04/10/2011

Lodo Mondadori: la Fininvest presenta un esposto al ministro della Giustizia

Lodo Mondadori: la Fininvest presenta un esposto al ministro della Giustizia

Per la n.1 della mondadori ci sarebbero «sconcertanti omissioni» della corte d'appello. Marina Berlusconi scrive anche al procuratore della Cassazione: «Creato precedente che non esiste»

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26/07/2011

Lodo Mondadori, Fininvest paga a Cir il risarcimento di 564,2 milioni di euro

Lodo Mondadori, Fininvest paga a Cir il risarcimento di 564,2 milioni di euro

IL PAGAMENTO. Dopo la sentenza della Corte di Appello di Milano

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21/07/2011

Mondadori, Fininvest: «Pagheremo»

Mondadori, Fininvest: «Pagheremo»

«Rabbiamo sempre operato nella più assoluta correttezza». La società: «Il deposito alla Cir entro il 26 luglio, ma faremo ricorso in Cassazione contro la sentenza di luglio»

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11/07/2011

Piazza Affari in calo, titoli di Stato in crisi

Piazza Affari in calo, titoli di Stato in crisi

Principali borse europee in flessione. La Borsa di Milano apre a -1,26%. Nuovo record dello spread tra Btp e Bund. Euro sotto pressione

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09/07/2011

Lodo Mondadori, l'Appello conferma la condanna a Berlusconi (con lo sconto)

Lodo Mondadori, l'Appello conferma la condanna a Berlusconi (con lo sconto)

IL RISARCIMENTO SARÁ LIQUIDATO NEI PROSSIMI GIORNI. Un quarto secco in meno, da 750 a 560 milioni di euro come risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti

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08/07/2010

Il Pd contro la norma "anti-Mesiano" «Sospende il processo Fininvest-Cir»

Il Pd contro la norma "anti-Mesiano" «Sospende il processo Fininvest-Cir»

La replica dell'azienda: «Sdegno e stupore». Ferranti: «Presentato un emendamento che potrebbe fermare il procedimento per nove mesi»

 

Donatella Ferranti
Donatella Ferranti

ROMA - Una norma che potrebbe di fatto sospendere il processo Fininvest-Cir per nove mesi. A confermare il contenuto dell'emendamento presentato dal governo alla manovra è il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. La norma, che introduce la figura dell'ausiliario del giudice, è contenuta nel comma 18 dell'emendamento 48.0.1000 presentato dal ministro Alfano.

L'EMENDAMENTO
- Nell'emendamento si legge che «nei procedimenti civili contenziosi aventi ad oggetto diritti disponibili che, alla data di entrata in vigore della presente legge, pendono dinanzi al tribunale, il giudice, su istanza di parte, anche con decreto pronunziato fuori udienza, rinvia il processo per un periodo di sei mesi per l'espletamento del procedimento di mediazione». Le istanze previste dal comma «devono essere proposte, a pena di decadenza, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge».

«ANTI-MESIANO»
- La Ferranti ribattezza la misura come «anti-Mesiano», dal nome del giudice «duramente attaccato dalle reti tv della famiglia Berlusconi per aver firmato la sentenza che obbliga la Fininvest a risarcire la Cir di 750 milioni per l'affare Mondadori». Lo scorso 3 ottobre il Tribunale di Milano ha condannato la società della famiglia Berlusconi, in primo grado, a un maxi-risarcimento per 750 milioni circa per corruzione giudiziaria legata all'acquisto della Mondadori.

LA REPLICA
- Non si fa attendere la replica della Fininvest, che esprime «tutto il suo stupore e il suo sdegno di fronte all'insinuazione secondo cui sarebbe interessata ad un rallentamento del processo d'appello per la vicenda lodo Mondadori». «Appare risibile il solo pensarlo - spiega la Fininvest - basta conoscere i fatti per sapere che è vero esattamente il contrario. La Fininvest infatti è pienamente convinta che le proprie buone ragioni verranno riconosciute, e ha rilasciato a favore di Cir una fideiussione pari a 806 milioni di euro: pertanto ha interesse, onde evitare anche ulteriori costi ed appesantimenti finanziari, che la trattazione nel merito rispetti un iter il più spedito possibile. Per tali motivi la Fininvest seguirà con assoluta coerenza questa impostazione».

