04/11/2010

Inzaghi spaventa Mou, il Real si salva. Roma ok a Basilea

Inzaghi spaventa Mou, il Real si salva. Roma ok a Basilea

Incredibile partita a San Siro: il Milan va sotto nel primo tempo. Al gol di Higuain risponde però una doppietta di SuperPippo (70 gol in Europa, è record). Al 93' il pareggio di Pedro Leon che gela San Siro. A Basilea, la Roma passa 3-2.

Continua...


23/05/2010

Torino, tragedia dopo la partita dell'Inter Accoltellato per strada muore in ospedale

Torino, tragedia dopo la partita dell'Inter Accoltellato per strada muore in ospedale

Edmondo Bellan, 63 anni, è stato colpito al torace e a un braccio. Lite tra due uomini in un bar sulla vittoria nerazzurra. Interrogate diverse persone, tra loro forse l'assassino

 

TORINO - Una lite, scatenata dalla vittoria interista nella Champions League, è finita in tragedia a Torino. Subito dopo la partita un italiano è stato accoltellato a morte davanti a un bar in cui aveva seguito la finalissima. La polizia sta ascoltando negli uffici della questura alcuni testimoni. Gli investigatori non escludono che tra loro possa esserci l'assassino.

DUE COLTELLATE - Da una prima ricostruzione dell'accaduto, sembra che la lite tra la vittima - Edmondo Bellan, 63 anni - e il suo assassino sia iniziata all'interno del bar Blu Sky di corso Lecce, nel quartiere Parrella. Una discussione banale causata dalla vittoria dell'Inter, ritenuta squadra poco rappresentativa dell'Italia per i troppi giocatori stranieri. Il titolare del locale ha allontanato i due, che dalle parole erano passati alle mani, ma la lite è proseguita in strada. Colpito da almeno due coltellate, una al torace e l'altra al braccio destro, Bellan è stato soccorso e portato in ospedale, dove è morto per una grave emorragia. Immediato l'arrivo delle volanti della polizia e degli investigatori della squadra mobile, che hanno portato in questura alcune persone. L'assassino dunque potrebbe avere le ore contate.

Redazione online


Inter campione d'Europa. Milano abbraccia gli eroi di Madrid

Inter campione d'Europa. Milano abbraccia gli eroi di Madrid

Oltre 100 mila tifosi si sono riversati nelle strade del capoluogo lombardo per festeggiare i nerazzurri che hanno battuto 2-0 il Bayern Monaco conquistando dopo 45 anni la Coppa. Una festa conclusasi all'alba a San Siro con l'arrivo dei giocatori

 

 

 

Madrid per una notte è in Piazza Duomo. L'Inter conquista la sua terza Coppa dei Campioni, mette in bacheca un incredibile Grande Slam e la sua gente - già ebbra di gioia per la conquista della Coppa Italia e dello Scudetto - si impossessa della città per una notte di festa lunghissima e dolcissima. Tanto dolce da oscurare l'addio oramai certo di Mourinho e i dubbi del Principe Milito. Tanto lunga da proseguire a Malpensa e poi allo Stadio di San Siro.

Epicentro dell'Inter-mania il salotto di Milano affacciato sulla Cattedrale, esploso in un boato terrificante al triplice fischio dell'inglese Webb, ancora piu' assordante quando capitan Zanetti - alla sua settecentesima partita con la maglia interista - ha alzato al cielo la Coppa dalle grandi orecchie: 45 anni dopo gli invincibili di Helenio Herrera.


Gia' a due ore dall'avvio della sfida con i tedeschi del Bayern, un fiume nerazzurro - ben superiore ai 50.000 che avevano festeggiato lo scudetto vinto a Siena - ha colmato Piazza Duomo, debordando nelle vie limitrofe, sotto la galleria Vittorio Emanuele fino a tracimare in Piazza Cordusio e in Piazza della Scala.

Considerando gli altri punti di aggregazione, Arena e Stazione Centrale - dove erano stati approntati maxischermi - dovrebbero essere stati piu' di centomila i sostenitori a seguire la partita stretti l'uno all'altro.

Interamente coperto di bandiere nerazzurre - oltre alle immancabili bancarelle di gadget, panini e bibite - il cuore di Milano ha presentato un colpo d'occhio mozzafiato punteggiato di striscioni inneggianti alla squadra: in particolare a Mourinho, Zanetti e Milito, incoronato Re, ben prima della doppietta che ha matato i bavaresi.


