24/04/2011
Piazza San Pietro, 100mila alla messa
Piazza San Pietro, 100mila alla messaPASQUA. Centinaia di migliaia di fedeli in attesa della benedizione papale «Urbi et Orbi»
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27/09/2010
Ior, il Vaticano vuole chiudere i conti correnti laici
Ior, il Vaticano vuole chiudere i conti correnti laiciIl retroscena. Un segnale rivolto a chi fa resistenza al nuovo corso. Non si sa a chi siano intestati. E c'è chi preferisce parlare di «riduzione» anziché «abolizione»
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31/07/2010
I vescovi: «Italia senza classe dirigente»
I vescovi: «Italia senza classe dirigente»Il documento della Cei. «Mancano persone che per ruolo imprenditoriale, politico e culturale sappiano offrire obiettivi condivisi»
CITTÀ DEL VATICANO - L'Italia sta vivendo un momento «drammatico», appare «un Paese senza classe dirigente, senza persone che per ruolo politico, imprenditoriale, di cultura, sappiano offrire alla nazione una visione, obiettivi condivisi e condivisibili». È l'analisi da cui parte il documento base della prossima Settimana sociale, promossa dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) a Reggio Calabria, anticipato in un' intervista a Radio Vaticana, dal segretario del comitato organizzatore, Edoardo Patriarca.
Redazione online
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25/05/2010
Pedofilia, le cifre della Cei: «In Italia 100 processi canonici in 10 anni»
Pedofilia, le cifre della Cei: «In Italia 100 processi canonici in 10 anni»Lo ha riferito il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata. «Ma anche un solo caso è sempre di troppo»
| Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata (Ansa) |
CITTÀ DEL VATICANO - Sono «un centinaio» i casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti «rilevati in Italia con procedimenti canonici nell'ultimo decennio». Lo ha riferito il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, incontrando i giornalisti durante i lavori dell'assemblea generale dei vescovi italiani, riuniti da lunedì in Vaticano.
«TROPPO» - Secondo Crociata, questo è «un dato che indica il quadro complessivo della situazione», ricordando comunque - ha aggiunto - che «anche un solo caso, come ha detto il cardinale Bagnasco, è sempre di troppo». Monsignor Crociata non ha voluto precisare se tali processi si siano conclusi con una condanna.
SCUOLE CATTOLICHE - Nel corso della prima conferenza stampa che accompagna i lavori della 61ma assemblea generale dei vescovi, monsignor Crociata ha precisato: «Non abbiamo notizie di un calo del numero degli iscritti alle scuole cattoliche da parte dei fedeli a causa dello scandalo degli abusi sessuali». «La reazione dei credenti - ha aggiunto - è quella di chi vuole affrontare il problema e risolverlo per continuare a far crescere la vita della Chiesa». «Il popolo dei credenti - ha detto ancora Crociata - ci chiede chiarezza, di prendere le misure necessarie, la penitenza, vuole insomma che la Chiesa cresca in qualità. I credenti vogliono che questo dramma diventi l'occasione per un salto di qualità nella vita della Chiesa».
NON OBBLIGO DI DENUNCIA - Poi Crociata precisa che l’obbligo di denuncia di un prete pedofilo alle forze dell’ordine non è previsto dalla legge italiana, però assicura la «cooperazione e collaborazione» dei vescovi con l’autorità giudiziaria per «l’accertamento dei fatti». «La normativa italiana non prevede l’obbligo di denuncia in questi casi come in molti altri casi», ha spiegato monsignor Crociata. «Questo evidentemente non esclude che, per nostra iniziativa, assicuriamo una cooperazione e collaborazione che consiste nell’accertamento dei fati e nell’incoraggiamento alla denuncia dei fatti da parte di chi ha subito o è a conoscenza dei fatti». Interpellato dai cronisti sulla recente testimonianza di monsignor Gino Reali, vescovo di Porto - Santa Rufina, al processo per pedofilia a don Ruggero Conti, al tribunale di Roma, monsignor Crociata ha commentato: «Che un vescovo possa essere ascoltato come testimone mi sembra un fatto ordinario».