Redazione online


22/12/2009

Lodo Mondadori: Fininvest presenta la fidejussione da 800 milioni a favore di Cir

Lodo Mondadori: Fininvest presenta la fidejussione da 800 milioni a favore di Cir

 

In cambio la cir rinuncia a mettere in esecuzione la sentenza di primo grado. La garanzia nei confronti del gruppo controllato da De Benedetti fornita da 4 banche tra cui Intesa e Unicredit

 

Carlo De Benedetti (Ansa)
Carlo De Benedetti (Ansa)

MILANO - E’ stata formalizzata davanti ai giudici della seconda Corte d’appello civile di Milano la fidejussione da circa 800 milioni di euro, con cui quattro banche garantiscono il versamento di Fininvest a Cir di 750 milioni come aveva stabilito la sentenza di primo grado in riferimento al risarcimento nella vicenda del Lodo Mondadori.

TREGUA - A fronte della fidejussione garantita da Intesa Sanpaolo a capo di un pool di banche con Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Popolare di Sondrio, la Cir rinuncia a mettere in esecuzione la sentenza. La «tregua» durerà fino al termine del processo d’appello che inizierà il 23 febbraio 2010 e che con ogni probabilità durerà almeno un anno.


27/10/2009

Lodo Mondadori, sentenza congelata

Lodo Mondadori, sentenza congelata

 

La Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir. La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione, in via provvisoria, della esecutività del verdetto

 

MILANO - Lodo Mondadori, si ferma tutto. La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione provvisoria della esecutività della sentenza con cui la Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir. Lo ha deciso il presidente della Seconda Sezione della Corte d'Appello, con provvedimento inaudita altera parte (senza aver ascoltato il parere dell'altra parte in causa), fissando inoltre al 1° dicembre l'udienza in Camera di Consiglio per la decisione definitiva sulla istanza di sospensione presentata dalla holding della famiglia Berlusconi. La sentenza che condanna Fininvest al maxi-risarcimento era stata emessa dal giudice Raimondo Mesiano il 3 ottobre.


06/10/2009

Il Pdl: «Disegno eversivo non ci fermerà» Berlusconi: «Allibito, ma resterò 5 anni»

Il Pdl: «Disegno eversivo non ci fermerà» Berlusconi: «Allibito, ma resterò 5 anni»

 

I capigruppo del Pd: «Vogliono l'impunità per il premier». L'Idv: «Maggioranza senza ritegno». Il Cavaliere cita Nietzsche: sentenza al di là del bene e del male. Gasparri e Cicchitto: «Sospetti i tempi del verdetto»

 

Silvio Berlusconi (LaPresse)
Silvio Berlusconi (LaPresse)

ROMA - Parlano di «disegno eversivo». Assicurano che «in Parlamento così come nel Paese, forti di un consenso chiaramente e più volte espresso dagli italiani, il centrodestra proseguirà nella politica del fare e del governare». All'indomani della sentenza che impone a Fininvest di pagare 750 milioni di euro di risarcimento a Cir per la vicenda del lodo Mondadori, e a due giorni dalla decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, i capigruppo Pdl al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, fanno diffondere una nota contro il tentativo di «delegittimare» l'azione del governo. «La tempistica e i contenuti di una sentenza che a 20 anni dai fatti arriva con sospetta puntualità - afferma la nota - rafforzano l'opinione di quanti, come noi, pensano che vi sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volontà democratica del popolo italiano». Lo stesso Silvio Berlusconi ha reagito duramente e nel definire il pronunciamento ha citato, non si sa se volontariamente, il filosofo Nietzsche: «Sono letteralmente allibito: è una sentenza al di là del bene e del male, è certamente una enormità giuridica». Il Cavaliere comunque si mostra determinato e respinge seccamente l'ipotesi che eventuali contraccolpi per la sentenza possano portare ad una fine anticipata della legislatura: «Sappiano tutti gli oppositori che il governo porterà a termine la sua missione quinquennale e non c'è nulla che potrà farci tradire il mandato che gli italiani ci hanno conferito».

