05/10/2010

Io, finta 14enne in chat: così spunta "l’amico" pedofilo

Io, finta 14enne in chat: così spunta "l’amico" pedofilo

Basta presentarsi come una ragazzina per capire quanto sia facile finire nella rete di qualche "orco". Colpa di quel gioco a essere grandi che può diventare un incubo e, nei casi più estremi, finire in un abuso. Leggi le intercettazioni esclusive

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15/04/2010

Pedofilia, arrestato perito informatico

Pedofilia, arrestato perito informatico

A senna Comasco. Aveva adescato via chat un dodicenne. L'uomo è anche presidente di una società di basket

 

COMO - Un perito informatico di 50 anni, Enrico Marelli, di Capiago Intimiano (Como), presidente della società di basket di Senna Comasco, è stato arrestato dai carabinieri di Como per pedofilia, sulla base di un'ordinanza emessa dal gip di Como. Secondo le accuse l'uomo avrebbe adescato via chat un ragazzino di 12 anni. Un colloquio via internet, dove erano usati termini sessuali espliciti e veniva fissato un incontro tra i due, è stato però intercettato da una parente del ragazzino, che ha avvisato i carabinieri, i quali si sono presentati all'appuntamento. Una successiva perquisizione nel garage di casa dell'indagato ha permesso di scoprire una postazione con vari computer e web cam. Sul disco fisso di un computer sono state trovate centinaia di immagini pedo pornografiche nonchè riprese video con protagonista lo stesso perito informatico. Marelli, sposato, due figli, è un personaggio molto noto anche nel mondo della pallacanestro. I carabinieri hanno precisato che l'indagato non avrebbe mai approfittato della sua carica di presidente della società di basket per molestare o contattare ragazzi che la frequentano (fonte: Ansa).


24/05/2009

Relazioni pericolose e web-dipendenti Nasce il partito dei nemici di Facebook

Relazioni pericolose e web-dipendenti Nasce il partito dei nemici di Facebook

 

Il fenomeno. Contestata la superficialità dei rapporti. E in molti decidono di cancellare il proprio profilo dalla Rete. I «no» ai social network. Scaparro: solo una vetrina per mettersi in mostra

 

MILANO — «Qual è il vantaggio di mettersi in mostra su una piazza virtuale con il pretesto di fare incontri interessanti?», chiede Fulvio Scaparro. L'amore ai tempi di Facebook è malato, se un comico finisce in carcere con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne conosciuta sul social network. E lo psicologo insiste: «Amicizia e amore acquisiscono valore con la riservatezza. La loro prova è nel quotidiano, nel frequentarsi, nel litigare: sono qualcosa di prezioso che presuppone lentezza. Ricevo molte lettere di genitori e insegnanti preoccupati».

L'entusiasmo, però, sta scemando. E i fanatici della prima ora cominciano a ricredersi. Perché trovato l'ex fidanzato, rintracciato quello che non ti filava al liceo e che adesso ha la pancia (ben gli sta), fatta «amicizia» con il cantante preferito, cosa resta di Facebook? Noia, direbbe il Califfo. Cioè: persone che non sentivi prima e che continui a non sentire dopo; presunti «amici» ai quali non hai mai mandato nemmeno un messaggio, ma che sono lì a mostrare a tutto il «Facebookmondo» che la tua rete sociale è ricchissima. Fino all'assurdo: i gruppi «Io non sono su Facebook» e «Io odio Facebook», cliccatissimi in inglese, che qualcosa vogliono dire, al di là dell'ossimoro, visto che si trovano sul «Librofaccia».

Nicola Savino non scherza. «Sottotitolo di Facebook: ci sarà un motivo se non ci vediamo da 30 anni, caro ex compagno di scuola...». E quando parla della sua esperienza con il social network ammette: «La scimmia dura tre settimane. Poi ti rimane quella sensazione strana: sì, hai trovato chi non sentivi dalle elementari, ma scambiate le domande di rito cos'altro gli dici? E poi non vorrei fare il brunettista, però Facebook è l'apoteosi del fannullone».

