30/10/2010

Alle Maldive nozze con insulti. La coppia di svizzeri non se ne accorge

Alle Maldive nozze con insulti. La coppia di svizzeri non se ne accorge

Negli hotel dell'arcipelago i matrimoni-bis per sposi in luna di miele. Smascherato da Youtube l'episodio in un resort. E il ministro degli Esteri apre un'inchiesta

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06/08/2010

Hiroshima, cerimonia storica per l'anniversario dell'atomica

Hiroshima, cerimonia storica per l'anniversario dell'atomica

Sessantacinque anni fa nella città giapponese veniva sganciata "Little Boy". Presenti per la prima volta alla commemorazione il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e l'ambasciatore americano in Giappone, John Roos.

 

 

Oltre 55.000 persone hanno celebrato oggi a Hiroshima il 65° anniversario dal lancio della bomba atomica sulla città giapponese, in una cerimonia storica che ha visto per la prima volta la partecipazione ufficiale degli Stati Uniti e di un segretario generale delle Nazioni Unite.

All'evento commemorativo, tenuto nel Peace Memorial Park realizzato nel centro della città rasa al suolo il 6 agosto 1945, hanno partecipato, tra le altre numerose personalità di spicco, l'ambasciatore Usa in Sol Levante, John Roos, in rappresentanza degli Stati Uniti, il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e il premier nipponico Naoto Kan.

Presenza record anche per la partecipazione internazionale alla cerimonia, con diplomatici in rappresentanza di 74 Paesi, il numero più alto finora registrato, tra cui anche la prima assoluta delle potenze atomiche Francia e Gran Bretagna.

"Siamo tutti insieme in un viaggio da Ground Zero a Global Zero, ovvero un mondo libero dalle armi di distruzione di massa - ha dichiarato Ban nel suo intervento alla cerimonia -. E' l'unica via percorribile verso un mondo più sicuro. Finché esisteranno gli armamenti atomici saremo costretti a vivere sotto un'ombra nucleare".

Un minuto di silenzio è stato osservato alle 8:15 del mattino (l'1:15 in Italia), l'esatto momento in cui la bomba atomica fu sganciata 65 anni fa sulla citta', da un'altitudine di 600 metri, uccidendo almeno 140.000 persone.


13/06/2010

Frattini sposa la sua Stella in Val Badia

Frattini sposa la sua Stella in Val Badia

NOZZE VIp. Cerimonia segreta a Pedraces, presenti solo pochi intimi. Lei è la figlia dell'ex presidente Fisi, Gaetano Coppi

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Franco Frattini e la
Franco Frattini e lafidanzata Stella Coppi

VAL BADIA - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è sposato sabato pomeriggio in una cerimonia civile nell'edificio comunale a Pedraces, frazione di Badia, con Stella Coppi, 33 anni (20 meno di lui), di Carpi, la figlia dell'ex presidente della Fisi Gaetano Coppi. La cerimonia è avvenuta in tutta segretezza. La coppia è giunta in Val Badia a bordo di due automobili. Presenti solo pochi intimi. A celebrare le nozze è stato il sindaco Giacomo (Iaco) Frenademetz.

LA GIORNATA
- Gli sposi hanno raggiunto la casa comunale sull'automobile privata del ministro ed hanno poi trascorso il pomeriggio e la serata in una baita di montagna di proprietà di un comune amico, rivela la stampa locale. Smentita invece la notizia che la coppia avrebbe raggiunto in elicottero la località. Delle imminenti nozze si parlava già da maggio, quando le pubblicazioni erano state affisse a Bologna. Frattini e Coppi sono fidanzati da circa un anno. Il ministro aveva chiamato Frenademetz al telefono pochi istanti prima, chiedendo la massima discrezione. E così è stato. La cerimonia è durata una mezz'oretta; alla fine c'è stato ancora il tempo per qualche foto di rito. La cerimonia civile, alla presenza di una manciata di amici, si è svolta senza paparazzi e telecamere nella sala del consiglio al terzo piano dell'edificio. «La coppia era elegantissima, il ministro in abito scuro, la sposa in un raffinato abito bianco», spiega il sindaco. «Il più emozionato ero sicuramente io, dopotutto non è da tutti i giorni sposare un ministro», ha aggiunto il primo cittadino.