MOTIVAZIONI - «È da ritenere - scrive il giudice -, "incidenter tantum" e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede». La «corresponsabilità» di Silvio Berlusconi, scrive il giudice Mesiano, comporta «come logica conseguenza» la «responsabilità della stessa Fininvest», questo «per il principio della responsabilità civile delle società di capitali per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore, commesso nell'attività gestoria della società medesima».
«Si è dimostrata la ingiustizia della sentenza Metta (il giudice che fu corrotto da Cesare Previti ndr) e la sua derivazione causale dalla corruzione del giudice Metta, argomento che resiste in ragione del ruolo primario che ebbe il Metta nella formazione della decisione del collegio all'obiezione della collegialità della sentenza. «Ciò posto - aggiunge il giudice Mesiano - deve rilevarsi che se è vero che la Corte d'Appello di Roma emise una sentenza, a parere di questo ufficio, indubbiamente ingiusta come frutto della corruzione di Metta, nessuno può dire in assoluto quale sarebbe stata la decisione che un collegio nella sua totalità incorrotto avrebbe emesso».

CONTI - Il giudice di Milano scrive anche che «vale osservare che i conti All Iberian e Ferrido erano conti correnti accesi su banche svizzere e di cui era beneficiaria economica la Fininvest. Non è quindi assolutamente pensabile - scrive Mesiano - che un bonifico dell'importo di Usd 2.732.868 (circa tre miliardi di lire) potesse essere deciso ed effettuato senza che il legale rappresentante, che era poi anche amministratore della Fininvest, lo sapesse e lo accettasse». «In altre parole - conclude il giudice -, il tribunale ritiene qui di poter pienamente fare uso della prova per presunzioni che nel giudizio civile ha la stessa dignità della prova diretta (rappresentazione del fatto storico). È, come è noto, la presunzione un argomento logico, mediante il quale si risale dal fatto noto, che deve essere provato in termini di certezza, al fatto ignoto».

GHEDINI: «INCREDIBILE E INFONDATA» - Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e legale di Berlusconi, ha definito «incredibile, irreale e non fondata né sui fatti né sul diritto» la sentenza sul Lodo Mondadori. «È un tentativo paradossale di rileggere gli atti del processo penale che avevano visto Berlusconi completamente estraneo a tale vicenda. La cifra decisa è poi palesemente scollegata a qualsiasi dato reale, superando addirittura di gran lunga lo stesso valore della quota Mondadori detenuta dalla Fininvest. Basta questa osservazione per dimostrare l'assurdità di una sentenza che sarà indubitabilmente riformata in appello».

«RISPETTARE LA SOVRANITÀ POPOLARE» - I due capigruppo del Pdl avevano comunque dato già in mattinata la linea del partito, rilanciando l'ipotesi di un complotto. «Mentre il governo Berlusconi affronta con energia e consenso largamente maggioritario la realizzazione degli impegni assunti con gli elettori e ogni emergenza, si tenta, vanamente di delegittimarne l'azione - avevano sottolineato Cicchitto e Gasparri -. Siamo certi che questo disegno non troverà spazio nelle istituzioni e, che ciascuno nella sua diversa responsabilità, agisca partendo dal presupposto del rispetto della legalità e della sovranità popolare». «Gli attacchi - conclude la nota dei vertici parlamentari del PdL - che fuoriescano dai canoni dell'opposizione democratica, dura ma rispettosa delle Istituzioni, ci portano ad assicurare che, in Parlamento così come nel Paese, forti di un consenso chiaramente e più volte espresso dagli italiani, il centrodestra proseguirà nella politica del fare e del governare, che nessun disegno eversivo potrà sconfiggere».

