29/05/2009
Un fantasma intorno al buco nero
Un fantasma intorno al buco nero
Offre la possibilità di indagare quanto è accaduto quando l’universo era molto giovane. È ciò che rimane dopo che radiazioni zampillate dal corpo celeste sono scomparse
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MILANO - C’è un fantasma intorno a un buco nero. Lo hanno proprio chiamato così, «fantasma cosmico», gli astronomi americani che l’hanno scoperto grazie al satellite Chandra della Nasa. Ed è la prima volta che viene avvistato un fenomeno del genere attorno a un «mostro» del cielo. Il fantasma è ciò che rimane dopo che altre radiazioni zampillate dal buco nero sono scomparse. Per questo esso testimonia un’imponente eruzione prodotta dal buco nero offrendo la possibilità agli scienziati di indagare quanto è accaduto in un tempo lontano quando l’universo era ancora molto giovane.
FORMA DI SIGARO - Il fantasma che ha la vaga forma di un sigaro lungo poco più di due milioni di anni luce, si mostra come una sorgente azzurra ripresa dal satellite (specializzato nel cogliere la radiazione X). Battezzato HDF 130 si trova a circa 10 miliardi di anni luce dalla Terra e la sua origine risale a tre miliardi di anni dopo il Big Bang quando stelle e galassie si formavano a grande ritmo. La potenza dell’eruzione è calcolata pari a miliardi di supernovae (che sono le esplosioni degli astri alla fine della loro vita) . Essa produceva grandi quantità di onde radio e radiazioni X, ma le prime si disperdevano e gli elettroni meno energetici interagendo con il mare di fotoni rimasti dopo il big bang producevano raggi X.
EMISSIONE RADIO - “Il fantasma ci racconta che l’eruzione è avvenuta dopo molto tempo la creazione del buco nero” spiega Scott Chapman della Cambridge University. Altri fenomeni del genere erano stati prima osservati solo provenienti dalle galassie. Nel fantasma HDF 130 è stato rilevato un solo punto emittente in radio e questa è la “firma” della presenza di buco nero supermassiccio.
Giovanni Caprara
22:57 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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07/04/2009
La «mano» che afferra le stelle
La «mano» che afferra le stelle
La stella di neutroni PSR B1509-58. Originata 1.700 anni fa a 17 mila anni luce dalla Terra. Scoperta da Chandra, telescopio orbitale ai raggi X
Una gigantesca mano che sembra afferrare le stelle: è questa la spettacolare scoperta fatta dai ricercatori della Nasa. Una stella di neutroni, distante circa 17 mila anni luce dalla Terra, che ha le sembianze di una grande mano: l'incredibile scoperta è stata possibile grazie a Chandra, telescopio orbitale ai raggi X, che invia da quasi dieci anni immagini dallo spazio e che è destinato a scomparire presto nell'infinito spazio.
STELLA DI NEUTRONI - La stella di neutroni PSR B1509-58 misura appena 20 chilometri di diametro e ha solo 1.700 anni, quindi - ragionando in dimensioni cosmiche - assai giovane. Tuttavia, il minuscolo pulsar è in grado di scaraventare le particelle nello spazio a oltre 200 milioni di chilometri orari e produrre un'immensa nebulosa, grande 150 anni luce. Il campo magnetico prodotto è tre miliardi più potente di quello del nostro pianeta. La particolarità sta però nei suoi «gas di scarico»: la nebulosa ai raggi X dà all'osservatore l'illusione di vedere una «mano cosmica» che afferra le stelle.
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