13/01/2009
La Moratti va alla guerra Ed è gelo con Berlusconi
La Moratti va alla guerra Ed è gelo con BerlusconiIl retroscena. Lo sfogo del primo cittadino in tv dopo lo scontro con Colaninno. Il premier: dal sindaco attacco personale, fa il gioco della Lega
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| Letizia Moratti |
La «guerra di Letizia» ha messo in subbuglio i palazzi romani della politica e quelli più felpati del mondo economico milanese. Dai vertici societari filtra una «forte irritazione» verso la Moratti, stato d’animo che accompagna il premier da lunedì della scorsa settimana, quando il sindaco si recò nella sede del Carroccio di via Bellerio, dove Umberto Bossi aveva riunito lo stato maggiore leghista per intestarsi la battaglia a difesa di Malpensa e degli «interessi del Nord»: «Che c’è andata a fare? Che bisogno c’era? È sbagliato correre dietro alla Lega. Non è così che si compete con loro. Così si accredita invece l’idea che solo loro rappresentino il Nord». Perciò Berlusconi uscì allo scoperto, perciò pose l’altolà al Senatùr: «Al Nord ci penso io», disse.
Doveva contrastare quelle «manovre elettorali» che danneggiavano la sua immagine e aprivano la competition in vista delle Europee. L’intervista della Moratti a Lucia Annunziata incide, se possibile, in modo ancor più pesante: perché è dal sindaco di Milano —non dall’opposizione e nemmeno dalla Lega—che giungono critiche severe al progetto su cui il premier ha messo la faccia. Non è un caso se tra Berlusconi e la Moratti sia calato il gelo. D’altronde già quel giovedì della scorsa settimana il sindaco aveva interpretato il mancato invito a pranzo con Bossi come un gesto politico prima che di «scortesia». A muso duro era iniziato e si era concluso anche il rendez vous con Colaninno, incontrato a palazzo Grazioli insieme al sindaco di Roma Gianni Alemanno.
La Moratti a più riprese aveva insistito perché tornasse in gioco la compagnia aerea tedesca. «Guarda che non ci hanno offerto nulla, Letizia ». «No Roberto, voi state affossando Malpensa». È stato un crescendo rossiniano. «Noi punteremmo su Malpensa se Linate fosse ridimensionata, altrimenti non si può fare». «Lufthansa è interessata a entrambi gli scali». «È interessata solo a far fallire la trattativa con Air France». «Non è vero, dovete insistere». A quel punto un Colaninno esasperato, ha chiuso il discorso provocatoriamente: «Va bene, Letizia. Se le cose stanno così, chiama subito il presidente di Lufthansa. Chiamalo ora. Digli che sono pronto a cedergli la mia quota di Alitalia, se vuole. Ottanta milioni e la facciamo finita». Sembrava dovesse finire lì, invece la «guerra di Letizia» è proseguita in tv. «È stato imbarazzante ascoltare certe cose dal mio sindaco», commenta il forzista Mario Valducci, che fa capire l’umore nell’inner circle del Cavaliere: «È andata eccessivamente sopra le righe. È stata irriconoscente verso Berlusconi ».
Eppure alla Moratti era chiaro fin da giovedì che sarebbe stata una battaglia solitaria, l’aveva intuito facendo capolino al vertice tra il premier e Bossi, che si erano intanto messi d’accordo sull’intesa Az-Air France e sull’emendamento a favore di Malpensa, presentato poi nel dl anti-crisi. Perciò non si capisce il motivo per cui non si sia fermata. C’è chi rammenta che si è candidata alla guida della città da indipendente, facendo balenare l’incredibile scenario di una rottura con Berlusconi. Ma il Cavaliere, per quanto irritato, troverà il modo di ricucire lo strappo. C’è poi chi, più semplicemente, ricorda il carattere della Moratti. «Letizia è fatta così», commenta olimpico il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Giovedì scorso mi ha chiamato alle sette di sera. Milano era bloccata sotto la neve e lei aveva bisogno subito di 400 militari per pulire le strade. Mi sono attivato. Mi avesse detto grazie...».
In realtà, al fondo delle tensioni con Berlusconi resta il contenzioso su Expo 2015, quando la Moratti non si è sentita sostenuta dal premier nel braccio di ferro con Giulio Tremonti, che ha accentrato sull’Economia i meccanismi di controllo dei fondi pubblici. Anche Tremonti è stato colpito dagli strali in tv della Moratti. Vecchie ruggini tra i due. Nel 2001, «Giulio» fu sarcastico nel centellinare i soldi per la riforma scolastica: «Letizia, devi capire. Questo è il governo, mica tuo marito». Qualche tempo fa si è ripetuto con una battuta che ha fatto il giro dei ministri: «Politicamente non ne azzecca una. In Francia aveva puntato su Ségolène Royale, in America su Hillary Clinton...».