LA REAZIONE DEL PD - Non si è però fatta attendere la reazione del Pd. «L'arrogante rivendicazione di impunità e la patetica denuncia di complotti da parte del Pdl segnala in modo impietoso la consapevolezza del fallimento nella prova di governo. I capigruppo Pdl di Camera e Senato stanno cercando di deformare una sentenza e di trasformarla in un atto politico di parte». La presa di posizione è degli omologhi democratici di Gasparri e Cicchitto, ovvero Anna Finocchiaro e Antonello Soro con i rispettivi vicepresidenti Luigi Zanda e Marina Sereni. «In un ordinamento costituzionale come quello del nostro Paese che prevede la separazione dei poteri e lo stato di diritto - spiegano i capigruppo del Pd - la nota congiunta di Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello è gravissima nei suoi contenuti perchè finge di non ricordare che la decisione del Tribunale di Milano è la naturale conseguenza, in sede civile, della condanna penale definitiva dell'onorevole Cesare Previti, ritenuto responsabile di aver corrotto un giudice con l'obiettivo di addomesticare il "Lodo Mondadori"». «Nelle parole degli esponenti Pdl - proseguono Soro, FInocchiaro, Zanda e Sereni - c'è tutta la spudoratezza di chi considera le aziende e i comportamenti del presidente del Consiglio al di sopra delle leggi penali, delle leggi amministrative, delle leggi civili e financo delle leggi etiche. È soltanto nel quadro della piena separazione dei poteri che si può garantire il rispetto della legalità e della sovranità popolare».

«LA LEGGE VALE ANCHE PER LUI» - Anche il segretario del Pd, Dario Franceschini, è intervenuto sulla vicenda: «Penso che fatto 30, il Presidente del Consiglio possa fare 31. Magari approvando una specie di super Lodo Alfano che blocchi anche i processi civili». E ancora: «Berlusconi deve capire che nei tribunali c'è scritto che la legge è uguale per tutti e non "per tutti tranne uno". E non "per tutti tranne i potenti". Deve accettare - ha concluso - che anche chi ha vinto le elezioni è sottoposto alla giustizia, come tutti gli altri cittadini».

GLI AVVOCATI DELLA CIR - Diverso, ovviamente, il giudizio della controparte, la Cir di Carlo De Benedetti. «Non è una causa politica - dice uno dei legali del gruppo Elisabetta Rubini -, ma una normale causa di risarcimento danni tra due aziende, una delle quali, come è stato provato definitivamente nel 2007, ha corrotto un giudice». La sentenza è esecutiva già in primo grado, ma l'avvocato ha spiegato che «prenderemo contatti con la controparte, come sempre avviene in questi casi» e ha detto di non prevedere tempi brevi per l'esecuzione della sentenza per via della complessità della vicenda. La procedura prevede che il vincitore della causa faccia copia autentica della sentenza e, sulla scorta di questa, notifichi un atto di precetto alla controparte. Questa avrà dieci giorni dalla notifica del precetto per il pagamento. I legali della Fininvest hanno detto che presenteranno subito ricorso in appello con la richiesta di sospensiva dell'esecutività della sentenza, ma l'avvocato Rubini ritiene che per la fissazione dell'udienza in cui si discuterà la sospensiva saranno necessarie «almeno alcune settimane».

