08/12/2011

Ritrovata la salma di Mike Bongiorno. Il figlio: «Adesso stiamo meglio»

Ritrovata la salma di Mike Bongiorno. Il figlio: «Adesso stiamo meglio»

A Vittuone. La bara ritrovata in campagna vicino a Milano. Corrisponde al feretro trafugato in Piemonte 11 mesi fa

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19/06/2010

Genova: arrestati 7 dipendenti comunali depredavano corpi e tombe del cimitero

Genova: arrestati 7 dipendenti comunali depredavano corpi e tombe del cimitero

Avrebbero anche sottratto marmi ed arredi pregiati dalle cappelle. Per anni avrebbero strappato ai cadaveri protesi dentali e ortopediche oltre ad anelli e monili

 

Il Pantheon di G.B. Resasco nel cimitero monumentale di Genova a Staglieno (dal sito del comune di Genova)
Il Pantheon di G.B. Resasco nel cimitero monumentale di Genova a Staglieno (dal sito del comune di Genova)

GENOVA - Cadaveri e tombe da saccheggiare. Non in qualche remoto sito funerario etrusco, ma nel cimitero comunale di Genova. Sette dipendenti comunali, quattro tumulatori e tre ispettori, sono stati denunciati dai carabinieri del comando provinciale di Genova per avere sistematicamente e per anni depredato i cadaveri riesumati di protesi dentali e ortopediche, anelli e monili lasciati loro addosso dai parenti. I reati contestati sono vilipendio di tombe, sottrazione, distruzione e soppressione di cadavere, peculato, furto di arredi di interesse storico ed artistico, con l'aggravante di essere stati commessi in un luogo di sepoltura. I sette, tutti in servizio presso il cimitero monumentale di Staglieno, secondo i militari che hanno depositato presso la procura della Repubblica di Genova una dettagliata informativa, erano soliti rubare anche materiali pregiati, come marmi e arredi, nonchè statue e fregi.

IL COMMERCIO - Tutto il materiale era selezionato, stoccato e rivenduto. Le protesi dentali, se non d'oro, erano piazzate su un mercato nero di cui persino i carabinieri ignoravano l'esistenza. Dalle protesi ortopediche, gli «sciacalli» ricavano le leghe pregiate ed il metallo raro, come il titanio, che riuscivano a rivendere senza problemi. La stessa fine faceva l'alluminio delle bare che venivano svuotate, pressate e rivendute a peso. I cadaveri erano violati all'interno della «sala lavori» del cimitero di Staglieno. Il materiale rimosso dalle salme veniva suddiviso in bacinelle e stoccato all'interno degli armadietti dei tumulatori. Le dentiere, secondo i militari, erano acquisite in blocco da un ex dipendente dei servizi cimiteriali del Comune. Questi si recava con la moglie nella zona di Staglieno - dove sono sepolti anche alcuni suoi parenti - e passava le buste contenenti denaro all'ex collega in cambio degli oggetti sottratti ai morti. Le protesi ortopediche seguivano un «iter» più complicato. Ciascun impiegato del comune conosceva personalmente singoli acquirenti. Talvolta passavano settimane prima che gli oggetti potessero essere venduti. E spesso venivano raggruppati e venduti a blocchi. I militari avrebbero fotografato lo scambio di denaro e protesi, annettendo all'informativa anche un dossier fotografico. Un'altra fonte di guadagno proveniva, secondo i militari, dalla compressione nei loculi delle bare in zinco, senza attendere la mineralizzazione delle ossa come previsto dal regolamento, così da ricavare maggiore spazio, che assicuravano dietro compensi «in nero» ai parenti degli estinti desiderosi di trovare una sistemazione ai propri cari.

