01/07/2009

Follia a Detroit

Follia a Detroit

 

Fermata una giovane. Spari fuori da un college a Detroit: sette studenti colpiti. La sparatoria ha avuto luogo davanti alla scuola liceale Cody, dove si tenevano corsi estivi


DETROIT - Almeno sette persone sono state ferite da proiettili nel corso di una sparatoria avvenuta martedì davanti ad una scuola di Detroit. La sparatoria ha avuto luogo davanti alla scuola liceale Cody, dove si tenevano corsi estivi. Tra i sette feriti, quattro sono studenti. Le vittime sono state trasportate d'urgenza in diversi ospedali della città.


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21/04/2009

Un pezzo d'Italia nel cuore del sapere

Un pezzo d'Italia nel cuore del sapere

 

Aumentano le domande di ammissione ai suoi college: nel 2008 salite del 21%. Sempre di più gli italiani che studiano e lavorano all'università di Cambridge, la prima in Europa

 

Il ponte sul Cam River, sullo sfondo il King's College con la sua cappella (foto di A. Craighero)
Il ponte sul Cam River, sullo sfondo il King's College con la sua cappella (foto di A. Craighero)

CAMBRIDGE (Gran Bretagna) – Straniero che arriva, italiano che va. Da un lato l’Ocse spiega come in Italia tra il 2004 e il 2006 ci sia stato un incremento di iscritti provenienti dalle università straniere, una tendenza inversa rispetto a quanto accaduto in passato. Dall‘altro, però, la fuga di cervelli dal nostro Paese sembra tutt’altro che esaurita. Sono altre cifre a dirlo, ad esempio quelli dell’Ucas, il servizio di ammissione ai college e alle università britanniche, che certificano come il numero di italiani desiderosi di completare la propria formazione all’estero o di avviare altrove la propria carriera accademica sia in continua crescita. Queste due facce di una stessa medaglia stanno a significare che il flusso dei talenti scientifici è una risorsa ambivalente, che rafforza l’interscambio culturale fra le nazioni, in un’unica corrente di evoluzione del pensiero. Ma qual è la realtà che affrontano e con cui si confrontano gli italiani che decidono di vivere questa esperienza in un altro Paese? Quali sono le motivazioni che li spingono e le speranze che ripongono da una scelta che è al tempo stesso fuga da un sistema ingessato e ricerca di maggiore prestigio? Per scoprirlo siamo stati a Cambridge, che con Oxford rappresenta l’università per antonomasia. E dove vive, studia e lavora un pezzo importante di Italia.

ARRIVI E PARTENZE – Le università italiane sono spesso al centro di polemiche e del malcontento per tagli che si sono perpetrati negli anni a discapito della ricerca. E nel balletto di chi va e viene, si scopre che agli studenti stranieri stuzzica l’idea di iniziare un percorso nel Belpaese, mentre a quelli italiani piace la prospettiva di avvalersi del prestigio scientifico britannico famoso in tutto il mondo. Sono i dati dell’Ucas (University and colleges admissions service ) e del Cnaa (Council for national academic awards) a confermare «l’altra migrazione», quella degli italiani, verso i più prestigiosi atenei del Regno Unito. Dal novembre del 2008, nell’olimpo gotico europeo, da Cambridge alla “rivale” Oxford, passando per Brighton, Leicester e i principali atenei di Londra, si è registrato il 21% di richieste in più tra i cosiddetti «undergraduate degrees», i ricercatori e i dottorandi. Ma a guardare bene, le domande pervenute dall’Italia già nel 2007 erano state 1.163, con un incremento dell’11,8% rispetto all’anno precedente e le richieste accettate erano state 646, pari al 55% delle domande presentate.