AMORE IN ALTA QUOTA
- Tra Frattini, grande appassionato di sci, e Stella Coppi c'è in comune proprio la montagna. Da qui la scelta per il piccolo comune del Sudtirolo. Frattini in Alta Badia è quasi di casa, dato che trascorre spesso, durante l'inverno, alcune giornate sugli sci, alloggiando a La Villa. Stella Coppi, laureata in Economia e commercio, ex campionessa di golf, ha trascorso invece molte giornate sul circuito a nove buche del Campolongo. Per la prima notte di nozze gli sposi, si dice, avrebbero scelto il nuovissimo residence in centro a San Cassiano, Lagaciò

Elmar Burchia


14/03/2010

Berlusconi: «Atmosfera avvelenata»

Berlusconi: «Atmosfera avvelenata»

 

Il premier alla cerimonia per i 90 anni di don Verzè: «Ma oggi è una bella giornata», «ho il cuore che è uno zucchero. Aspiro a vivere fino ai 150»

 

Berlusconi con Don Verzè

BERLUSCONI - «Oggi è una bellissima giornata. Sembra che siamo lontani dall'atmosfera avvelenata in cui siamo stati costretti a stare soprattutto negli ultimi giorni». Silvio Berlusconi parla alla cerimonia per i novant'anni di don Verzè a Milano e commenta le polemiche degli ultimi giorni (il caos-liste e l'inchiesta di Trani sulle presunte pressioni del premier per bloccare Annozero). «Questa mattina - dichiara il capo del governo - abbiamo sentito solo parole positive e buoni sentimenti. È stata una mattinata splendida». Berlusconi ricorda una frase napoletana: «A Napoli si dice 'tengo ò core into ò zucchero'. Questa mattina ho il cuore che è uno zucchero che più zucchero non si può».

FINO A 150 ANNI - Il presidente del Consiglio scherza anche con don Verzè. «Lui mi confessa e mi dà l'assoluzione senza che io dica niente, perché mi conosce. Credo che con lui abbiamo trovato la definizione di cosa sia il peccato per un cattolico: è fare del male agli altri». Poi Berlusconi confessa di aspirare a vivere fino a 150 anni. «Il progetto dei 120 anni - dice - è la media. Agli inizi dell'800 la vita media era di 20 anni, nel '900 di 43. Oggi di 80 anni. Don Verzè pensa che la vita media arrivi a 120 anni, ma quando ci parliamo io e lui ci diciamo che noi vivremo almeno 30 anni di più». Il premier si è detto convinto che «è un progetto che si può realizzare studiando il nostro passato e con uno stile di vita apposito per ciascuno di noi, credo che si possano aggiungere anni alla nostra vita, aggiungendo spirito e qualità. Si questo progetto vale la pena investire perché riguarda l’umanità».

L'OMAGGIO - Don Verzè, dal canto suo, si rivolge all'«amico» Silvio e ricorda il loro incontro di tanti anni fa. «È diventato ormai un personaggio storico nato nella fede cristiana, ispirato alla fraternità non solo in Italia. Il mio non è un elogio politico, non ne ha bisogno, ma personale. Lo conosco da anni Berlusconi, da quando era giovane: prima come cantautore di crociera, poi imprenditore, il più grande in Italia, poi per amore di patria e solo per amore di patria, come posso testimoniare, è diventato uno statista di fama mondiale». Don Verzè assicura quindi che, nonostante i 90 anni, continuerà a fare il presidente del San Raffaele e il rettore dell'Università Vita e Salute. «Continuerò a lavorare - spiega - nel mio nuovo ufficio sotto la cupola dove c'è la statua dell'arcangelo Raffaele. Continuerò a lavorare da lassù perchè mi devo abituare a lavorare anche dal cielo».

