voci sono iniziate a circolare nella regione il giornale ha deciso di scriverla. Nato nel 1968 in un villaggio dell’Oruzgan, il mullah è ritenuto un abile comandante tanto dai nemici che dai suo compagni. Per questo Omar gli ha affidato la responsabilità del settore nord dove ha combattuto fino alla caduta del regime nel 2001. Catturato una prima volta dagli afghani filo-Usa è stato poi rilasciato per l'intervento – sembra - dell’intelligence pachistana.
Tornato libero ha conquistato una posizione di rilievo nel consiglio talebano che ha il suo rifugio a Quetta, Pakistan. E, agendo in stretto coordinamento con il mullah Omar, Baradar ha diretto le operazioni degli insorti mostrando ottime capacità organizzative. Il suo arresto è significativo per quattro motivi. Primo. Nel breve termine i talebani avranno qualche difficoltà, anche se l’esperienza insegna che sono veloci nel rimpiazzare i leader caduti. Proprio Baradar ha dato disposizioni in questo senso. Secondo. La collaborazione dei servizi pachistani nel blitz è il segnale che qualcosa sta cambiando a Islamabad: forse hanno deciso di fare sul serio contro i militanti. Terzo. Baradar non era nascosto in Afghanistan ma a Karachi, in Pakistan: la conferma di dove siano i santuari dei terroristi. Quarto. Il mullah potrebbe fornire informazioni interessanti sul network estremista. I pachistani sanno come farlo parlare, non sappiamo però se condivideranno quello che scopriranno
Guido Olimpio
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27/01/2010
Preso in Spagna «Paoluccio l'infermiere» Era uno dei superlatitanti di camorra
Preso in Spagna «Paoluccio l'infermiere» Era uno dei superlatitanti di camorra
Paolo Di Mauro, reggente del clan Contini, catturato a Barcellona con un altro gregario della stessa «famiglia»

NAPOLI - Due superlatitanti del clan Contini sono stati arrestati dalla polizia a Barcellona. Si tratta di Paolo Di Mauro, 58 anni, inserito tra i 30 latitanti più pericolosi, e di Luigi Mocerino, 58, inserito tra i 100 latitanti più pericolosi.
RICERCATO - Era ricercato dal 1993 e da due anni era finito nel programma di ricerca a livello internazionale: era inserito dal ministero dell'Interno nell'elenco dei fuggitivi più pericolosi. Contro di lui emesse già numerose ordinanze di carcerazione per associazione a delinquere di stampo camorristico e per omicidio. Di Mauro, poi, era già stato condannato a 17 anni e 10 mesi di reclusione.
PAOLUCCIO L'INFERMIERE - Era considerato il reggente del clan dei Contini ed era chiamato «Paoluccio l´infermiere». Era ritenuto uno dei più importanti narcotrafficanti internazionali con ramificazioni in Columbia e Spagna, paese considerato da tempo il nascondiglio privilegiato dei camorristi latitanti. Proprio qui «Paoluccio», insieme ad altri importanti esponenti dei clan degli «scissionisti», aveva costruito un nascondiglio inaccessibile. Almeno fino a oggi.
IL «RUOLO» NAPOLETANO - Nel 2000 l'Alleanza di Secondigliano aveva bisogno di una «sponda» nella zona orientale di Napoli per eliminare Vincenzo Mazzarella, uno dei prinncipali boss partenopei. La «sponda» viene individuata in De Luca Bossa e, a rappresentare Gaetano Bocchetti all'incontro, viene inviato l'ex poliziotto Gennaro Sacco. Giovanni Cesarano rappresenta i Licciardi, e a rappresentare i Contini c’era proprio lui, Paolo Di Mauro.