Il risultato è che sempre più utenti decidono di «suicidarsi», come si dice in gergo, cancellando il proprio profilo dalla Rete. Oppure sospendono l'attività, come Daria Bignardi, che su Vanity Fair ha scritto: «Non sono fatta per amare a metà... Ma con 4.959 amici e 7.096 in attesa di essere accettati, capite che mi sta venendo l'angoscia?».

Il partito dei detrattori cresce. «Ho provato a farci un giro sotto le mentite spoglie di mio fratello. Ma quando ho visto l'ex fidanzata del mio fidanzato "amica" del mio ex migliore amico, che a sua volta era "amico" del mio ex psicologo, sono rimasta sconvolta da quanto fosse facile il concetto di amicizia», racconta la scrittrice Chiara Gamberale.

Scoraggia anche il fenomeno del furto di identità. Lo spiega il Premio Campiello Opera Prima 2006. «Su Facebook ci sono quattro Marco Missiroli e nessuno di quelli sono io. Così sono diventato lo scrittore stronzo che non risponde ai messaggi. Non è solo un discorso di privacy. Non mi piace forzare i legami, accelerare le mie emozioni. Facebook è un illusionista: è una vetrina sociale di rapporti falsi. Ha fatto aumentare tradimenti, divorzi, violenze. Sono l'unico a scrivere le lettere come una volta?». Ha in mente relazioni autentiche la iena Paolo Kessisoglu, antidivo della tv generalista: «Ci ho provato, ma non mi ha preso: Facebook è un mezzo che assicura la quantità e non la qualità. Per me il progresso è tornare indietro, a un modo di vivere più semplice, che ha a che fare con i rapporti umani e con il sentirsi parte della natura».

E mentre parla al telefono, l'autore barbaricino Salvatore Niffoi è davanti a una montagna di lettere scritte a mano. «Rispondo a tutte, per email. Ma Facebook no, è una forma di guardonismo micidiale: è come imparare a fare l'amore leggendo i giornaletti porno».

Elvira Serra


29/04/2009

La rivincita di MySpace

La rivincita di MySpace

 

 

Barbarani_MySpace.jpg“Sì, è vero: dal punto di vista di social network puro abbiamo qualcosa, e forse anche più di qualcosa, da invidiare a Facebook”. Non si fa problemi ad ammetterlo Francesco Barbarani (nella foto), il country manager di MySpace Italia. La community online di proprietà della News Corp. di Rupert Murdoch pur mantenendo la leadership americana tra i siti di social networking, l’anno scorso ha dovuto cedere la scettro del primato mondiale al rivale Facebook.

Un doloroso passaggio di consegne che recentemente è costato il posto all’ad e co-fondatore Chris DeWolfe per l’ex di Facebook Owen Van Natta. Ma un sorpasso che non spaventa il sito da sempre declinato alla musica – 5 milioni le band musicali nel mondo che hanno un profilo su MySpace -, che ora punta a un posizionamento in Rete un po’ diverso. Anche per sdoganarsi dal fenomeno-Facebook – ormai e a vario titolo sulle prime pagine dei giornali quasi tutti i giorni -, ma non solo. “Ci vedo più simili a Yahoo! o America Online. Basta solo considerare che facciamo parte dell’impero di Murdoch: dai giornali cartacei e online a Fox a Sky, possiamo contare su una quantità e una qualità di contenuti che definirei pazzeschi”, ci spiega Barbarani. “Quindi è solo questione di tempo, poco, perché si arrivi  a mettere in campo le nostre sinergie: MySpace diventerà quello che definisco un portale di nuova generazione, un sito anche di contenuti premium che offriremo ai nostri 150 milioni di utenti”. Ovviamente a pagamento, come la filosofia del magnate australiano insegna.