 



30/01/2010

Toghe, il giorno della protesta

Toghe, il giorno della protesta

 

LA CERIMONIA DELL'ANNO GIUDIZIARIO nelle ventisei sedi italiane di Corte d'appello. I magistrati decidono di lasciare le aule con la Costituzione in mano. Ma non all’Aquila

 

MILANO - Ieri la Cassazione, oggi le 26 Corti di Appello. Si completa la tradizionale due giorni di cerimonia che apre il nuovo anno giudiziario in Italia. E protagonista, ancora una volta, non sarà solo la relazione di procuratori generali e presidenti delle Corti del Belpaese ma anche la protesta dell’Associazione nazionale magistrati. Una protesta che anche quest’anno l’Anm intende manifestare con clamore, per palesare a tutti il «disagio» di fronte a iniziative giudiziarie di governo e maggioranza bollate come «distruttive» della giustizia, mentre mancano interventi per assicurare che il sistema funzioni con efficienza.

SEDIE VUOTE - E per dire basta ad «insulti e aggressioni», a cominciare da quelli del presidente del Consiglio. Come è scritto nel documento della Magistratura associata. I giudici iscritti all'Anm saranno presenti alle cerimonie con indosso la toga e con in mano una copia della Costituzione. Ma dalle aule di Giustizia i magistrati usciranno in massa per protesta quando prenderà la parola il rappresentante del governo. Non è successo ieri in Cassazione, presenti Napolitano e Berlusconi, per rispetto alle massime Istituzioni e ai doveri costituzionali di lealtà fra Istituzioni. E non succederà, unico caso, oggi all’Aquila dove a prendere la parola è il Guardasigilli Angelino Alfano. Una distinzione, quest’ultima, decisa in segno di rispetto per una regione e un palazzo di Giustizia così dolorosamente colpiti dal terremoto.

«PROCESSO BREVE? SI', MA...» - Intanto però arrivano nuove aperture al processo breve, seppure con tutta una serie di distinguo. Il presidente facente funzione della Corte d'Appello di Milano, Ruggero Pesce, spiega ad esempio nella ua relazione che «è un ottimo intendimento, ma se lo si attuasse senza la preventiva realizzazione dei presupposti strutturali, normativi e finanziari, si offrirebbe solo il fianco a dure polemiche, come si è visto». Per il magistrato, quindi, attuare una riforma come quella del processo breve senza mezzi «sarebbe come chiedere a un malato di guarire semplicemente imponendoglielo per regolamento». «È consolante che la politica si sia finalmente accorta dell'inefficienza del sistema Giustizia e che abbia assunto concrete iniziative per velocizzare il processo civile e penale - fa invece notare il presidente della Corte d'appello di Palermo, Vincenzo Oliveri -. È sconfortante invece che queste iniziative si muovano su uno scenario di scontro istituzionale, in un clima avvelenato, caratterizzato da ripetuti e scomposti attacchi ai giudici».

MESSINA E IL «PIZZO» - Quando ai dati sull'attività svolta, da Messina viene lanciato un allarme: siamo la città più cara d'Italia, a parità di paniere di spesa. Nicolò Fazio, primo presidente della Corte di Appello, spiega la sua analisi motivandola con il pizzo diffuso imposto dalla criminalità organizzata . «Il taglieggiamento -ha spiegato Fazio - rappresenta un costo aggiuntivo che si trasferisce sui consumatori e nel contempo disincentiva la creazione di nuove imprese e il potenziamento di quelle esistenti».

IL TUMORE DEL CIVILE - Nella Capitale, invece, «la giustizia civile continua a restare la più malconcia. Mortificata da un enorme mole di arretrato, si trova da anni in uno stato di grave e profonda crisi che sta sfociando in una vera e propria paralisi della relativa attività, che nuoce agli interessi dei cittadini». Non usa mezzi termini, Giorgio Santacroce, presidente della corte d'appello di Roma, quando nella sua relazione sullo stato della giustizia nel distretto di Roma e Lazio, afferma che «il contenzioso civile si estende in modo quasi tumorale perchè c'è un incremento della domanda di giustizia, che è spesso frutto di uno spiritio litigioso schizofrenico e incontrollato, strumentale e dilatorio».

