13/04/2011

Quei gemelli perfetti sconfitti da Zuckerberg

Quei gemelli perfetti sconfitti da Zuckerberg

Stati Uniti. Volevano più soldi per l'idea «rubata» di Facebook. Dopo il no della Corte puntano sulle Olimpiadi

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10/02/2011

Ford porta Ferrari in tribunale: «F150 è un marchio nostro»

Ford porta Ferrari in tribunale: «F150 è un marchio nostro»

Contestati nome e sito web. La casa americana chiede un indennizzo e blocca il nome della nuova Rossa

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28/08/2010

Allen fa causa ad Apple, Google, Facebook e altri 8: «Ho brevetti del vostro business»

Allen fa causa ad Apple, Google, Facebook e altri 8: «Ho brevetti del vostro business»

Non è però ancora chiaro l'obiettivo economico del miliardario filantropo. Il cofondatore di Microsoft sostiene di avere i diritti dei principi alla base delle tecnologie usate dai colossi dell'It

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24/06/2010

YouTube vince la causa da 1 mld di dollari contro Viacom: non ha violato copyright

YouTube vince la causa da 1 mld di dollari contro Viacom: non ha violato copyright

Molti contenuti erano forniti sottobanco dai dipendenti della società avversaria. Il tribunale di New York sentenzia a favore della società controllata d Google

 

(Ap)
(Ap)

NEW YORK - YouTube (e quindi Google) ha sconfitto Viacom: un giudice di New York ha respinto la causa da un miliardo di dollari intentata dal gigante dell'entertainment (che controlla Mtv, Paramount e DreamWorks) per violazione del copyright contro il sito di scambio di video di Google. Lo ha reso noto il vicepresidente di Mountain View Kent Walker spiegando che la corte ha ritenuto che YouTube fosse protetta dal Digital Millennium Copyright Act.

LA CAUSA - Secondo Viacom, invece, Google attraverso YouTube diffondeva video pirata consapevole della loro provenienza illegale solo per aumentare il numero di utenti. Youtube venne acquistata da Google nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari.
Una delle cose che hanno convinto il giudice del tribunale di New York è stato il fatto Google è stata in grado di dimostrare che erano proprio alcuni dei dipendenti di Viacom a fornire sottobanco a You Tube video con contenuti coperti da copyright anche a causa in corso. Il giudice ha quindi ritenuto che il sistema attuale, con cui il possessore del copyright può chiedere la rimozione del singolo video o un compenso per la diffusione dello stesso.

Redazione online


10/05/2010

La Lario e Berlusconi vicini all'accordo

La Lario e Berlusconi vicini all'accordo

All'ex attrice anche l'usufrutto della villa di macherio. Vertenza di separazione: per l'Ansa alla moglie del premier andrebbero 300mila euro al mese

 

Veronica Lario e Silvio Berlusconi (Ap)
Veronica Lario e Silvio Berlusconi (Ap)

MILANO - A Veronica Lario un assegno mensile di 300 mila euro e l'usufrutto a vita della villa di Macherio. Sarebbe questo «l''accordo di massima» raggiunto sabato scorso, in vista della separazione consensuale, dopo cinque ore di udienza in Tribunale a Milano, tra Silvio Berlusconi e la moglie. Sono alcuni particolari, confermati all'Ansa da fonti bene informate, sull'intesa a cui dopo mesi di trattative sono arrivati il premier la moglie. Intesa che dovrà essere ancora perfezionata per quanto riguarda alcuni particolari, come una quota da determinare delle spese a carico del capo del governo per la villa Belvedere.

VERSO LA STESURA DELL'ACCORDO - Con «l'accordo di massima» di sabato il premier e Veronica Lario non dovrebbero più presentarsi in Tribunale dal giudice Gloria Servetti, il presidente della nona sezione civile che si sta occupando della loro causa. Da quanto si è saputo saranno i loro legali che, con una procura speciale, firmeranno la separazione consensuale. Tutto ciò avverrà dopo la stesura definitiva dell'accordo da parte degli avvocati, che però dovranno limarlo, e la sua successiva sottoscrizione davanti ai rispettivi notai da parte del capo del Governo e della signora Lario.