Una natura diversa per i due siti concorrenti - tutt’e due precoccupati e altrettanto allettati dall’ascesa del giovane Twitter - che è testimoniata anche dalle cifre dei ricavi. Mentre Facebook, al pari dell’altro fenomeno YouTube, fatica a monetizzare i propri grandi numeri, MySpace per il 2008 ha generato ricavi per quasi un miliardo di dollari. Una maggiore attenzione all’advertising online, dai banner profilati ai Secret Show sponsorizzati, che – insieme a un filtro più attento ai contenuti che è valso il premio di Altroconsumo – ha forse raffreddato l’animo a molti utenti, più attratti dalla semplicità e “pulizia” di Facebook. Ma che facilmente disegna il presente e futuro della community nata a Los Angeles. Francesco Barbarani: “Abbiamo un lavoro da sviluppare con i nostri utenti, ma anche con le aziende. Perché, soprattutto in questo periodo di crisi, è interese delle aziende stesse creare “amicizie” con l’utente. Le aziende devono letteralmente flirtare con i clienti. È il concetto dei “Lovemarks”, un lavoro di marketing che inizia su MySpace e che arriva fino al signolo utente per fidelizzarlo”.

Business e sentimenti, dunque. Aziende che amano i propri consumatori e che da loro si fanno amare. Ecco la formula su cui punta il “nuovo MySpace”. “Abbiamo un’attenzione maniacale per i nostri utenti, il nostro team qui in in Italia si preoccupa di scrivere ai nuovi utenti, ogni giorno rispondiamo sempre a tutti quelli che ci scrivono. Diciamo che non siamo “democratici” tra virgolette come Facebook, ma che ai nostri utenti vogliamo davvero bene”. Sorride Barbarani. E per far capire come MySpace sia presente e attivo sul territorio cita i progetti di Genova – la prima città italiana, e forse non solo, che dialoga con i cittadini attraverso il sito -, quello con la Fondazione De Andrè per far musicare da band sconosciute quattro testi inediti del cantante, infine il concorso per scrivere la colonna sonora dello spot dell’associazione Soleterre Onlus, con cui il portale lavora da tempo.


04/04/2009

Demi Moore salva un'aspirante suicida grazie a «Twitter»

Demi Moore salva un'aspirante suicida grazie a «Twitter»

 

L'attrice ha ricevuto un messaggio da una donna e ha avvertito la polizia di San Josè in California

 

Demi Moore in una foto su «Twitter» (Emmevi)
Demi Moore in una foto su «Twitter» (Emmevi)

 

 

 

 

 

 

 

WASHINGHTON - Demi Moore ha contribuito ad impedire a una donna di suicidarsi. È quanto ha rivelato il marito dell'avvenente attrice, Ashton Kutcher, specificando che il salvataggio sarebbe avvenuto tramite il popolarissimo mini-blog «Twitter» che, come si è lamentata recentemente la stessa Moore, usa assiduamente.

LA VICENDA - Secondo Kutcher (#aplusk su Twitter) la consorte (mrskutcher) ha ricevuto un messaggio da una donna (#sandieguy), che le preannunciava l'intenzione di «prendere un coltello» con cui intendeva «tagliarsi il braccio». La Moore dopo averle risposto, «spero tu stia scherzando», ha avvertito la polizia di San Josè in California, «salvando la vita della donna». Un portavoce della Polizia di San Jose ha confermato che grazie all'intervento di molte segnalazioni è riuscita ad intervenire in tempo per bloccare la donna.