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24/05/2010
I vescovi: «La politica pensi ai figli L'Italia verso il suicidio demografico»
I vescovi: «La politica pensi ai figli L'Italia verso il suicidio demografico»L'appello del cardinale ai politici: «serve impegno bipartisan». Bagnasco suggerisce di introdurre il quoziente familiare e chiede che venga garantito lavoro ai giovani
| Il card.Angelo Bagnasco |
CITTÀ DEL VATICANO - Quoziente familiare e lavoro ai giovani. Mentre il governo è impegnato a mettere a punto la manovra economica, il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, si rivolge alla politica e lancia l'allarme. L’Italia, spiega il numero uno dei vescovi italiani, «sta andando verso un lento suicidio demografico». Per questo, «urge una politica che sia orientata ai figli, che voglia da subito farsi carico di un equilibrato ricambio generazionale». Non solo. Secondo i vescovi italiani è necessario che la politica compia un «supplemento di sforzo» per garantire il lavoro ai giovani. L'occupazione «spesso oggi latita, creando situazioni di disagio pesante nell'ambito delle famiglie giovani e meno giovani, in ogni regione d'Italia, e con indici decisamente allarmanti nel Meridione. Il lavoro, in sostanza, è tornato ad essere, dopo anni di ragionevoli speranze, una preoccupazione che angoscia e per la quale chiediamo un supplemento di sforzo e di cura all'intera classe dirigente del Paese: politici, imprenditori, banchieri e sindacalisti».
«IMPEGNO BIPARTISAN» - Per Bagnasco serve in Italia un impegno bipartisan per affrontare il nuovo giro di vite e le nuove ristrettezze imposte dalle decisioni dell'Unione Europea per affrontare gli ulteriori sviluppi della crisi economica. A riguardo il presidente della Cei, auspica «un responsabile coinvolgimento di tutti nell'opera che si presenta sempre più ardua».
PEDOFILIA - Aprendo a Roma la 61esima assemblea generale dei vescovi italiani, il presidente della Cei ha affrontato diversi temi. Primo fra tutti lo scandalo pedofilia. «La Chiesa farà di tutto per continuare a meritare la fiducia delle famiglie italiane, anche di quelle non credenti» ha promesso Bagnasco. Il cardinale ha ricordato che gli importanti cambiamenti all'interno della Chiesa nelle procedure sanzionatorie con regole uniformi sia per quel che concerne la responsabilizzazione delle Diocesi sia per quanto riguarda la competenza del governo centrale, prevedendo anche, caso per caso, la rinuncia alla prescrizione furono introdotti dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Dottrina della Fede, sempre «con l'avallo di Giovanni Paolo II». «Il perdono del peccato non guarisce automaticamente la malattia né sostituisce la giustizia» ha poi aggiunto Bagnasco, mettendo anche in guardia dal rischio che le multinazionali della pornografia possano allargare la loro influenza tramite il digitale terrestre.
RIFORME E UNITÀ - Quanto al federalismo, il cardinale ha ribadito il sì dei vescovi ad una riforma che si muova in questa direzione, sottolineando tuttavia che «l'unità del Paese resta una conquista e un ancoraggio irrinunciabile». La Chiesa italiana, ha anche assicurato il numero uno dei vescovi, non risparmierà «energie morali né culturali» per partecipare al «significativo anniversario» dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
MAFIA - Bagnasco ha accennato poi ai «risultati importanti che a ripetizione si stanno ottenendo» nella «formidabile azione di contrasto che stanno svolgendo contro le cosche malavitose e la loro pervasiva ramificazione su tutto il territorio nazionale e oltre»: «Se da una parte ci dicono quanto il malaffare sia radicato nel nostro Paese, dall’altra ci avvertono che il male, anche quello più organizzato, non è imbattibile» ha sottolineato il presidente Cei.
CROCIFISSO - Infine Bagnasco ha auspicato che la Corte europea di Strasburgo, in sede di ricorso, rettifichi con «lungimiranza» l'«incredibilità» della sentenza di primo grado in cui si chiedeva la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche pubbliche. La Corte affronterà il ricorso nel prossimo mese di giugno.