Redazione online


26/07/2009

Porta i fiori sulla tomba della madre e poi si butta dalle scale del cimitero

Porta i fiori sulla tomba della madre e poi si butta dalle scale del cimitero

 

TRAGEDIA AL VERANO. Alla base del gesto estremo della donna di 62 anni forse la solitudine e lo stress di un recente trasloco

 

 

Il cimitero monumentale del Verano (foto Ap)
Il cimitero monumentale del Verano (foto Ap)

Ha portato i fiori. Li ha sistemati con cura davanti alla lapide dove riposano le spoglie della madre. Poi si è lanciata nel vuoto da un'altezza di almeno 13 metri, giù dalla tromba delle scale di una cappella del cimitero monumentale del Verano a Roma. È probabilmente l'ultimo atto di un dramma della solitudine, il suicidio di una donna di 62 anni, il cui corpo è stato scoperto dagli addetti del cimitero domenica mattina all'apertura del camposanto.

LA RICERCA DEI FAMILIARI - La donna, secondo i carabinieri della stazione San Lorenzo che stanno cercando di trovare un parente o un amico della donna, era nel cimitero da sabato. I carabinieri hanno trovato il corpo coperto da un grembiule. La salma sarà sottoposta ad autopsia, ma sembra molto probabile che si tratti di un suicidio. La donna ha abitato per lungo tempo nella zona di San Pietro e recentemente si era trasferita altrove: nessuno dei vecchi vicini di casa, però, è stato ancora in grado di indicare ai carabinieri il nuovo indirizzo. «Era una donna sola, senza figli - spiega un carabiniere - e forse lo stress del trasloco, il cambiamento di quartiere, di abitudini oltre alla solitudine, sono stati fatali per la sua situazione psicologica».


21/04/2009

Berlusconi : «Celebrerò il 25 aprile» Franceschini: «Meglio tardi che mai»

Berlusconi : «Celebrerò il 25 aprile» Franceschini: «Meglio tardi che mai»

 

BONAIUTI: «Nel 2006 la Moratti fu spintonata. Fu un episodio molto brutto». Il premier dovrebbe restare a Roma. Prende corpo l'ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno

 

Silvio Berlusconi (Di Vita)
Silvio Berlusconi (Di Vita)

MILANO - Silvio Berlusconi ci sarà. Dopo anni di polemiche, che puntualmente si riproponevano all'avvicinarsi del 25 aprile, per la prima volta il presidente del Consiglio parteciperà in veste ufficiale a una cerimonia per le celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo. L'annuncio è stato dato dallo stesso premier ai cronisti.

A ROMA - E Berlusconi ha spiegato che sarà lui stesso, successivamente, a far sapere dove passerà la giornata delle celebrazioni. Secondo quanto risulta, il premier dovrebbe restare a Roma, dunque non prenderà parte al corteo di Milano al quale era stato invitato a partecipare dal segretario del Pd, Dario Franceschini. Berlusconi dovrebbe recarsi invece in mattinata all'Altare della Patria per deporre una corona di fiori assieme alle alte cariche dello Stato. Per il resto della giornata l'agenda è, come si dice, «in progress». Se al vaglio, tra l'altro, c'è un omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine, sul tavolo dell'entourage del presidente del Consiglio potrebbe prendere corpo l'ipotesi di una visita al cimitero americano di Nettuno. Visita che sarebbe in linea con le parole pronunciate oggi dal premier: «Celebrerò il 25 aprile e credo che ci sia bisogno di dire qualcosa, perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte». Insomma, la visita al cimitero Usa potrebbe essere un segnale affinchè la Liberazione non abbia solo la connotazione «di parte» che, secondo Berlusconi, ha caratterizzato la Festa negli anni, ma sia anche un tributo ai «liberatori» nord-americani che più volte Berlusconi ha ringraziato «per aver restituito la libertà e la democrazia al nostro Paese».

REFEREMDUM - Quanto al referendum, dice, « non credo ci sarà un rivio, si voterà il 21 giugno. La soluzione ottima sarebbe una leggina in Parlamento con l'accordo di tutti i gruppi, che è molto meglio di un decreto legge». «Sulla data del referendum stiamo decidendo, ma credo si farà... Maroni sta sentendo l'opposizione». «Io - ha proseguito Berlusconi - sono il più interessato al referendum che darebbe al Pdl il 55%, ma non sarebbe esteticamente apprezzabile che io me ne interessassi e per questo ho detto al ministro Maroni: occupatevene voi».