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29/03/2009

Amore, baci e appuntamenti al buio: così tradisce un milanese su due

Amore, baci e appuntamenti al buio: così tradisce un milanese su due

 

LE TENTAZIONI: SU INTERNET, IN PAUSA PRANZO, IN ASCENSORE. Indagine di psichiatri e ginecologi sulle abitudini sentimentali. Numeri inattesi: infedele il 55%


Richard Gere e Diane Lane in «L'amore infedele»
Richard Gere e Diane Lane in «L'amore infedele»

MILANO - Un sondaggio choc manda all'aria le statistiche rodate. Un milanese su due (donne e uomini finalmente in parità) ammette che sta tradendo il partner. Numeri inattesi persino dai promotori del test, lo psichiatra Alberto Caputo e il ginecologo-sessuologo Roberto Bernorio, dell'Associazione italiana di sessuologia applicata alla coppia, che di esperienza sul campo ne hanno maturata. E non poca. Perché le statistiche, appunto, dicono che il tradimento (senza includere nella casistica quello che rimane confinato ai sogni e ai pensieri) riguarda sette coppie su dieci, una volta nella vita. Ed è motivo di crisi coniugali e separazioni. Sia esso «leggero», dettato dal bisogno di evadere dal quotidiano, sia «pesante», termometro del desiderio di cambiamento.

La fotografia del tradimento quotidiano va in onda in diretta, il venerdì mattina (alle 6!) su Radio Deejay, con Andrea e Michele (i due inviati di «Quelli che il calcio») che per sei settimane e sei puntate (la seconda avrà per tema: i luoghi del tradimento) tenterà di fotografare le abitudini degli italiani. «I dati fanno riflettere - dice lo psichiatra Alberto Caputo - . Perché il campione (3 mila risposte) è molto selezionato. E allora ci si domanda perché si tradisce? E per ognuno c'è una risposta diversa». Il bacio rubato nell'ascensore, l'incontro con l'amico conosciuto su Internet, la fuga nella pausa pranzo. Bisogno di evadere dallo stress della metropoli? C'è chi si rilassa passeggiando nel parco, chi stacca dai ritmi concitati tuffandosi in libreria, chi macinando chilometri sul tapis roulant. E chi, invece, si rifugia in hotel con l'amica/o.

Ci provano gli esperti a trovare motivazioni biologiche (testosterone per lui, picchi di estradiolo per lei), spiegano che l'uomo è un «traditore seriale » mentre la donna «opportunistica ». Aggiungono che le «donne belle sono più propense ad essere infedeli» e che quella che sembrerebbe una affermazione maschilista, in realtà, è confermata da uno studio degli psicologi del Texas. E avvertono che «tra i tradimenti c'è anche quello che porta in psicoterapia», o allo stalking, la persecuzione dell'altro, a storia finita. Oggi, invece, su Gold7, nuova puntata dell'Educational sulla affettività promosso dall'assessorato alla Salute. Giampaolo Landi di Chiavenna con Caputo e Bernorio e giovanissimi in prima linea sul tema «piacere e contraccezione ». L'appuntamento delle 18.30, che apre una finestra su Whitespace, il sito dedicato agli adolescenti, che è arrivato a 35 mila accessi al mese e sta diventando un cult per mamme e giovani che non sono più giovani.

Paola D'Amico


12/10/2008

Sogna la ragazza ideale e la cerca su Internet

Sogna la ragazza ideale e la cerca su Internet

Un giovane britannico pubblica in Rete lo "schizzo" della donna ideale. «Spero di trovarla nella realtà», in 400 rispondono all'appello. Ma nessuna è quella giusta

Lo schizzo della 'ragazza' dei sogni
Lo schizzo della "ragazza" dei sogni
 
 
 
 
LONDRA - Il ventenne Adam Pacitti ha fatto un sogno. Niente, però, a che vedere con quello di Martin Luther King del 28 agosto 1963, perché il sogno di questo studente della Winchester University dell'Hampshire, nato sull'Isola di Wight, non riguarda il desiderio di uguaglianza fra gli uomini, bensì l'amore della sua vita. Già, perché una notte Adam si è visto comparire in sogno la sua donna ideale e se n'è perdutamente innamorato, tanto da disegnarne l'identikit una volta sveglio e da piazzarlo su 15.000 volantini che, sotto lo schizzo, recavano una semplice domanda: «Is this you?» (ovvero, «sei tu?»). Non solo. La ricerca si è spostata anche sul web, dove il ragazzo ha aperto il sito thegirlofmydreams.co.uk che, in sole sei settimane, ha già avuto oltre 500mila contatti, e ha poi postato il suo appello anche su Youtube, Facebook e MySpace. Per la verità, come chiosa perfidamente il "Daily Mirror" , con quegli occhialoni spessi e i capelli arruffati, la "donna del mistero" sembra più Ugly Betty, ma per Adam è un’autentica meraviglia.

