03/01/2011
Palermo, minacce di morte al senatore Vizzini
Palermo, minacce di morte al senatore VizziniIl presidente della commissione affari costituzionali replica: «non ci fermeremo». Un suo collaboratore avvicinato da due uomini: «Scipperemo la testa a te ed a quel pezzo di m...»
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07/06/2010
Gli appalti e i conti bancari segreti Trovato il prestanome di Balducci
Gli appalti e i conti bancari segreti Trovato il prestanome di BalducciÈ un collaboratore del commercialista che custodiva l’archivio di più indagati
Conti correnti bancari «riconducibili alla famiglia Balducci, ma intestati a Fernando Mannoni». Il verbale di sequestro del materiale trovato nello studio del commercialista Stefano Gazzani rivela l’esistenza di un prestanome che custodiva i soldi del Provveditore ai Lavori Pubblici. E ne svela l’identità, individuandolo come uno dei collaboratori del professionista che curava anche gli affari di Diego Anemone.
Esiste dunque una provvista di denaro che Balducci aveva intenzione di far sfuggire ai controlli. Dopo la scoperta di un conto in Lussemburgo con circa 3 milioni di euro, i carabinieri del Ros afferrano la traccia di un nuovo tesoretto. L’esame dei documenti già acquisiti presso gli istituti di credito dovrà adesso accertarne la provenienza, anche se le prime verifiche hanno già fornito dettagli di interesse investigativo su passaggi che portano direttamente al costruttore privilegiato nell’assegnazione degli appalti per i «Grandi Eventi».
La perquisizione risale a circa tre mesi fa. Quando i militari dell’Arma entrano nello studio del commercialista chiedono di poter visionare tutte le carte relative a Balducci, Anemone e Mauro Della Giovampaola, il funzionario delegato alla gestione del G8 a La Maddalena arrestato per corruzione e tornato in libertà per scadenza dei termini. Trovano gli estratti relativi e centinaia di conti e si soffermano su quelli intestati agli indagati. Analizzando le movimentazioni si accorgono però di un’anomalia che riguarda le disponibilità di Balducci e dei suoi figli. C’è un nome che ricorre, pur non avendo alcun legame evidente con loro. È, appunto, quello di Mannoni. Chiedono chiarimenti e scoprono che in realtà l’uomo è uno dei collaboratori di Gazzani. Il suo computer, insieme a chiavette Usb e altro materiale informatico, è stato appena sequestrato.
La circostanza appare subito sospetta: che motivo ha, la famiglia Balducci, di intestare i propri conti a un prestanome se la provenienza dei soldi è lecita? Ma soprattutto, come mai è stato scelto un collaboratore del commercialista che il Provveditore ha in comune con Anemone? L’ipotesi degli investigatori, che avrebbe già trovato primi riscontri, è che quei depositi siano serviti a far transitare il denaro che il costruttore versava dopo aver ottenuto gli appalti. E dunque che il prezzo di quelle assegnazioni non fossero soltanto gli appartamenti, i viaggi con l’idrovolante, le vacanze e persino i domestici assunti e messi a disposizione di Balducci e di sua moglie. A fare la differenza sarebbero stati i contanti per Balducci che Gazzani avrebbe provveduto ad occultare grazie alla disponibilità di una persona che lavorava al suo fianco.
Il commercialista, a sua volta titolare di decine di depositi, è stato segnalato dalla Banca d’Italia per alcune operazioni sospette riconducibili alla «cricca». Iniziative finanziarie che potrebbero nascondere l’acquisto di beni o il passaggio di denaro da utilizzare come tangente. Del resto lui stesso ha avuto un ruolo attivo negli interventi di ristrutturazione nelle case di politici e funzionari dello Stato: è socio con Anemone della società «Tecnowood srl» che ha effettuato numerosi lavori, compresi quelli nel villino del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. E dunque è a conoscenza di tutti i rapporti personali gestiti dall’imprenditore, delle frequentazioni che gli hanno consentito di ottenere poi una posizione privilegiata quando si trattava di aggiudicarsi appalti e commesse.
Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato che proprio Gazzani si recava ad incontrare il generale della Guardia di Finanza, poi passato ai servizi segreti, Francesco Pittorru che prometteva rivelazioni sulle indagini in corso e per questa sua disponibilità ha ottenuto due appartamenti e l’assunzione della figlia presso il Salaria Sport Village.
Insieme all’architetto Angelo Zampolini, il commercialista è certamente uno degli uomini più fidati di Anemone. Dal suo studio i carabinieri del Ros hanno portato via anche 34 faldoni che documentano la contabilità delle aziende, l’elenco dei fornitori, quello dei consulenti. Migliaia di fogli che disegnano la rete dei contatti. E per questo fanno paura a molti.
Fiorenza Sarzanini
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20/03/2009
Sacerdote muore carbonizzato in auto in area di servizio dell'autostrada A4
Sacerdote muore carbonizzato in auto in area di servizio dell'autostrada A4
Don Silvano Caccia, parroco di Giussano, era stato collaboratore della diocesi di milano. Stava tornando dal Trentino: forse un guasto al motore. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista
L'auto carbonizzata di don Silvano Caccia (Fabrizio Radaelli/Ansa)
L'incidente è avvenuto nell'area di servizio Brianza Nord sull'autostrada A4 Venezia-Milano (Fabrizio Radaelli/Ansa)
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| Don Silvano Caccia |
MILANO - Don Silvano Caccia, 54 anni, parroco di Giussano (Milano), è stato trovato morto carbonizzato nella sua auto, poco prima delle 22 di giovedì sera, nell'area di servizio Brianza Nord dell'autostrada A4 Milano-Venezia, in direzione del capoluogo lombardo. L'incendio dell'auto era stato segnalato da alcuni clienti di un autogrill. Il sacerdote, che stava rientrando dal Trentino, potrebbe essersi fermato per riposare dal viaggio (il sedile era reclinato) e aver accidentalmente lasciato cadere una sigaretta accesa. Oppure, l'incendio potrebbe essere stato causato da un malfunzionamento del vecchio motore a gas della Punto. Al momento, comunque, gli inquirenti non escludono alcuna pista investigativa. Don Silvano Caccia aveva lavorato per anni nella Diocesi di Milano: fino all’ottobre del 2008 era stato il responsabile del Servizio per la Pastorale della famiglia.
INCARICO IN DIOCESI - Don Silvano Caccia era nato a Trezzo sull'Adda (Milano) e in ottobre avrebbe compiuto 55 anni. Era stato ordinato sacerdote nel 1982. Laureato in pedagogia, aveva insegnato al seminario arcivescovile di Venegono e nel 2001 il cardinale Carlo Maria Martini l'aveva chiamato come responsabile del Servizio per la Pastorale della famiglia della diocesi di Milano. Nell'ottobre scorso don Caccia aveva assunto la responsabilità della comunità pastorale di Giussano, che comprende cinque parrocchie. Don Caccia era andato in Trentino mercoledì per gli esercizi spirituali, ma la sera dopo aveva deciso di fare rientro in anticipo a Giussano a bordo della sua Punto alimentata a gas. Nella notte, alla camera mortuaria dell'ospedale di Gorgonzola (Milano), è accorso a pregare l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, di cui don Caccia è stato per anni stretto collaboratore. Tettamanzi lo scorso gennaio l'aveva inviato a Città del Messico per l'incontro mondiale delle famiglie in vista del prossimo appuntamento che si terrà a Milano nel 2012.
12:26 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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