'Non c'è 2 senza 3', si leggeva su un lenzuolo sventolato davanti al Duomo, mentre su un altro campeggiava un invito a Re Juan Carlos, 'Cedi la corona al Principe', e su un altro ancora l'ironia per i blaugrana sconfitti in semifinale: 'Ne' Messi ne' Pedrito, a Madrid c'e' il Principe Milito'. Immancabile - e forse inutile - lo striscione-supplica rivolto a Mourinho, gia' mostrato a San Siro nella sfida con il Chievo: 'Mou se ci lasci non vale'. E proprio Mourinho - almeno a inizio partita,
prima dell'uno-due del Principe - catalizza tutta l'attenzione e i sospiri dei tifosi: quando viene inquadrato sul megaschermo mentre si siede in panchina, una selva di cori scuote Galleria Vittorio Emanuele e si propaga per tutta la piazza pronta a sostenere, a millecinquecento chilometri di distanza, i suoi beniamini.

Una piazza che - sicura della forza dei ragazzi del vate di Setubal - sembra snobbare il Bayern, sopporta a fatica lo 0-0 e si infervora per il primo gol di Milito accolto con entusiasmo ma quasi come un fatto dovuto.

"Ora si inizia a ragionare - spiega un tifoso in arrivo dalla Sicilia - segnato il primo gol adesso facciamo il secondo e ci portiamo a casa la Coppa". Tesi condivisa anche da molti altri sostenitori, "certi che una squadra cosi' non puo' temere nessuno".
Poco spaventati dalla buona ripresa del Bayern, partito a spron battuto nei primi minuti del secondo tempo e aggressiva pure dopo il secondo gol di Milito. Accolto, osserva un altro supporter, con "liberazione" prima di esaltarsi con il piu' classico dei 'chi non salta' e' rossonero'. Adrenalinica fin dal calcio d'inizio, Piazza Duomo, impazzisce letteralmente a fine gara.

L'urlo della gente nerazzurra stretta davanti al Duomo ha amplificato i canti di gioia provenienti dalle tante case con le finestre aperte - a causa del primo caldo stagionale. Alla conclusione delle ostilita' sul campo di Madrid, migliaia di tifosi hanno iniziato a scemare per le vie del centro, da Corso Vittorio Emanuele sino a Piazza Castello mentre sulle arterie cittadine sono iniziati caroselli festanti di macchine e motorini, accompagnati da bandiere e petardi. Altissimi i decibel dei cori e graffianti gli sberleffi a rivali e ex amici. "Ciao Ibra", urla davanti alle telecamere un ragazzo memore della scelta del Barca da parte dello svedese per vincere la Champions mentre un signore di mezza eta' commenta serafico "Abbiamo superato i campioni di Inghilterra, Spagna e Germania: abbiamo vinto la Coppa dei campioni piu' bella".


Infine, la marea nerazzurra si è riversata allo Stadio San Siro per accogliere i suoi eroi, giunti da Madrid. Ed è lì,
con il sole che faceva capolino, che è esplosa la festa.

 

 

 


22/05/2010

Bayern-Inter ora ci siamo Il giorno della verità

Bayern-Inter ora ci siamo Il giorno della verità

Conferenza stampa delL'allenatore dell'Inter prima della finale. Mourinho: «Noi non abbiamo preparato la festa. Loro sì», «Hanno già pronte le magliette celebrative. Forse sono più ottimisti o rischiano più di noi»

 

Josè Mourinho(Ap)

MADRID - «E' molto difficile dire chi è favorito. Quello che posso dire è che non abbiamo preparato maglie celebrative, pullman o feste particolari, loro hanno preparato tutto, magliette e altro. Forse loro sono più ottimisti o rischiano più di noi». Parola di Mourinho, secondo il quale la storia dell'Inter «è già straordinaria di per sè. Se la squadra vincerà la finale di Champions sarà fantastico». In conferenza stampa l'allenatore dell'Inter ha fatto i complimenti al Bayern per i successi ottenuti nella stagione. «Dopo la partita - ha aggiunto - sarà festa per tutti. Nello stesso club o in un club diverso». «Non potrò dire che questa sia stata la mia ultima partita». Josè Mourinho ha precisato che non annuncerà le decisioni sul proprio futuro: «deciderò dopo quattro o cinque giorni». Lo Special One pensa solo alla finale di Champions League. Poi, a bocce ferme, rifletterà. «Se questa sarà la mia decisione tra qualche giorno, sicuramente» sarà stata l'ultima gara. Le voci relative al passaggio del tecnico sulla panchina del Real Madrid si intensificano. «Non è un problema per me. Chi gioca una finale di Champions, non può pensare ad un'altra cosa. È la verità: penso solo alla partita di domani. Dopo la partita, vita nuova per tutti: non solo per me, per tutti. Mondiali, vacanze, nuovo club, vacanze in montagna».