PRECEDENTI - Sulla questione del 25 aprile resta comunque alta la tensione tra maggioranza ed opposizione, soprattutto dopo l'invito-sfida rivolto al presidente del Consiglio dal leader del Pd Dario Franceschini di sfilare insieme nel capoluogo lombardo (che sembra sfumato), al quale aveva risposto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che consigliava a Berlusconi di festeggiare il 25 aprile ma non «tra le bandiere rosse dove lo vuole trascinare, come in una trappola, il leader del Pd». Martedì mattina sull'argomento era intervenuto anche Paolo Bonaiuti, spiegando che uno dei problemi che ostacolano la celebrazione del 25 aprile da parte del premier sta nel rischio che qualche «estremista» si comporti come nel 2006, quando il sindaco Letizia Moratti, apertamente contestata, fu costretta ad abbandonare il corteo.

BONAIUTI - Il sottosegretario e portavoce del premier, ospite di Omnibus su La7 , ha spiegato così il motivo della indecisione del Cavaliere. E a sostegno della sua tesi, Bonaiuti cita l'editoriale odierno di Giampaolo Pansa sul Riformista: «Pansa - sostiene Bonaiuti - ricorda cosa è successo al sindaco Moratti che è stata spintonata mentre portava il padre in carrozzella a Milano, nonostante sia un ex partigiano». «Si tratta - ha aggiunto il portavoce di Berlusconi - di un «episodio molto brutto». «Dobbiamo tenere conto - ha concluso Bonaiuti - anche di questi estremisti». Sul Riformista Pansa non cita solo il precedente che riguarda la Moratti, ricordando anche le contestazioni del 2003 all'allora segretario della Cisl Pezzotta e la piazza «ubriaca» di slogan politici del 2005.

L'INVITO DI PENATI - Nel frattempo, se da una parte Bonaiuti esprime perplessità circa la partecipazione del premier al corteo milanese, d'altro canto al Cavaliere arriva l'invito del presidente della provincia di Milano ed esponente del Pd: «Berlusconi - è la proposta di Filippo Penati - sfili accanto a me dietro al gonfalone».

FRANCESCHINI (PD) - Il segretario del Pd, Dario Franceschini, commenta così la decisione del premier di partecipare alla commemorazione: «Come italiano e come segretario del Pd sono soddisfatto che Berlusconi abbia accolto la mia proposta. Meglio tardi che mai visto che da quando è sceso in campo ha avuto 14 possibilità per manifestare il 25 aprile e ora è importante che lo faccia. Il 25 aprile - sostiene Franceschini - deve tornare ad essere un momento unificante come la Resistenza, l'antifascismo, e la difesa dei valori della Costituzione».

DONADI(IDV) - «Il 25 aprile è la festa dell'Italia libera e repubblicana. Tutti i distinguo, le defezioni, le critiche a questa celebrazione sono solo la dimostrazione che una parte della destra non ha ancora fatto i conti con un passato che credevamo seppellito da tempo», afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, che aggiunge: «È inquietante perché oggi queste persone sono classe dirigente del Paese e hanno il dovere di rappresentare la sua unità, ma non ne sono in grado».


17/03/2009

A Torre del Greco c'è anche l'Ici sui loculi

A Torre del Greco c'è anche l'Ici sui loculi

 

La giunta di centrodestra ha deciso di far pagare un canone annuo di 15 euro per ogni nicchia del cimitero

 

NAPOLI - A Torre del Greco è stata già ribattezzata come la «tassa sui morti», i più gentili la chiamano invece «l'Ici sui loculi». Gli appellativi non certo lusinghieri la dicono tutta sulla popolarità del provvedimento con cui la giunta di centrodestra di Torre del Greco ha deciso di far pagare un canone annuo di 15 euro per ogni nicchia del cimitero comunale. La cifra scende a 10 euro per la custodia delle spoglie nei box comuni, ma la tariffa in questo caso è mensile e va applicata anche per le frazioni di soggiorno. La delibera che ha dato il via libera alla cosiddetta «Ici sui loculi» è stata approvata dal Comune di Torre del Greco agli inizi di marzo e sta ora scatenando il putiferio in città. L'amministrazione, è la giustificazione, prova a far quadrare i conti dell'ente locale, anche a costo di scelte tanto impopolari. Ciro Borriello, il sindaco di Torre del Greco, ai taccuini del quotidiano «Metropolis» che ha evidenziato il balzello, ha subito tenuto a precisare che la «tassa sui morti» non è proprio una sua idea. «Non è una tassa che ho inventato io», ha detto il primo cittadino, spiegando che semmai lui si è limitato «a rispolverare una legge mai applicata a Torre del Greco».