 

Redazione Online


08/09/2009

Anche San Gennaro soffre per l'influenza: niente bacio sulla teca del suo sangue

Anche San Gennaro soffre per l'influenza: niente bacio sulla teca del suo sangue

 

Il virus h1n1 a napoli. «Giro di vite» per le cerimonie religiose: neanche le autorità potranno baciare l'ampolla del patrono

 

Il sindaco di Napoli, Rosetta Iervolino, bacia l'ampolla col sangue di San Gennaro

 

NAPOLI - Quando la psicosi non rispetta neppure la fede. Non bastava che i becchini indossassero le mascherine e che per i funerali di «Gaetanone», il «paziente zero», morto giovedì notte di influenza A, fossero desertioi per la paura del contagio. Non bastava neppure l'invito ai fidanzati - neanche tanto velato - di evitare di baciarsi. Ora, a finire nel «bigino» del virus H1n1 è anche San Gennaro. Ai fedeli che il prossimo 19 settembre affolleranno il Duomo di Napoli, in occasione della festività del santo patrono, non sarà consentito di baciare la teca con le ampolle con il sangue di San Gennaro. La misura, (peraltro già adottata da alcuni anni), è stata confermata oggi nel corso di un incontro tra l’abate della Cappella del Tesoro, don Vincenzo De Gregorio, e il vice presidente della deputazione di San Gennaro, don Fabio Albertini dei Principi di Cimitile.

 

 

La misura, come conferma con don VincenzoDe Gregorio, era già stata presa negli anni scorsi ed è stata confermata tenendo conto dei casi di nuova influenza che si sono registrati. Ai fedeli l’ampolla viene mostrata e solo a richiesta viene posta sulla fronte. In genere viene offerta al bacio solo alle autorità presenti. Ma anche per queste - stavolta - non ci sarà deroga: niente bacio. L’ampolla viene esposta per sette giorni successivi dal quello della festa del santo patrono. Ai fedeli viene mostrata al termine delle funzioni religiose presiedute a turno dai prelati del santo. La teca è solitamente custodita in cassaforte e viene esposta in occasione del «miracolo» di settembre, del «miracolo» di maggio e di quello di dicembre.

 

 

Una misura che arriva proprio nel giorno in cui la situazione a Napoli - uno degli epicentri italiani della pandemia - sembrava in via di miglioramento. Sei sei ricoverati, tre erano ormai in via di guarigione, mentre per altri tre si attendono i risultati definitivi dei test.

L'ampolla contenente il sangue del santo

Un dipinto raffigurante il santo decapitato

Un dipinto raffigurante il santo decapitato


29/06/2009

Azouz si è sposato in Tunisia

Azouz si è sposato in Tunisia

 

Strage di Erba. La moglie conosciuta a Lecco. «Così ricomincio»

 

La copertina di Gente con la coppia di novelli sposi
La copertina di Gente con la coppia di novelli sposi

MILANO — Azouz Marzouk si è risposato. In Tunisia, il 18 giugno, ha preso in moglie Michela Lovo, la ragazza che aveva conosciuto un anno fa in un bar di Lecco. Il racconto della cerimonia è un’esclusiva dell’ultimo numero di Gente. «Me lo sono venuta a riprendere — racconta Michela all’inviata di Gente —. Sono pronta a seguirlo ovunque. Voglio una vita normale, una famiglia, dei figli. Vorremmo un maschio e ovviamente lo chiameremo Youssef». Dopo il matrimonio davanti a un notaio del Comune di Zaghouan, 50 chilometri a sud della Capitale, Azouz e Michela per la legge tunisina sono marito e moglie. Ma non per quella italiana, almeno finché il matrimonio non verrà registrato.