PRANZO CON I FIGLI - Intanto Berlusconi ha pranzato oggi nella sua residenza di Arcore con tutti i figli, i due del primo matrimonio e i tre figli di Veronica Lario. Non è escluso che si sia parlato anche del futuro professionale dei tre figli più piccoli.

 

Redazione online


09/05/2010

Nuova udienza di separazione Berlusconi-Lario: accordo vicino

Nuova udienza di separazione Berlusconi-Lario: accordo vicino

La causa di divorzio. Cinque ore in tribunale a Milano per il premier: non sono ancora noti i termini della possibile intesa

 

Veronica Lario e Silvio Berlusconi (Ap)
Veronica Lario e Silvio Berlusconi (Ap)
MILANO - Nuova udienza per la separazione del premier Silvio Berlusconi e di Veronica Lario. Stando a quanto si apprende, il presidente del Consiglio e l'ex moglie sono arrivati in un Palazzo di Giustizia di Milano deserto per affrontare, assistiti dai loro legali, i termini della separazione. «Siamo vicini ad un accordo». Così fonti legali sentite dall'agenzia Ansa, vicine al dossier di separazione tra la Lario e Berlusconi hanno descritto l'esito delle oltre 5 ore di udienza al Tribunale di Milano assicurando che un accordo è ormai a portata di mano. «Siamo sulla strada di un accordo» ha confermato una seconda fonte.

L'UDIENZA - L'udienza, davanti al presidente della IX sezione civile, Gloria Servetti, si è protratta , come detto, per circa cinque ore. Non si conoscono, allo stato, i termini della separazione: secondo quanto era emerso in passato, Veronica Lario chiede circa 3,5 milioni di euro al mese, mentre Silvio Berlusconi è disposto a versare 200mila euro al mese, trattabili fino a 300mila, oltre a villa Belvedere, la residenza di Macherio dove da anni risiedono Veronica e i tre figli avuti dal premier.

Redazione online


17/03/2010

Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato

Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato

 

L'inizio della causa risale a tre anni fa. Margherita sosteneva che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio

 

A sinistra Margherita Agnelli e sua madre Marella durante i funerali di Gianni Agnelli
A sinistra Margherita Agnelli e sua madre Marella durante i funerali di Gianni Agnelli

TORINO - Il giudice torinese Brunella Rosso ha rigettato l'azione legale portata avanti da Margherita Agnelli de Pahlen per l'eredità del padre, l'avvocato Gianni Agnelli. Il Tribunale ha dichiarato inammissibili tutti i 48 capitoli di prova dedotti da Margherita Agnelli, respingendo tutte le istanze di esibizione di documenti proposte dalla figlia dell'Avvocato.

GLI AVVOCATI: «VALUTEREMO IL RICORSO» - «Le sentenze si rispettano, ma se non convincono s'impugnano» hanno replicato i legali di Margherita Agnelli a proposito della sentenza del Tribunale di Torino. «Leggeremo con attenzione - affermano gli avvocati Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone - le motivazioni della decisione e valuteremo la proposizione di un atto d'appello».

TRE ANNI FA L'INIZIO DELLA CAUSA - L'inizio della causa risale a tre anni fa quando Margherita aveva citato in giudizio la madre, donna Marella, Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfrid Maron, in quanto collaboratori dell'Avvocato, ritenendo che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio del padre. Il Tribunale, oltre a rigettare la causa, ha anche condannato Margherita Agnelli al pagamento delle spese processuali, che ammontano a 32mila euro.

(Redazione online)


03/03/2010

Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l'asse terrestre

Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l'asse terrestre

 

L'asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. La Terra gira più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo

 

(Nasa)
(Nasa)

Come avviene in tutti i grandi terremoti, anche il sisma di 8,8 gradi della scala Richter di sabato scorso al largo delle coste del Cile ha spostato l'asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.

GIORNI PIÙ CORTI - Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell'osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.

ASSE DI ROTAZIONE - Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'asse terrestre si è spotato di ben 12 centimetri.

