17/08/2010
I giganti che portano la luce in Islanda
I giganti che portano la luce in Islanda
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28/04/2010
Rosarno, 40 arresti per 'ndrangheta
Rosarno, 40 arresti per 'ndranghetaLa gdf ha sequestrato Beni mobili per dieci milioni di euro. Carabinieri e polizia stanno eseguendo i fermi contro affiliati del clan Pesce tra la Calabria e la Lombardia
MILANO - Quaranta arresti tra la Calabria e la Lombardia. È l'obiettivo di un'operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, in collaborazione con i militari del Ros e la polizia, per l'esecuzione di provvedimenti di fermo emessi dalla Dda reggina contro altrettanti presunti affiliati a una cosca della 'ndrangheta di Rosarno, quella dei Pesce. Il reato contestato alle persone coinvolte nell'operazione è l'associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata a omicidi, estorsioni e traffico di droga. I carabinieri stanno eseguendo complessivamente 32 fermi, 24 dei quali a Rosarno e in altri centri della provincia di Reggio Calabria, sette in provincia di Milano e uno in provincia di Bergamo. Otto i provvedimenti in carico alla polizia, tutti in provincia di Reggio Calabria.
BENI SEQUESTRATI - Nell'ambito della stessa operazione la Guardia di finanza ha sequestrato beni mobili per un valore di dieci milioni di euro riconducibili ad affiliati alla cosca Pesce. Consistono in società commerciali e in conti correnti bancari e postali. Tra i 40 arrestati ci sono sette donne: il loro ruolo nella gestione degli affari della cosca Pesce sarebbe stato molto attivo e si sarebbe concretizzato, in particolare, nel reimpiego dei proventi delle attività illecite gestite dalla cosca, in particolare estorsioni e traffico di droga. Reimpiego che consisteva, secondo gli investigatori, nell'acquisizione di consistenti proprietà immobiliari che venivano intestate fittiziamente a prestanome.
Redazione online
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27/04/2010
Mafia e cemento, in manette boss e dirigenti
Mafia e cemento, in manette boss e dirigentiVendevano calcestruzzo con minori quantitativi di cemento. 14 arrestri tra boss di Cosa nostra siciliana e manager della Calcestruzzi spa di Bergamo. Sequestrate 7 aziende e beni per 5,5 milioni
In una vasta operazione denominata "Doppio colpo", che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, carabinieri e guardia di finanza dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno arrestato 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra. Tra i fermati alcuni boss mafiosi accusati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, ai quali sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture.
Secondo l'accusa, con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca, che da oltre due anni è sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia.
Il provvedimento ha colpito beni per 5,5 milioni di euro. Sigilli, in particolare alla David Santo e Gandolfo S.n.c., con sede a Polizzi Generosa (Palermo), alla Telg srl di Riesi (Caltanissetta), all'impresa individuale Lo Cicero Francesco di Campobello di Licata (Agrigento), alla Arnone Vincenzo Srl con sede a Mussomeli
(Caltanissetta), all'impresa individuale Ricotta Maria Pia con sede a Caltanissetta, all'impresa individuale Incognito Antonio di Bronte (Catania) e alla Fo.Tra. Srl di Gela.
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04/05/2009
CAMORRA: PRESO BOSS LATITANTE, ERA IN BUNKER DI CEMENTO
CAMORRA: PRESO BOSS LATITANTE, ERA IN BUNKER DI CEMENTO
CASERTA - Con l' arresto di Raffaele Diana le forze dell' ordine mettono a segno un altro colpo nella caccia ai capi del clan dei Casalesi. Diana, 56 anni, inserito nell' elenco dei 30 latitanti più pericolosi, è ritenuto dagli investigatori il capo dell' ala guidata da Francesco Schiavone, detto "Sandokan", che è detenuto in regime di 41 bis. Ricercato dal 2004, dopo la fuga al termine di un permesso-premio, Diana, detto "Rafilotto" ed originario di San Cipriano d' Aversa, è considerato il responsabile dell' omicidio di Paride Salzillo, nipote del boss Ernesto Bardellino, che gli dava ordini per telefono dal Brasile.
