24/11/2011
Lanzetta, il superchirurgo bocciato da 9 anni
Lanzetta, il superchirurgo bocciato da 9 anniVarese: l'esperto di trapianti della mano, DI fama mondiale, non ottiene l'incarico. Cattedra negata. I giudici in 5 verdetti: sbagliato
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02/10/2010
Cuore artificiale a un 15enne: intervento storico a Roma
Cuore artificiale a un 15enne: intervento storico a RomaE' la prima volta che a un adolescente viene impiantato un muscolo cardiaco permanente alimentato elettronicamente. Dopo l'operazione, il ragazzo, che sta bene, avrebbe detto alla madre: "Non mi disturbare mi sto lavando i denti"
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18/04/2010
Tinto Brass ricoverato a Vicenza
Tinto Brass ricoverato a VicenzaEscluso al momento un intervento chirurigico. Il regista si trova nel reparto di neurochirurgia di Vicenza a causa di una emorragia cerebrale
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| Tinto Brass con Caterina Varzi (Imagoeconomica) |
VICENZA - Tinto Brass è ricoverato all'ospedale di Vicenza per un'emorragia cerebrale. Il regista di Salon Kitty e La chiave si trova nel reparto di neurochirurgia di Vicenza. Dai primi esami, l'emorragia non sembrerebbe di grandi dimensioni. I medici aspettano si riassorba e l'intervento chirurgico non è in programma, a meno che la situazione non si aggravi nelle prossime ore.
IL FIGLIO: «SOLO ACCERTAMENTI» - Secondo quanto si è appreso, Tinto Brass è giunto con mezzi propri all'ospedale di Vicenza. Suo figlio Bonifacio, che è con lui, fa sapere attraverso l'ufficio stampa del regista che si tratterebbe solo di «accertamenti». Sabato il regista veneziano ha partecipato all'apertura della rassegna Umoristi a Marostica, nel Vicentino, dove gli è stata dedicata una retrospettiva con locandine, foto di scena e tavole inedite disegnate da Guido Crepax per un suo film. Brass aveva anche visitato la Gypsoteca canoviana di Possagno (Treviso), entusiasmandosi in particolare per il nudo di Paolina Bonaparte e partecipando successivamente ad un lauto banchetto. Noto come il regista dell'erotismo, da giovane Brass ha lavorato alla Cinematheque di Parigi e la sua prima opera, Chi lavora è perduto, del 1963, è un film socialmente impegnato, sul disagio di un giovane a contatto con le leggi del potere. Il rapporto con il potere è anche il tema centrale di Salon Kitty, del 1975. La svolta al filone erotico della commedia all'italiana con La chiave e Così fan tutte o. Dell'anno scorso, invece, una rivisitazione teatrale del Don Giovanni, ambientata nella Venezia degli anni trenta. (Fonte Ansa)
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17/12/2009
Regali sotto l'albero: il seno di Cristina Del Basso o il «lato B» di Belen
Regali sotto l'albero: il seno di Cristina Del Basso o il «lato B» di Belen
Tra i desideri più richiesti a Natale c'è il «ritocchino». Meglio se è «ispirato» alle star della tv. Ma i chirughi mettono in guardia: «Non può essere uno sfizio»
A Babbo Natale chiedo il seno di Cristina o il lato B di Belen. C’è il «ritocchino» tra i regali più richiesti sotto l’albero quest’anno. Meglio: un ritocchino «ispirato» alle star del piccolo schermo: seno e fondo schiena vengono proposti al chirurgo plastico come un taglio di capelli al parrucchiere da clienti che brandendo una foto chiedono: «Voglio diventare come lei».
Cristina Del Basso, prosperosa protagonista del Grande Fratello 9, con la sua sesta di reggiseno è uno dei modelli più ambiti. Lei davanti alla telecamera sorride ma assicura: «La mia è stata una scelta estrema: ragazze, io non sono assolutamente un esempio». E anche i medici mettono in guardia: «Il bisturi non è una bacchetta magica e un intervento può essere regalato ma solo al termine di un percorso ragionato. Non può essere uno sfizio». Ma stavolta Cristina non è d’accordo: «Il mio intervento? È stato uno sfizio. C’è chi spende i suoi risparmi comprandosi tante scarpe, io ho investito su me stessa».
corriere.it
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21/01/2009
MICROROBOT CHIRURGO NUOTERA' NELLE ARTERIE
MICROROBOT CHIRURGO NUOTERA' NELLE ARTERIE
ROMA - E' stato costruito il primo robot chirurgo così piccolo e nello stesso tempo così potente da nuotare controcorrente all'interno dei vasi sanguigni. E' spinto da un minuscolo motore che funziona con la piezoelettricità, come i comuni accendigas da cucina e gli orologi al quarzo. Di microrobot progettati per entrare nel corpo umano si parla da tempo, ma finora non si era mai riusciti a costruire motori in miniatura e nello stesso tempo abbastanza potenti da compiere lunghi viaggi all'interno del corpo umano.
