04/09/2011
Marcegaglia: «L'Italia rischia molto». Tremonti: «Gli Eurobond ci salveranno»
Marcegaglia: «L'Italia rischia molto». Tremonti: «Gli Eurobond ci salveranno»E Maroni: «La manovra passerà. Sì a eventuali miglioramenti mantenendo i saldi invariati». Il monito degli industriali: «Manca un piano di crescita». Il ministro: «No repressione selvaggia sull'evasione»
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03/09/2011
Napolitano: «Impegno comune per approvare al più presto la manovra»
Napolitano: «Impegno comune per approvare al più presto la manovra»Cernobbio, il presidente della Repubblica È intervenuto in diretta dal Quirinale. Sulla crisi: «Si è esitato ad affrontare il debito». Trichet: «Essenziale la conferma della sua riduzione»
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06/09/2010
Marcegaglia: "Nei cinque punti manca l'economia"
Marcegaglia: "Nei cinque punti manca l'economia"Il presidente di Confindustria invita il governo a impegnarsi maggiormente per la crescita economica. "Berlusconi ha una maggioranza, vada avanti."
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06/09/2009
Marcegaglia: «La crisi non si risolve sui tetti. Lavoriamo con i sindacati»
Marcegaglia: «La crisi non si risolve sui tetti. Lavoriamo con i sindacati»
Il presidente di Confindustria a Cernobbio. «Ammortizzatori sociali e fondi settoriali per le imprese, no cogestione». Epifani: «Vogliamo i fatti»
| Guglielmo Epifani e Emma Marcegaglia a Cernobbio (Locci) |
MILANO - «In un momento difficile come questo, anche tra Confindustria e sindacati dobbiamo cercare di far prevalere quello che ci unisce e non quello che ci divide». È l'appello della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che domenica mattina al workshop Ambrosetti di Cernobbio ha incontrato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. «Davanti a lavoratori che rischiano di perdere il posto e agli imprenditori in difficoltà -prosegue la Marcegaglia - un atteggiamento di responsabilità e serietà da parte di tutti credo che sarebbe la risposta vera che possiamo dare in un momento di crisi». Ma è possibile fare dei passi avanti nei rapporti tra Confindustria e Cgil? «Parleremo - risponde la numero uno degli industriali italiani - è troppo presto per dirlo. Però credo davvero che vadano fatti tutti i tentativi, da parte di tutti. Non possiamo farli solo noi, li deve fare anche la Cgil per cercare di capire come possiamo affrontare questo momento difficile insieme». «La Cgil è un grande sindacato», ha aggiunto Marcegaglia.
| Marcegaglia ed Epifani a colazione (Oliverio) |
EPIFANI: VOGLIAMO I FATTI - «Conviene a tutti affrontare la crisi più uniti», è la risposta di Guglielmo Epifani, che però aggiunge: «Non possiamo basarci sulle parole, ci vogliono i fatti. Confindustria sa quali sono le nostre critiche e osservazioni, spero che ai tavoli di categoria si possa tenere conto di quella che è l'opinione della Cgil». Il segretario della Cgil, rispondendo all'apertura della Marcegaglia, ha aggiunto: «Spero che nei tavoli di trattativa delle categorie possano esserci delle aperture che possano consentire un clima diverso». Epifani si è incontrato per una colazione con il presidente di Confindustria ed è atteso un ulteriore confronto a margine dei lavori del seminario di Cernobbio. Interpellato sull'esito del primo incontro Epifani ha detto: «Abbiamo solo scambiato qualche opinione, allo stato niente di più».
LA DISOCCUPAZIONE - Emma Marcegaglia è intervenuta anche a proposito dei rinnovati allarmi sull'occupazione nel nostro Paese. «Non siamo davanti a una catastrofe. Il problema della disoccupazione ci sarà, bisogna vigilare e intervenire anche con gli ammortizzatori sociali, ma niente panico. A oggi i posti di lavoro persi in Italia sono pochi, 200-300 mila. Può darsi ci sia nei prossimi mesi la perdita di alcuni posti di lavoro», ha osservato la presidente degli industriali richiamando tuttavia alla necessità di gestire il problema senza un eccessivo allarmismo.
LE PROTESTE DEI PRECARI - «La crisi non si risolve andando sui tetti, ma con gli ammortizzatori sociali», è il lapidario commento della Marcegaglia a proposito delle numerose iniziative di occupazione messe in atto nelle ultime settimane da disoccupati e precari di tutta Italia.