LA REAZIONE DELL'IDV - Non si fa attendere la replica dell'Italia dei valori. «I veri eversori sono i capigruppo di Camera e Senato del Pdl. Eversori al soldo di Berlusconi. Cicchitto, Gasparri, Bocchino e Quagliariello si devono vergognare» afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. «Urlare all’eversione - aggiunge Donadi - per difendere in Parlamento gli interessi privati di Berlusconi, secondo i giudici corresponsabile di corruzione, è un atto gravissimo e senza precedenti. Questa maggioranza non ha ritegno e schiera il Parlamento come parte in causa per difendere gli affari del padrone. La sovranità popolare è un prezioso bene collettivo che non può essere usato indegnamente come foglia di fico dal centrodestra per difendere in una causa civile gli interessi patrimoniali del premier a danno di un terzo soggetto. Sarebbe opportuno - conclude Donadi - che le alte cariche dello Stato, in particolare i presidenti delle Camere, sempre così solerti a stigmatizzare i toni dell'opposizione dell'Idv, intervenissero a difesa del Parlamento».

TUTELA PER Il GIUDICE - Quindici consiglieri del Consiglio superiore della magistratura (Csm) hanno chiesto al Comitato di presidenza del Csm di aprire una pratica a tutela del giudice del tribunale di Milano Raimondo Mesiano, dopo i giudizi espressi da Berlusconi e dai capigruppo del Pdl sulla sentenza sul Lodo Mondadori.


05/10/2009

Sentenza Cir-Fininvest: «Berlusconi corresponsabile della vicenda corruttiva»

Sentenza Cir-Fininvest: «Berlusconi corresponsabile della vicenda corruttiva»

 

Disposto il risarcimento di 750 milioni di euro nei confronti Della holding di De Benedetti. Le motivazioni: «È da ritenere che ai soli fini civilistici Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva»

 

Silvio Berlusconi (Eidon)
Silvio Berlusconi (Eidon)

MILANO - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è «corresponsabile della vicenda corruttiva» alla base della sentenza con cui la Mondadori fu assegnata a Fininvest (il cosiddetto Lodo Mondadori). Lo scrive il giudice Raimondo Mesiano nelle 140 pagine di motivazioni con cui condanna la holding della famiglia Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti. Sentenza contro la quale peraltro la Fininvest presenterà ricorso.

MOTIVAZIONI - «È da ritenere - scrive il giudice -, "incidenter tantum" e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede». La «corresponsabilità» di Silvio Berlusconi, scrive il giudice Mesiano, comporta «come logica conseguenza» la «responsabilità della stessa Fininvest», questo «per il principio della responsabilità civile delle società di capitali per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore, commesso nell'attività gestoria della società medesima».
«Si è dimostrata la ingiustizia della sentenza Metta (il giudice che fu corrotto da Cesare Previti ndr) e la sua derivazione causale dalla corruzione del giudice Metta, argomento che resiste in ragione del ruolo primario che ebbe il Metta nella formazione della decisione del collegio all'obiezione della collegialità della sentenza. «Ciò posto - aggiunge il giudice Mesiano - deve rilevarsi che se è vero che la Corte d'Appello di Roma emise una sentenza, a parere di questo ufficio, indubbiamente ingiusta come frutto della corruzione di Metta, nessuno può dire in assoluto quale sarebbe stata la decisione che un collegio nella sua totalità incorrotto avrebbe emesso».

CONTI - Il giudice di Milano scrive anche che «vale osservare che i conti All Iberian e Ferrido erano conti correnti accesi su banche svizzere e di cui era beneficiaria economica la Fininvest. Non è quindi assolutamente pensabile - scrive Mesiano - che un bonifico dell'importo di Usd 2.732.868 (circa tre miliardi di lire) potesse essere deciso ed effettuato senza che il legale rappresentante, che era poi anche amministratore della Fininvest, lo sapesse e lo accettasse». «In altre parole - conclude il giudice -, il tribunale ritiene qui di poter pienamente fare uso della prova per presunzioni che nel giudizio civile ha la stessa dignità della prova diretta (rappresentazione del fatto storico). È, come è noto, la presunzione un argomento logico, mediante il quale si risale dal fatto noto, che deve essere provato in termini di certezza, al fatto ignoto».