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| Tag: moratti, berlusconi, scontro, gelo, sindaco, milano, colaninno | OKNOtizie |
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27/09/2008
I piloti firmano l'accordo, sì dei sindacati
I piloti firmano l'accordo, sì dei sindacatiQuattordici ore di trattative, l'intesa nella notte. La rincorsa delle hostess di Avia e Sdl. Più forte l'ipotesi Lufthansa, forti tensioni, Cai minaccia il ritiro. La schiarita dopo l'ultimo round di Uil e Ugl
Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 14 ore terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi, ha sancito la pace della Compagnia aerea italiana (Cai) con le «aquile ». Subito dopo, intorno alle 2, anche Avia e Sdl hanno chiesto di essere ricevuti a palazzo Chigi. L'Anpav (545 assistenti di volo) aveva già aderito nel pomeriggio.
La trattativa ha toccato punte drammatiche per il rifiuto di Uil e Ugl di sottoscrivere le novità concordate tra i piloti di Anpac e Up e i vertici di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. In sostanza Fabio Berti e Massimo Notaro avrebbero ottenuto per i piloti con i gradi di comandante (900 su 2.100) la qualifica di «dirigente », che equivale alla possibilità di negoziare un contratto proprio, ma anche di essere licenziati con il pagamento di un'indennità. Per 140 piloti in esubero ci sarebbe il part-time con rotazione. Tali sostanziali modifiche ai documenti già firmati dagli altri sindacati, non potevano passare senza il consenso di questi ultimi. Confederali e Ugl sono stati convocati, ai massimi livelli, dal sottosegretario Gianni Letta a Palazzo Chigi alle 19.30. Qui i segretari di Uil, Luigi Angeletti, e Ugl, Renata Polverini, che contano molti piloti tra gli iscritti, hanno frenato, temendone la sollevazione delle categorie.
Insomma si è ricreata la stessa situazione d'imbarazzo che aveva procurato l'allegato ottenuto dalla Cgil. Il sindacato di Guglielmo Epifani invece, contando pochi piloti, avrebbe dato disponibilità, mentre la Cisl di Raffaele Bonanni ha cercato la mediazione. Di fronte alle resistenze di Uil e Ugl, Colaninno, dopo una telefonata con l'amministratore di Intesa-Sanpaolo ( advisor), Corrado Passera, avrebbe minacciato di ritirarsi. Il governo ha quindi prodotto un documento finale cui hanno aderito Cgil e Cisl, oltre a Cai, Anpac e Up. Uil e Ugl hanno firmato dopo un ultimo round sugli esuberi. A questo punto i piloti hanno finalmente sottoscritto l'accordo quadro e il contratto già siglato giovedì dagli altri quattro sindacati.
Un rinvio a lunedì era previsto per Avia (751 a.v.) e Sdl (1.700 lavoratori tra volo e terra). Uno slittamento tattico, dettato forse dalla necessità di spiegare alla base la necessità di capitolare. «Se non firmate subito, dopo potrete farlo solo "per adesione"», avrebbe minacciato da Viareggio il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, cioè senza acquisizione dei relativi diritti sindacali, tra cui quello di sedersi ai tavoli che preciseranno il contenuto dei contratti tratteggiati dai 4 maggiori sindacati. Di qui forse la rincorsa finale che ha costretto governo e cai a un ulteriore tornata. L'acquisizione del consenso del personale navigante è importante anche per stringere sull'alleanza internazionale.
Venerdì il presidente di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, come anticipato dal Corriere, ha incontrato il sottosegretario Gianni Letta e, nell'ambasciata tedesca, i quattro leader firmatari dell'accordo. A questi avrebbe chiesto notizie circa l'effettiva tenuta dell'intesa rispetto ai naviganti. Tutti i sindacati avrebbero espresso la propria disponibilità a Lufthansa. Dall'Umbria Berlusconi ha detto: «Dove pensavate che Air France avrebbe portato i milioni di turisti che verranno in Italia? A Todi o nei castelli della Loira? La risposta è scontata». Espressioni che non lasciano dubbi sulla propensione per Lufthansa.
Il mio parere: chi conosce Colaninno sa che dopo aver fatto fallire Olivetti poi Telecom adesso ha assestato un altro colpoa suo favore acquistandoAlitalia per quattro centesimi per poi fra qualche mese o qualche anno rivendere la compagnia ad un altro acquirente intascando milioni di euro. Il bello sta nel fatto che lui di tasca propria non ha speso nemmeno un centesimo, voi vi chiederete dove a preso i soldi per acqistarla? Me lo domando anch'io, poi ci rifletto un pò e penso, saranno mica soldi che io pago sulla busta paga sotto forma di tassa. Ebbene si questo è un metodo semplice per estorcere soldi allo Stato senza nemmeno spendere un cent, così come ha fatto con Olivetti mandando in mezzo alla strada centinaia di operai nel casertano qualche anno fa così come ha fatto con telecom quando lui era presidente e si è dovuto dimettere intascando una buon'uscita di alcuni milioni di euro e così farà con Alitalia. Finisco col dire che è strano che quando c'è il Sig. Colanninno spunti sempre Tronchetti Provera al suo fianco così come successe con Telecom. Chi vivrà vedrà.
15:54 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: alitalia, piloti, colaninno, accordo, sindacati | OKNOtizie |
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