LA NOSTRA STRADA E' STATA PIU DIFFICILE - «La nostra strada - ha detto l'allenatore - è stata più difficile perché noi abbiamo affrontato il Chelsea o il Barcellona. Il Bayern come noi ha vinto campionato e coppa ed è una squadra ben organizzata con tradizione in Europa».

I NON INTERISTI TIFERANNO BAYERN - Il tecnico dell'Inter Josè Mourinho è anche convinto che interisti a parte, «gli italiani domani sono tifosi del Bayern. Ma è normale, non è un problema». «Non conosco un tifoso del Benfica che tifava Porto nella finale di Champions e viceversa, questa è la nostra e la vostra cultura. Per questo il calcio in Portogallo, Italia, in Spagna è diverso. I tifosi del Real Madrid non sono tristi che il Barcellona non giochi la finale...».

«VAN GAAL CON ME E' STATO FANTASTICO» - La finale di Champions League tra Inter e Barcellona sarà anche una sfida tra quelli che una volta erano allievo e maestro: Josè Mourinho e Louis Van Gaal. «Ho imparato da lui che per arrivare in alto bisogna lavorare tanto», ha detto il portoghese. «Posso solo parlare bene di quel periodo: sembra sia successo ieri, invece sono passati 12-13 anni. Con me e’ stato fantastico», dice Mourinho che replica al "maestro" van Gaal secondo cui il calcio dell’Inter è difensivo. «Sembra che abbia visto solo Barcellona-Inter e non le altre partite che abbiamo giocato, ad esempio quella contro il Chelsea», dice il tecnico nerazzurro.

ZANETTI: «SOLO LUI SA QUALE SARA' IL SUO FUTURO» - Secondo il capitano Javier Zanetti «Mourinho scenderà in campo per vincere la Champions. Solo lui sa quale sarà il suo futuro». Il portoghese potrebbe lasciare l'Inter dopo la finale di Champions League in programma domani a Madrid contro il Bayern Monaco.


20/05/2010

La Uefa apre un'indagine su Debrecen-Fiorentina

La Uefa apre un'indagine su Debrecen-Fiorentina

La confederazione europea sospetta la manipolazione dell’incontro di Champions League e lo scorso 13 maggio ha già interrogato otto giocatori del club ungherese

 

 

La Uefa ha aperto un’indagine su Debrecen-Fiorentina, incontro della prima fase della Champions League 2009-2010 vinto per 4-3 dai toscani. Secondo l’edizione online del quotidiano francese L’Equipe, che cita la tedesca Ard, la confederazione europea sospetta la manipolazione dell’incontro e lo scorso 13 maggio ha già interrogato otto giocatori del club ungherese. Nell’inchiesta è coinvolto anche un procuratore legato a diversi calciatori del Debrecen.

Il direttore sportivo del club campione di Ungheria, Csaba Bartha ha confermato la notizia, spiegando che «otto giocatori sono stati ascoltati il 15 maggio dai membri della commissione disciplinare Uefa». E anche un portavoce della Federazione europea ha riferito che una «delegazione Uefa è stata la settimana scorsa a Budapest per interrogare alcuni calciatori». Il portavoce non ha voluto precisare se l'inchiesta sia uno sviluppo di quella avviata nel novembre scorso dalla giustizia tedesca che ha portato a scoprire oltre 200 partite truccate in tutta Europa, tra cui tre gare di Champions, con un giro di affari illegali stimato sui dodici milioni di euro.


14/05/2010

Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in fila

Mourinho regala un biglietto per la finale al primo tifoso nerazzurro in fila

La sorpresa. Un giovane di 23 anni riceve il tagliando dal tecnico. Dovrà versare in beneficenza 225 euro

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MILANO - Il primo di loro ce l'ha fatta. I tifosi dell'Inter sono in fila da ore davanti alla banca milanese che sabato mattina distribuirà i biglietti per la finale di Champions League. Paolo Sacco, 23 anni, abbonato del terzo anello verde, aveva deciso di mettersi in coda addirittura da giovedì mattina, tanto da riuscire a piazzarsi davanti a tutti. La sua fedeltà alla squadra del cuore è stata ben ripagata: Josè Mourinho in persona gli ha infatti regalato un tagliando per la sfida con il Bayern Monaco.

