31/08/2010

Uccisi quattro israeliani in Cisgiordania

Uccisi quattro israeliani in Cisgiordania

Attacco a colpi d'arma da fuoco nella regione di Hebron.Le vittime appartengono alla stessa famiglia di coloni: due uomini e due donne, di cui una incinta

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12/07/2009

Netanyahu, mano tesa alla Palestina «Incontriamoci e parliamo di pace»

Netanyahu, mano tesa alla Palestina «Incontriamoci e parliamo di pace»

 

Medio Oriente, il nodo del congelamento della colonizzazione in Cisgiordania. Il premier israeliano: «Cooperiamo, possiamo portare molti investitori». Cauta la reazione di Abu Mazen

 

Benyamin Netanyahu
Benyamin Netanyahu

Mano tesa da parte di Israele verso la Palestina. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha chiesto pubblicamente al presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen di incontrarlo al più presto. «Dobbiamo riprendere i negoziati fra i nostri popoli» ha detto Netanyahu aprendo a Beer Sheba nel Negev (e non a Gerusalemme, come è consuetudine) la seduta settimanale del consiglio dei ministri. «Possiamo incontrarci ovunque, anche qua a Beer Sheva» ha aggiunto Netanyahu. Nelle settimane passate Abu Mazen ha ripetutamente condizionato il rilancio di negoziati con Israele ad un impegno preciso del governo Netanyahu sul congelamento della colonizzazione in Cisgiordania.

L'APPELLO - «La popolazione palestinese che vive accanto a noi - ha detto Netanyahu - ha il diritto elementare di vivere nella sicurezza, nella pace, nella prosperità». «Nelle ultime settimane - ha proseguito il premier israeliano - abbiamo compiuto molti sforzi per alleviare le sue condizioni di vita. Abbiamo rimosso molti posti di blocco, abbiamo deciso di estendere le ore di attività del ponte di Allenby (fra Cisgiordania e Giordania) per il transito di un numero maggiore di merci, abbiamo deciso di sostenere progetti con i palestinesi che favoriranno la pace». «Tutti questi sforzi possono giungere solo fino ad un certo punto. I risultati possono moltiplicarsi per decine di volte solo se dall'altra parte ci sarà cooperazione. Pertanto faccio appello ai dirigenti dei palestinesi e del mondo arabo affinché ci incontriamo e cooperiamo. Noi possiamo portare qua molti investitori».

Abu Mazen
Abu Mazen

«SERVONO PRECISAZIONI» - Caute le reazioni da parte palestinese. Un consigliere di Abu Mazen, Nabil Amr, citato dal sito web israeliano Walla, ha dichiarato che Abu Mazen valuterà con attenzione l'offerta, ma che un incontro del genere va preparato con cura. «L'Anp deve ricevere da Netanyahu un qualche impegno sulla formula dei "due Stati per i due popoli" e sulla sospensione della colonizzazione», ha aggiunto Amr. «Senza precisazioni chiare su questi temi, a mio parere sarà difficile per Abu Mazen incontrare il primo ministro di Israele».


18/05/2009

Obama: «Serve uno stato palestinese» Ma Netanyahu risponde di no

Obama: «Serve uno stato palestinese» Ma Netanyahu risponde di no

 

Incontro alla casa Bianca. Il premier israeliano contrario a creare uno spazio politico e territoriale: «Solo autogoverno»

 

L'incontro alla Casa Bianca (Ap)
L'incontro alla Casa Bianca (Ap)

WASHINGTON - Durante l'incontro alla Casa Bianca con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Barack Obama ha ribadito l'impegno degli Usa nella soluzione dei due Stati per la pace tra israeliani e palestinesi e ha chiesto a Israele di evitare nuovi insediamenti in Cisgiordania.


GAZA - «I problemi umanitari a Gaza devono essere affrontati» ha anche detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel corso della conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Israele, ha aggiunto Obama, «dovrà prendere alcune decisioni difficili».

