24/09/2010

Stuprata di notte nella sua abitazione Preso il vicino: clandestino 20enne

Stuprata di notte nella sua abitazione Preso il vicino: clandestino 20enne

A reggio emilia: l'uomo, Arrestato, è accusato di violenza, lesioni e violazione di domicilio. La vittima, 40enne italiana, stava dormendo quando è stata svegliata dal vicino che l'ha aggredita e violentata

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17/01/2010

Ragazzo afghano di 15 anni dentro una valigia nel porto di Bari

Ragazzo afghano di 15 anni dentro una valigia nel porto di Bari

 

Immigrazione clandestina. Nascosto in auto con lui anche il fratello di 17 anni. Arrestato un cittadino greco

 

Il giovane clandestino trovato in una valigia (Ansa)
Il giovane clandestino trovato in una valigia (Ansa)

BARI - Ha nascosto due ragazzi di 15 e 17 anni, di origine afghana, nella sua auto, il più piccolo addirittura in una valigia, per farli entrare clandestinamente in Italia ma è stato arrestato nel porto di Bari dalla polizia di frontiera. Si tratta di Alexandros Lepesiotis, un cittadino greco di 42 anni, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

LA STORIA -L'uomo, alla guida di una Peugeot 207, era appena sbarcato dalla motonave «Sea Trade». Quando gli agenti hanno perquisito al sua auto, hanno trovato il più piccolo dei clandestini in una valigia sistemata nel bagagliaio e l'altro sotto le fodere di rivestimento del sedile posteriore sulle quali erano state successivamente sistemate delle coperte. I due ragazzi, di origini afghane, sono stati soccorsi e sono in buono stato di salute nonostante abbiano trascorso in auto tutto il tempo della traversata in mare. Per raggiungere l'Italia, uno dei due minorenni ha raccontato agli investigatori di aver pagato la somma di 2.600 euro a un connazionale in Grecia, mentre l'altro ha detto di aver lavorato come domestico per tre mesi al servizio di uno sconosciuto di origini afghane il quale, come compenso, gli ha organizzato il viaggio in Italia. I ragazzi, senza documenti, sono stati affidati al personale che collabora con l'assessorato al Welfare del Comune di Bari. Entrambi sono stati trasferiti in una comunità di Noicattaro.


11/08/2009

Extracomunitario fa arrestare ladri, denunciato in quanto clandestino

Extracomunitario fa arrestare ladri, denunciato in quanto clandestino

 

L'episodio a Torino. L'uomo del Bangladesh multato per 5-10 mila euro e l'ordine di lasciare l'Italia entro cinque giorni

 

TORINO - D'ora in poi nessun extracomunitario non in regola con la nuova legge che ha introdotto il reato di clandestinità, denuncerà mai più un reato, neanche se avviene sotto il suoi occhi. A Torino un cittadino del Bangladesh ha denunciato e fatto arrestare tre romeni che gli avevano rubato il portafogli dopo averlo assalito di notte con una bottiglia di vetro rotta puntata alla gola. Andato in questura per la denuncia, è stato trovato privo di permesso di soggiorno. Quindi è stato a sua volta denunciato per il nuovo reato di clandestinità: dovrà pagare una multa compresa tra 5 mila e 10 mila euro con l'ordine del questore di lasciare l'Italia entro cinque giorni.


07/06/2009

Stupro dopo la discoteca a Milano Preso un clandestino già espulso

Stupro dopo la discoteca a Milano Preso un clandestino già espulso

 

Violenza: È il caso numero 27 dall’inizio dell’anno. La vittima è una ragazza marocchina

 

MILANO — «Tu di dove sei?». «Io sono di Beni Mel­lal ». «Anch’io sono di Beni Mellal». È cominciata così la serata di una ragazza maroc­china, 20 anni, che vive in Ve­neto ed era venuta a Milano con alcune amiche per passa­re una nottata in discoteca. È finita con uno stupro, a cui è seguita anche una rapina. Erano da poco passate le 4 di notte del primo giugno. Gra­zie alla memoria di ferro del­la giovane e di un detective del commissariato di polizia Mecenate, l’aggressore è sta­to identificato e arrestato. Si tratta di un clandestino di 28 anni, Mohamed E.Y., con pre­cedenti, già espulso dall’Ita­lia, spacciatore a tempo pie­no. È già a San Vittore.

