18/09/2011

La Turchia minaccia l'Ue: «Se presidenza a Cipro, romperemo le relazioni »

La Turchia minaccia l'Ue: «Se presidenza a Cipro, romperemo le relazioni »

Ankara: «se i negoziati di pace non saranno conclusi la vera crisi sarà con bruxelles». L'isola dovrebbe assumere la guida dell'unione dal primo luglio 2012

Continua...


17:18 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: esteri, franco frattini, turchia, israele, cipro, europa, ue | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

06/06/2010

«Ingiusta l'occupazione di Israele Basta tensioni o sarà un bagno di sangue»

«Ingiusta l'occupazione di Israele Basta tensioni o sarà un bagno di sangue»

«Bisogna sUperare le differenze e portare la pace dove c'è conflitto». Il documento dei vescovi mediorientali: «Da decenni diritti umani e diritto internazionale non rispettati»

 

Benedetto XVI durante una delle messe celebrate a Cipro (Ansa)
Benedetto XVI durante una delle messe celebrate a Cipro (Ansa)

CIPRO - È «urgente» che la Comunità internazionale intervenga per porre fine alla tensioni in Terra Santa, prima che si arrivi ad un bagno di sangue: è l'appello di Papa Benedetto XVI che, al termine della messa celebrata oggi allo stadio coperto di Nicosia, a Cipro, ha consegnato ai rappresentanti dell'episcopato del Medio Oriente l'Instrumentum Laboris, il documento elaborato dagli stessi vescovi dell'area in vista del Sinodo per il Medio Oriente che si terrà a ottobre in Vaticano.

LE CRITICHE A ISRAELE - Nel testo è contenuta una critica tutt'altro che velata al governo israeliano: «Da decenni, la mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese, il non rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, e l'egoismo delle grandi potenze hanno destabilizzato l'equilibrio della regione e imposto alle popolazioni una violenza che rischia di gettarle nella disperazione». Il testo ribadisce che l'occupazione israeliana è «un'ingiustizia politica imposta ai palestinesi», che nessun cristiano può giustificare con pretese teologiche. Il conflitto israelo-palestinese è inoltre il «focolaio principale» dei vari conflitti mediorientali.

DIALOGO TRA LE RELIGIONI - Il punto centrale dell’Instrumentum Laboris è il rapporto con ebraismo e Islam e il dialogo interreligioso. La Chiesa auspica che israeliani e palestinesi «possano vivere in pace in una patria che sia la loro, all’interno di confini sicuri ed internazionalmente riconosciuti» e ribadisce «la ferma condanna dell’antisemitismo, sottolineando che gli attuali atteggiamenti negativi tra popolo arabo e popolo ebreo sembrano piuttosto di carattere politico e dunque estranei ad ogni discorso ecclesiale».

IL RUOLO DEI CRISTIANI - In tutto questo «i cristiani - si legge nel documento - sono chiamati a portare uno spirito di riconciliazione basata sulla giustizia e l’equità per le due parti». Ma il rapporto con i mondo musulmano non sempre è facile e questo emerge chiaramente dall'Instrumentum: «Le relazioni tra cristiani e musulmani sono spesso difficili, soprattutto per il fatto che i musulmani non fanno distinzione tra religione e politica, il che mette i cristiani nella situazione delicata di non-cittadini, mentre essi sono cittadini di questi Paesi già da ben prima dell’arrivo dell’Islam. La chiave del successo della coesistenza tra cristiani e musulmani dipende dal riconoscere la libertà religiosa e i diritti dell’uomo». Cristiani e musulmani "sono chiamati a lavorare assieme per promuovere la giustizia sociale, la pace e la libertà e difendere i diritti umani e i valori della vita e della famiglia". Per quanto riguarda il dialogo con gli ebrei, il documento assembleare lo definisce "essenziale, benchè non facile" risentendo appunto del conflitto israelo-palestinese.

«SUPERARE LE BARRIERE» - Nel corso dell'omelia della messa allo stadio di Nicosia, Benedetto XVI aveva invece spiegato che «abbattere le barriere tra noi e i nostri vicini è la prima premessa per entrare nella vita divina alla quale siamo chiamati». Il pontefice ha anche rivolto una nuova esortazione ai cristiani dell'area mediorientale, dopo quella di sabato pronunciata durante la messa nella chiesa di Santa Croce, perchè superino le loro differenze, siano capaci di portare «pace e riconciliazione dove ci sono i conflitti, ed offrire al mondo un messaggio di speranza». Il Papa invita a dire no a «egoismo, avidità e sfiducia verso gli altri». Durante la celebrazione, nel suo ultimo giorno di permanenza a Cipro, Benedetto XVI osserva come «ciascuno di noi che apparteniamo alla Chiesa ha bisogno di uscire dal mondo chiuso della propria individualità ed accettare la compagnia di coloro che condividono il pane con lui». E ancora: «Siamo chiamati a superare le nostre differenze, a portare pace e riconciliazione dove ci sono conflitti, ad offrire al mondo un messaggio di speranza. Siamo chiamati ad estendere la nostra attenzione ai bisognosi, dividendo generosamente i nostri beni terreni con coloro che sono meno fortunati di noi. E siamo chiamati a proclamare incessantemente la morte e risurrezione del Signore, finchè egli venga».