Le nozze, forse, potrebbero accelerare la procedura per la richiesta della cittadinanza italiana per Azouz, che in questo momento è colpito da decreto di espulsione in quanto «soggetto socialmente pericoloso». L’espulsione è stata decisa il 29 maggio dal gup dopo una condanna per droga, e resa definitiva dalla Cassazione. Marzouk, che ha perso la moglie Raffaella e il figlio Youssef nella strage di Erba il 21 dicembre 2006, aveva patteggiato a settembre del 2008 una condanna a 13 mesi di reclusione per 360 episodi di spaccio di stupefacenti. Il patteggiamento prevedeva anche la pena accessoria dell’espulsione in quanto la sentenza del 2008 si è cumulata con una precedente pena inflitta a Marzouk nel 2005, sempre per droga.


21/01/2009

Obama diventa presidente e il sito della Casa Bianca cambia subito look

Obama diventa presidente e il sito della Casa Bianca cambia subito look

 

NEW DEAL: Comunicazione, trasparenza e partecipazione sono le tre priorità. Subito un attacco a Bush per Katrina

 

La nuova veste grafica del sito della Casa Bianca
La nuova veste grafica del sito della Casa Bianca
WASHINGTON - Eccola la nuova «era» promessa da Obama. Anche su Internet. Appena un minuto dopo il giuramento, il sito ufficiale della presidenza degli Stati Uniti WhiteHouse.gov appariva con un nuovo look. Macon Phillips, direttore dei New Media per la Casa Bianca, nonché uno di coloro che contribuirà al blog, spiega la svolta: «Il nuovo website della Casa Bianca servirà come luogo in cui il presidente e la sua amministrazione saranno in contatto con il resto della nazione e del mondo». Obama è uno dei migliori rappresentanti della schiera di politici che sa fare, e bene, politica su Internet. Lo dimostra la miriade di indirizzi dedicati alla sua azione e che hanno contribuito alla sua elezione. Lo dimostra anche il suo esordio su YouTube. «Milioni di americani - prosegue il direttore New Media - hanno contribuito a realizzare il viaggio alla Casa Bianca e in molti potranno approfittare di Internet per svolgere un ruolo nel modellare il futuro del nostro Paese».

TRE PRIORITA' - Macon Phillips assicura che il sito sarà orientato intorno a tre priorità: comunicazione, trasparenza e partecipazione. Questo perché gli americani sono desiderosi di avere informazioni su economia, sicurezza nazionale e una miriade di altre tematiche». «Il presidente Obama ha voluto rendere la sua gestione la più aperta e trasparente nella storia e il sito WhiteHouse.gov svolgerà un ruolo importante per mantenere questa promessa». Anche per «conoscere la direzione della nuova amministrazione e le priorità politiche del presidente».

LE NOVITA' - La differenza che subito appare è nelle immagini. Accanto a quelle della Casa Bianca e del Campidoglio durante la cerimonia del giuramento, ecco quelle del neopresidente a contatto con i lavoratori, o impegnato con moglie e figli nella distribuzione di aiuti ai bisognosi. Un'immagine «sociale» e informale del presidente mai comparsa nella presidenza Bush e che volutamente sottolinea uno dei punti-chiave della campagna presidenziale di Obama. Trasparenza e comunicazione vengono rappresentati dai capitoli di «agenda» del presidente, dove viene precisato ciò che Obama intende fare nei vari ambiti, dall'economia alle tecnologie. E, soprattutto, sul sito c'è anche il «pulsante» che introduce a un blog, nel quale il contatto con i cittadini sarà probabilmente continuo e poco istituzionale.

ATTACCO A BUSH SU KATRINA - Il cambiamento non è solo di facciata ma anche di sostanza: lo dimostra l'attacco alla vecchia politica del presidente Bush apparso sul sito governativo, già in versione «democratica». Già da senatore, Barack Obama era stato tra i più accesi critici del modo in cui Bush aveva abbandonato a stessa la popolazione, in stragrande maggioranza afroamericana, di New Orleans ai tempi dell'urgano Katrina. Ora che Obama è presidente, quelle critiche sono già online: «Il presidente Obama manterrà le promesse infrante dal presidente Bush di ricostruire New Orleans e la costa del Golfo: insieme al vicepresidente Biden prenderà adeguate misure in modo che non si verifichino mai più delle falle così catastrofiche nei piani di emergenza e di risposta a eventi di questo genere» si legge nella sezione riservata al programma del nuovo presidente. Nel sito si ricorda come l'allora senatore «si recò a visitare migliaia dei sopravvissuti all'urgano all'Houston convention center», condannando «l'irresponsabile incapacità» dell'amministrazione Bush di dare una risposta efficace alla catastrofe.