NETANYAHU: «NO A UNO STATO PALESTINESE» - Ma questa soluzione è lontana dalle scelte di Israele, che non prende in considerazione lo spazio politico e territoriale per la nascita di uno Stato palestinese. Benjamin Netanyahu ha replicato così direttamente a Barack Obama nel corso dell'incontro con Obama. Il premier dello Stato ebraico si è invece detto invece favorevole a una forma di autogoverno dei palestinesi. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha poi aggiunto di essere comunque pronto a iniziare immediatamente colloqui di pace con i palestinesi a patto che riconoscano Israele come Stato ebraico. Il presidente Obama ha sollecitato israeliani e palestinesi «a cogliere questa opportunità e questo momento» per giungere alla pace.

IRAN - Netanyahu, come aveva detto un suo collaboratore prima del colloquio, voleva concentare l'incontro sulla minaccia iraniana. Obama ha spiegato i giornalisti di non ritenere necessaria una data limite per lo sforzo diplomatico verso l'Iran, ma che la sua amministrazione cercherà di ottenere progressi in questo senso entro la fine dell'anno. Il presidente americano ha aggiunto di non escludere «una serie di passi» contro l'Iran, comprese sanzioni, se Teheran proseguirà il suo programma nucleare. Netanyahu ha voluto rimarcare che quella iraniana è una minaccia per tutta la regione. «Non vi è mai stato un momento come questo in cui israeliani e arabi vedono una minaccia comune» ha affermato.

ANP: «OBAMA INCORAGGIANTE, NETANYAHU DELUDENTE» - Secondo l’Autorità nazionale palestinese il nuovo appello alla creazione di uno stato palestinese del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è «incoraggiante» mentre le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sono «deludenti». «Le dichiarazioni di Obama - ha detto Nabil Abou Roudeina, portavoce del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) - favorevoli a una soluzione a due stati sono incoraggianti, ma quelle di Netanyahu che ha ignorato tale prospettiva, negando i diritti legittimi dei palestinesi, sono deludenti».


18/04/2009

Cisgiordania, il muro innalzato per separare adesso unisce

Cisgiordania, il muro innalzato per separare adesso unisce

 

I soldi verranno usati per progetti di un’organizzazione giovanile non-profit di Ramallah. Graffitari palestinesi dipingono sulla barriera i messaggi che giungono dal web

 

Il muro che separa Israele dalla Cisgiordania (dal sito www.sendamessage.nl)
Il muro che separa Israele dalla Cisgiordania (dal sito www.sendamessage.nl)

L’idea è di avvicinare il mondo ai palestinesi. Attraverso la barriera di separazione costruita da Israele che separa la Cisgiordania dal mondo. È un progetto olandese-palestinese. Il sito «Send a message» (con versioni in varie lingue, tra le quali l’italiano) consente di inviare un testo online: al costo di 30 euro, verrà dipinto da graffitari palestinesi sul muro. Il committente riceverà tre foto dell'opera. «Tu paghi 30 euro, i palestinesi pittano»: è l’invito sulla versione italiana del sito.

IL PROGETTO NON-PROFIT - Le richieste pervenute finora sono 910, tra le quali molti messaggi d’amore e battute scherzose, ha detto alla Cnn Justus van Oel, uno sceneggiatore olandese che lo gestisce gratis. Caspar Nieuwenhuis, un direttore di teatro olandese, l’ha usato per chiedere alla fidanzata di sposarlo. Il piano era di far mandare in onda la foto della sua proposta di matrimonio in tv. Non ha funzionato. Alla fine, l’ha mostrata alla fidanzata dal desktop del portatile. Lei ha pianto e ha detto di sì. I soldi verranno usati per progetti del «Peace and Freedom Forum», un’organizzazione giovanile non-profit con sede a Ramallah. Tra questi: la costruzione di un parco per bambini, l’acquisto di biciclette, un servizio di lavanderia per gli studenti dell’università palestinese di Bir Zeit. Ma il messaggio più lungo è una lettera aperta ai palestinesi commissionata dal sito all’intellettuale sudafricano Farid Esack. Il 10 maggio verrà scritta sul muro a El-Ram, nei pressi di Ramallah. È composta da 1.998 parole. «Send a message» invita i lettori a sponsorizzare una delle 1.662 sezioni di 1 metro e mezzo ciascuna del messaggio, inviando 20 euro (il nome degli sponsor sarà indicato sotto ciascuna sezione).