A superare l'ostacolo e a costruire il primo motore capace di nuotare all'interno delle arterie è stato il gruppo di James Friend, del laboratorio di Ricerca in Micro e nanofisica dell'australiana Monash University di Melbourne. Il microrobot e il suo minuscolo motore sono descritti sul Journal of Micromechanics and Microengineering. "Abbiamo un motore in grado di nuotare e speriamo di liberarlo entro quest'anno", afferma Friend, consapevole che il micromotore alimentato come un accendigas potrebbe essere il primo passo verso una chirurgia di nuova generazione, ancora meno invasiva e più precisa di quella esistente.
Il microrobot chirurgo sembra infatti lo strumento ideale per fare interventi di altissima precisione. La chirurgia mini-invasiva utilizzata attualmente nelle sale operatorie ha permesso di compiere progressi notevoli: con piccole incisioni invece che tagli di grandi dimensioni e con l'aiuto di cateteri e sondini la chirurgia diventa più dolce. Ci sono però limiti che non sono stati ancora superati, come la necessità di muoversi all'interno di arterie molto strette senza danneggiarle. Inoltre i cateteri attuali sono troppo poco mobili per riuscire a raggiungere punti delicati e critici come le arterie cerebrali danneggiate da un ictus.
I motori, spiega Friend, sono finora rimasti indietro lungo la strada della miniaturizzazione per la difficoltà di conciliare le piccolissime dimensione con la potenza necessaria per nuotare controcorrente nel circolo sanguigno. Il gruppo australiano ha puntato sulla piezoelettricità come fonte di energia ottimale per i micromotori. La piezoelettricità è una proprietà di alcuni cristalli di generare una differenza di potenziale elettrico in risposta ad uno stress meccanico. Questa forma di energia è, secondo gli esperti australiani, l'unica capace di conservare la stessa intensità anche in oggetti di piccole dimensioni, come dimostra il micromotore messo a punto in oltre due anni di ricerca. Il dispositivo, di appena un quarto di millimetro, ha la forma di un bastoncello.
Nella simulazione grafica pubblicata dalla stessa università, il microrobot viene iniettato nell'arteria femorale e, una volta all'interno del circolo sanguigno, viene liberato dal catetere e spinto dal motorino piezoelettrico che lo accompagna. Da questo momento in poi il microrobot chirurgo nuota in modo autonomo grazie a una coda lunga e sottile che si muove come un'elica e agisce come un propulsore. La telecamera che si trova all'estremità anteriore permette di osservare l'interno dei vasi sanguigni al chirurgo che controlla il dispositivo e che ne guida gli strumenti una volta raggiunta la zona da operare. Il gruppo australiano, che si sente ormai pronto a sperimentare il micromotore "sul campo", sta ora perfezionando il metodo di assemblaggio e il dispositivo meccanico che ne determina il tipo di movimento.
12:10 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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20/11/2008
118 giorni senza cuore, poi il trapianto
118 giorni senza cuore, poi il trapiantoLa giovane ha vissuto per tutto questo tempo grazie ad una macchina. Primo intervento su una 14enne americana. Lo realizza l'equipe guidata da un chirurgo italiano
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| D'Zhama Simmons, la ragazza su cui è stato effettuato il trapianto |
PRIMO CASO AL MONDO - Su una paziente così giovane si tratta del primo caso al mondo. La ragazza, D'Zhama Simmons, del South Carolina, con un fil di voce ha detto in una conferenza stampa tenuta al Miami/Jackson Memorial Medical Center di aver vissuto un'esperienza «spaventosa», ma ha anche aggiunto di sentirsi ora «abbastanza bene». «È stato come sentirsi una persona che non esiste. Tutto dipendeva dal buon funzionamento di un macchina». La paziente soffriva di una cardiomiopatia dilatata, una patologia tale per cui il cuore si dilata senza avere la forza di pompare il sangue. Sottoposta ad un primo trapianto cardiaco il 2 luglio scorso al Miamìs Holtz Children's Hospital, D'Zhama Simmons ha rigettato l'organo, che è stato rimosso. Da allora le sono state collegate due pompe cardiache esterne, che sono rimaste in funzione fino al 29 ottobre, giorno in cui è stata sottoposta ad un nuovo trapianto.