Medico chirurgo, ex deputato di Forza italia, Ciro Borriello era già considerato una sorta di sindaco-sceriffo in città. Inflessibile nella lotta ai fuorilegge, famosa la sua battaglia contro i guidatori di moto e motorini senza casco per cui lo scorso agosto venne persino aggredito in strada. Ma Borriello non ci sta a passare per il duro anche con i morti, soprattutto in un momento così delicato per il portafogli delle famiglie. Così sulla tassa rispolverata dalla sua amministrazione tiene il punto: «Non sono io il cattivo di turno, semplicemente gli amministratori che mi hanno preceduto sono stati per così dire un po' distratti e non hanno preteso l'applicazione delle norme». Del resto la previsione di incasso che seguirà il discusso provvedimento ammonta a circa 300 mila euro per il solo 2009. E l'amministrazione di Torre del Greco ha promesso che questi soldi non andranno a tappare buchi di bilancio, ma saranno reinvestiti nel progetto per la ristrutturazione e ammodernamento del camposanto. Progetto già approvato e in attesa dei fondi necessari a partire. L'operazione di recupero e adeguamento prevede tra l'altro la costruzione di una nuova sala mortuaria e riguarderà non solo il complesso cimiteriale attuale, ma anche dell'area dell nicchiario «Magnolia», inaccessibile ai visitatori da ormai quasi cinque anni.

Sandro Di Domenico


08/12/2008

Scritte nazi sulle tombe musulmane

Scritte nazi sulle tombe musulmane

Francia, l'indignazione del presidente Sarkozy: «Identificare e punire i responsabili». Nuovo episodio di intolleranza nel cimitero militare di Arras. Imbrattate le lapidi dei caduti islamici

 

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PARIGI - Per la terza volta in due anni, le tombe musulmane del cimitero militare di Notre-Dame de Lorette, vicino ad Arras, nel nord della Francia, sono state profanate. I danneggiamenti sono avvenuti di notte, a poche ore dall'inizio della festa islamica dell'Aid el-Kebir, e hanno rigurdato diverse centinaia di tombe, che sono state ricoperte di iscrizioni e graffiti.

L'INDIGNAZIONE DI SARKOZY - Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espresso «profonda indignazione» per l'accaduto: «Questo atto abietto è l'espressione di un razzismo ripugnante diretto contro la comunità musulmana di Francia», ha detto Sarkozy, auspicando che i colpevoli siano «rapidamente identificati» e condannati con «severità». Il cimitero di Notre-Dame de Lorette era già stato profanato nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2008, quando 148 tombe erano state coperte di iscrizioni ingiuriose nei confronti dell'islam, e, in precedenza, nella notte tra il 18 e il 19 aprile 2007, nella quale erano stati 52 i sepolcri danneggiati. Per questi fatti, due giovani che rivendicavano idee vicine al neo-nazismo sono stati condannati.


 


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03/12/2008

Fiori, ma anche sciarpe e magliette Il calcio conforta funerali e memoria

Fiori, ma anche sciarpe e magliette Il calcio conforta funerali e memoria

E a Genova protesta il monsignore: al cimitero sono più i simboli dei due club che quelli religiosi, sulla bara di giovani e non, i colori della squadra amata

 

 