 


19/01/2009

L'America suona per Obama

L'America suona per Obama

 

 

AL Lincoln Memorial di Washington Il grande concerto per il nuovo presidente. Migliaia di persone in attesa fin dall'alba per lo show con Springsteen, U2, Seeger, Shakira, e Stevie Wonder

 

(Ap)Migliaia di persone in coda per accedere all'area del Lincoln Memorial dove si tiene il concerto We Are One: The Obama Inaugural Celebration (Afp)

 

(Reuters)WASHINGTON - «Sarà dura, ma ce la faremo». Il presidente eletto Barack Obama ha detto di «avere grande fiducia e speranza» per il futuro perchè «ogni cosa è possibile in America». E' stato questo il suo discorso al Lincoln Memorial, di fronte a 200cmila persone che assistevano al concerto in suo onore. «Le persone che amano questo Paese sono le stesse che lo possono cambiare in meglio - ha detto Obama - per questo il nostro Paese ha sempre saputo superare anche le maggiori avversità: non ci sono ostacoli che possono bloccare milioni di voci che chiedono di cambiare le cose». «Questa è la convinzione con cui ho cominciato questa campagna - ha aggiunto - la strada da percorrere può essere lunga. Ma non dobbiamo mai dimenticare che il vero carattere della nostra nazione è rivelato non dai tempi dove tutto va bene ma dalla nostra reazione ai momenti difficili». Obama scalda gli Usa e, in attesa dell'insediamento ufficiale del 20 gennaio, dalle prime ore del mattino migliaia di persone, per lo più giovani, sono state in attesa davanti al Lincoln Memorial di Washington per assistere al grande concerto che l'America ha dedicato al suo nuovo presidente.

Barack Obama e la moglie Michelle salutano la folla in attesa del concerto (Reuters)

 

 

 

LE NUOVE COPPIE PRESIDENZIALI - Michelle e Barack Obama, e Jill e Joe Biden, le due nuove coppie presidenziali degli Stati Uniti, sono giunte al Memorial Lincoln per assistere al concerto-evento organizzato per salutare l'insediamento alla Casa Bianca del 44mo presidente Usa. Dopo aver reso omaggio al Memoriale, che custodisce la grande statua dedicata ad Abramo Lincoln, presidente e vicepresidente, e rispettive consorti, hanno salutato le migliaia di persone presenti. Il concerto, aperto da una versione di 'The Rising' da parte di Bruce Springsteen e dalle immagini dei discorsi storici di Franklin Delano Roosevelt e John Fitzgerald Kennedy, ha poi visto le esibizioni di star del calibro di Beyonce, Stevie Wonder, U2, e letture da parte del figlio del reverendo King, Martin Luther King III, e di attori come Denzel Washington, Jamie Foxx, Laura Linney. Fin dall'alba molti ragazzi hanno atteso in fila l'accesso all'area del Lincoln Memorial. Molti erano muniti di sacco a pelo, per proteggersi dal freddo durante l'attesa sui prati davanti al tempio dedicato a Lincoln. Mentre nei giorni scorsi a Washington si sono toccati anche i 10 sotto zero, le temperature nella capitale sono diventate meno ostili (2 gradi sopra zero).

LA SICUREZZA - Imponenti le misure di sicurezza: gli spettatori (ne sono attesi non meno di 200mila), sono stati controllati ad uno ad uno in modo accuratissimo. Nonostante nelle intenzioni del Comitato per l'inaugurazione il concerto sia stato organizzato come un evento "aperto" che il presidente Obama vuole personalmente condividere con la gente, ragioni di sicurezza hanno imposto controlli severissimi, coordinati dal Secret Service. Sacco a pelo a parte, è stato vietato l'ingresso con zainetti, ombrelli, thermos e qualsiasi altro oggetto o involucro che sia considerato potenzialmente rischioso.