LO SCRITTORE MUSULMANO - «Una volta nella mia terra alcune persone pensarono di poter costruire la propria sicurezza sull’insicurezza altrui», scrive Esack. «Vengo dal Sudafrica dell’apartheid. Arrivando nella vostra terra, la terra di Palestina, è inevitabile un senso di deja vu. Sono colpito dalle somiglianze. In un certo senso, siamo tutti figli delle nostre Storie. Ma possiamo anche decidere di restare colpiti dalla Storia altrui. Forse questa abilità si chiama moralità». Esack è uno scrittore musulmano e attivista politico che nel 1996 Nelson Mandela nominò alla guida di una commissione per l’uguaglianza tra i sessi. Il quotidiano israeliano Haaretz, riportando la notizia della lettera aperta, nota che il testo, critico nei confronti delle «uccisioni mirate (da parte di Israele, ndr) di coloro che osano resistere», «non fa alcun riferimento all’ideologia antisemita di Hamas, né al lancio di razzi da parte dei palestinesi sui civili israeliani o ai kamikaze». Israele, che ha iniziato a costruire la barriera di separazione nel 2002, afferma che ha permesso di prevenire gli attacchi terroristici palestinesi. I palestinesi dicono che costituisce un’appropriazione illegale della loro terra, perché non segue il confine precedente alla guerra del 1967 e, in diversi punti, penetra profondamente all'interno della Cisgiordania per integrare le colonie israeliane. Nel 2004 la Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha dichiarato che la barriera viola il diritto internazionale.

Viviana Mazza


15/01/2009

GAZA: INTENSI SCONTRI, COLPITI OSPEDALE E SEDE ONU

GAZA: INTENSI SCONTRI, COLPITI OSPEDALE E SEDE ONU

GERUSALEMME  - Il segretario di stato americano, Condoleeza Rice, ha detto al premier israeliano, Ehud Olmert, che gli Stati Uniti sono pronti a firmare un memorandum d'intesa con Israele sulla questione di come impedire il contrabbando di armi a Hamas. Lo ha annunciato l'ufficio del premier in un comunicato, a conclusione di un colloquio telefonico tra Olmert e la signora Rice.

Intensi combattimenti sono in corso da diverse ore in quartieri di Gaza City, dove le truppe israeliane per la prima volta sono entrate in profondità, secondo testimoni locali. Questi ultimi hanno riferito che sono stati colpiti in successione un edificio che ospita gli uffici di diversi media arabi e internazionali, la sede dell'Unrwa - l'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati - e un ospedale.

E' stato pure colpito, a quanto risulta, il palazzo che ospita gli uffici di media occidentali e arabi - noto come la Al-Shurouq Tower - che è stato raggiunto da un missile o da un proiettile di artiglieria israeliano. Nell'attacco sono rimasti feriti due cameramen palestinesi, e almeno un giornalista della tv di Abu Dhabi che si trovava al 14/0 piano dell'edificio. A pochi minuti di distanza l'artiglieria israeliana ha colpito la sede dell'Unrwa, ferendo tre dipendenti, ha affermato il portavoce dell'agenzia dell'Onu, Adnane Abu Hasna, annunciando la sospensione delle attività. Ordigni delle forze israeliane sono caduti anche su un ospedale a Gaza City, che al momento in fiamme, secondo testimoni dal posto. La sanità palestinese stima che il numero dei morti, dall' inizio dell' operazione Piombo Fuso abbia superato i 1060, tra i quali 322 bambini (e 1500 sono feriti).

