18/12/2009

L'Ufo a forma di piramide che vola sul Cremlino

L'Ufo a forma di piramide che vola sul Cremlino

 

IL CASO. Due video amatoriali spopolano su Youtube. Il precedente nello stesso luogo nel 1808

 

 

 

MOSCA - «È come l’Imperial Cruiser di Guerre Stellari», urla un testimone oculare. Solo che non siamo nella saga cinematografica di George Lucas. Anzi il dito dell'uomo indica la punta del Cremlino, situato nel centro di Mosca, sulla riva sinistra del fiume Moscova. Si tratta di una gigantesca piramide che vola sulla sede delle istituzioni governative nazionali della Russia quella immortalata in due videoclip mandati continuamente in onda dalle televisioni del Paese. È un'astronave aliena? Oppure la solita sonda, il solito pallone meteorologico oppure un veicolo segreto scambiato per un Ufo? È quanto si chiedono i cittadini moscoviti, e ora i media di tutto il mondo.

I VIDEO - Le immagini sono state riprese da due amatori e poi caricate su Youtube dove stanno raccogliendo un clamoroso successo di clic. Un filmato mostra la piramide di notte e l'altro alla luce del sole. Ovviamente, come accade sempre in questi casi, la polizia si rifiuta di fare commenti. Come riporta il Telegraph, Nick Pope consulente del ministro della Difesa della Gran Bretagna, esperto di Ufo, afferma che si tratta del video «più straordinario sugli avvistamenti di Ufo» che lui abbia mai visto: «All'inizio pensavo si trattasse di un riflesso di luce ma poi ho notato che l'oggetto si muoveva in un modo tale da poter scartare questa ipotesi».

IL PRECEDENTE - Lo scorso anno il Komsomolskaya, come scrive Ivan Ceci, blogger appassionato di ufologia, ha pubblicato un documento segreto che racconta del volo di un gigantesco Ufo sopra il Cremino risalente al 1808. L'avvistamento è così descritto: «Il Primo settembre 1808, alle 20,07 precise, nel cielo terso e seminato di stelle, ha avuto luogo un fenomeno di incomparabile bellezza e rigore, il fenomeno era talmente grande che niente di simile si era mai visto prima. Il tutto era accompagnato da un suono sempre più forte, mentre l’arco luminoso nel cielo stava aumentando all’orizzonte, passando da 55 a quasi 90 gradi. Lentamente si è arrestato fra le nubi, disponendosi in lungo sopra il Cremlino come una piastra diritta e compatta lunga circa 6,35 metri e spessa 0,35 metri, formata a strati». Che quella di oggi sia una replica?


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24/09/2009

Stoccolma, furto in banca con l'elicottero

Stoccolma, furto in banca con l'elicottero

 

Secondo una prima ricostruzione sarebbero implicati due uomini. In venti minuti sono riusciti a far esplodere le casseforti e caricare la refurtiva sul velivolo per poi scappare

 

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La polizia svedese sul tetto della banca che è stata svaligiata
La polizia svedese sul tetto della banca che è stata svaligiata

STOCCOLMA – Il colpo messo a segno da un gruppo di rapinatori all'alba di oggi a Stoccolma, in Svezia, ha tutti gli ingredienti di un film d'azione degno di Hollywood: soldi, elicotteri, esplosioni.

IL FURTO- Verso le quattro di mercoledì mattina un elicottero si è posizionato sul tetto di un deposito contanti della società di vigilanza G4S, a qualche chilometro a sud della capitale. Alcuni testimoni hanno visto degli uomini calarsi dall'apparecchio, distruggere delle vetrate ed entrare nell'edificio. Un colpo organizzato fin nei minimi dettagli: gli elicotteri della polizia - stazionati a poche centinaia di metri di distanza - non potevano infatti alzarsi in volo in quei minuti a causa di un allarme bomba. Oltrettutto, attorno all'intera struttura della società sono stati sparsi degli oggetti appuntiti: le vetture della polizia hanno faticato non poco ad avvicinarsi al luogo della rapina Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, almeno due persone sarebbero entrate nell'istituto. Pochi istanti più tardi si sono sentite delle esplosioni. Infine, i ladri hanno caricato il bottino nel velivolo che si è poi dileguato nei cieli di Stoccolma. Tuttavia, dopo l'allarme le forze dell'ordine non hanno potuto intervenire: degli sconosciuti hanno infatti depositato un pacco sospetto nel hangar dei velivoli della polizia; a causa dell'allarme bomba gli elicotteri non hanno potuto decollare.

