02/10/2011

Sondaggi: centrosinistra 10 punti avanti. Il premier: arrivo al 2013. Non cadrò certo per gli imprenditori

Sondaggi: centrosinistra 10 punti avanti. Il premier: arrivo al 2013. Non cadrò certo per gli imprenditori

L'Osservatorio. Pd al 27-28%, Pdl al 26. Terzo polo decisivo. Il 44% auspica elezioni anticipate, fra loro anche centrodestra. Dietro le quinte Sospetti sul ministro: uscita sorprendente. Irritazione Il Cavaliere: vive come un tradimento le critiche durissime del mondo imprenditoriale

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26/05/2011

Berlusconi: blocco mediatico contro di me

Berlusconi: blocco mediatico contro di me

«De Magistris? Un bell'uomo, ma un incapace totale. Chi lo vota è senza cervello». Il premier: «Non siamo soddisfatti del voto, ma la sconfitta della Moratti è dovuta alla disinformazione»

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26/06/2010

Il no del pm di Milano al Brancher «Non si sa quali impegni possa avere»

Il no del pm di Milano al Brancher «Non si sa quali impegni possa avere»

Il magistrato dell'inchiesta bpi. La motivazione del rifiuto alla richiesta di «legittimo impedimento». E lo sfogo: «Mi sento preso in giro»


MILANO - «Mi sento preso in giro da Brancher che oggi doveva essere in aula: non c'è nessun legittimo impedimento». Lo ha affermato, con toni duri, il pm Eugenio Fusco che rappresenta l'accusa nel processo in cui il neo ministro Aldo Brancher è imputato per appropriazione indebita e ricettazione, nell'ambito di uno stralcio della inchiesta sulla scalata di Bpi ad Antonveneta. Il pubblico ministero ha parlato di «lacune» nella certificazione con cui la presidenza del Consiglio attesta il legittimo impedimento di Brancher.

IMPEGNI IMPRECISATI - Il pm si è opposto alla concessione del rinvio per legittimo impedimento chiesto dal ministro Aldo Brancher in quanto, nella documentazione della presidenza del Consiglio, «non sono minimamente precisati» quali sono gli impegni ministeriali dello stesso Brancher. «So che è ministro senza portafoglio - ha argomentato il pm - ma non so con quali deleghe del presidente del Consiglio». «Se non conosco le deleghe di questo ministro - ha detto - come posso immaginare quali sono i suoi impegni istituzionali?». (Ansa)


25/06/2010

Caso Brancher: critiche anche dal centrodestra

Caso Brancher: critiche anche dal centrodestra

Crescono i malumori della maggioranza per il neo ministro che si è appellato al legittimo impedimento. E dal Pd Bersani dice: "In Italia si fanno ministri per scansare la giustizia". Casini "Una brutta figura per il governo

 

 

Riprenderà domani il processo al ministro Aldo Brancher e alla moglie Luana Maniezzo, accusati di appropriazione indebita e ricettazione, nell'ambito della vicenda relativa alla scalata di Bpl ad Antonveneta. Il giudice Annamaria Gatto inviterà le parti a illustrare e discutere la richiesta di rinvio per legittimo impedimento continuativo presentata dai legali di Brancher. E' probabile che il giudice si riservi di decidere all'udienza successiva, il prossimo 5 luglio: dovrà scegliere se mandare o meno gli atti alla Corte Costituzionale, affinchè venga valutata la costituzionalità della legge sul legittimo impedimento oppure se stralciare la posizione di Brancher in attesa della scelta della Consulta, proseguendo il processo a carico della moglie.