La bara di Vito Scafidi, il ragazzo morto nel crollo del liceo di Rivoli, coperta con la maglia di Legrottaglie e le sciarpe della Juve (Ansa)
La bara di Vito Scafidi, il ragazzo morto nel crollo del liceo di Rivoli, coperta con la maglia di Legrottaglie e le sciarpe della Juve
MILANO — C’era rabbia e tensione, quel giorno a Torino, perché i fiori della ThyssenKrupp, la fabbrica dove sette operai avevano trovato la morte, non li voleva proprio nessuno. Ma la maglia di Alessandro Del Piero, sul feretro di Giuseppe Demasi, commosse anche il più irriducibile dei granata. Era un’altra storia, era un’altra città ma anche per Davide, quindicenne stroncato da uno spinello nell’hinterland milanese, hanno voluto la casacca del capitano della Juve. Per l’avvocato Donatello Zoboli, vittima di un incidente ferroviario, hanno raddoppiato: Del Piero e Paolo Di Canio, che a lui piacevano entrambi un bel po’. Perché il calcio è così.

Claudio Monetti aveva una tabaccheria a Torino ma tifava da sempre per il Verona. L’hanno ucciso a coltellate per rubargli qualche euro. Gli hanno messo una maglia gialloblù sul feretro mentre ancora si domandavano il perché. Per la tredicenne Pasma, che è stata portata via da una pirata della strada alla periferia di Roma, e per il coetaneo Nicolò, ucciso dalla caduta di un pioppo a causa di un nubifragio che si è abbattuto sulla capitale, nessuno ha avuto dubbi: il numero 10 di Francesco Totti. E a Vito, i cui sogni da diciassettenne si sono spezzati in una scuola maledetta, hanno messo quella di Nicola Legrottaglie, il campione che si è ritrovato dopo aver riscoperto la fede in Dio. È stato l’ultimo in ordine di tempo dei funerali dove si sono accese le luci delle telecamere.

Ma sono altri, tanti altri ancora, «i giorni di dolore» privati dove parenti e amici mettono accanto al defunto, giovane studente o stimato professionista, o appoggiano delicatamente sulla bara la maglia della squadra del cuore. Perché l’accompagni e, magari, lo protegga nell’ultimo viaggio. Ma non solo. A Genova, nel cimitero di Staglieno, sulle lapidi e sulle tombe ci sono maglie rossoblù e simboli blucerchiati. Tanto che monsignor Giuseppe Lanfranconi, rettore della chiesa, 86 anni, ha dovuto alzare la voce: «Ci sono più magliette della Sampdoria e del Genoa che simboli religiosi».

All’estero sono andati oltre. Per i tifosi dell’Amburgo è stata creata un’ala riservata del cimitero cittadino. Potranno riposare in pace in una bara con i colori sociali. Ne hanno fatto uno speciale a pochi chilometri da Buenos Aires, con le lapidi il marchio del club e la fontana con lo scudetto, per i sostenitori del Boca Juniors, solo per quelli doc.

Non voleva patenti Mario Appignani, il celebre «Cavallo Pazzo» delle incursioni sul palco di Sanremo. Il protagonista di invasioni solitarie sul prato dell’Olimpico espresse una volontà romantica che cozzava contro la burocrazia: «Seppellite il mio cuore in curva Sud». Dove batte appunto il cuore del tifo romanista. Dove, come in tutte le altre curve d’Italia, anche quelle delle serie minori, ogni domenica c’è un ricordo. «Sempre con noi», scrive al compagno di fede scomparso chi ha diviso chilometri di trasferte e un panino freddo all’autogrill. «Canta con noi da lassù », è l’ultimo saluto a chi ha lasciato un seggiolino libero in una curva piena. Perché ci sono vuoti che non si possono riempire. E, quando le sciarpe servono per asciugare le lacrime, anche i nemici dell’altra curva, quelli divisi da un odio che non sente ragioni, tacciono e si fermano in religioso silenzio. Come accadde per il commovente ultimo saluto a Gabriele Sandri.

Non si fermano, il più delle volte, gli automobilisti. Se lo facessero, potrebbero vedere ai bordi delle strade consolari o sui marciapiedi delle grandi metropoli piccoli altari a cielo aperto. Dove si è interrotta tragicamente una vita, la memoria resta. Una foto sorridente circondata da un muro di sciarpe. E una maglia di un giocatore. Quella indossata quando si aveva tutta la vita davanti. E, anche, dopo la morte.