LA REFURTIVA- L'ammontare del bottino prelevato nel deposito a Västerberga nei pressi di Stoccolma è sconosciuto. Il colpo è durato appena 20 minuti, ha spiegato il portavoce della polizia locale, Björn Engström, al quotidiano Aftonbladet. Ulrika Lönngren a capo della polizia di Stoccolma - che ha l'ufficio proprio a Västerberga - , è stata una delle testimoni della spettacolare rapina. Gli scassinatori hanno lasciato il velivolo ad una decina di chilometri dal luogo del furto, vicino ad un bosco a nord della capitale. L'apparecchio, poi risultato rubato, è un Jet Ranger Bell 206.

Elmar Burchia

Fonte: Corriere della Sera


12/03/2009

Il volto più violento dell'universo

Il volto più violento dell'universo

 

Il satellite Fermi svela le 10 sorgenti cosmiche più potenti di raggi gamma mai rilevate, «abbiamo visto nuovi oggetti cosmici»

 

La mappa delle sorgenti di Raggi Gamma realizzata dal satellite Fermi (Nasa)
La mappa delle sorgenti di Raggi Gamma realizzata dal satellite Fermi (Nasa)

MILANO - E’ il volto più violento dell’Universo quello che mostra la nuova prima mappa celeste raccolta dal satellite Fermi della Nasa realizzato in collaborazione con altre agenzia spaziali tra cui l’Asi italiana. Il satellite mostra la «top ten list» delle sorgenti cosmiche più potenti che lanciano radiazioni gamma. Queste sono 150 milioni di volte più energetiche delle sorgenti emesse nella luce visibile. Il lavoro presentato al The Astrophysical Journal è stato compilato sotto la supervisione del Goddard Space Flight Center della Nasa .

RAGGI GAMMA - La mappa rivela le fonti gamma più lontane con il dettaglio più elevato finora mai raggiunto. Per realizzare il nuovo catalogo celeste sono stati necessari 87 giorni di osservazioni. Sulla destra c’è un arco luminoso che è quello generato dallo spostamento del Sole. La luminosità centrale invece è prodotta dalla nostra galassia. La cosa forse più interessante sono però i trenta oggetti censiti da Fermi assieme alla Top Ten List i quali non hanno una corrispondente controparte ottica; cioè se si guarda con un telescopio ottico non si vede nulla. «Questa è una buona notizia - dice Peter Michelson che coordina le ricerche - perché significa che abbiamo visto nuovi oggetti cosmici. Ma vuol dire anche che abbiamo molto lavoro da fare per decifrarli».

Giovanni Caprara


16/02/2009

Palla di fuoco nel cielo del Texas: è mistero

Palla di fuoco nel cielo del Texas: è mistero

 

 

Un globo di luce bianca filmato mentre precipitava al suolo: ma non ci sono tracce di rottami o detriti. E lo strategic command usa smentisce che sia stata causata da uno scontro tra satelliti

 

La palla di fuoco filmata nel cielo del Texas (da You Tube)
La palla di fuoco filmata nel cielo del Texas (da You Tube)

Una misteriosa palla di fuoco è apparsa sabato nel cielo del Texas. Ed ora è battaglia di opinioni sulla reale natura del fenomeno. La sfera è apparsa nel cielo del Texas nel pomeriggio di sabato e cadendo sulla terra a grande velocità la "palla", originariamente di colore rosso, è diventata sempre più bianca. Il fenomeno è stato filmato da diverse persone tanto da finire anche sulla Cnn.