Gli uccisi negli odierni scontri sarebbero almeno una ventina. In Israele sono caduti almeno una quindicina di razzi, in particolare nelle aree di Sderot - dove è stata centrata una casa - di Ashdod e del Neghev occidentale, senza causare vittime. Il segretario generale dell' Onu ban Ki-moon, da oggi in Israele, ha aspramente denunciato l'attacco alla sede dell'Unrwa dicendo di essere "scandalizzato" e ha ottenuto le scuse del ministro della difesa Ehud Barak, che si è rammaricato per "il grave errore". Intanto gli scontri hanno raggiunto il centro di Gaza City. Tra la popolazione si sta diffondendo il panico, con flussi crescenti di persone che abbandonano la città per sfuggire ai combattimenti alla ricerca di un qualche riparo. Dal canto suo, un portavoce dell'esercito israeliano ha detto all'ANSA di poter confermare che "scontri intensi" sono in corso all'interno di Gaza City. Prosegue intanto intensamente l'attività diplomatica internazionale per arrivare al più presto a un cessate il fuoco. A Gerusalemme oltre a Ban Ki-moon si trova oggi anche il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier. Ambedue vedranno oltre ai dirigenti israeliani anche i massimi esponenti dell' Autorità palestinese a Ramallah.

Ban Ki-moon, in una conferenza stampa a Tel Aviv col ministro degli esteri Tzipi Livni, ha detto di ritenere che ormai siano maturate tutte le condizioni per porre fine al fuoco. Il governo israeliano attende però di udire dal generale Amos Ghilad, consigliere del ministro della difesa, il resoconto dei colloqui che egli ha avuto oggi al Cairo sull' esito degli sforzi egiziani per un cessate il fuoco con l'assenso di Hamas e sulle sue condizioni. Il quotidiano Haaretz ha intanto riferito che Israele e Stati Uniti sono prossimi alla conclusione di un memorandum di intesa per impedire il contrabbando di armi iraniane a Hamas.


I soldati israeliani entrano a Gaza City, migliaia di civili palestinesi in fuga

I soldati israeliani entrano a Gaza City, migliaia di civili palestinesi in fuga

Fermata nave di pacifisti. Nuovi raid aerei, ripreso lancio di razzi su Israele. Proseguono gli sforzi diplomatici per la tregua

 

Soldati israeliani al confine di Gaza (Reuters)
Soldati israeliani al confine di Gaza
GAZA - Soldati israeliani, appoggiati da elicotteri, carri armati e artiglieria pesante, sono entrati mercoledì mattina nei quartieri densamente popolati di Gaza City. Migliaia di civili palestinesi sono fuggiti dalle loro case, alcuni ancora in pigiama altri spingendo anziani su sedie a rotelle. Fonti palestinesi riferiscono di accesi combattimenti nel quartiere di Tal al-Hawa. Incursioni di blindati si sarebbero inoltre verificate anche nei quartieri di Sajaiya e Zaitun.

SPARI SUI CIVILI - Civili palestinesi in fuga da Gaza denunciano di essere stati attaccati dalle forze israeliane mentre cercavano di fuggire dalle loro case, mettendo in mostra la bandiera bianca. Lo riporta la Bbc online che ha ricevuto la testimonianza insieme all'organizzazione israeliana per i diritti umani B’tselem in particolare di una donna con una bandiera bianca che sarebbe stata colpita alla testa. Israele affema che l'episodio è «senza fondamento». In un'altra testimonianza, una famiglia palestinese accusa di essere stata colpita dagli spari durante le tre ore di tregua umanitaria quotidiana mentre stava riempiendo taniche d'acqua. L’Agenzia Onu per l’assistenza dei rifugiati palestinesi (Unrwa) accusa l'esercito israeliano di aver sparato contro la sede di Gaza, provocando un incendio.

RAID - Nella notte sono proseguiti i raid aerei israeliani che hanno causato la morte di almeno sedici palestinesi, tra i quali un ragazzo di 13 anni, affermano fonti mediche locali. Altre cinque persone sono rimaste ferite in un attacco contro una moschea di Rafah.