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11/03/2009
Arrestati tre casalesi: erano gli eredi del Setola. Ma il «reggente» del clan scappa
Arrestati tre casalesi: erano gli eredi del Setola. Ma il «reggente» del clan scappa
Operazione dia e carabinieri, In manette un imprenditore di Castel Volturno e Vincenzo Cirillo fratello del boss Alessandro. Letizia ancora in fuga
L'arresto di Peppe Setola
NAPOLI - Tre persone appartenenti al clan dei Casalesi che costituivano un gruppo capeggiato dal latitante Giuseppe Letizia, considerato l’erede di Giuseppe Setola nel clan Bidognetti, sono state arrestate nel corso di un’operazione anticamorra, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli ed eseguita congiuntamente dalla Dia e dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. I quattro venivano considerati gli «eredi» delle attività criminali svolte, in precedenza, dal gruppo di fuoco di Peppe Setola, «'o cecato», il boss considerato l'esecutore della strage degli africani a Castel Volturno.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche beni di provenienza illecita, tra cui autovetture di grossa cilindrata. Tra gli arrestati, un imprenditore di Castel Volturno e Vincenzo Cirillo, fratello di Alessandro, soprannominato «o sergente», fedelissimo di Giuseppe Setola, il quale è subentrato al fratello nell’imposizione del racket delle estorsioni sul litorale domiziano. Agli arrestati sono stati contestati reati che vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso, al concorso aggravato dal metodo mafioso in numerose estorsioni.
Franco Letizia - latitante dall’aprile del 2008, ritenuto attualmente reggente del gruppo Bidognetti - destinatario del quarto provvedimento di fermo, è ancora libero. Sono stati arrestati invece Vincenzo Cirillo, Raffaele Cecoro e Alfonso Bianco
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10/03/2009
VIOLENZA SESSUALE: NOMADI E ROMENI AIUTANO FORZE POLIZIA
VIOLENZA SESSUALE: NOMADI E ROMENI AIUTANO FORZE POLIZIA
A Palermo la mobilitazione della comunità di nomadi che vive in città ha permesso alla polizia di risalire ai tre giovani che lunedì scorso hanno rapinato una coppia di fidanzatini, compiendo anche atti di violenza sulla ragazza. A Gaeta (Latina) invece due romeni hanno bloccato un maghrebino ubriaco che, nell'indifferenza generale, aveva aggredito e palpeggiato una ragazza e lo hanno fatto catturare dai carabinieri.
Due storie di segno opposto a quelle che hanno visto rom e romeni protagonisti di episodi di violenza sulle donne. Il caso più clamoroso è quello di Palermo, visto che è stata l'intera comunità nomade ad attivarsi per aiutare la polizia a individuare i tre giovani di etnia slava (uno di 16 anni, gli altri due di 14), responsabili dell'aggressione di lunedì scorso alla coppietta che stava aspettando l'autobus. A consegnarli alle forze dell'ordine sono stati i loro genitori.
I tre - che hanno confessato e restituito la refurtiva - dopo essersi fatti consegnare dal ragazzo, minacciandolo con un coltello, giubbotto, scarpe e cellulare, avevano insultato e palpeggiato la ragazzina e poi picchiato il fidanzatino che tentava di difenderla. A mettere sulle loro tracce la polizia era stata la stessa adolescente, segnalando l'accento slavo dei suoi aggressori. Un particolare che ha indotto gli investigatori a rivolgersi alla comunità nomade che vive poco distante il luogo dell'aggressione, nei pressi dello stadio di Palermo.
"Siamo andati dai capi della comunità - ha raccontato il commissario Sara Fascina - abbiamo chiesto loro se sapessero qualcosa della vicenda. Quando hanno appreso che, oltre alla rapina, erano stati commessi atti di violenza sulla 15enne, si sono mobilitati. In particolare a portarci dai responsabili sono stati gli stessi genitori". Un contributo determinante apprezzato dal questore di Palermo ma anche dalla madre della ragazzina, che ha detto di essere pronta a stringere la mano ai capi della comunità nomade.
A Gaeta (Latina)invece sono stati padre e figlio romeni, ma da anni residenti nella cittadina laziale, a difendere una ragazza aggredita all'uscita di un pub da un maghrebino. Molestata dall'uomo, la vittima ha cercato di rifugiarsi in un bar ma è stata nuovamente raggiunta dal suo aggressore nell'indifferenza generale. Solo l'intervento dei due stranieri ha permesso di bloccare il nordafricano: mentre il padre lo teneva fermo il figlio ha chiamato i carabinieri che lo hanno arrestato.
07:22 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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