IL TOP IN EUROPA – Cambridge resta in testa alle preferenze degli italiani, per prestigio e storia. Non potrebbe essere diversamente, considerando che si tratta della prima università d’Europa e della quarta nel mondo dopo Harvard, Stanford, Berkeley, secondo il World University Ranking 2008. La qualità dell’istruzione universitaria è abbinata all’ossessione per la ricerca e alla solidità del fascino della tradizione: un cocktail che la città e l'università vivono in simbiosi. E’ un’istituzione, questo connubio tra mondo accademico e centro abitato, che quest'anno compie 800 anni, tanti ne sono passati dalla sua prestigiosa fondazione.

I NOBEL IN BICICLETTA - Da queste parti si respira l’atmosfera della storia, di un luogo da cui sono transitate le migliori menti del Regno e dell’Europa. Non a caso hanno lasciato il segno ben 83 premi Nobel, tra cui: Isaac Newton, Francis Bacon, J. J. Thomson (padre dell’elettrone), James Clerk Maxwell (il genio dell’elettromagnetismo), Charles Darwin nonché gli scopritori del Dna, Francis Crick e James D. Watson. Un record assoluto, condiviso solo con la Chicago University. Tuttavia, non ci sono solo i fasti del passato e anche oggi uno dei passatempi preferiti degli studenti che studiano nei vari college è quello, durante le pause nei prati o sulle panchine lungo i vialetti, di osservare la gente che passa in bicicletta, perché non è raro riconoscere, tra loro, anche alcuni dei premi nobel degli ultimi tempi. E questa normalità, questo contatto diretto tra le eccellenze della scienza e gli studenti che sperano di diventarlo a loro volta, viene riassunta da John David Barrow, professore di scienze matematiche a Cambridge, specialista di astrofisica e cosmologia, autore di varie decine di libri tradotti in ventotto lingue : «Se non riesci a spiegare quello che fai alla gente che incontri al bar, significa che tu stesso non comprendi quello che fai».

Ambra Craighero


10/04/2009

Atene: sparatoria in una scuola, tre feriti

Atene: sparatoria in una scuola, tre feriti

 

Poi il ragazzo si è suicidato. Studente 19enne ha aperto il fuoco contro un compagno e due passanti. In un biglietto: «Vessato dai compagni»

 

ATENE (Grecia) - Uno studente di 19 anni, forse di origine russa, ha aperto il fuoco nel cortile della sua scuola a Rendi, un sobborgo di Atene, ferendo tre persone. Poi si è suicidato. I feriti sono un suo compagno di 18 anni (il più grave), colpito al torace, e due commercianti della zona che, sentito il primo sparo, sono intervenuti cercando di fermare il killer. Sono stati colpiti alle gambe. Il 19enne è arrivato a scuola con due pistole nello zaino e ha lasciato un biglietto in cui si diceva vessato e umiliato dai compagni.


01/04/2009

Studia la chiocciola del tuo giardino e partecipa a una ricerca sull'evoluzione

Studia la chiocciola del tuo giardino e partecipa a una ricerca sull'evoluzione

 

L’Europa intera è invitata a partecipare. Basta osservare le sue caratteristiche e inviarle via Internet a un archivio inglese

 

Una ricerca avviata dalla Open University e dallo University College di Londra punta a coinvolgere tutta la popolazione europea nel censimento delle chiocciole di terra - Cepaea nemoralis - in modo da raccogliere il maggior numero possibile di dati sulle varie trasformazioni che questi molluschi hanno subito negli ultimi decenni. Il tutto al fine di comprendere nuovi aspetti dell’evoluzione degli esseri viventi sulla Terra, perché – come ha spiegato il professor Jonathan Silvertown della Open University – la Cepaea nemoralis «è un organismo perfetto: molto comune e facilmente analizzabile».

CENSIMENTO – A tal fine gli scienziati responsabili dell’Evolution MegaLab (come è stato battezzato lo studio) chiedono ai cittadini di diventare ricercatori e tenere gli occhi aperti per rilevare l’eventuale presenza delle chiocciole nei propri giardini, nei boschi o nei parchi pubblici, quindi analizzarle seguendo le istruzioni fornite dai coordinatori dell’iniziativa e infine inviare via internet le informazioni raccolte. I dati ricevuti saranno paragonati con quelli già presenti negli archivi degli istituti inglesi, così da far emergere differenze e sviluppi avvenuti nel tempo nelle aree di riferimento.