Non si placano, intanto, le polemiche sulla decisione del ministro di appellarsi al legittimo impedimento: "E' inelegante che un ministro appena nominato e ancora senza delega - afferma il 'finiano', Italo Bocchino - cominci invocando il legittimo impedimento che era stato pensato per impedire le aggressioni dei magistrati ai ministri, non per nominare ministri che erano già sotto processo". Dall'opposizione il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, rileva: "Ieri il mondo ha imparato due cose sull'Italia: che la Slovacchia ci ha buttato fuori dai mondiali e che nel nostro paese si fanno ministri per scansare la giustizia. Non so quale appaia più vergognosa, ma credo proprio la seconda, perché il campionato mondiale di calcio si può anche perdere, ma non si può perdere la dignità delle istituzioni".


Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, incalza: il legittimo impedimento "bastava per il presidente del Consiglio, non c'era alcun bisogno di estenderlo ai ministri. La vicenda Brancher dimostra che il troppo stroppia e che è stato un infortunio, un grande errore politico per la maggioranza volerlo estendere ai ministri. Infatti, un conto è teorizzare una specifica funzione di Berlusconi come premier, su cui eravamo d'accordo, altra cosa fare la corsa per estendere il legittimo impedimento ai ministri, che è soltanto il prologo della corsa a fare dei nuovi ministri. A fare una brutta figura, però, non è solo Brancher, ma il governo".


 


29/03/2010

Puglia, botte tra Gabriella Carlucci e una candidata del Pd

Puglia, botte tra Gabriella Carlucci e una candidata del Pd


COMUNALI. Antonella Cusmai, 36 anni, colpita al collo in albergo davanti a 200 persone dall'ex conduttrice

 

Antonella Cusmai (Corriere del Mezzogiorno)

BARI - Si sono azzuffate davanti a 200 persone: protagoniste Gabriella Carlucci, ex conduttrice e parlamentare del Pdl, candidata sindaco del centrodestra nel Comune di Margherita di Savoia, nel foggiano, e Antonella Cusmai 36enne commercialista, militante del Pd e «punta di diamante» della lista che sostiene Bernardo Lodispoto, sfidante di Carlucci.

TRAUMA AL COLLO - L'episodio viene riferito sabato in articoli pubblicati da giornali locali.

Gabriella Carlucci (De Benedictis)

Il «contatto fisico» sarebbe avvenuto nella sala di un albergo, a Margherita di Savoia, alla presenza di circa 200 persone. Le due donne ricostruiscono l'episodio in maniera differente ma entrambe ammettono che il «contatto fisico» c'è stato, tanto che Antonella Cusmai afferma di aver riportato un trauma al collo diagnosticato dai medici del pronto soccorso. L'occasione - riferisce il Corriere del Mezzogiorno - era un confronto presieduto da Carlucci per parlare di una residenza sanitaria per anziani. Cusmai, che di quella «rsa» in campagna elettorale ha rivendicato qualche merito al centrosinistra, presente nella sala, sostiene di essere stata invitata ad andarsene: «È una manifestazione del centrodestra», avrebbe detto Carlucci. Ma dopo il suo diniego Cusmai racconta di essere stata «afferrata per le spalle da una persona in preda all'isteria, osannata da una platea invasata» e di aver riportato un trauma al collo. Carlucci dà un'altra versione e accusa Cusmai di averle rivolto pubbliche offese: a questo punto la parlamentare del Pdl avrebbe accompagnato fuori dall'albergo «In maniera energica - ammette - l'avversaria». Cusmai ha annunciato di voler presentare denuncia per l'aggressione subita.

EVENTO ORGANIZZATO
- Raggiunta da Corriere.it, la parlamentare del Pdl ha voluto precisare che «l'evento era stato organizzato da me e la Cusmai non era stata invitata. Ha inveito nei miei confronti usando espressioni molto volgari. Ho molte persone pronte a testimoniarlo. L'ho presa per un braccio e l'ho condotta fuori dal locale. Sostiene che io l'abbia graffiata: non è vero, non ho le unghie lunghe. In più dice che io l'abbia picchiata: è falso, lo dimostra il fatto che non abbia sporto denuncia. La sua è stata una vera provocazione». Non è la prima volta che Gabriella Carlucci finisce sulle pagine dei giornali per reazioni sopra le righe. Famoso il suo duello con il Trio Medusa nel corso di un servizio delle Iene.