BENEFICENZA
- Il fortunato tifoso dovrà versare in beneficenza il valore del biglietto, 225 euro. In coda da giovedì alle 9.45 per acquistare un tagliando da 160 euro, Paolo ne spenderà ben volentieri qualcuno in più, ma sarà certamente felice di farlo e di dimostrare il versamento a un ente che si occupa di solidarietà a sua scelta. Poi, alla fine della prossima settimana, partirà in auto alla volta di Madrid per seguire dal vivo il match tanto atteso. Come racconta il sito dell'Inter, Mourinho era particolarmente orgoglioso di sapere che tanta gente ha scelto di stare in fila anche più di due giorni per provare ad acquistare un biglietto. «Io non posso accontentare tutti - ha spiegato il portoghese -, ma con questo mio gesto voglio dimostrare il mio affetto nei loro confronti. È il mio applauso alla passione di tutti i tifosi nerazzurri. Il ragazzo dovrà dimostrare però di aver donato i soldi in beneficenza».

VISITA DI MORATTI
- In serata, poi, anche il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha fatto visita ai circa 5 mila tifosi neroazzurri in coda. Cori e applausi hanno accolto l'arrivo del numero uno interista che si è fermato a parlare con alcuni dei tifosi accampati sotto tende da campeggio e rifugi d'emergenza per proteggersi dalla pioggia. Molte persone hanno chiesto a Moratti di anticipare alle 8 del mattino l'apertura dello sportello che vende i tagliandi per accorciare i tempi di attesa dei tifosi, molti dei quali sono in coda già dal mattino e dal pomeriggio di giovedì. Moratti, secondo quanto raccontano alcuni dei presenti, ha detto che farà il possibile per andare incontro alla richiesta.


La casta e i biglietti per la finale di Madrid

La casta e i biglietti per la finale di Madrid

I privilegi dei parlamentari per Inter-Bayern. Tifosi nerazzurri già in coda. Tranne gli "amici" degli Inter Club delle due Camere

 

Anche ieri, giovedì 13 maggio, festa della Beata Vergine Maria di Fatima, la Camera era vuota come una spiaggia a gennaio sotto un diluvio. Direte: non era un giorno lavorativo? Dipende dai lavori. Non avevano promesso che avrebbero lavorato anche il venerdì? Sì, però, dipende, insomma... Ma tiratevi su: i deputati non perderanno altre ore preziose per mettersi in coda all’unico sportello milanese che venderà gli ultimi biglietti per la finale di Champions.

Gli amici dell'Inter, infatti, non hanno avuto cuore di infliggere loro l'umiliazione di sentirsi come i comuni mortali. I parlamentari possono comprare i loro biglietti con comodo. All'Inter club di Montecitorio e di Palazzo Madama. Quale sia al momento la situazione l'abbiamo raccontato ieri. Dei ticket che aveva a disposizione, la società di Massimo Moratti ne ha distribuiti un migliaio alla curva dei fedelissimi, 9000 a una serie di agenzie che organizzano pacchetti completi, 5000 agli Inter Club che organizzano i voli. Se n'è infine tenuti 2000 da gestire direttamente. Tra i quali, a quanto pare, sarebbero quelli destinati agli amici degli Inter Club della Camera (presidente Francesco Colucci, deputato del Pdl e questore di Montecitorio) e del Senato, presidente Benedetto Adragna, Pd, lui pure questore a Palazzo Madama. In aggiunta a quelli riservati, si capisce, ai consiglieri comunali milanesi, ai consiglieri regionali, agli assessori, ai famigliari, ai portaborse... Per carità: tutto regolare, ci mancherebbe. Si dirà che è anche nell’ordine delle cose che una società di calcio cerchi di mantenere buoni rapporti con il mondo della politica. Che l'hanno già fatto altri.