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| Il dr Marco Ricci spiega come è stato condotto l'intervento |
16:30 Scritto in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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15/11/2008
Diventa impotente dopo un'operazione, chiede 800 mila euro di risarcimento
Diventa impotente dopo un'operazione, chiede 800 mila euro di risarcimentoSecondo la tesi accusatoria, si è trattato di un palese errore medico. Un 49enne di Valsolda, sposato, in un banale intervento di ernia del disco ha riportato la lesione dei nervi
COMO - Doveva essere un banale intervento chirurgico per l'asportazione dell'ernia al disco. Ma il paziente, di 49 anni, dopo l'operazione è diventato impotente. Non solo: ha perso anche il controllo della minzione, con immaginabili conseguenze sul piano non solo fisico ma anche esistenziale e psicologico. E ora si è messo nelle mani degli avvocati: chiede 800 mila euro come risarcimento danni. La vicenda coinvolge un residente a Valsolda (Como), sposato, che tempo fa si era sottoposto all'operazione riportando la sospetta lesione dei nervi che presiedono l'erezione e la minzione. Secondo la tesi accusatoria, si è trattato di un palese errore medico.
LA PERIZIA - Gli esperti Carlo Barnabei e Fabrizio Finzi di Milano hanno depositato oggi una perizia tecnica disposta dal giudice civile di Menaggio, sostenendo che «non vi è dubbio sull'esistenza di un errore nell'operato medico». I due esperti, infatti, ritengono che «allo stato in cui versa il soggetto esaminato, si debba pervenire dalla erronea condotta dell'operante che ha determinato un grave pregiudizio dell'integrità psico-fisica tale da portare a una menomazione permanente della persona». Un giudizio, tuttavia, che si limita alle lesioni alla vescica, mentre i due esperti non si sono pronunciati su un eventuale nesso di causalità tra l'intervento e l'impotenza. La vicenda, nel suo complesso, sarà ridiscussa il prossimo 16 febbraio. Tra i citati in giudizio l'ospedale «Moriggia Pelascini» di Gravedona e la «Italia Hospital» che gestisce la struttura ospedaliera altolariana.
16:14 Scritto in SALUTE | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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04/11/2008
INTEVENTO ECCEZIONALE IN INGHILTERRA
INTEVENTO ECCEZIONALE IN INGHILTERRAAsportata la lingua per un cancro e ricostruita con tessuti della gamba. Muscolo e pelle consentiranno alla paziente di tornare a parlare e mangiare
LONDRA - Intervento d'avanguardia al Norfolk and Norwich University Hospital, in Inghilterra. A causa di un tumore, la 52enne Sue Unsworth era destinata a perdere circa metà della sua lingua, colpita da un tumore che aveva colonizzato gran parte dell'organo. Ma i chirurghi che l'hanno assistita, dopo aver rimosso il cancro, hanno ricostruito la lingua con parte dei tessuti della gamba della donna. Otto ore di intervento per consentire a Sue di tornare a parlare e a mangiare autonomamente.
L'INTERVENTO - La donna ha avuto la diagnosi esattamente un anno fa, quando il suo dentista l'ha inviata in ospedale per dei controlli, insospettito dal rigonfiamento della lingua di Sue, che aveva cambiato dimensione nell'arco di pochi mesi. Immediatamente dopo aver avuto il verdetto dei medici, la donna è stata ricoverata in ospedale per essere sottoposta all'insolito intervento. Per regalarle una lingua nuova, i medici hanno usato pelle, tessuti molli e muscoli della sua gamba.
PROGRESSI NOTEVOLI - La donna ora sta imparando a mangiare e a parlare di nuovo, «e i medici, a cui sarò eternamente grata fino all'ultimo dei miei giorni - racconta la donna sulle pagine del britannico Daily Mail - dicono che ho già fatto ottimi progressi». Tra questi, però, manca la prova allo specchio. «Non ho ancora guardato la mia lingua - ammette Sue - non mi sento ancora pronta a farlo».
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