Redazione online
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23/01/2009
IL PAPA IN VERSIONE UFFICIALE SU YOUTUBE
IL PAPA IN VERSIONE UFFICIALE SU YOUTUBE
CITTA' DEL VATICANO - Da mezzogiorno di oggi Papa Benedetto XVI è su Youtube, con una serie di videoclip messi a disposizione dai media vaticani raggiungibili dal link www.youtube.com/vaticanit. Lo ha annunciato il direttore della Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, durante la presentazione del messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali. Contemporaneamente, il sito della Radio Vaticana ha pubblicato la notizia, sottolineando che "quello di oggi è un giorno che scrive una nuova pagina di storia per la Santa Sede".
"Siamo convinti che ci sono persone attente e sensibili interessate al messaggio del Papa e che, nella loro ricerca del senso della vita, si muovono nel vasto mondo della rete: a queste abbiamo pensato aprendo il canale 'Youtube' ", ha spiegato padre Federico Lombardi motivando l'apertura del canale del Papa . Che cosa si troverà nel canale di Youtube? "Ci sono le udienze, gli incontri del papa con personalità importanti, oppure le celebrazioni in piazza San Pietro, cioé tutte quelle attività che seguiamo quotidianamente e che possono diventare delle video news". L'offerta su Youtube sarà in italiano ma "grazie alla collaborazione con il cabale H2Onews, molti video saranno tradotti in inglese, tedesco e spagnolo". "In partenza - continua padre Lombardi - ci sono 12 videoclip che riguardano avvenimenti delle ultime settimane ma ogni giorno l'archivio si andrà arricchendo". Sul canale ci sono inoltre una serie di link, per esempio alla Radio Vaticana, al Centro televisivo vaticano e al quotidiano della Santa Sede o al canale di H2Onews "perché siamo consapevoli che il Vaticano e il Papa non sono tutta la chiesa - spiega padre Lombardi - che è diffusa e operante in tutto il mondo. Così si chiamano le diverse tv cattoliche nel mondo a contribuire con video news". Sono possibili inoltre diverse forme di interattività come mandare un messaggio, condividerlo o archiviare il documento su IGoogle. "Il tema della interattività - ha aggiunto Lombardi - é una strada su cui ci mettiamo, vediamo dove ci potrà portare. Per il futuro immaginiamo che potremo aumentare le lingue di fruizione e i contributi". "Il Papa è stato personalmente informato del nostro progetto - ha concluso - e ci sentiamo molto incoraggiati da questo perché lui è molto contento".
MONS. CELLI, SONO CERTO CHE NAVIGHI IN INTERNET
"Non ne ho la prova diretta ma penso proprio che Benedetto XVI navighi in Internet". Lo ha affermato mons. Claudio Maria Celli, presidente del pontificio consiglio per le Comunicazioni sociali, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione del messaggio del Papa in occasione della 43/esima Giornata delle comunicazioni sociali. "Essendo Ratzinger un uomo di ricerca, curioso e attento - ha aggiunto - penso proprio che faccia uso della Rete".
INTERNET: PAPA, GRAVE DANNO SE NON ACCESSIBILE A TUTTI
CITTA' DEL VATICANO - Le tecnologie digitali sono "un vero dono per l'umanità", ma sarebbe "un grave danno" se non fossero accessibili a tutti, e specialmente ai più poveri e agli emarginati: lo ha detto Benedetto XVI nel suo messaggio per la 43esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. "E' gratificante - afferma il Papa - vedere l'emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare - avverte - di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell'umanità - ha insistito - se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell'informazione e della socializzazione umana".
Nel discorso del Papa c'é anche un appello alla responsabilità e al rispetto della "dignità e del valore della persona umana" su internet, con chiaro riferimento alla pornografia e alle incitazioni all'odio e alla violenza. "Coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media - ha detto nel suo messaggio - non possono non sentirsi impegnati al rispetto della dignità e del valore della persona umana. Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società, quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l'essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l'odio e l'intolleranza, svilisce la bellezza e l'intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi". Un richiamo anche al rispetto tra culture e religioni diverse, ormai tutte parte "della nuova arena digitale", tra le quali internet può favorire l'incontro, che deve essere però basato su "forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso". Occorre poi - aggiunge il pontefice - "non lasciarsi ingannare da quanti cercano semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l'esperienza soggettiva soppianta la verità".
17:29 Scritto in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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