400 CANDIDATE - «È la più bella ragazza che abbia mai visto – ha raccontato al tabloid – anche se il mio scarabocchio notturno non le rende giustizia e la fa assomigliare più ad Ugly Betty che a una reginetta di bellezza. Ma non riesco a dimenticare il suo viso e non appena la incontrerò, la riconoscerò all'istante. E so anche quale sarà la prima cosa che le chiederò quel giorno: "vuoi sposarmi?". Poi le dovrò spiegare tutto il retroscena molto in fretta». Per il momento, sono state almeno 400 le ragazze che si sono riconosciute nello "sgorbio a matita" messo online da Adam e al ragazzo sono arrivate offerte d’amore persino dall'Australia e dagli Stati Uniti, mentre la tv della Corea del Nord gli ha addirittura dedicato un servizio, ma finora nessuna delle potenziali fidanzate ha superato davvero la "prova disegno". Eppure, il giovane non demorde: “Ho perso completamente la testa per lei – ha concluso Adam – e so per certo che è là fuori da qualche parte e che mi sta aspettando. Dedico otto ore al giorno alla sua ricerca, quasi come se fosse un lavoro a tempo pieno, ma la cercherò per tutto il tempo che sarà necessario. Del resto, le mie intenzioni sono assolutamente serie: in caso contrario, non avrei messo in piedi tutto questo casino, non credete?».

 


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05/10/2008

Adescava le ragazzine sul web spacciandosi per una 14enne

Adescava le ragazzine sul web spacciandosi per una 14enne

Nel mirino degli investigatori è finito un tecnico informatico 45enne residente nel Varesotto. L'uomo, attraverso una chat e con il nikname 'Diana94', si sarebbe fatto passare per una adolescente per entrare in contatto con le prede
 
Una predilezione perversa nei confronti di ragazzine che lo avevano già portato in tempi non troppo lontani ad avere guai con la giustizia sia in Italia sia in Svizzera. Ora torna alla ribalta delle cronache per un'altra inchiesta. Secondo le prime risultanze investigative avrebbe adescato minorenni, prevalentemente attorno ai 14 anni, per trascinarle nel sesso virtuale in internet. Nel mirino degli investigatori un tecnico informatico 45enne residente nel Varesotto e arrestato il primo settembre dalla Squadra Mobile di Varese mentre stava scaricando da un computer immagini pedopornografiche. Nell'abitazione dove conviveva con una donna, estranea all«hobby', furono sequestrati 4 computer contenenti foto e immagini di bambini, in qualche caso completamente nudi. Furono sequestrati anche diversi hard disk. Proprio dall'esame degli esperti informatici di questi apparati sarebbero nati i nuovi spunti investigativi: attraverso una chat e con il nikname 'Diana94' si sarebbe spacciato per ragazzina adolescente riuscendo a entrare in contatto con quelle che poi avrebbe voluto trasformare nelle sue prede. Giorno dopo giorno sarebbe riuscito ad ottenere da ciascun 'contatto' confidenze intime, i primi turbamenti e desideri sessuali, tendenze lesbo. Sempre spacciandosi per ragazzina avrebbe inviato tramite Mms foto con ritratta una 14enne che faceva credere di essere 'Diana94'. Secondo la Mobile varesina, qualche adolescente sarebbe caduta nella trappola inviando le sue vere foto, anche in posizioni equivoche e senza veli. L'inchiesta, in base alla convenzione di Budapest in materia di criminalità informatica, sono coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Milano. L'uomo, intanto è ancora rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio. 


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