RAZZI - All'alba sono ripresi i lanci di razzi su Israele. Gli ordigni, almeno 14, hanno colpito diverse località israeliane senza però provocare danni o vittime

TREGUA - Per quanto riguarda gli sforzi diplomatici per giungere a una tregua - mercoledì si è fatto un passo avanti con il parziale sì di HamasHaaretz, precisando che il documento potrebbe essere firmato entro venerdì. Ban Ki-moon è giunto in Israele. Il segretario generale dell'Onu avrà colloqui con il ministro degli Esteri Tzipi Livni, il premier Ehud Olmert e il presidente Shimon Peres. Hamas non intende sottoscrivere un accordo illimitato di cessate il fuoco. Lo afferma Mohammed Nassal, esponente dell'ufficio politico di Hamas a Damasco, in un'intervista ad al-Arabiya. - il generale della riserva Amos Gilad, capo nei negoziatori israeliani, è giunto al Cairo per discutere con i capi dei servizi di sicurezza egiziani il piano per il cessate il fuoco, che comprenda anche il controllo del traffico d'armi tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Stati Uniti e Israele sono vicini alla firma di un'intesa per bloccare il contrabbando di armi nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il quotidiano israeliano

NAVE PACIFISTA - Nella notte quattro unità della Marina israeliana hanno intercettato a un centinaio di miglia a nord di Gaza la «Spirit of Humanity», la nave dell'organizzazione pacifista Free Gaza con a bordo 21 persone tra cui medici, giornalisti, politici (anche Francesco Caruso, eurodeputato di Rifondazione comunista) e 200 casse di aiuti. Fonti dell'ong hanno riferito che dopo che le unità israeliane hanno minacciato di far fuoco, l'imbarcazione, che batte bandiera greca, ha fatto rotta verso Cipro.

 


14/01/2009

Da Osama appello alla jihad per Gaza

Da Osama appello alla jihad per Gaza

Il messaggio audio diffuso da alcuni siti Internet. Dubbi sulla data di registrazione. «Dio ci ha dato la pazienza per continuare per sette anni e sette e sette ancora. L'America può fare altrettanto?»

 

 

Bin Laden durante un'apparizione in un video registrato (Ap)
Bin Laden durante un'apparizione in un video registrato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - Siti internet islamici hanno mandato un messaggio audio nel quale il leader di al Qaeda, Osama Bin Laden chiama alla jihad per Gaza. Lo riferisce la Tv araba Al-Jazeera. Il messaggio, diffuso sui principali forum islamici, si intitola: «Appello al Jihad per fermare l'aggressione su Gaza».

«LA LOTTA CONTINUA» - Osama, nel messaggio, invita a proseguire la lotta: «Dio ci ha concesso la pazienza per continuare il percorso della jihad per altri sette anni e sette e sette ancora. La domanda è se l'America può continuare la sua guerra contro di noi per le decadi a venire. L'evidenza suggerisce però il contrario»

DUBBBI SULLA DATA - La data del messaggio è l 'attuale mese islamico. Non è stato ancora appurato se il messaggio audio attribuito ad Osama Bin Laden e diffuso oggi da siti Internet islamici sia effettivamente una nuova registrazione.


GAZA: NUOVI RAID, ISRALE RAFFORZA PRESENZA

GAZA: NUOVI RAID, ISRALE RAFFORZA PRESENZA



GAZA/TEL AVIV - La morsa dell'esercito israeliano si è stretta ancora di piu' sui palestinesi della striscia di Gaza, dove gli scontri avvengono casa per casa, parallelamente ai raid aerei. La popolazione sta sempre peggio, sono decine di migliaia gli sfollati che hanno cercato rifugio, sperando di salvarsi, nelle scuole dell' Unrwa (l'Agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi). E il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha accusato Israele di voler "annientare" i palestinesi della Striscia. Negli scontri odierni, secondo stime dei medici a Gaza, sono stati uccisi almeno 47 palestinesi, portando a oltre 970 il numero dei morti dall'inizio dell'operazione 'Piombo Fuso'.

