17/11/2011

Studenti in piazza contro la crisi e le banche, tensioni con la polizia

Studenti in piazza contro la crisi e le banche, tensioni con la polizia

Tensione all'avvio tra Corsari e Cantiere a colpi di fumogeni, un ragazzo ferito al volto. Migliaia in corteo, lancio di uova e vernice. Cariche per impedire ai giovani di raggiungere la Bocconi

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22/06/2011

Tensione e cariche in piazza Montecitorio Libri e petardi dai precari della scuola

Tensione e cariche in piazza Montecitorio Libri e petardi dai precari della scuola

Lancio di petardi ed ortaggi contro la polizia. Scatta il cordone di polizia che presidia il Palazzo

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20/07/2010

Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di Pomigliano

Licenziato operaio Fiat di Termoli, partecipò al presidio di Pomigliano

Il lavoratore fa parte del coordinamento provinciale dello Slai di Campobasso. I Cobas: «Il Lingotto passa alla repressione di lavoratori e sindacalisti»

 

NAPOLI - Un operaio della Fiat Power Train di Termoli, del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso, è stato licenziato dall'azienda per aver partecipato al presidio davanti al Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco lo scorso 22 giugno, in occasione del referendum in fabbrica.

«NON L'HANNO FATTO ENTRARE» - È quanto dichiara Vittorio Granillo, del coordinamento del sindacato di base, annunciando un'azione legale in difesa dell'operaio, Giovanni Musacchio. Per i sindacati di base, «la Fiat, non riuscendo ad avere consensi, passa alla repressione nei confronti degli operai e dei sindacalisti». «Abbiamo assistito in questi giorni alle azioni di forza da parte dell'azienda - ha proseguito Granillo - che ha dapprima licenziato i delegati Fiom a Melfi e adesso il rappresentante dello Slai Cobas». Secondo quanto reso noto da Granillo, l'operaio si era recato in fabbrica a Termoli per il secondo turno di lavoro: «Ma non lo hanno fatto entrare e gli hanno comunicato il licenziamento davanti ai cancelli, preannunciandogli la successiva lettera a casa. Secondo quanto gli hanno spiegato, Giovanni aveva usufruito di un permesso per accudire la propria figlia. Un permesso che però terminava alle 14, ed è stato allora che il nostro esponente ha raggiunto gli altri delegati di Termoli arrivati a Pomigliano d'Arco».

Redazione online


16/05/2009

A Torino operai Fiat da tutta l' Italia Tafferugli con i Cobas

A Torino operai Fiat da tutta l' Italia Tafferugli con i Cobas

 

La manifestazione indetta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Migliaia di lavoratori si sono radunati a Mirafiori. Striscioni critici all'indirizzo di Marchionne

 

 Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, sul palco dopo l'aggresione da parte dei Cobas durante la manifestazione dei lavoratori Fiat davanti al Lingotto. (Tonino Di Marco/Ansa)

Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, sul palco dopo l'aggresione da parte dei Cobas durante la manifestazione dei lavoratori Fiat davanti al Lingotto. (Tonino Di Marco/Ansa)

TORINO - Secondo i sindacati sono stati 10 mila i lavoratori scesi in piazza a Torino per la manifestazione nazionale dei lavoratori del gruppo Fiat indetta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic. A sfilare in corteo, partito davanti alla porta 5 di Mirafiori, operai di tutti gli stabilimenti italiani. Ad aprire la manifestazione è stato lo striscione «Da Nord a Sud la Fiat cresce solo con noi». Tra i primi ad arrivare i lavoratori di Pomigliano, con la maglietta con la scritta «Pomigliano non si tocca», 7-800 persone giunte in treno alla stazione del Lingotto, che hanno scelto di non utilizzare il pullman messo a disposizione dai sindacati per raggiungere la palazzina di Corso Agnelli dove si sono presentati in corteo.

TENSIONI CON I COBAS - Durante i discorsi dal palco non è mancato il fuori programma con relative tensioni. Mentre stava parlando il segretario generale della Fim, Beppe Farina, un gruppo di rappresentanti dei Cobas ha iniziato a fischiare e a gridare «venduto, venduto». Poi hanno staccato l'audio e Farina ha proseguito lo stesso l'intervento, poco dopo però sono riusciti ad arrivare al palco salendoci sopra con tensioni e spintoni sopra e sotto il palco. Nei tafferugli è stato coinvolto anche il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini, strattonato e tirato giù dal palco. Prima che i Cobas improvvisassero il loro comizio, Rinaldini è comunque riuscito a concludere il suo intervento. Colpito dai Cobas con una cinghiata anche il segretario generale della Uilm piemontese, Maurizio Peverati. Rinaldini ha poi lasciato la manifestazione, accompagnato dal numero uno della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, tra gli applausi dei lavoratori. «È stato un episodio deplorevole, costruito in modo organizzato, che non può in alcun modo oscurare la grande manifestazione che si è svolta oggi a Torino» ha detto Rinaldini. «Soprattutto - ha aggiunto - non può oscurare il suo significato. E cioè la grande unità dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat, dal Sud al Nord del Paese».

GLI STRISCIONI - Molte le bandiere, gli striscioni e i cartelloni esposti durante la manifestazione, come quelli «Marchionne tu vuò fá l'americano», «Fiat in Italia cuore mente e braccia», «Marchionne il lavoro nobilita uomini e donne lasciaci gli stabilimenti evitaci patimenti» e «La classe operaia non ha nazione». Fra i gonfaloni già presenti quello della Provincia di Torino e del Comune di Pomigliano.

LE RASSICURAZIONI DI MARCHIONNE - A proposito delle rassicurazioni fatte ieri dall'ad della Fiat Sergio Marchionne, Mario Di Costanzo rsu Fiom di Pomigliano dice che «non ci bastano. Il nostro obiettivo -aggiunge- è che nessuno stabilimento venga chiuso e che tutti i lavoratori vengano salvati. Se Marchionne davvero è un imprenditore superiore agli altri deve riuscire a fare questo. A novembre -ricorda ancora- finisce la cassa integrazione ordinaria e Berlusconi ci aveva promesso il raddoppio ma invece oggi si parla solo di altro». Insieme a lui Franco Percuoco, anche lui rsu Fiom dello stabilimento campano, che dice «siamo stufi di chiacchiere. Se non arriva urgentemente l'incontro con l'azienda e il governo andremo al ministero delle attività produttive».