Salzillo sparì nel marzo 1988, lo stesso giorno in cui Bardellino fu ucciso, ed il suo corpo non è stato più trovato. Assegnato al soggiorno obbligato nel modenese, Diana aveva organizzato un giro di estorsioni in Emilia-Romagna, dove fu arrestato nell' ambito dell' operazione "Zues". Condannato a sette anni e mezzo di reclusione, ottenne nel 2004 un permesso premio dal quale non era più rientrato. La squadra mobile di Caserta ha sorpreso poco dopo le 18 il boss in un appartamento di via Torino a Casal di Principe (Caserta), roccaforte del clan. Il suo nascondiglio era un cunicolo di cemento, dal quale gli agenti lo hanno stanato. Il proprietario dell' appartamento, che non aveva precedenti penali, è stato arrestato. Diana aveva con sé una sacca con una pistola calibro 9 per 21, una 7.65, ed un silenziatore oltre alle munizioni. "Chi siete ? - ha chiesto il boss agli agenti, che stavano cominciando a picconare il cunicolo in cemento - e poi ha aggiunto: "sono armato, ma non sparate". Probabilmente - secondo il capo della squadra mobile di Caserta Rudolfo Ruperti - si era trasferito da pochi giorni in quest' ultimo nascondiglio. Altri due covi utilizzati dal boss dei casalesi, sempre nel casertano, erano stati scoperti in passato dai carabinieri.
"Abbiamo tolto di mezzo un pezzo importante della organizzazione dei casalesi", commenta Ruperti, un capo pericoloso, come testimoniano le armi che aveva con sé" Il 30 aprile è stato arrestato Michele Bidognetti, fratello del boss Francesco, ritenuto il portaordini del fratello, che è detenuto. Il 14 gennaio a Mignano Montelungo era stato arrestato il superlatitante Giuseppe Setola, ritenuto il capo dell' ala stragista dei Casalesi, responsabile, tra l' altro, dell' agguato contro sei immigrati del Ghana il 18 settembre 2008 ad Ischitella, sul litorale domizio. Il ministro degli interni Roberto Maroni si è complimentato con il capo della polizia Antonio Manganelli per la cattura di Diana, "un altro durissimo colpo inferto ai casalesi". Restano ancora liberi Michele Zagaria ed Antonio Iovine, latitanti da 14 anni, che continuano dai propri nascondigli a tirare le fila del clan, colpito duramente, ma ancora attivo ed in grado di far paura.
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07/01/2009
Miliardario tedesco perde 400 milioni di euro in Borsa e muore sotto un treno
Miliardario tedesco perde 400 milioni di euro in Borsa e muore sotto un trenoAdolf Merckle, re della farmaceutica e del cemento, aveva scommesso tutto sul crollo di Volkswagen, investito da un convoglio nei pressi di blauberen. la famiglia: si è suicidato
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| Adolf Merckle |
SUICIDIO - La sua famiglia, in una nota, ha confermato che si è trattato di un suicidio. Merckle, proprietario della Ratiopharm e azionista della Heidelberger Cement, era a capo di un impero industriale attualmente in grave difficoltà. Secondo fonti bancarie, la famiglia avrebbe perso centinaia di milioni di euro in investimenti sbagliati: l'anno scorso l'imprenditore aveva scommesso tutto sul calo in Borsa del titolo della Volkswagen, perdendo solo con questa speculazione fallita circa 400 milioni di euro.
LA CRISI - «La situazione disperata delle sue società causata dalla crisi finanziaria, le incertezze delle ultime settimane e la sua impotenza nell'agire, hanno spezzato l'appassionato imprenditore e si è tolto la vita», si legge in una nota della famiglia. Secondo la procura tedesca l'imprenditore 74enne è morto travolto da un treno ieri sera. Merckle era considerato un abile finanziere e tra i 100 uomini più ricchi del mondo secondo la rivista americana Forbes. Di recente le sue società avevano avviato trattative con le banche per ottenere nuovi finanziamenti.
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