23/02/2012

«Il neutrino non è più veloce della luce»

«Il neutrino non è più veloce della luce»

Il caso e l'ex ministro Gelmini: «Mi consolo, non ero solo io a sbagliare». Science Magazine: «Errore per il malfunzionamento di un cavo a fibra ottica». Il Cern: servono altre misurazioni

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13/12/2011

Bosone di Higgs, c'è l'impronta della «particella di Dio»

Bosone di Higgs, c'è l'impronta della «particella di Dio»

L'annuncio al Cern di Ginevra. I nuovi dati restringono il campo per la ricerca del bosone in uno stretto margine a energie minori del previsto

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04/10/2011

Gelmini, rimossa la nota sul tunnel Cern-Gran Sasso

Gelmini, rimossa la nota sul tunnel Cern-Gran Sasso

Sul sito del Ministero dell'Istruzione scompare il comunicato-gaffe nel quale si parlava di una galleria tra i due istituti. Ed è polemica sui dati relativi ai promossi e bocciati nelle scuole: dal 2008 il Miur non pubblica i risultati degli scrutini

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24/09/2011

La Gelmini e quel tunnel tra Cern e Gran Sasso

La Gelmini e quel tunnel tra Cern e Gran Sasso

Errore clamoroso in un comunicato del Miur. Il ministro esulta per la scoperta secondo cui i neutrini avrebbero superato la velocità della luce e dice: "L'Italia ha contribuito con 45 mln" alla costruzione del collegamento sotterraneo. Che però non esiste

 

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23/09/2011

Il Cern: "Superata la velocità della luce"

Il Cern: "Superata la velocità della luce"

L'ESPERIMENTO. Il Cern ufficializza i risultati delle rilevazioni sui neutrini. Arriva la conferma della scoperta di un gruppo di ricercatori guidati da un italiano: "I neutrini sono più veloci di circa 60 nanosecondi". Margherita Hack: "Cade la teoria della relatività di Einstein"

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08/04/2011

Scoperta una nuova particella misteriosa

Scoperta una nuova particella misteriosa

FISICA. Al Fermilab di Chicago nell'acceleratore Tevatron. Qualcuno pensa alla «particella di Dio»

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21/09/2010

Ginevra, prodotto fenomeno simile al Big Bang

Ginevra, prodotto fenomeno simile al Big Bang

L'acceleratore di particelle del Cern ha creato qualcosa di "mai visto prima", come hanno detto i fisici. Potrebbe essere molto simile alla materia primordiale dell'universo

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30/03/2010

Riuscito l'esperimento delle collisioni di particelle a velocità record

Riuscito l'esperimento delle collisioni di particelle a velocità record

 

AL CERN DI GINEVRA - «NUOVA ERA DELLA FISICA». I protoni si sono scontrati all'energia di 7.000 miliardi di elettronvolt (7 TeV) nell'anello da 27 chilometri dell'Lhc

 

(Foto Cern - Ginevra)
(Foto Cern - Ginevra)

GINEVRA – Dopo oltre vent’anni di lavoro, il settembre nero 2008 in cui il più grande acceleratore del mondo LHC del Cern veniva acceso e cadeva vittima di un incidente che lo paralizzava per oltre un anno, oggi alle 12.39 le prime collisioni tra nuvole di protoni avvenute nel tunnel sotterraneo hanno segnato l’avvio di «una nuova era della fisica», come ha ricordato Rolf Hewer, direttore generale del centro ginevrino. Che aggiungeva saggiamente: «Con la fisica bisogna avere pazienza».

VERSO LA VELOCITA' RECORD - In effetti la grande macchina che corre nell’anello sotterraneo lungo 27 chilometri è un concentrato di nuovissime tecnologie mai sperimentate. Quando toccherà la potenza massima di 14 TeV grazie ai magneti superconduttori che funzionano a 271 gradi sotto zero, raggiungerà un’energia mai raggiunta sulla Terra generando una realtà fantastica: quella dell’universo appena nato quando aveva appena una frazione di secondo. Questo permetterà di vedere un mondo nuovo teorizzato dagli scienziati ma finora mai verificato.


