02/02/2010

Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»

Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»

 

L'incontro con il fratello della giovane cittadina vaticana sparita nel 1983 a Istanbul: «Tornerà presto a casa»

 

MILANO - Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la giovane cittadina vaticana sparita nel giugno del 1983, si è incontrato ad Istanbul con Mehmet Alì Agca, l'ex lupo grigio che attentò alla vita di Giovanni Paolo secondo, e da lui ha avuto assicurazioni che sua sorella «è viva e tornerà presto a casa». Lo riferisce il quotidiano Sabah in un articolo a firma della giornalista Yasemin Taskin, corrispondente del giornale da Roma, che era presente all'incontro ed ha rivolto alcune domande ad Agca.

Alì Agca (Ap)
Alì Agca (Ap)

L'INCONTRO - Pietro Orlandi aveva espresso il suo desiderio di incontrare Agca lo scorso 18 gennaio, il giorno stesso in cui il turco era uscito dal penitenziario di massima sicurezza di Sincan, a una trentina di km da Ankara, dopo aver scontato quasi 10 anni per l'uccisione di un giornalista. L'incontro tra Agca e Pietro Orlandi è durato circa 40 minuti nel corso dei quali l'ex lupo grigio gli ha detto tra l'altro: «Emanuela è viva e questo te lo posso garantire. Può trovarsi in Francia o in Svizzera dove abita in una villa lussuosa. La troveremo insieme. Ho prove precise in mano. L'hanno rapita per ottenere la mia liberazione, ma io non sono responsabile del rapimento. Posso mettermi in contatto con i rapitori. Ti darò dei documenti così importanti che saranno costretti a lasciare libera Emanuela. Spero che lei tornerà casa proprio prima del prossimo mese di giugno».

LE RISPOSTE - Agca ha risposto anche a domande della giornalista, smentendo fra l'altro voci circa una sua partecipazione all'edizione turca dello show Tv «Ballando con le stelle». Circa l'attentato al Papa, Agca ha detto che «non è affatto complicato come voi potete immaginare, ma è un caso molto più semplice. Lo racconterò a 360 gradi. Hanno dato otto milioni di dollari a Hillary Clinton per i suoi ricordi. Le cose che io conosco potrebbero sconvolgere il mondo. Voglio scrivere un libro e farci tanti soldi», ha concluso Agca. (Fonte Ansa)


12/05/2009

Ecco Norco, la città che vive a cavallo Anche al Mc Drive si ordina stando in sella

Ecco Norco, la città che vive a cavallo Anche al Mc Drive si ordina stando in sella

 

E' il mezzo di trasporto più diffuso. Le auto? Servono per garantire entrate al Comune. Sentieri ai lati delle strade e paddock con fieno e acqua fuori dai negozi. Sei mila famiglie che si danno all'ippica

 

(dal web)
(dal web)

MILANO – Una città che al posto dei marciapiedi e delle piste ciclabili ha 95 miglia di sentieri per andare a cavallo. Dove ai semafori si vede gente in sella, in attesa di attraversare. E dove al al ristorante o al McDrive, si va sempre a cavallo: fuori dei locali o dai negozi, accanto al parcheggio, c’è quasi sempre un paddock dove lasciarlo mentre si pranza e dove lui troverà fieno e acqua, come nel vecchio West.

A bordo strada, la pista cavalcabile al posto della pista ciclabile (dal sito norco.ca.us)
A bordo strada, la pista cavalcabile al posto della pista ciclabile (dal sito norco.ca.us)

CITTA’ DEI CAVALLI - Sembrerebbe uno dei numerosi parchi tematici che esistono negli Stati Uniti. Invece questa è una città vera: è Norco, centro di 27 mila abitanti a un’ora d’auto da Los Angeles. Qui la media è di almeno due cavalli per famiglia, per questo la maggioranza delle 6 mila abitazioni possiede almeno mezzo ettaro di terra: un mini ranch dove gli animali sono accuditi amorevolmente e protetti da apposite ordinanze comunali. La stima è che i cavalli superino i 20 mila, ma il loro numero non è mai stato accertato. I residenti si oppongono a un’idea di un’anagrafe dei destrieri, perché temono si trasformi in un’occasione per tassare chi li possiede. Tre anni fa, Norco si è auto-proclamata «la città dei cavalli». E’ più facile vedere gente in sella, piuttosto che a piedi o in bicicletta. Si comincia da bambini, con i pony, accompagnati da mamma e papà, sui loro destrieri. Del resto, i sentieri permettono di arrivare dappertutto, anche sulla main street dove ci sono i negozi, il municipio e le scuole. E per le gite fuori porta c’è il il Pikes Peak Park, che comincia proprio a Norco.

Uno scorcio della città (dal sito norco.ca.us)
Uno scorcio della città (dal sito norco.ca.us)

AUTO BANDITE, MA NON TROPPO - Le auto qui non sembrano le benvenute e sono ampiamente sottoutilizzate. Eppure l’esistenza di una «comunità orientata a una vita equestre» (come si definisce la città nella presentazione sul sito Internet comunale) si deve, paradossalmente, all’industria automobilistica. «La nostra gente passa molto più tempo a cavallo che in auto, ma Norco possiede solo 6 mila case e quindi gli introiti dalle tasse sulle abitazioni sono limitati - spiega il sindaco Kathy Azevedo –. I servizi che offriamo, come i sentieri per i cavalli, derivano dalle tassazione sulle concessionarie di auto in città e sulle altre attività economiche, che in larga parte sono a loro volta legate ai cavalli». Per questo, quando due concessionarie della città - tra cui una di fuoristrada della Chrysler - si sono trovate in gravi difficoltà (undici hanno chiuso nella zona nell’ultimo periodo), l’amministrazione comunale ha concesso un prestito di mezzo milione di dollari. «Noi abbiamo bisogno delle auto e loro di noi» sintetizza il sindaco. Ma la ferma intenzione è quella di «incentivare sempre di più una vita a contatto con gli animali».

 

 

Giovanna Maria Fagnani