I feriti sarebbero ora oltre 4.000. Anche alcuni soldati israeliani sono stati feriti e finora le perdite israeliane sono di 13 uccisi: 10 soldati, in parte colpiti da fuoco amico, e tre civili. Il governo israeliano sembra disposto ad attendere ancora alcuni giorni l'esito sia dell'intensa attività diplomatica internazionale che cerca di arrivare a un cessate il fuoco sia della sua pressione militare su Hamas. Ha perciò di nuovo rinviato l'ordine alle truppe di entrare nel cuore dei centri abitati, operazione rischiosa e con probabile grande numero di vittime tra la popolazione civile in considerazione dell'alta densità abitativa per chilometro quadrato.

Sul terreno perciò l'avanzata dei soldati appare lenta e attentamente calibrata. Israele vede nelle ultime dichiarazioni dei leader di Hamas a Gaza, soprattutto nel discorso del premier Ismail Haniyeh, un chiaro segnale di prossima resa e di rinuncia alle condizioni poste da questo movimento islamico per una tregua. Ma è un'interpretazione che sembra troppo ottimistica anche se da Hamas si intravvedono segni di ridimensionamento di alcune delle sue condizioni. Esponenti di Hamas continuano a chiedere profonde modifiche al piano egiziano di tregua che ritengono non soddisfi le loro condizioni minime.

Al tempo stesso però Hamas sembra aver rinunciato a un'immediata apertura dei valichi di confine a Gaza, che era una delle sue condizioni per una tregua. Fonti di Hamas, citate dal quotidiano arabo Al Hayat, edito a Londra, hanno detto che il movimento, pur restando ostile a una forza internazionale a Gaza sul confine con l'Egitto, non si oppone alla presenza di soldati turchi, in quanto "provenienti da un paese musulmano di cui ci fidiamo". Israele intanto si accinge a inviare di nuovo al Cairo Amos Ghilad, consigliere politico del ministro della difesa, per continuare i colloqui sulla formazione di un meccanismo che dia allo Stato ebraico sufficienti garanzie di prevenzione del contrabbando di armi dall'Egitto ad Hamas.

Mentre proseguono i combattimenti, con intensi raid aerei su decine di obiettivi, 800.000 abitanti di Gaza City hanno trascorso un'altra notte di insonnia e di paura. Fonti locali hanno constatato che le forze israeliane di terra hanno rafforzato le proprie posizioni a est, a ovest e a sud della città. In molte aree si continua a combattere e l'Unrwa calcola che sia destinato a crescere il numero di 30 mila sfollati che già hanno chiesto rifugio nelle sue scuole. Nello stesso tempo, i soldati di Tsahal sono impegnati in difficili perlustrazioni nei tunnel e nei bunker predisposti da Hamas per ostacolare l'offensiva. In nottata un'esplosione si è verificata a nord di Gaza in una casa minata e quattro paracadutisti sono rimasti feriti.

Israele ha sospeso per alcune ore i combattimenti per consentire l'ingresso nella Striscia di aiuti umanitari. Almeno una dozzina di razzi, sparati da Hamas, hanno colpito il territorio israeliano ma senza causare vittime.In Cisgiordania, colpi d'arma da fuoco sparati dal versante giordano del confine hanno avuto come obiettivo un gruppo di soldati che hanno risposto al fuoco. Un portavoce militare ha detto che nessun soldato è stato colpito e che si ignora chi abbia aperto il fuoco. Un portavoce militare giordano ha affermato che la notizia è infondata.