DIFFERENZA - Anche il terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004, che è stato più forte (9,1 gradi Richter) determinò importanti cambiamenti: una diminuzione della durata del giorno di 6,8 microsecondi e uno spostamento dell'asse terrestre di 2,32 millisecondi di arco, pari a circa 7 centimetri. La differenza dello spostamento dell'asse terrestre del terremoto cileno rispetto a quello indonesiano è dovuto a due fattori: il terremoto dell'Indonesia avvenne quasi all'equatore, quindi alla maggiore distanza possibile dal centro della Terra (il pianeta non è perfettamente sferico: è schiacciato presso i poli e rigonfio all'equatore) e quindi le masse non si spostarono così tanto verso il centro. Inoltre l'angolo della faglia che subduce sotto il Sudamerica è maggiore rispetto a quella della zolla indo-australiana che subduce sotto l'Asia, quindi anche per questo motivo le masse crostali asiatiche sono affondate di meno e hanno prodotto un minore spostamento dell'asse.

EFFETTI - Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull'ambiente fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di Matera».

Paolo Virtuani


26/02/2010

Tumore causato dal cellulare

Tumore causato dal cellulare

 

Corte d'Appello. La Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno

 

MILANO — L'uso prolungato del telefono cellulare è «concausa» dei tumori al nervo trigemino: per questo la Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno. Innocente Marcolini, 57 anni, di Carpenedolo, era stato operato per l'asportazione di una neoplasia al nervo della faccia ed è rimasto invalido all'80%. Per la prima volta un giudice ha sancito un nesso di causa tra quella malattia e l'esposizione alle onde elettromagnetiche dei cellulari. Angelo Levis, genetista di Padova: «I giudici hanno dato credito a uno studio del professore svedese Lennard Hardell». Il manager bresciano dice: «Spero che il mio caso aiuti almeno a creare norme di tutela per i consumatori e per i ragazzi».

C. Del.


04/01/2010

Il Capodanno più lungo: 60 inglesi bloccati tre giorni nel pub sotto la neve

Il Capodanno più lungo: 60 inglesi bloccati tre giorni nel pub sotto la neve

 

Il proprietario: «Atmosfera fantastica». I clienti sono stati costretti a prolungare i festeggiamenti a causa del maltempo. Per loro stanze a 8 euro

 

Tan Hill Inn
Tan Hill Inn

Chiusura prolungata in un piccolo pub in Inghilterra: una sessantina di inglesi sono stati costretti a continuare per tre giorni con la loro festa di Capodanno. La taverna nella quale si trovavano era infatti rimasta completamente sepolta dalla neve. Impossibile tornare a casa. I giornali britannici l'hanno già ribatezzata "la festa di Capodanno più lunga del paese": da nessun altra parte gli ospiti sono stati obbligati a restare in un pub del tutto tagliato fuori dal mondo esterno a causa della tanta neve caduta nei giorni prima di San Silvestro.

IL RACCONTO - Il "Tan Hill Inn" nello Yorkshire, che con i suoi 518 metri sopra il livello del mare è il pub inglese situato più in alto in Inghilterra, ha dovuto suo malgrado tirar tardi con i 60 ospiti della serata. Una vettura spargisale e uno spazzaneve sono riusciti solo domenica a farsi strada nel muro di neve di due metri e "liberare" infine il gruppo. «A prescindere dal fatto che nessuno voleva andare a casa, l'atmosfera nel locale era fantastica», ha spiegato l'oste Tracy Daly. «Penso che ci siano posti peggiori dove si è costretti a rimanere per colpa della troppa neve», ha aggiunto. Lei, suo marito e due camerieri hanno cercato di tenere alto l'umore dei presenti continuando a versare drink e servire piatti. Inoltre, hanno offerto loro le stanze per l'equivalente di circa 8 euro a notte. «Di solito in questo periodo non siamo mai pieni. I clienti però sono stati straordinari: ogni tanto ci facevano fare delle brevi pause, cosicché non ci stancassimo troppo", ha detto la 45enne Daly.

Elmar Burchia