L’IMPORTANZA DELLE DIFFERENZE – Sulle pagine web italiane di Evolution Megalab viene spiegato che le striature sui gusci delle lumache possono dirci molte cose e che sarebbe interessante capire, per esempio, se la densità di alcuni uccelli che si nutrono delle chiocciole «influisce in qualche modo sulla distribuzione di colore e bandeggio delle conchiglie». Di conseguenza – si chiedono i ricercatori – «se tale densità è cambiata negli ultimi anni, sono cambiate anche le chiocciole?». Tra le cose che lo studio mira ad approfondire vi è anche la possibilità che la distribuzione dei colori delle conchiglie sia cambiata conseguentemente al riscaldamento climatico. Il progetto è stato avviato ufficialmente il 30 marzo, durerà sei mesi e sarà uno dei più grandi studi sull’evoluzione mai condotti al mondo.

Alessandra Carboni


03/10/2008

Studenti nottambuli, allarme nei college

Studenti nottambuli, allarme nei college


Feste e bravate compromettono il riposo e il rendimento sui libri. E le università cercano di correre ai ripari. I risultati di ricerche scientifiche: il 40% di chi frequenta i corsi non dorme abbastanza

 

 

 

 

Una scena del film «In corsa verso il college»
Una scena del film «In corsa verso il college»
WASHINGTON (Stati Uniti) - «E ora, ragazzi, tutti a dormire». L’invito, che ricorda quello del Carosello, non arriva da qualche genitore preoccupato, ma dalle maggiori università americane. Molte delle quali hanno stravolto i loro rimbrotti, passando da «Studiate di più» ad, appunto, «Dormite di più». E, per essere più convincenti, hanno messo in campo una lunga serie di incentivi: dagli esercizi di rilassamento (MIT), al pacchetto-buonanotte (mascherine, tappi per le orecchie e cd rilassanti: Tufts University); dai concorsi come il Gran Russatore (in palio un cuscino alla settimana: Bentley College) a seminari e siti on line dedicati al problema (Boston University).

STUDI SCIENTIFICI - A far suonare l’allarme insonnia sono state due «sirene». La prima, empirica, è quella dei docenti, che sempre più spesso vedono ragazzi che lottano, più che con concetti difficili da apprendere, col sonno. La seconda, scientifica, è quella di due studi: il primo, dell’Associazione americana per la salute nei college, ha rivelato che il 40% degli alunni dorme regolarmente male (se dorme); il secondo, pubblicato dal Behavioral Sleep Medicine, ha dimostrato che il 60% degli studenti salta del tutto le ore di sonno sotto esame, salvo poi trovarsi con una media di voti più bassa dei compagni dormiglioni. Ed è proprio la media dei voti (oltre alla salute degli studenti) a spaventare i college americani, che fanno dell’eccellenza la loro ragion d’essere (e quella delle loro rette).

TENDENZE NOTTAMBULE - Certo, sarà difficile cambiare le tendenze nottambule dei ragazzi. «Il punto - spiega al Boston Globe la dottoressa Vanessa Britto - è che gli studenti ne fanno un punto d’onore. “Non ho dormito”, dicono: e tra parentesi chiedono a chi ascolta, “Non sono un grande?”». Tra i ragazzi, però, le spiegazioni divergono. C’è chi, come Kelsey Barton (18 anni, 3 ore di sonno a notte), dice che al primo anno alla Tufts University «non voglio perdermi niente». E con niente intende, soprattutto, le feste. E chi invece, come Stela Shkodrani (21 anni, 3 ore) del Dartmouth College, spiega a Corriere.it che «il problema sono le lezioni da preparare, il lavoro da cercare, i curriculum da spedire. Non i party». In ogni caso, la lotta delle università alla caffeina in eccesso è cominciata. E nessuno, studenti o direttori di università, può dormire sonni tranquilli.


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