Ma i tifosi dell'Inter che sono tagliati fuori da ogni possibilità di avere un biglietto per la finale con il Bayern a meno che non si rassegnino a comprarlo on line dai bagarini a prezzi astronomici che vanno da 800 a 6.950 euro (posto «categoria vip», in un box privato e con champagne, spiegava ieri Gianni Santucci) hanno o no il diritto di sentirsi non solo cittadini di serie B ma anche (e in questo caso è paradossalmente perfino peggio) interisti di serie B? Piccolo promemoria: qualche anno fa la «nazionale» dei parlamentari programmò una partita con i deputati e i senatori di un paese del Sudamerica. E solo all’ultimo istante, grazie allo sconcerto di uno dei nostri onorevoli-calciatori («ma siete pazzi? Se la cosa finisce sui giornali ci fanno, giustamente, un mazzo così! ») saltò l’ipotesi che l'allegra comitiva varcasse l'oceano con un volo di stato. Ecco: visto che dopo i tagli del governo Prodi (una delle poche cose fatte davvero contro i privilegi castali) e il successivo assopirsi dell'indignazione popolare l'andazzo è ripreso come prima e peggio di prima, possiamo chiedere che non ci pensino neppure, a una trasferta del genere a spese delle pubbliche casse? Diranno che per carità, quando mai, queste sono solo malignità insensate e prevenute. Meglio così. Però, come diceva zio Giulio Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina...

Gian Antonio Stella


19/03/2010

L'Inter sfida la forza del destino

L'Inter sfida la forza del destino

 

Sorteggi - Oggi alle 12 gli accoppiamenti di Champions: da evitare Barcellona e Manchester. Anche la Juve è fuori: tocca ai nerazzurri salvare l’Italia

 

Domani sera il Palermo; oggi il sorteggio dei quarti di Champions League. L’Inter conoscerà a mezzogiorno il nome dell’avversario delle partite, che si giocheranno tra il 30 o 31 marzo (andata) e il 6 o 7 aprile (ritorno). Sorteggio a Nyon, sede dell’Uefa e in diretta tv; sorteggio libero, senza teste di serie o particolari accorgimenti: tutti contro tutti. Dei sette avversari, due appaiono fortissimi: Barcellona, campione in carica, e Manchester United, vincitore dell’edizione 2008 e finalista nel 2009. In alternativa, il Lione, che ha appena eliminato il Real; il Bordeaux, che ha fatto fuori l’Olympiacos; il Bayern Monaco, aiutato dall’arbitro Ovrebo a superare la Fiorentina; l’Arsenal, che non ha avuto grandi problemi a battere il Porto; il Cska Mosca, sorprendente nel ribaltare il pronostico con il Siviglia. In queste ore si è fatta strada la convinzione che l’avversario migliore possano essere proprio i russi, ma basterebbe ricordare la lunghezza del viaggio per e da Mosca per azzerare qualsiasi (teorico) vantaggio di partenza. Come da recente tradizione, il sorteggio di oggi servirà per definire anche il tabellone completo della Champions League, con gli accoppiamenti per le semifinali di fine aprile (andata: 20 e 21; ritorno: 27 e 28; finale: sabato 2 maggio a Madrid).

Massimo Moratti ha riassunto così l’umore nerazzurro: «Abbiamo già parlato della vittoria contro il Chelsea. Va tutto bene, sono felicissimo, ma adesso pensiamo al Palermo, perché sarà una partita molto dura. Rinnovo i complimenti a Mourinho, ma adesso dobbiamo concentrarci sul campionato. Giriamo pagina, ripenseremo alla coppa quando dovremo preparare l’andata dei quarti. L’avversario? A questo punto, chi ci capita, ci capita ». A Stamford Bridge, dopo la vittoria sul Chelsea, aveva detto: «Tutti speriamo sempre in una squadra più abbordabile, poi quando arriva una grande diciamo: fantastico, questa è la squadra giusta per metterci alla prova. Il Real sembrava dover mangiare il Lione e invece è andata in un altro modo». È dall’aprile 2003 che i nerazzurri non raggiungono la semifinale; ci erano riusciti, eliminando il Valencia, prima di affrontare il Milan (eliminazione con doppio pareggio: 0-0 e 1-1). Se l’Inter spera comunque di dribblare almeno il Barcellona, anche Pep Guardiola sarebbe contento di evitare i nerazzurri: «L’Inter contro il Chelsea è stata straordinaria. Mourinho e Ferguson sono allenatori straordinari».

