21/09/2011

Usa, per i gay nell'esercito finisce l'era del "silenzio"

Usa, per i gay nell'esercito finisce l'era del "silenzio"

Una lettera ufficiale dei vertici militari americani sancisce l'entrata in vigore della norma voluta da Obama che cancella la regola "don't ask, don't tell" introdotta da Clinton. "Tutti vanno trattati con dignità e rispetto". Festeggiamenti in tutta la nazione, e si attendono i primi coming out

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05/05/2011

Frattini: «L'Italia resta nelle missioni» Clinton: «La lotta al terrorismo continua»

Frattini: «L'Italia resta nelle missioni» Clinton: «La lotta al terrorismo continua»

Vertice a Roma / Il Segretario di Stato Usa: «Bin Laden, i 38 minuti più intensi della mia vita». Vertice a Roma. Il ministro italiano: confermiamo il nostro impegno al fianco degli Usa

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24/03/2011

Libia, la Merkel chiede di varare un embargo petrolifero completo

Libia, la Merkel chiede di varare un embargo petrolifero completo

Ancora non sciolto il nodo del comando della missione. Proposta del Cancelliere tedesco indirizzata al Consiglio europeo: «Servono ampie restrizioni al commercio»

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19/04/2010

Cuba dice addio a Robaina

Cuba dice addio a Robaina

Il famoso produttore di sigari cubani, Alejandro Robaina, e' morto a 91 anni. Produttore dei sigari di Churchill

robaina sigari cubani.jpg

Il noto produttore di sigari cubani, Alejandro Robaina, e' morto all'età di 91 anni, dopo una lunga malattia. Si e' spento nella sua fattoria di San Luis, nella zona delle piantagioni di tabacco nella provincia occidentale di Pinar del Rio. Robaina era diventato amico anche del re di Spagna grazie ai suoi sigari prelibati. Usava metodi esclusivi di selezione e di raccolta che gli hanno dato fama nel mondo. Fumavano i suoi sigari il primo ministro britannico durante l'ultima guerra mondiale, Winston Churchill, e più in segreto anche l'ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, nonostante il blocco economico fra Washington e l'Avana.

 


03/01/2010

E la tv russa scherza su Silvio-playboy con un cartoon

E la tv russa scherza su Silvio-playboy con un cartoon

 

Il premier con Merkel, Clinton e Timoshenko e, indignati, anche i colleghi Sarkozy e Obama

 

La tv russa scherza su Silvio playboy, nella parodia finiscono anche Merkel, Clinton e Timoshenko

Il cartoon è andato in onda durante un programma dedicato al Capodanno sul primo canale russo, Channel One. Nella parodia Silvio Berlusconi è impegnato a interpretare una canzone attorniato da donne compiacenti e si intrattiene in limousine con Angela Merkel, Hillary Clinton e Yulia Timoshenko.

Nel cartoon digitale, che fa parte di una serie molto seguita che in passato ha già preso di mira il Cavaliere, le caricature di Nicolas Sarkozy e Barack Obama assistono indignati alla sua esibizione.

Corriere della Sera

Corriere della Sera

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Corriere della Sera

Corriere della Sera

Corriere della Sera

La tv russa scherza su Silvio playboy, nella parodia finiscono anche Merkel, Clinton e Timoshenko

Nel cartoon digitale, che fa parte di una serie molto seguita che in passato ha già preso di mira il Cavaliere, le caricature di Nicolas Sarkozy e Barack Obama assistono indignati alla sua esibizione.

Corriere della Sera


La tv russa scherza su Silvio playboy, nella parodia finiscono anche Merkel, Clinton e Timoshenko.

Il cartoon è andato in onda durante un programma dedicato al Capodanno sul primo canale russo, Channel One. Nella parodia Silvio Berlusconi è impegnato a interpretare una canzone attorniato da donne compiacenti e si intrattiene in limousine con Angela Merkel, Hillary Clinton e Yulia Timoshenko.

Nel cartoon digitale, che fa parte di una serie molto seguita che in passato ha già preso di mira il Cavaliere, le caricature di Nicolas Sarkozy e Barack Obama assistono indignati alla sua esibizione.