IPOTESI - L'ipotesi iniziale è che potesse trattarsi di alcuni detriti dello scontro avvenuto martedì tra un satellite russo ed uno americano. Una tesi che è stata accolta con una certa perplessità dagli esperti americani e successivamente smentita dallo Strategic Command degli Stati Uniti. E anche la Federal aviation administration americana ha dichiarato ufficialmente: «Non sappiamo di cosa si sia trattato». L'ufficio dello sceriffo della contea di Williamson in Texas, zona nella quale è stato osservato il fenomeno, ha fatto ricerche nell'area segnalata dai testimoni usando anche un elicottero, senza trovare alcun residuo anomalo. «Le persone che ci hanno chiamato ci hanno detto che si trattava di un aereo che si è schiantato al suolo e non abbiamo ragione per dire che stessero mentendo» ha dichiarato John Foster, il portavoce dello sceriffo di Williamson. Finora dunque non si sono trovati rottami al suolo, tanto da far pensare a questo punto che si sia trattato di un meteorite. Ma c'è chi obietta che, anche in questo caso, ci dovrebbe essere una traccia, seppur minima dell'impatto. Così, ovviamente, alla fine si è tornato a parlare di un Ufo. Vale a dire di un oggetto volante non identificato.

 


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11/10/2008

Mongolfiera a fuoco durante un raduno

Mongolfiera a fuoco durante un raduno

Tragico incidente al festival dei palloni aerostatici di Albuquerque, nel New Mexico. Una mongolfiera ha preso fuoco dopo aver colpito i cavi dell'alta tensione: dei due uomini a bordo uno è morto e l'altro è gravemente ferito. Sotto le foto dell'incidente
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02/10/2008

Tanti auguri telescopio

Tanti auguri telescopio

 

 

Si celebrano online i 400 anni. Tanti ne sono passati dalla nascita del primo marchingegno per scrutare l'universo

 

 

 

L'osservatorio di Brera
L'osservatorio di Brera
La webzine Wired dedica le pagine odierne al compleanno del telescopio. I primi documenti ufficiali che testimoniano l'esistenza di un oggetto identificabile come dispositivo dedicato all'esplorazione delle stelle risalgono esattamente a 400 anni fa. È datata infatti ottobre 1608 la richiesta di brevetto presentata dall'olandese Hans Lippershey per un "apparecchio tramite il quale tutte le cose a grandissima distanza possono essere viste come se fossero vicine".

DALL'OLANDA A PISA - Uno strumento per l'osservazione di oggetti distanti, quindi - appunto - un telescopio. Come quello presentato l'anno seguente al Senato di Venezia da Galileo Galilei, considerato padre del telescopio rifrattore, grazie al quale lo scienziato pisano ha potuto dimostrare che la Terra non è al centro dell'universo, confermando così la teoria eliocentrica copernicana e quindi rivoluzionando completamente la visione del mondo.

L'EVOLUZIONE – Ora, a quattro secoli di distanza, i moderni telescopi sono ben diversi dai primi semplici marchingegni dotati di piccole lenti, praticamente portatili: gli apparecchi che permettono agli scienziati di oggi di guardare a grandissima profondità nell'universo sono macchinari sofisticati, tonnellate di ferro e acciaio a sostegno di specchi giganteschi. Il più grande di tutti, attualmente, è il Gran Telescopio Canarias (GTC) situato a 2.400 metri di altezza sull'isola di La Palma (Canarie): lo specchio principale pesa 17 tonnellate e misura 10,4 metri di diametro, mentre l'intera struttura è alta 41 metri, per un peso complessivo di oltre 500 tonnellate.