 


17/01/2009

OBAMA COME LINCOLN IN TRENO VERSO WASHINGTON

OBAMA COME LINCOLN IN TRENO VERSO WASHINGTON

 


WASHINGTON - Fu a Filadelfia, 232 anni fa, che nacque l'America. Lì, a Filadelfia, "un pugno di uomini coraggiosi" firmò la Dichiarazione d' Indipendenza. Barack Obama è da lì, da Filadelfia e dalle ragioni profonde "di quella idea chiamata America" che ha voluto ripartire per cominciare simbolicamente il suo viaggio verso Washington: riandando al più autentico spirito americano, in nome di Abramo Lincoln e dei Padri Fondatori, per riunificare l'America "in una nuova Dichiarazione di Indipendenza" del terzo millennio. L'America ne ha bisogno se vuole affrontare e vincere le sfide che ha di fronte.

Questo il senso del viaggio in treno da Filadelfia a Washington che Barack Obama ha voluto fare a tre giorni dal suo giuramento come 44/mo presidente degli Stati Uniti. Ha voluto simbolicamente partire dalla stessa città in cui ebbe formalmente vita "quell'idea chiamata America", e portare lo spirito originario di Padri Fondatori attraverso il territorio americano fino a Washington, esattamente come nel 1861 fece un altro parlamentare che arrivava dall'Illinois, Abramo Lincoln.

 "E' stato da qui, da questa città, che il viaggio americano é cominciato..." ha detto Obama a Filadelfia, accolto tanto al suo arrivo all'aeroporto quanto alla stazione prima della partenza da migliaia e migliaia di persone nonostante i quasi 10 gradi sottozero. "Fu qui che un gruppo di contadini e avvocati, mercanti e soldati, si riunirono per dichiarare la loro indipendenza e il loro diritto ad essere protagonisti del loro destino" ha detto il presidente eletto, sottolineando come l'America abbia bisogno di quello stesso spirito per affrontare il suo difficile presente. "Quello di cui abbiamo bisogno - ha detto - è una nuova dichiarazione di indipendenza, dall'ideologia, dai pregiudizi, dall'intolleranza". "Quegli uomini si riunirono sapendo di rischiare la vita - ha detto Obama - ma erano uniti da alcuni ideali: che tutti gli uomini sono uguali; e che i loro diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità non vengono dalla legge, ma discendono dal nostro Creatore".

Fu in nome di questi principi che quegli uomini trovarono il coraggio e la forza di firmare la Dichiarazione d'Indipendenza, da cui nacque l'America. Oggi è tempo per l'America di ritrovare se stessa, di tornare all'idea stessa che l'ha generata, perché ha di fronte a sé momenti difficili. "Siamo consapevoli che le sfide che ci aspettano non saranno risolte velocemente - ha detto Obama -. Ci saranno false partenze e contrattempi, frustrazioni e disappunti. E siamo consapevoli che saremo chiamati a manifestare pazienza nonostante si sia agito con la massima urgenza". Nello stesso tempo, però, come ebbe modo di ricordare Abramo Lincoln, la Rivoluzione Americana non è finita quando sono stati riposti i fucili contro l'Impero Britannico. "La Rivoluzione Americana era, e continua ad essere, una battaglia in divenire 'nei cuori e nelle menti del popolo', per continuare a rinnovare la nostra ragione fondamentale" ha detto il prossimo presidente americano salendo sull' 'Obama Express'. Quel treno, come ai tempi di Lincoln, non deve fare altro che rappresentare questo messaggio portandolo simbolicamente attraverso gli Stati Uniti: Pennsylvania, Delaware, Maryland.... Washington. Come già nel suo discorso di investitura alla convention democratica, Obama ha detto a Wilmington, davanti a 20 mila persone, che il "cambiamento non arriva da Washington, ma va a Washington". Quel treno ne è il simbolo. Così si sono aperte le celebrazioni per il suo insediamento.