Lo stupro — il 27esimo dall’inizio dell’anno a Mila­no, il 94 per cento compiuto da stranieri — è avvenuto nella notte di domenica scor­sa. Mouna (nome di fanta­sia) era andata al Karma, una discoteca di via Fabio Massi­mo, a Nosedo. In pista con le amiche ha conosciuto un connazionale. Chiacchera do­po chiacchera, gli ha rivelato che stava cercando un’auto usata, per andare al lavoro. «Se ti interessa — è stata la risposta del ragazzo — ti fac­cio vedere la mia, che è par­cheggiata qui fuori». Mouna si è fidata di Mohamed. Sono saliti sull’autovettura, una Golf blu, e sono partiti. Po­che centinaia di metri, sino al Parco delle Rose. La faccia di Mohamed ha cambiato espressione. Dopo aver im­pugnato un punteruolo, il nordafricano l’ha costretta a spogliarsi e l’ha stuprata. Poi l’ha anche rapinata di soldi e cellulare. Infine l’ha abbando­nata al bordo della strada.

È stato un camionista a soccorrere la ragazza e a chia­mare la polizia. Erano le 4,30. Mouna è finita alla clini­ca Mangiagalli (dove hanno confermato la violenza) e poi al commissariato Mece­nate. Davanti al vicequestore Francesca Fusto, ha tirato fuori tutto il suo coraggio e ha spiegato nei dettagli cosa era successo. Fornendo due particolari determinanti: «Mi ricordo che mi ha fatto salire su una Golf blu e che aveva al collo una catena d’oro a maglie grosse, con una strana medaglia». Un particolare captato da un de­tective che seguiva l’interro­gatorio. La macchina apparte­neva a uno spacciatore della zona fermato più volte. Addi­rittura un anno fa, mentre tentava una rapina a un’altra donna. In commissariato hanno tirato fuori un album fotografico. Mouna ha rico­nosciuto il suo aggressore. I poliziotti l’hanno arrestato a un indirizzo già in archivio, a Legnano. Sotto casa la Golf blu, nell’appartamento il cel­lulare della ragazza, al collo la catena d’oro.

Alberto Berticelli


01/04/2009

Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman

Il viaggio di un 16enne afghano dalla Grecia all'Italia sotto un pullman

 

Il mezzo riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. E' rimasto per 24 ore nascosto all'interno del vano della ruota di scorta

 

TORINO - Un 16enne afghano è arrivato dalla Grecia all'Italia, per la precisione fino in provincia di Torino, nascosto nel vano della ruota di scorta di un pullman. È il viaggio della disperazione di un giovane profugo, giunto a Chieri sull'autobus che riportava a casa una scolaresca in gita scolastica. «È saltato fuori mentre scaricavamo le valigie - racconta Luigi Menini, il titolare della ditta di trasporti a cui appartiene il pullman - e ho subito chiamato carabinieri e Croce Rossa». Indolenzito e privo di forze, il giovane è stato portato al pronto soccorso, dove gli sono state somministrate due flebo.

24 ORE SOTTO IL PULLMAN - «Quando l'ho visto - riprende Menini - non riuscivo a credere ai miei occhi. Quel giovane è rimasto nascosto in quel vano angusto per più di 24 ore». E non era solo: un altro ragazzo, probabilmente connazionale, è saltato fuori da un altro pullman (in totale erano tre) che riportava a casa la scolaresca dalla Grecia. «Il mio autista ha subito avvisato la polizia stradale - dice Menini - mai avremmo immaginato che ci fosse un altro clandestino».


07/03/2009

PICCHIA LA MOGLIE INCINTA PER GUARDARE LA PARTITA

PICCHIA LA MOGLIE INCINTA PER GUARDARE LA PARTITA

 

ROMA  - Vuole guardare la partita in televisione ma la moglie, incinta, sceglie un altro programma televisivo. Così lui l' ha picchiata con calci e pugni fino a sfigurarle il viso e a procurarle un trauma cranico. La donna, peruviana di 30 anni, è scappata in strada a chiedere aiuto e i carabinieri sono riusciti ad arrestare il marito, 34 anni, anche lui peruviano e clandestino sul territorio nazionale. E' successo nel quartiere Salario: i carabinieri della Compagnia Roma Parioli prima hanno soccorso la donna accompagnandola al Policlinico poi, quando i medici hanno dichiarato che la gravidanza non era in pericolo e che la donna poteva parlare, l' hanno ascoltata a lungo. Dall' ospedale i carabinieri sono andati a casa della coppia dove hanno trovato il marito intento a guardare la partita.

L' uomo, che ha ammesso che il litigio era avvenuto per la scelta del programma televisivo, è stato portato in caserma. Grazie alle testimonianze di familiari e vicini di casa, i militari sono riusciti a stabilire che quanto avvenuto non fosse un episodio isolato ma costituisse una sistematica condotta che non si limitava alle sole percosse ma sfociava spesso nella violenza sessuale. Adesso l' uomo è accusato di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La donna, che ha subito svariate contusioni e un trauma cranico, è stata affidata agli psicologi.