ISRAELE, STUDENTI IN SCUOLE MINATE SU ORDINE DI HAMAS
Hamas ha costretto allievi palestinesi a restare all'interno di scuole che erano state minate. L'accusa è giunta, secondo il sito online di Maariv, dal capo di stato maggiore israeliano, il generale Gaby Ashkenazi. Incontrando i membri della Commissione per gli affari esteri e la difesa della Knesset, Ashkenazi ha affermato che Israele compie grandi sforzi per evitare di colpire a Gaza la popolazione civile, mentre Hamas fa di questa "un uso cinico". Oltre alle scuole, secondo Ashkenazi Hamas ha minato interi condomini e vieta agli abitanti di abbandonarli. Il generale ha accusato inoltre Hamas di utilizzare moschee come depositi per razzi ed armi. Israele colpisce quelle moschee di notte, per evitare vittime innocenti. Riguardo alle accuse rivolte ad Israele di aver fatto ricorso a bombe al fosforo, Ashkenazi ha replicato che "Tsahal opera entro i limiti espressi dai codici internazionali e non usa fosforo, bensì 'tendine fumogene'".


11/01/2009

Gaza: altri 60 obiettivi colpiti da Israele, 4 palestinesi uccisi

Gaza: altri 60 obiettivi colpiti da Israele, 4 palestinesi uccisi

Sono 850 le vittime palestinesi di 16 giorni di offensiva israeliana. Razzi lanciati dalla Striscia hanno colpito Beersheva provocando danni materiali ma non vittime

 

 

(Foto Afp)
 
                                                

 

 

GAZA - Esplosioni e fiamme hanno illuminato il cielo sopra Gaza durante la notte, mentre numerosi carri armati si sono avvicinati alla Striscia, a segnalare l’allargamento delle operazioni militari. Le forze armate israeliane hanno annunciato di avere bombardato 60 obiettivi durante la notte fra sabato e domenica, mentre secondo fonti mediche il bilancio delle vittime è di quattro palestinesi uccisi, forse si tratta di bambini. L'aviazione - ha detto un portavoce militare - ha colpito tra l'altro tunnel usati per il contrabbando di armi e una moschea nel sud della Striscia di Gaza, trasformata in deposito di armi e luogo di addestramento.

DIECI ATTACCHI AEREI - La fonte ha parlato anche di dieci attacchi aerei contro gruppi armati palestinesi e segnalato una serie di scontri tra miliziani e fanteria israeliana. Non ha riferito di perdite tra i soldati di Tsahal. Secondo fonti mediche quattro palestinesi sono stati uccisi e una decine feriti nella notte in tutta la Striscia di Gaza. Non è stato specificato se si tratti di miliziani o civili. Sempre nella notte tre razzi sono stati lanciati dalla Striscia contro il territorio israeliano. Hanno colpito Beersheva provocando danni materiali ma non vittime. Secondo le testimonianze di medici palestinesi, gli israeliani hanno lanciato bombe al fosforo contro numerose abitazioni a Khouza, nel sud. Una donna è stata uccisa e almeno cento persone sono state ferite, per lo più ustionate o intossicate. Il portavoce dell’esercito israeliano ha categoricamente smentito l’uso di armi al fosforo bianco. Anche ad est e a nord della Striscia sono in corso violenti combattimenti, dichiarano fonti di Hamas, in particolare ad Ajlin e Zeitoun. Secondo i medici sabato sono state uccise almeno 30 persone, poche delle quali erano militanti di Hamas. Sono 850 le vittime palestinesi di 16 giorni di offensiva israeliana.