NO ALLA COGESTIONE - Emma Marcegaglia ha rivendicato «l'autonomia delle parti» nella gestione della crisi, escludendo di fatto l'idea della partecipazione dei lavoratori agli utili aziendali come possibile risposta alla crisi. L'affermazione ha suscitato un applauso della platea. Marcegaglia ha sottolineato che «la Confindustria e il sindacato devono farsi parte integrante di un progetto paese», osservando che bisogna puntare alla «coesione e non alla conflittualità». Marcegaglia ha anche rilanciato il progetto di «un fondo per la capitalizzazione delle imprese». «L'idea è di creare una sorta di società consortili che sottoscrivano obbligazioni e azioni di aziende, che le aziende stesse possano ricomprare dopo un periodo di circa tre anni. Credo si tratti di un meccanismo che possa dare risposte alle esigenze di ricapitalizzazione e di consolidamento delle imprese», ha aggiunto.
LE BANCHE - Gli scontri fra governo e banche e fra banche e imprese per la Marcegaglia vanno superati «mettendo in campo strumenti operativi e concreti che aiutino le imprese» a superare la crisi. Riferendosi al nuovo attacco del ministro Tremonti al sistema bancario italiano, Marcegaglia ha ricordato che Confindustria ha «sollecitato molto le banche a stare vicino alle imprese in un momento difficile. Credo che in questo momento quello che è veramente essenziale è mettere in campo strumenti utili alle imprese. Abbiamo firmato il 3 agosto la moratoria sui crediti, ieri Faissola ha detto che ha aderito l'82% delle banche. Abbiamo anche proposto di creare dei fondi vari che possano aiutare le imprese a patrimonializzarsi»: tutti «strumenti operativi e concreti» per sostenere le imprese.
LA STAMPA - Emma Marcegaglia ha inoltre richiamato a una maggiore sobrietà e pacatezza nei toni del dibattito sulla stampa, ma non ritiene che ci siano pericoli per la libertà di informazione nel nostro Paese. «Non vedo un pericolo - ha osservato commentando la questione che tiene banco nel dibattito politico di questi giorni - ma credo che sia importante una maggiore attenzione e concentrazione sui temi della crisi e dell'occupazione e faccio un appello a una maggiore sobrietà e pacatezza».
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14/03/2009
Passera: «Sì ai Tremonti bond»
Passera: «Sì ai Tremonti bond»
L'amministratore delegato di INTESA SANPAOLO al forum di Cernobbio. «I prefetti a controllo sull'erogazione del credito? Non è stata in nessun modo una decisione saggia»
| Corrado Passera (Imagoeconomica) |
CERNOBBIO (COMO) - Al prossimo consiglio di gestione del 20 marzo Intesa Sanpaolo darà il via libera ai Tremonti bond. Lo ha confermato l'amministratore delegato del gruppo, Corrado Passera, a margine del forum di Confcommercio, in corso a Cernobbio. «Credo di sì, anche se continuano a presentarli come una specie di punizione» ha detto Passera, rispondendo ad una specifica domanda. Così dopo il Banco Popolare di Milano che ha presentato istanza ufficiale per 1,45 miliardi, anche Intesa Sanpaolo sembra accogliere la proposta del governo.
CONTROLLO DEL CREDITO AI PREFETTI - Affidare ai prefetti il controllo sull'erogazione del credito «non mi sembra una decisione in nessun modo saggia». Lo ha detto a margine del Forum di Cernobbio, l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, sottolineando però che se il governo andrà avanti su questa strada le banche assicureranno comunque «la massima collaborazione». Se la decisione del Governo sarà di affidare il controllo sul credito ai prefetti, spiega Passera, «tutte le banche responsabilmente daranno il massimo della collaborazione, ma, mi lasci dire - aggiunge - cosa c'entrano i prefetti?». Secondo l'ad di Intesa Sanpaolo, la crisi fortissima che il Paese sta attraversando «non si affronta con decisioni demagogiche». Il coinvolgimento dei prefetti, «creerà disagio agli stessi prefetti e alle eventuali aziende reclamanti. Inoltre, quello che dico - aggiunge - e credo di interpretare anche la sensazione delle imprese è che l'idea che l'amministrazione e attraverso questa la politica entri nella tematica dell'erogazione del credito non è una cosa di cui si sente il bisogno. A me non pare una buona idea». Tanto più che, conclude Passera, «di controllo e di vigilanza ce ne è sicuramente molta. È importante non voler tutti fare tutto».
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