19/11/2010

Caccia a Zagaria, la polizia scava sotto un negozio in cerca di un covo

Caccia a Zagaria, la polizia scava sotto un negozio in cerca di un covo

DOPO L'ARRESTO DI IOVINE. Aversa, ruspe e trivelle in azione. Blindata la città

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21/09/2010

Il (pessimo) caffè dei casalesi imposto a bar e supermercati: undici arresti

Il (pessimo) caffè dei casalesi imposto a bar e supermercati: undici arresti

Miscela della marca «nobis». Blitz della Dda: in manette per estorsione presunti affiliati al gruppo vicino a Bidognetti e Setola

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30/07/2010

Casal di Principe grida contro la camorra: "Viva Saviano"

Casal di Principe grida contro la camorra: "Viva Saviano"

Scritte a favore dell'autore di "Gomorra" sono apparse per la prima volta nel comune del Casertano, roccaforte del clan dei Casalesi. Un inno d'apprezzamento per lo scrittore e per il suo impegno contro la malavita organizzata

 

 

Alcune scritte a favore dello scrittore Roberto Saviano sono comparse per la prima volta in alcune strade di Casal di Principe, il centro casertano noto alle cronache come roccaforte del clan dei Casalesi. "Dieci, cento, mille Saviano" è la scritta con vernice blu, completata da "Questo è per i Casalesi del clan", leggibile sul muro di cinta dello stadio comunale dove giocava l'Albanova. E poi, più in alto, un "Viva Saviano" con vernice spray nera. I carabinieri della locale compagnia hanno verificato che le scritte a favore dello scrittore sono recenti.


22/07/2010

La camorra nel business della ricostruzione dell’Aquila

La camorra nel business della ricostruzione dell’Aquila

Un’operazione della Guardia di Finanza contro il clan dei Casalesi rivela come i boss si sarebbero già infiltrati nei lavori post terremoto. Arrestati anche 4 funzionari di banca che avrebbero favorito uomini dell'organizzazione mafiosa

 

 

 

Gli uomini della Fiamme Gialle hanno portato a termine un’operazione, denominata "Untouchable" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all'arresto di 6 persone con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso ed al sequestro di 21 società, 118 immobili ed altri beni e valori per un valore complessivo di 100 milioni di euro. Gli arrestati, secondo le indagini condotte dai finanzieri del Gico del Nucleo polizia tributaria di Roma, sono "espressioni economiche" del clan dei Casalesi, operanti nel Casertano, ma con propaggini anche in altre regioni d'Italia, in particolare nel Lazio, in Abruzzo ed in Toscana. Le indagini hanno consentito di smascherare anche 4 funzionari di banca. Questi ultimi,  consapevoli, secondo gli investigatori, di agevolare  l'attività dell'associazione camorristica, hanno favorito  imprenditori "intoccabili" affiliati alla camorra attraverso  la concessione di finanziamenti o consentendo sistematicamente  l'effettuazione di movimentazioni su conti correnti senza la  previa autorizzazione dei titolari.


L'operazione ha consentito anche di monitorare "in diretta" le infiltrazioni della camorra casalese nelle commesse per la ricostruzione in Abruzzo dopo il devastante sisma del 6 aprile 2009. "Sono stati intercettati - spiegano gli investigatori – i colloqui telefonici con i quali gli arrestati disponevano l'invio del denaro necessario a finanziare le imprese costituite a L'Aquila, per loro conto, con il fine di aggiudicarsi i lavori per la ricostruzione.


10/07/2010

Blitz contro i Casalesi, sequestrato anche il Lago d'Averno

Blitz contro i Casalesi, sequestrato anche il Lago d'Averno

Un agriturismo, una discoteca e persino un lago: sono solo alcuni degli immobili e delle attività commerciali controllate dal clan camorristico poste sotto sequestro dalla Dia di Napoli

 

 

La Dia ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso d'urgenza dalla Direzione Distrettuale Antimafia, dopo l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Gennaro Cardillo per favoreggiamento aggravato della latitanza di Giuseppe Setola.
L'uomo aveva infatti messo a disposizione di Setola e dei suoi uomini strutture ricettive per summit e come basi d'appoggio in località, come appunto il lago d'Averno, facilmente raggiunbili, discrete e isolate. Secondo le indagini degli uomini del capocentro, Maurizio Vallone, l'intero patrimionio dell'imprenditore è costituito dall'agriturismo 'Terra mia', dal ristorante-discoteca 'Aramacao', dalle quote societarie della Srl 'Country Club' e acquisito con il denaro dei Casalesi.

La società, in particolare, nel 1991, aveva comprato per un miliardo e 200 milioni di lire, l'intero invaso di acque denominato lago d'Averno, come si legge nel contratto di compravendita, dalla superficie complessiva di circa ettari 35, are 77 e centare 80. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta ad oltre 15 milioni di euro stima che pero' non comprende il patrimonio artistico, faunistico, paesaggistico ed archeologico del lago, nelle cui pertinenze si trova anche il cosiddetto 'Antro della Sibilla' celebrato da Virgilio nell'Eneide. Sul lago, del resto, c'è ancor una irrisolta battaglia legale sulla destinazione pubblica o privata tra Stato e Regione da una parte, e imprenditore dall'altra, che ha visto due contrastanti provvedimenti giudiziari del Consiglio di Stato nel 2005 e della Corte di Cassazione nel 2008. L'operazione 'Sibilla', così denominata perché nell'antro del lago secondo Virgilio vive una delle profetesse più temute dell'antichità, è stata condotta alle prime luci dell'alba di sabato 10 luglio.


07/06/2010

Camorra: nove arresti nel casertano

Camorra: nove arresti nel casertano

Al centro delle indagini una serie di tentati omicidi scatenati da una faida tra appartenenti al clan dei Casalesi. Oggetto della disputa la divisione dei guadagni delle estorsioni

 

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I carabinieri del comando provinciale di Caserta insieme a quelli dei Ros e agenti della questura casertana, hanno eseguito 9 fermi a carico di elementi di vertice e affiliati dei Casalesi del gruppo che fa capo a Francesco Schiavone, il boss detenuto al 41bis. Gli arresti si sono resi necessari per l'allarme sociale determinato da una serie di tentati omicidi interni al clan e all'elevato pericolo di fuga. Le vicende oggetto di indagine nascono il 20 aprile di quest'anno quando ad Aversa viene ucciso Crescenzio Laiso per aver trattenuto per se i guadagni delle estorsioni, senza versare denaro al clan. Da qui due tentati omicidi tra affiliati, uno dei quali con un'aggressione all'uomo di fiducia di un capo zona nell'agro aversano. I fermi, che dovevano essere 10, sono per associazione a delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio ed estorsione.

Sfuggito alle manette Francesco Salzano di Aversa mentre in carcere sono finiti Pietro Falcone, figlio di Ettore capo zona di Aversa ucciso a Parete, nel casertano, nel 1990 - catturato a Ravenna - e Salvatore Orabona di Trentola Ducenta, entrambi entrati nel mirino del killer Giuseppe Setola del clan Bidognetti. Setola il 12 dicembre del 2008 aveva cercato di ucciderli sparando 107 colpi di kalashnikov che colpirono, però, una donna innocente affacciata al balcone. Le indagini sui 10 presunti affiliati sono scattate all'indomani dell'omicidio di Crescenzio Laiso e del pentimento del fratello Salvatore che da circa un mese ha deciso di collaborare con l'autorità giudiziaria di Napoli.