 


02/08/2009

Addio all'orto biologico di Michelle: colpa dei fertilizzanti dei Clinton

Addio all'orto biologico di Michelle: colpa dei fertilizzanti dei Clinton

 

IL CASO. Sostanze nocive nel giardino della Casa Bianca, dove la moglie di Obama ha piantato i suoi frutti

 

 

Michelle Obama al lavoro nel giardino della Casa Bianca
Michelle Obama al lavoro nel giardino della Casa Bianca

NEW YORK - Il sogno 'biologico' di Michelle Obama si infrange: il suolo del giardino della casa Bianca è stato in precedenza trattato con sostanze tossiche. Per questo motivo, i frutti piantati dalla moglie del presidente americano non potranno mai essere considerati biologici. In particolare, acque di scarico sarebbero state usate come fertilizzante: queste acque conterrebbero un'elevata quantità di piombo e, per questo, sarebbero nocive.

FERTILIZZANTI - Il paradosso è che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stata la famiglia Clinton a utilizzare le acque di scarico come fertilizzante negli anni '90. E cioè proprio i precedenti inquilini democratici della Casa Bianca: l'ex presidente Bill e la moglie Hillary, adesso Segretario di Stato di Obama.


27/05/2012

Clinton: «Gli Usa da soli non possono risolvere i problemi del mondo»

Clinton: «Gli Usa da soli non possono risolvere i problemi del mondo»

Al Congresso per la ratifica dell'incarico a segretario di Stato. «La politica estera dell'amministrazione Obama sarà basata sul pragmatismo e non sull'ideologia»

 

Hillary Clinton e la figlia Chelsea all'audizione al Congresso Usa (Rpa)
Hillary Clinton e la figlia Chelsea all'audizione al Congresso Usa
WASHINGTON - «Gli Stati Uniti da soli non possono risolvere i problemi più pressanti del mondo. Ma il mondo non può risolverli senza gli Usa. Dobbiamo lavorare per avere più alleati e meno avversari». Lo ha detto Hillary Clinton al Congresso nel corso dell'audizione per la ratifica dell'incarico a segretario di Stato. «Penso che la potenza americana ha lasciato a desiderare ma resta desiderata», ha affermato l'ex first lady, 61 anni, accompagnata solo dalla figlia Chelsea. Secondo Clinton gli Usa dovranno utilizzare l'unione di ciò che lei ha definito «smart power», la versione moderna del bastone e della carota, ossia la miscela «intelligente di diplomazia e difesa. Il successo americano non è mai stato il frutto della potenza del Paese, ma dei suoi valori», ha affermato inoltre citando «verità, disciplina e creatività».

PALESTINA - La senatrice dello Stato di New York ha affermato che l'amministrazione Obama farà di tutto per raggiungere un accordo di pace tra Israele e i palestinesi. «Non ci dimentichiamo dei tragici costi umanitari del conflitto in Medio Oriente che hanno provocato sofferenze ai civili palestinesi e israeliani. Gli Stati Uniti», ha riferito Clinton, «continueranno ad appoggiare le esigenze di sicurezza di Israele e le legittime aspirazioni dei palestinesi per un proprio Stato».

IRAN - La politica estera della prossima amministrazione americana sarà basata sul pragmatismo e non sull'ideologia, ha assicurato Clinton, che ha promesso che lavorerà per «far abbandonare a Iran e Siria i loro comportamenti pericolosi», e in particolare per far terminare i programmi nucleari di Teheran. «Nessuna opzione verrà tolta dal tavolo, ma si cercherà un approccio nuovo e diverso».

CINA E ONU - Secondo Clinton il miglioramento dei rapporti con la Cina non dev'essere «uno sforzo a senso unico, ma dipende anche dall'atteggiamento di Pechino». Clinton ha anche sottolineato l'importanza del «coinvolgimento delle Nazioni Unite e di altre istituzioni laddove è possibile e appropriato farlo, perché quando funzionano bene aumentano l'influenza degli Stati Uniti» nel mondo.

CLIMA - Infine il prossimo segretario di Stato ha affermato che Washington deve prendere la guida degli sforzi comuni per combattere i cambiamenti climatici.

CONFLITTO D'INTERESSI - Il senatore repubblicano Richard Lugar ha sollevato il problema del conflitto d'interessi tra Hillary e la Fondazione Clinton (un'organizzazione senza fini di lucro che ha raccolto almeno 492 milioni di dollari in donazioni), gestita del marito Bill. «Governi stranieri potrebbero vedere la Fondazione Clinton come un modo per ottenere favori dal segretario di Stato», ha detto Lugar. «Il problema dev'essere affrontato con trasparenza, anche se non dovrebbe rappresentare un ostacolo al lavoro del segretario di Stato».