Redazione online


04/06/2010

Benedetto XVI: «I musulmani sono nostri fratelli»

Benedetto XVI: «I musulmani sono nostri fratelli»

Nel corso del viaggio a Cipro. Su Gaza: «Dopo tutti i casi di violenza, non bisogna perdere la pazienza e avere il coraggio di ricominciare»

 

 

Il Papa scende dall'aereo a Paphos (Afp)
Il Papa scende dall'aereo a Paphos (Afp)

PAPHOS (Cipro) - Il Papa ha esortato tutti i cristiani ad avere «una comune capacità» di dialogo con i musulmani che - ha riaffermato con forza - «sono nostri fratelli nonostante le diversità». Di ciò Benedetto XVI ha parlato durante la conferenza stampa in aereo, nel viaggio verso Cipro. Parlando a proposito del prossimo sinodo Vaticano sul Medio Oriente (10-24 ottobre), Ratzinger ha auspicato che l'assemblea faccia crescere il dialogo tra i cristiani ma anche «la comune capacità di dialogo con i fratelli musulmani». Il suo «incoraggiamento» è quello - ha detto - di «continuare con una visione comune e nonostante tutti i problemi nel dialogo con loro. Tutti i tentativi per una convivenza sempre più fruttuosa e fraterna - ha aggiunto - sono molto importanti».

DIALOGO - L'ombra dell'omicidio di mons. Luigi Padovese non ha nulla a che fare, «non può essere attribuito alla Turchia e ai turchi» e « non deve oscurare in alcun modo il dialogo con l'Islam»: ha affermato il Papa. «Di sicuro non si tratta di un assassinio politico, religioso». Il killer di mons. Padovese è già stato arrestato. I cristiani del Medio Oriente si trovano ad affrontare «circostanze difficili» ma hanno «un insostituibile ruolo da sostenere nella pace e nella riconciliazione tra i suoi popoli», ha aggiunto il Papa durante la cerimonia di benvenuto all'aeroporto di Paphos. Sono molte le sfide che «i cattolici devono affrontare, talvolta in circostanze difficili, vivendo la comunione con la Chiesa cattolica e offrendo la loro testimonianza a servizio della società e del mondo». «Cipro - ha proseguito - è perciò un luogo appropriato dal quale lanciare la riflessione della nostra Chiesa sul posto della secolare comunità cattolica del Medio Oriente, la nostra solidarietà con tutti i cristiani della regione e la nostra convinzione che essi hanno un insostituibile ruolo da sostenere nella pace e nella riconciliazione fra i suoi popoli».

GAZA: PAZIENZA PER LA PACE - Dopo il blitz di Israele contro i pacifisti diretti a Gaza, Papa Benedetto XVI invita tutti «alla pazienza» e «al coraggio di ricominciare». «In tutti questi episodi che viviamo - ha spiegato il Pontefice - c'è sempre il pericolo che si perda la pazienza, che si dica adesso basta e che non si voglia più cercare la pace». Invece, ha esortato, «ogni giorno dobbiamo imitare Dio nella sua pazienza; dopo tutti i casi di violenza, non bisogna perdere la pazienza e avere il coraggio di ricominciare». Il compito della Santa Sede, ha rimarcato, è proprio questo: «Creare la disposizione del cuore per ricominciare di nuovo, nella certezza che possiamo andare avanti, che la violenza non è la soluzione».

CIPRO - Il Papa ha poi parlato della divisione di Cipro in una parte greca e in una turca. Benedetto XVI ha lanciato un appello perché tutti i ciprioti possano risolvere «con pazienza» i loro problemi e vivere in armonia «con i loro vicini». «Possano l'amore della vostra patria e delle vostre famiglie e il desiderio di vivere in armonia con i vostri vicini sotto la protezione misericordia di Dio Onnipotente - ha detto Ratzinger - ispirarvi a risolvere pazientemente i problemi che ancora condividete con la comunità internazionale per il futuro della vostra isola». Durante la conferenza stampa in aereo, Ratzinger aveva spiegato di non voler portare a Cipro «un messaggio politico, quanto piuttosto un messaggio religioso che dovrebbe preparare gli animi a trovare l'apertura per la pace». «Non sono - aveva osservato parlando con i giornalisti in aereo - cose che vanno dall'oggi al domani. Ma è molto importante non solo fare i necessari passi politici ma anche preparare gli animi per essere capaci di compiere i passi politici necessari». Occorre - aveva esortato - «un'apertura interiore alla pace, che viene dalla fede in Dio e dalla convinzione che siamo tutti figli di Dio e fratelli e sorelle tra noi».

Redazione online


04/03/2010

Spagna, nave travolta da onda anomala. Tre morti

Spagna, nave travolta da onda anomala. Tre morti

 

La Louis Majesty della Loius Cruise Lines, è stata travolta da un’onda anomala di 8 metri al largo delle coste spagnole. Tre vittime. Tra queste un cittadino italiano di 53 anni. La nave sta tornando verso Barcellona

 

 

 

E' italiano uno dei turisti morti a bordo della nave da crociera cipriota battente bandiera maltese  investita oggi da un'onda anomala al largo della Catalogna. L'uomo, secondo quanto ha riferito la Guardia Costiera di Genova, si chiamava  Giuseppe Neri e aveva 53 anni. La vittima era a bordo della Louis  Majesty della Loius Cruise Lines con il figlio di 12 anni. Con lui è morto un altro turista, un tedesco. La nave porta 1.350 passeggeri ed è diretta a Genova. L'onda, secondo le prime informazioni, sarebbe  stata alta circa 8 metri.

L'onda anomala ha investito la nave da crociera verso le 16.30 a circa 111 chilometri da Barcellona e si è abbattuta contro le  finestre del salone a prua, rompendole. A bordo c'erano 1350  passeggeri e 580 membri dell'equipaggio. L'imbarcazione, secondo quanto riporta il sito del quotidiano 'El Pais', attraccherà a Ciudad Condal (Barcellona) per sbarcare i morti e i feriti.