La gioia degli scienziati alla conclusione dell'esperimento (Afp)
La gioia degli scienziati alla conclusione dell'esperimento (Afp)

LE PRIME COLLISIONI - Oggi, oltre, alle prime collisioni si è arrivati a 7 Tev e si è superato di quasi quattro volte l’acceleratore finora più potente, il Tevatron americano di Chicago. Ora i seimila scienziati coinvolti dall’LHC (Large Hadron Collider) incominciano a lavorare con i quattro esperimenti posti lungo l’anello. E tre sono diretti da italiani dell’Istituto nazionale di fisica nucleare: Fabiola Gianotti, Guido Tonelli e Paolo Giubellino. La supermacchina mostrerà se esistono mondi in altre dimensioni come la fantascienza ci ha raccontato ma i ricercatori cercheranno in particolare la famosa “particella di Dio”, il bosone di Higgs, che spiega perché tutti i corpi hanno una massa. Intanto i primi scontri tra i protoni hanno nello stesso tempo sconfitto coloro che credevano che al Cern si creavano buchi neri capaci di distruggere la Terra. La scienza ha vinto.

Giovanni Caprara


09/11/2009

La macchina del Big Bang si blocca. Per una briciola di pane

La macchina del Big Bang si blocca. Per una briciola di pane

 

Due fisici lo avevano previsto: è il futuro a sabotarla. Lasciata cadere da un uccellino, manda in tilt l’acceleratore del Cern di Ginevra

 

Il Collider del Cern
Il Collider del Cern

Gli americani dicono «the devil is in the details», il diavolo sta nei detta­gli. Ma anche Dio — diciamolo — non se la cava male, quando ci si mette. Il Large Hadron Collider (in italiano: grande colli­sore di adroni) è un acceleratore di parti­celle presso il Cern di Ginevra, il più grande e potente mai realizzato. Lungo 27 chilometri, costato 4,9 miliardi di eu­ro, dovrebbe provare l’esistenza del «bo­sone di Higgs», detto anche «la particella di Dio», che fornisce la massa alla mate­ria nell’universo e simula il Big Bang Be’, si è fermato: ci hanno tro­vato dentro mollica di pane. Nessuno sa come sia finita lì. Tecnicamente, essendo Ginevra nella Svizzera francese, si tratta­va di mollica di baguette. Duran­te l’ispezione si è scoperto che aveva messo fuori uso una delle unità esterne di raffreddamen­to che mantengono la tempera­tura a 1,9 gradi sopra lo zero as­soluto. Una portavoce del Cern ha detto:

L'UCCELLINO- «Supponiamo sia sta­to portato da un volatile oppure sia caduto da un aeroplano di passaggio». Titola il sito www. smartplanet. com : « Uccel­lino con Baguette 1 - Big Bang 0». Sembra un buon riassunto. Fin qui, la vicenda appare di­vertente e paradossale. Una macchina studiata per accelera­re protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità del­la luce, e scoprire l’origine del­l’universo, bloccata da una bri­ciola. Il più grande e costoso esperimento della fisica mon­diale sconfitto (temporanea­mente) dalla panetteria quoti­diana. Materiale per umoristi scientifici o scienziati dotati di senso dell’umorismo.