 

«La Carlucci? È magra ma fortissima. Io ho soltanto urlato e le ho prese». Antonella Cusmai e la rissa con la deputata pdl

— «Oh Signore... anche adesso, per stare con lei al telefono... non ha idea che fitta».

Alla cervicale?
«Sì sì, esattamente... come avere un ago conficcato, mi creda... uuhhh...».

Parli piano.
«Sì sì, piano piano...».

Se vuole, posso chiamarla più tardi.
«No no... allora: cos’è che voleva sapere? Non avete già scritto tutto? Antonella Cusmai, candidata al consiglio comunale di Margherita di Savoia, aggredita da Gabriella Carlucci, deputata del Pdl, che qui è invece candidata alla poltrona di sindaco...».

Non abbiamo scritto esattamente così.
«Ah no?».

No. Perché la versione della Carlucci è bel po’ diversa.
«E che dice, mi scusi, la signora Carlucci?».

Dice che lei, signora Cusmai, l’altra sera è entrata nel salone dei congressi del locale albergo, dov’era in corso la presentazione del piano di costruzione di una residenza per gli anziani, urlandole contro offese irripetibili.
«Magari avrò urlato che lo stesso piano l’avevo presentato già io, due giorni prima».

Comunque vi siete picchiate.
«No, è lei che mi ha dato mazzate...».

Mazzate.
«Da dietro. Tum! Tum! Tum! Certi spintoni...».

Scusi, ma l’onorevole Carlucci è una donna elegante, magra e...
«E come tutte le magre è ossuta, è un fascio di nervi. Ha una forza quella donna... Del resto, il referto medico del pronto soccorso parla chiaro: trauma da contraccolpo».

Comunque non è stata una bella scena.
«Senta...».

Siete, come si dice, venute alle mani. Non si fa.
«Eh! È facile adesso dire no, non si fa, non si deve, voi che fate politica dovreste dare il buon esempio. Ma quella aveva gli occhi di fuori, il respiro affannato, ansimava di rabbia... e da dietro... Tum! Tum! Tum! M’ha sbattuto via come fossi un manichino».

La denuncerà?
«Non lo so, ci sto pensando ».

Ci sta pensando?
«Ah! Se lei sapesse...».

(La prima telefonata si è chiusa così. Poi ne abbiamo fatta una seconda, per capire meglio: ed è a questo punto che Antonella Cusmai — 36 anni, commercialista, un marito e una figlia—ci ha svelato di indossare un collare ortopedico e di avere letteralmente paura a uscire nelle strade di Margherita di Savoia, il piccolo centro del Foggiano dove «l’atmosfera politica s’è fatta brutta, ma brutta assai, e io di prendermi altre mazzate, capirà, non ho alcuna voglia»).

Fabrizio Roncone

Redazione online


21/10/2009

Libertà di informazione in Italia Strasburgo boccia due mozioni opposte

Libertà di informazione in Italia Strasburgo boccia due mozioni opposte

 

L'IDV DENUNCIA: «PRESSIONI AD ALTISSIMO LIVELLO». All'Europarlamento non passano due risoluzioni presentate dal centrodestra e dal centrosinistra

 

La seduta dell'Europarlamento sulla libertà di stampa (Afp)
La seduta dell'Europarlamento sulla libertà di stampa (Afp)

STRASBURGO - Il Parlamento europeo, riunito in assemblea plenaria a Strasburgo, ha respinto due risoluzioni di segno opposto sulla libertà di stampa in Italia e in altri Stati membri (i documenti in italiano sul sito dell'Europarlamento). Nella prima, presentata dai gruppi di centrodestra - Ppe in testa - e appoggiato da conservatori ed euroscettici, si afferma che in Italia non esiste alcuna minaccia alla libertà d'informazione. La risoluzione ricorda le parole del presidente Napolitano, che ha invitato a non usare l'Europarlamento come «istanza di appello» delle decisioni nazionali, e conclude che «la libertà di stampa è un valore fermamente stabilito in Italia». Il Ppe ha anche presentato un pacchetto di 11 emendamenti per modificare la risoluzione del centrosinistra, inserendo appunto un riferimento al monito di Napolitano e il suo ruolo di garante della Costituzione. Su 644 votanti, 297 hanno votato a favore, 322 contro e 25 si sono astenuti.