Dopo aver conosciuto il nome dell’avversario di Champions League, l’Inter volerà a Palermo e lo farà nel rispetto della linea del silenzio adottata a partire dal 20 febbraio, subito dopo la partita con la Sampdoria (0-0, 9 contro 11). Unica eccezione: la vigilia e il seguito delle due sfide con il Chelsea. Obblighi Uefa. È possibile che, a fine partita, invece del d.t. Branca, questa volta possa essere un giocatore a parlare. Ma questi sono soprattutto i giorni di Mourinho: lo corteggiano i club della Premier League e il quotidiano madrileno Marca ha mobilitato il direttore, Eduardo Inda, per spingere Florentino Perez a puntare su di lui, per completare la rifondazione del Real: «Mourinho ha dimostrato di essere una fuoriserie; di che cosa sarebbe capace se gli mettessimo in mano il Madrid, la crema delle creme del calcio mondiale?». Come ha spiegato lo stesso Mourinho al Sun, martedì notte, a qualificazione raggiunta, «in futuro potrei anche allenare un altro team inglese. Il mio futuro consiste nel fare il mio meglio fino alla fine della stagione, poi vedremo. Il mio contratto è semplice, l’accordo è per altri tre anni con una clausola che mi permette di andarmene quando voglio», pagando il mancato preavviso. Ci sarà tempo per prendere una decisione e per eventuali comunicazioni al presidente e ai dirigenti preposti all’incarico. Per ora c’è da pensare al sorteggio di Champions League e al Palermo.

Fabio Monti


12/03/2010

La moglie di Kakà contro il tecnico del Real: «Codardo». Poi smentisce

La moglie di Kakà contro il tecnico del Real: «Codardo». Poi smentisce

 

LA POLEMICA. Carolina Celico rilancia un messaggio scritto su Twitter dal portavoce del giocatore. «Ma non volevo farlo mio»

 

Kakà con la moglie (foto d'archivio)
Kakà con la moglie (foto d'archivio)

MADRID - Il messaggio l'ha scritto il suo portavoce. Ma è stata sua moglie a rilanciarlo su Twitter. In ogni caso, la frase apparsa in Rete contro Manuel Pellegrini rischia di incrinare i rapporti tra Kakà e il Real Madrid. «Un allenatore codardo - aveva scritto Diogo Kotschko sul popolare sito di microblogging - sostituisce sempre un giocatore per sviare l'attenzione dalla propria incompetenza». Un riferimento alla decisione del tecnico della squadra spagnola di togliere anzitempo il fuoriclasse brasiliano nella sfida di Champions League contro il Lione (pareggiata 1 a 1 e costata l'eliminazione al Real). Il messaggio è stato subito rilanciato dalla moglie di Kakà, Carolina Celico, che poi ha negato di averlo voluto far proprio. Lo stesso Kotschko ha minimizzato la sua frase: «Non volevo offendere nessuno, era solo una reazione a caldo». E poi: «Visto che su Twitter non posso parlare da tifoso, da oggi commenterò solo ricette».

LA RABBIA - Quanto a Kakà, uscito dal campo visibilmente contrariato, ha spiegato che non ce l'aveva per la sostituzione ma «per la situazione e perché sapeva di non poterci fare più nulla».


20/02/2010

Leonardo, gelo su Berlusconi «Basta una parola e vado via»

Leonardo, gelo su Berlusconi «Basta una parola e vado via»

 

NERVI TESI AL MILAN. Dopo le critiche al gioco. «Se il presidente vuole che mi metta da parte...». «Alla squadra serve tranquillità»

 

Leonardo, primo anno sulla panchina del Milan (Ap)
Leonardo, primo anno sulla panchina del Milan (Ap)

MILANO - «Sono sempre molto tranquillo, i nostri accordi sono molto ma molto chiari. C'è stata una politica stabilita e io non ho nessun problema: se il presidente vuole che mi metta da parte, basta una sua parola»: così il tecnico rossonero Leonardo ha commentato le affermazioni sul gioco del Milan fatte da Silvio Berlusconi durante una cena con parlamentari del Pdl: «È una bella squadra se solo la facessero giocare bene». «Per andare avanti - prosegue Leonardo - ci vuole la cosa più importante, ci vuole tranquillità e queste cose non fanno bene alla squadra. Ma neanche male, perché è una squadra matura. Sono un allenatore e verrò valutato per questo. La mia libertà è intoccabile. Io lavoro con la mia testa, la mia autonomia e la mia libertà».

LA GARA COL MANCHESTER - «Sono da 13 anni in questa società e basta una parola del presidente, una. Non ho problemi di contratto - ha proseguito - la società non pagherà mai due allenatori. Nel frattempo, voglio essere concentrato sulla squadra che va difesa perché loro quest'anno hanno fatto cose eccezionali, tutti. La squadra ha prodotto in un certo periodo un gioco straordinario e questo va difeso; contro il Manchester ha giocato meglio e questo va difeso: abbiamo perso ma le cose vanno analizzate con logica».