22/08/2010

Mantovano: espulsione per gli stranieri senza un reddito

Mantovano: espulsione per gli stranieri senza un reddito

Il sottosegretario all’Interno: "Noi siamo avanti rispetto alla Francia. Con il pacchetto sicurezza possiamo rispedire a casa i criminali, anche comunitari. Ora Bruxelles deve consentirci di farlo con i cittadini che non si sostentano da soli". La Cei: "L'italia non può cacciare nessuno"

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05/08/2009

Almodovar critica il Papa: «Dovrebbe riconoscere anche famiglie diverse »

Almodovar critica il Papa: «Dovrebbe riconoscere anche famiglie diverse »

 

L'artista sta promuovendo il suo nuovo film "los abrazos rotos". Il regista a un giornale tedesco: «Benedetto XVI deve farsi una passeggiata fuori dal Vaticano»

 

Pedro Almodovar e Penelope Cruz sulla croisette a Londra (Afp)
Pedro Almodovar e Penelope Cruz sulla croisette a Londra (Afp)

MILANO- Non c'è solo la famiglia del «Mulino Bianco». Perché «milioni di persone» vivono in una maniera differente rispetto alle regole imposte dalla Chiesa Cattolica. Ne è sicuro Pedro Almodovar che tante volte nei suoi film ha raccontato come una famiglia può essere costituita da «genitori separati, travestiti, transessuali o monache malate di aids». Ed è per questo che, durante un'intervista al quotidiano tedesco Die Zeit, consiglia a Benedetto XVI di «farsi una passeggiata fuori dal Vaticano».

LE CRITICHE- «E’ totalmente pazzesco non riconoscere come vivono milioni di persone», afferma l’autore, tra l’altro, di Donne sull’orlo di una crisi di nervi e Tutto su mia madre. Almodovar, a quanto riportato da un comunicato della Zeit, rivendica che le famiglie rappresentate nei suoi film sono più reali della «variante cattolica». «Da oltre vent’anni faccio film nei quali la famiglia è un gruppo di persone, al centro del quale c’è un piccolo essere di cui tutti si occupano». In questo contesto, "non importa se il gruppo è formato da genitori separati, travestiti, transessuali o monache malate di aids". Almodovar è in Germania per presentare il suo nuovo film Los abrazos rotos (Gli abbracci rotti) con Penelope Cruz.

 


09/07/2009

Harper e lo «scandalo» dell'ostia

Harper e lo «scandalo» dell'ostia

 

L'episodio nella chiesa cattolica del villaggio di Memramcook. Polemica sul premier canadese dopo un video in Rete. «Se l'è messa in tasca». La replica: «No, l'ha consumata»

 

OTTAWA - «Wafergate», così titola il canadese «National Post». Che non fa sconti al primo ministro Stephen Harper, coinvolto in quello che definisce uno «scandalo religioso». Al momento della comunione durante una funzione religiosa il premier si è messo l'ostia in tasca. Cosa sia successo poi con il pane eucaristico, rimane un mistero. Un video amatoriale pubblicato sul web documenta l'intera sequenza dell'«incidente».

POLEMICA - La settimana scorsa il premier canadese, di fede protestante, era presente nella chiesa cattolica del villaggio di Memramcook, in New Brunswick, per presenziare al funerale dell'ex governatore generale Romeo LeBlanc. Al momento dell'eucaristia però il politico non prende la Comunione sulla lingua o sulle mani, come vuole il rito, ma con gesto felino la infila in una tasca della giacca. Una clip prontamente postata su YouTube mostra l'intero episodio. Tanto imbarazzante da far subito gridare allo scandalo le associazioni cattoliche del paese. «È molto peggio di un passo falso del premier, è uno scandalo dal punto di vista cattolico», ha detto al «Telegraph-Journal» Monsignor Brian Henneberry, vicario generale della diocesi di Saint John. «Spero che l'ufficio del primo ministro abbia tanto rispetto per la Chiesa Cattolica e fede in generale per chiarire cosa sia effettivamente successo». La risposta non si è fatta attendere molto: un portavoce del premier Stephen Harper, attualmente a L'Aquila per il vertice dei G8, ha fatto sapere che «è totalmente assurdo» pensare che il primo ministro si sia messo in tas l'ostia. «Il prete ha offerto l'ostia al primo ministro e il primo ministro l'ha accettata e l'ha consumata», ha riferito l'ufficio stampa di Harper. Sostegno alla tesi del primo ministro è anche arrivata dai colleghi politici: lo speaker del senato canadese Noël A. Kinsella, seduto qualche sedia più indietro, «giura di aver visto il premier consumare l'ostia offertagli dall'arcivescovo André Richard».

Se molti protestanti vedono nell'Eucaristica il simbolo dell'Ultima Cena, i cattolici hanno un'interpretazione più letterale: «L'ostia non è un simbolo del corpo e del sangue di Cristo ma è di fatto il corpo e il sangue di Cristo», ha detto Neil MacCarthy, direttore delle comunicazioni per la Chiesa Cattolica dell'arcidiocesi di Toronto.

 

Elmar Burchia