LE IMMAGINI – Oltre a dedicare uno spazio alla storia del telescopio - accompagnata da una mappa cronologica interattiva in cui sono evidenziati gli avvenimenti più importanti - Wired invita i suoi lettori a celebrare la ricorrenza inviando alla rivista il link alle proprie immagini preferite sull'argomento, che si tratti di foto di costellazioni o di osservatori visitati in occasione di un viaggio. Chiunque può dare il proprio contributo, è sufficiente che le immagini siano di buona qualità (almeno 800x1200 pixel) e accompagnate da una descrizione, anche tecnica.


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24/09/2008

L'oro è piovuto dal cielo

L'oro è piovuto dal cielo

Nuova teoria presentata da uno scienziato tedesco. I metalli preziosi sarebbero stati portati fra 4 e 3 miliardi di anni fa da «isole del tesoro cosmiche»

 

I metalli preziosi sarebbero arrivati sulla terra trasportati da asteroidi 3-4 milioni di anni fa (da www.dailygalaxy.com)
I metalli preziosi sarebbero arrivati sulla terra trasportati da asteroidi 3-4 milioni di anni fa
Oro, platino, palladio, iridio e altri metalli preziosi e rari sul nostro pianeta sono un dono del cielo. Proprio così, ci sono arrivati dentro a quelle che possono essere considerate delle «isole del tesoro cosmiche», veri e propri scrigni vaganti nello spazio extraterrestre: gli asteroidi e i meteoriti metallici, un tempo molto più abbondanti di oggi, al punto che la loro caduta sulla Terra era pressoché continua. L’originale ipotesi è stata avanzata dall’astrofisico tedesco Gerhard Schmidt, dell’università di Mainz, e discussa al congresso europeo di Scienze Planetarie di Muenster, nella regione tedesca di Reno-Westfalia (22-26 settembre 2008).

CAMPIONAMENTI - Lo scienziato riferisce di essere arrivato a queste conclusioni dopo 12 anni di ricerche sperimentali, nel corso delle quali ha studiato centinaia di siti in cui sono caduti e sono stati recuperati meteoriti grandi e piccoli, effettuando analisi quantitative delle tracce dei metalli preziosi presenti. Nello stesso tempo, il metodico professor Schmidt ha effettuato analoghe analisi su campioni di rocce provenienti dal mantello terrestre (lo strato immediatamente sotto la crosta del nostro pianeta), sui frammenti di rocce lunari portate dagli astronauti delle missioni Apollo negli anni ’70, e su meteoriti di origine marziana. A conclusione di molteplici confronti, Schmidt si è convinto che l’oro e gli altri metalli preziosi, chiamati anche «siderofili» per la loro affinità a combinarsi col ferro, non appartengono alla storia evolutiva della Terra, nel senso che non si sono formati a partire dalle polveri di quella parte di «nebulosa primordiale» da cui si è aggregato il nostro pianeta circa 5 miliardi di anni fa. Invece, afferma Schmidt, i metalli siderofili hanno una «origine cosmochimica», nel senso che si sono formati in quel più vasto crogiolo naturale degli elementi che esiste in una molteplicità di ambienti dello spazio cosmico, concentrandosi poi negli asteroidi di natura metallica e nei loro più piccoli derivati chiamati meteoriti.


CENTINAIA DI ASTEROIDI - Lo scienziato tedesco ha potuto calcolare che per rifornire la Terra delle quantità di metalli preziosi che oggi vi si riscontrano, furono sufficienti circa 160 asteroidi metallici del diametro di 20 km ciascuno. Secondo lo scenario elaborato da Schmidt, dopo la formazione della Terra, quando il nostro pianeta prese la consistenza di un corpo sferico dotato di grande massa, la sua forza gravitazionale cominciò ad attrarre gli asteroidi e gli altri corpi minori che le passavano vicini e che erano molto più abbondanti rispetto a oggi –fra questi asteroidi e meteoriti di natura metallica- e così poté arricchirsi di oro e di tutti gli altri metalli preziosi, che poi migrarono nella crosta terrestre attraverso vari processi di concentrazione. Secondo alcune stime oggi nella parte più esterna del nostro pianeta esistono ancora 50 mila tonnellate di oro.