Gli eurodeputati verdi con un fazzoletto azzurro per ricordare il 'caso Mesiano' (Reuters)
Gli eurodeputati verdi con un fazzoletto azzurro per ricordare il 'caso Mesiano' (Reuters)

SCARTO DI TRE VOTI - Il testo era stato avanzato in risposta alla risoluzione preparata da Pd e Idv (e frutto dell'intesa tra socialisti e democratici, liberaldemocratici, verdi e sinistra unitaria), che hanno invece lanciato un allarme sulla situazione della libertà di stampa nel Paese, denunciando in particolare l'anomalia del conflitto di interessi di Berlusconi e pressioni da parte del governo contro i media italiani ed europei e chiedendo alla Commissione europea di emanare una direttiva sul pluralismo. Anche questa seconda mozione è stata bocciata a sorpresa dall'Europarlamento, con uno scarto di soli tre voti: su 686 votanti i favorevoli sono stati 335, i contrari 338, gli astenuti 13. La sorpresa nasce soprattutto dal fatto che l'aula plenaria di Strasburgo aveva in precedenza bocciato con una discreta maggioranza sia le risoluzioni del centrodestra (quella comune e quelle dei singoli gruppi) sia gli undici emendamenti presentati dal Ppe al testo del centrosinistra. Inoltre, ancor più sorprendente, la bocciatura della risoluzione del centrosinistra è arrivata dopo che il Parlamento aveva approvato le singole parti del testo. L'esito del voto è stato accolto con esplosioni di giubilo dei parlamentari del Pdl, che davanti all'aula hanno definito la sinistra italiana «drogata dalla cultura dell'odio contro Berlusconi».

GLI ALTRI TESTI - Dopo aver bocciato le due risoluzioni, il Parlamento europeo ha sottoposto a votazione anche i testi dei singoli gruppi politici. Tutti sono stati rigettati con il caso particolare della risoluzione firmata dal gruppo dei liberlademocratici, in cui milita l'Idv, che ha ottenuto pari voti: 338 favorevoli, 338 contrari e 8 astensioni. Il pareggio equivale comunque a una bocciatura. La risoluzione dei socialisti e democratici è stata invece rigettata per 12 voti, 333 sì contro 345 no, e quella dei popolari con uno scarto maggiore, 297 sì e 322 no. In conclusione il Parlamento europeo resta senza una risoluzione sulla libertà di informazione in Italia e in altri Stati membri.

IDV: «PRESSIONI E MINACCE» - Quello dell'Europarlamento è stato un voto determinato da «pressioni e minacce ad altissimo livello». Lo denuncia Pino Arlacchi, eurodeputato dell'Italia dei Valori (gruppo Alde), che accusa il Ppe di aver influito in maniera irregolare sul risultato delle votazioni. Arlacchi fa anche il nome di due colleghi di gruppo, gli irlandesi Pat the Cope Gallagher e Liam Aylward, che avrebbero votato contro i dettami del gruppo liberaldemocratico per le pressioni ricevute. «Vedevo che il mio vicino (Gallagher, ndr) votava regolarmente in maniera diversa dalla mia - ha spiegato Arlacchi -. Gli ho chiesto se si stava sbagliando, mi ha risposto imbarazzatissimo "we got pressure", ho ricevuto pressioni». Secondo Arlacchi anche Aylward gli avrebbe confidato di aver «subito pressioni dal governo» per votare contro la posizione del proprio partito. «Ognuno usa le armi che gli sono proprie - ha affermato Arlacchi durante una conferenza stampa dell'Idv -: noi la trasparenza mentre loro si muovono sul piano delle pressioni e delle minacce. Senza, il risultato sarebbe stato completamente diverso. È difficile lavorare in queste condizioni - ha concluso Arlacchi -. Il "berlusconismo" come metodo di lavoro si è allargato su tutta l'Europa».