VICINI AGLI OBIETTIVI - «Israele si avvicina agli obiettivi che si è prefissato» nella operazione 'Piombo fusò contro Hamas a Gaza. Lo ha detto il premier israeliano Ehud Olmert, aprendo la consueta riunione del consiglio dei ministri. «Non possiamo lascirci sfuggire all'ultimo momento quanto è stato finora conseguito con grandi sforzi», ha aggiunto il primo ministro. «Nessun Paese al mondo, anche quelli che ci fanno la predica, avrebbero mostrato un autocontrollo maggiore» ha osservato Olmert. «Siamo stati costretti ad intraprendere una operazione con una decisione che era inevitabile - ha proseguito - in aiuto dei figli e dei nostri cittadini che si trovavano in una situazione insopportabile» per i continui lanci di razzi palestinesi da Gaza. «Sapevamo fin dall'inizio che non sarebbe stato semplice e che quanto viene considerato normale altrove è a malapena accettabile per Israele»: un riferimento alla necessità di impedire che le sue città siano continuamente attaccate con razzi e mortai. Olmert ha anche ribadito che per quanto concerne la sicurezza dei propri cittadini Israele non accetterà di farsi dettare limitazioni dal mondo esterno: un evidente riferimento alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per un immediato cessate il fuoco a Gaza.


10/01/2009

Gaza: l'Onu riprende gli aiuti umanitari

Gaza: l'Onu riprende gli aiuti umanitari

Abu Mazen: «Subito una tregua». Incursioni aeree israeliane e soldati alle porte di un campo profughi. Hamas prosegue nel lancio di razzi

 

Raid aereo su Gaza (Infophoto)
Raid aereo su Gaza
GAZA - Le Nazioni Unite hanno annunciato la ripresa della distribuzione di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, dopo aver ricevuto assicurazioni sulla sicurezza da parte di Israele. L'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), pur denunciando una situazione umanitaria «critica», aveva sospeso da giovedì scorso le sue operazioni a Gaza dopo che uno dei suoi convogli era stato colpito da proiettili d'artiglieria israeliani e un autista palestinese era rimasto ucciso. L'Unrwa ha ricevuto «assicurazioni affidabili che la sicurezza del personale dell'Onu, le sue installazioni e le sue operazioni umanitarie saranno pienamente rispettate». Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha ridotto venerdì le sue attività a Gaza dopo che uno dei suoi veicoli è stato bersaglio di tiri, apparentemente israeliani.

INDAGINE - L’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Navi Pillay, vuole un’indagine «credibile, trasparente e indipendente» su quanto accaduto il 4 gennaio a Zeitoun, dove l’esercito israeliano avrebbe bombardato un edificio dove si trovavano 110 civili, di cui moltissimi bambini, uccidendo trenta persone. Secondo diverse testimonianze i civili erano stati condotti in quel luogo proprio dai soldati israeliani «che hanno ordinato loro di restare all’interno», riferisce un comunicato dell’ufficio dell’Onu per il coordinamento umanitario.

AZIONI MILITARI - Nella notte sono avvenute una quarantina di incursioni aeree che, con i combattimenti di terra, hanno provocato la morte di una quindicina di miliziani. Lo ha reso noto l'esercito di Gerusalemme. Fonti mediche palestinesi hanno indicato che le vittime dell'inizio delle operazioni sono «oltre 800». Intensi combattimenti sono stati segnalati intorno alla strada costiera a nord di Gaza City (spesso utilizzata per il lancio di razzi), dove le truppe israeliane sono arrivata a circa 1,5 km dalla città, prima di ripiegare. Hamas ha proseguito nel lancio di razzi contro Israele e ha affermato di aver colpito una base militare israeliana a 27 chilometri da Tel Aviv.

DIPLOMAZIA - Il ministro degli Esteri palestinese, Riad Malki, ha denunciato Israele e Hamas per il «totale mancato rispetto» della risoluzione 1860 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, con la quale si chiede un immediato cessate il fuoco. Secondo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, Israele ha respinto la risoluzione Onu «perché non si sente rassicurata sulla possibilità che Hamas, che ha provocato questa tragedia violando la tregua, la smetta di riarmarsi e lanciare razzi». Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, in un'intervista al Washington Post si è rifiutata di indicare i tempi dell'operazione «Piombo fuso», precisando però che non si tratta di una «occupazione. È una guerra al terrorismo: non chiediamo alla comunità internazionale di combattere con noi, ma di darci comprensione e un po’ di tempo».

ABU MAZEN - Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, dalla Cisgiordania ha lanciato un appello a Israele e Hamas per una tregua immediata.