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13/09/2008

BLOCCO DI GHIACCIO CADE DAL CIELO E SFONDA UN AUTO

BLOCCO DI GHIACCIO CADE DAL CIELO E SFONDA UN AUTO

Si sarebbe staccato dalle ali di un jet in atterraggio a Linate. Blocco di ghiaccio cade dal cielo e sfonda auto
L'episodio è avvenuto in una caserma della Guardia di finanza. I militari: «Prima un sibilo, poi un botto terribile»  

Il cofano della Ford Focus
Il cofano della Ford Focus
Del blocco di ghiaccio di dieci chili, una parte è rimasta sul cofano che aveva appena colpito, piegato, rovinato. L'altro pezzo è rimbalzato, ha superato un muro di cinta di tre metri e mezzo, è volato in diagonale per dieci metri e ha chiuso la corsa contro il muro della caserma. La caserma è del Pronto impiego della Guardia di finanza, in via Ramusio, tra le vie Ferrari e Ripamonti. Il cofano è dell'auto di un militare, una Ford Focus acquistata due anni fa e parcheggiata all'esterno della struttura, che dista sei chilometri da Linate. Un'annotazione geografica, quest'ultima, fondamentale nella storia di ieri mattina, alle 11.30, che avrebbe potuto ammazzare.
Vicino, vicinissimo alla Focus c'era un gruppo di finanzieri.«Prima un sibilo, poi un botto tremendo», hanno raccontato (incolumi). Il blocco, forse, s'è staccato da un aereo in fase di atterraggio. In particolare, si potrebbe essere staccato dai portelloni del carrello. Non vi sono certezze. Indizi? Zero. O quasi: i finanzieri, ai fini del risarcimento assicurativo per lo sfortunato collega, dicono che quel che è rimasto del blocco sta lì, in via Ramusio, ben conservato in freezer. In ogni modo, spiega Valerio Mascagna, fisico, che prendendo in esame il peso del meteoritino, ossia dieci chili, e ipotizzando un punto di partenza della discesa di 100 metri, i dieci chili possono raggiungere velocità prossime a 150 all'ora. Figurarsi da più in alto.
E in alto di quanto, chi lo sa: di certo, dice un pilotadell'Alitalia, considerata la distanza da Linate di sei chilometri, i metri d'altezza potrebbero essere stati anche 900. Prime ufficiose indagini parlano della «responsabilità» di un aereo arrivato dall'Est Europa, dai Balcani, che ieri mattina hanno vissuto ore di turbolenza, temporali, freddo e conseguente gelo ad altissima quota. Aggiunge Mascagna che, data per buona l'ipotesi, peraltro la più probabile, del blocco staccatosi dall'aereo, può capitare che a causa di correnti fredde a bassa quota, dunque in fase di atterraggio, sul velivolo rimangano blocchi di ghiaccio. Che, scendendo progressivamente, allentano la presa, traballano, volano giù.
La spiegazione ci sta. E però, aggiunge il pilota dell'Alitalia, la presenza di ghiaccio è una possibilità non rara sugli aerei che scendono a Tokyo dopo aver attraversato la Siberia, ma non certo a Linate. Uno scalo per velivoli di media percorrenza, non con rotte su distanze siderali. Domanda: ma se aereo non è stato, siamo davanti a un «giallo»? Boh. I blocchi di ghiaccio che calano in picchiata sul pianeta terra e rischiano di centrarci in pieno e buonanotte al centrato, alimentano, da tempo, leggende.
Leggende che toccarono l'apice per frequenza e intensità nel Duemila. Allora, ci furono talmente tanti episodi che un pubblicitario si disse disposto a pagare cinque miliardi (di lire) per l'esclusiva delle immagini, in diretta. Non ce la fece. E dire che di blocchi ne venivano avvistati città dopo città, regione dopo regione. A volte erano veri. A volte erano profondi misteri. Come il mistero di ieri. Una roba sulla quale indagare davvero. E mica perché riguarda la Guardia di finanza, anzi le è finito addosso.


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