30/09/2009

Berlusconi: «Lunga vita a Santoro e Dandini che portano voti al Pdl»

Berlusconi: «Lunga vita a Santoro e Dandini che portano voti al Pdl»

 

Al telefono a Skytg24 Mattina. Il premier: «La manifestazione sulla libertà di stampa? È una farsa assoluta». E la D'Addario va ad Annozero

 

Sabina Guzzanti, nei panni del premier, si è unita ai manifestanti nella tendopoli di Piazza d'Armi per regalare loro un piccolo spettacolo improvvisando sui fatti dell'attualità, sul compleanno del premier e sul terremoto in Abruzzo (Ansa)
Sabina Guzzanti, nei panni del premier, si è unita ai manifestanti nella tendopoli di Piazza d'Armi per regalare loro un piccolo spettacolo improvvisando sui fatti dell'attualità, sul compleanno del premier e sul terremoto in Abruzzo (Ansa)

MILANO - «Lunga vita alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al centrodestra». Silvio Berlusconi, a SkyTg24, ha spiegato di non aver visto ieri «Parla con me» di Serena Dandini che ha dedicato diversi spazi alla satira sul presidente del Consiglio.

SANTORO - «Non ho tempo per guardare la Tv, ma credo che questi programmi non abbiamo poi così tanto successo», ha detto il premier. Berlusconi ha anche chiarito di non aver seguito le vicende che riguardano «Annozero» di Michele Santoro. «Non mi sono interessato, non mi voglio interessare. Una volta ebbi a dire in Romania (ma si riferiva alla Bulgaria, ndr) , sulla domanda di un imprenditore su Santoro e Biagi, lunga vita a Santoro e Biagi. Tutti possono stare in Tv finchè vogliono e fin quando non si fa un uso criminoso della Tv, fin quando non si fa un reato come la diffamazione». Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «Come editore ho l'orgoglio di aver dato vita a giornali e reti, a Mediaset, che non hanno mai fatto un attacco contro qualcuno. Questa dovrebbe essere la regola, a maggior ragione nella Tv pubblica». Già nella tarda serata di ieri Silvio Berlusconi durante la cena a Villa Aurelia con parlamentari e ministri del Pdl, secondo quanto riferito da uno dei presenti, aveva giudicato un errore criticare Santoro: «Bisogna invece dargli tutto lo spazio possibile, anche perché la verità è più forte di lui». Così dunque il presidente Berlusconi, prima che le agenzie però annunciassero che Patrizia D'Addario, l'escort pugliese, sarebbe stata ospite della seconda puntata di Annozero.

MANIFESTAZIONE LIBERTA' DI STAMPA -Tornando a Sky, il presidente del Consiglio, nel respingere al mittente le critiche sulla mancanza di libertà di stampa, ha parlato di atteggiamenti «antitaliani» alla base delle posizioni di alcuni giornali, atteggiamenti «che non fanno bene al paese», ha detto. La manifestazione sulla libertà di stampa di sabato prossimo? «È una farsa assoluta, in Italia c'è più libertà di stampa che in qualsiasi altro paese».

TELEFONATEMI - «E telefonatemi, che mi sento solo...». Alla fine del suo intervento Silvio Berlusconi ripete, in collegamento con Sky Tg24, la battuta fatta ieri al termine del collegamento con «Unomattina». Alla conduttrice che dallo studio gli risponde dicendo che ce l'avrebbero messa tutta, il premier ribatte: «Un collegamento diretto è molto importante...».