IL PRECEDENTE «INQUIETANTE» - C’è un precedente, però, che rende la faccenda fascinosa e/o inquie­tante (fate voi). Quando il Large Hadron Colli­der venne inaugurato, il 10 set­tembre 2008, un’esplosione di scintille, fumo ed elio refrigera­to lo ha spento. Un incidente bizzarro, e mai del tutto spiega­to. Dennis Overbye, sul New York Times , ha lanciato una supposizione (segnalata e tra­dotta da Enrico De Simone sul sito L’Occidentale ). L’articolo del NYT è uscito lo scorso 13 ot­tobre — quindi PRIMA che il vo­latile, l’aeroplano, il caso, il de­stino o Altro depositassero mol­lica di pane nel sincrotrone. Leg­gete, e stupitevi. Scriveva Overbye, tre settima­ne fa: «... il Large Hadron Colli­der è pronto per ripartire (...) Sa­rà il momento per verificare una delle più bizzarre e rivolu­zionarie teorie scientifiche mai sentite (...) Sto parlando del­l’ipotesi secondo cui a sabotare il travagliato sincrotrone sareb­be niente meno che il suo stes­so futuro. Una coppia di affer­mati fisici ha suggerito che l’ipo­tetico bosone di Higgs, che gli scienziati sperano di produrre grazie all’LHC, potrebbe essere a tal punto scabroso per la natu­ra che la sua creazione sarebbe sufficiente a produrre un ritor­no al passato e a fermare il sin­crotrone prima che ne produca uno. Come un viaggiatore del tempo che tornasse indietro ne­gli anni per uccidere il proprio nonno » . I fisici in questione sono Hol­ger Bech Nielsen, dell’Istituto Niels Bohr di Copenhagen, e il giapponese Masao Ninomiya, dell’Istituto Yukawa di fisica te­orica di Kyoto. «È nelle nostre previsioni che ogni macchina che produca bosoni di Higgs ab­bia cattiva fortuna», ha scritto il dottor Nielsen in una email. In un testo non ancora pubblicato — ma citato dal New York Ti­mes — conclude: «Si potrebbe quasi dire che abbiamo un mo­dello di Dio (...) Anche Lui odia alquanto le particelle di Higgs, e cerca di evitarle». Con la mollica di pane?! Per­ché no: un Onnipotente col sen­so dell’umorismo. Avendo a che fare con gentaglia come noi, Gli serve di sicuro.

Beppe Severgnini


31/07/2009

A novembre riparte il superacceleratore

A novembre riparte il superacceleratore

 

Petronzio, presidente infn: «Il guasto provocato da una saldatura fatta male». Il Large Hadron Collider di Ginevra sarà riparato e si potranno scontrare i protoni

 

L'interno dell'Lhc (Epa)
L'interno dell'Lhc (Epa)

MILANO - «A novembre inizierà l’iniezione dei fasci di protoni nel Large Hadron Collider di Ginevra (LHC). I lavori stanno procedendo secondo il programma e oggi si può parlare di una data precisa dell’avvio delle attività». Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) traccia un bilancio dei lavori in corso nell’acceleratore del Cern, il più potente mai costruito, destinati a riparare il guaio che si era manifestato nel primo tentativo di accensione nel settembre scorso.

IL PROBLEMA - I fisici italiani riuniti nell’Infn partecipano massicciamente (sono circa 600 quelli direttamente coinvolti) all’impresa europea destinata a riprodurre le condizioni dell’universo esistenti appena dopo il Big Bang. Inoltre si punta alla scoperta della cosiddetta “particelle di Dio”, cioè il bosone di Higgs che spiega il perché una materia ha una massa. «Si è intervenuto su tre piani – spiega Petronzio – il primo riguardava la comprensione dell’evento, il secondo la riparazione e la terza mirava invece alla prevenzione di futuri problemi». L’accaduto è ormai chiaro: una saldatura non perfetta ha creato un arco elettrico che ha forato la guaina di contenimento del liquido di raffreddamento, l’elio superfluido che diventando gassoso ha generato un ciclone nella galleria danneggiando i magneti superconduttori. «Sono stati rimpiazzati 56 magneti – precisa Petronzio – e ricostruiti alcuni ancoraggi danneggiati ma soprattutto si lavorato nella prevenzione per evitare futuri problemi». A tal fine si sono messi a punto dei metodi e dei sistemi per identificare eventuali contatti difettosi o anomalie nel funzionamento che potrebbero generare difficoltà o incidenti. Tra i sistemi di sicurezza sono state introdotte delle valvole di sfogo del gas nel caso si verificassero delle perdite. «Il Consiglio del Cern ha stigmatizzato l’insufficiente controllo della qualità esercitato in passato – aggiunge Petronzio – ma si impara dagli errori e molto è stato migliorato. Per recuperare il tempo perduto, durante l’inverno l’acceleratore rimarrà in funzione e quindi nel 2010 saremo in linea con i programmi stabiliti». Intanto è in atto una corsa per conquistare prima di tutti la scoperta della “particella di Dio” tra il laboratorio Fermilab di Chicago e il Cern. «Noi abbiamo borsisti che hanno lavorato a Chicago e poi sono andati al Cern e questo aiuterà», conclude il presidente dell’Infn.

Giovanni Caprara