04/08/2010

Padova, parte la telefonata al marito mentre lei è con l'amante: è rissa

Padova, parte la telefonata al marito mentre lei è con l'amante: è rissa

Il coniuge ascolta e si precipita in una casa sfitta a Selvazzano. Poi buca la ruota dell'auto all'avvocato che voleva andarsene

 

 

(archivio)

PADOVA - Di certo qualcosa il marito doveva aver intuito se, senza alcun indugio, si è precipitato nell'abitazione per regolare i conti con la moglie e il "rivale in amore". È finita a suon di botte e denunce una storia estiva con protagonisti lui, lei e l'altro.
In un soleggiato pomeriggio il marito, imprenditore cinquantenne di Saccolongo (Padova), riceve dalla moglie una chiamata sul suo cellulare. Una telefonata partita accidentalmente che, molto probabilmente, non ha fatto altro che confermare i suoi sospetti. Non si sa che cosa l'imprenditore abbia sentito, fatto sta che il cinquantenne si precipita a colpo sicuro in un'abitazione di proprietà, sfitta, che si trova nella zona di Selvazzano.

Bussa alla porta. Ad aprire è la moglie quarantenne che si trova in compagnia di un avvocato sessantenne. I due non sono in atteggiamenti equivoci, ma il tentativo dell'avvocato di giustificare la sua presenza nell'abitazione vuota non ha convinto il marito imbufalito. L'uomo avrebbe detto di essersi incontrato con la donna per farle firmare dei documenti che riguardavano un incidente avuto dal marito. A quel punto il cinquantenne ha aggredito verbalmente il rivale, passando poi dalle minacce ai fatti. Ne è nata una colluttazione. Vista la brutta piega che aveva preso la situazione l'avvocato ha chiamato i carabinieri e sul posto è arrivata una pattuglia di Selvazzano.

L'avvocato però, dopo aver chiesto aiuto, ha cercato di allontanarsi dalla casa forse per non dover giustificare anche con i carabinieri la sua presenza lì. A quel punto il marito furioso, utilizzando un temperino multiuso, ha bucato una delle ruote della macchina dell'avvocato trattenendolo sul posto. Gli animi si sono calmati all'arrivo dei carabinieri e spontaneamente l'imprenditore ha consegnato il temperino. Il cinquantenne è stato denunciato per violenza privata e possesso di un oggetto che può essere utilizzato per ferire e danneggiare, ma non è escluso che anche il marito sporga denuncia contro l'avvocato per ingiurie.


29/04/2009

Sparò al rapinatore, indagato per eccesso di legittima difesa

Sparò al rapinatore, indagato per eccesso di legittima difesa

 

Il rapinatore, ferito da tre colpi di pistola, è ancora ricoverato. Il 16 aprile scorso il gioielliere di Cinisello aveva reagito a un tentativo di rapina nel suo negozio

 

Remigio Radolli (Photomasi)
Remigio Radolli (Photomasi)

MILANO - «Sono sempre quello di prima, che si tratti di un atto dovuto o meno». A parlare è Remigio Radolli, il gioielliere aggredito brutalmente, nei giorni scorsi, nel suo negozio di Cinisello Balsamo da un rapinatore albanese contro il quale reagì colpendolo con un colpo sparato dalla sua calibro 22. La notizia che la magistratura di Monza gli ha inviato un avviso di garanzia, nel quale si ipotizza il reato di «eccesso colposo di legittima difesa» non lo ha scosso più di tanto.

«Sui fatti di quella giornata abbiamo deciso d’accordo con gli inquirenti di non dire nulla, ma mi sento tranquillo, ho fiducia nel lavoro che sta conducendo la dottoressa» dice il 59enne Radolli, riferendosi al sostituto procuratore di Monza Stefania Di Tullio, titolare dell’inchiesta. Anche il difensore del commerciante, l’avvocato Fabio Gerolimetto, tende a spegnere sul nascere le polemiche che potrebbero nascere dalla notizia dell’iscrizione del suo cliente nel registro degli indagati. «Si tratta di un atto dovuto, se proprio doveva essere formulata una contestazione nei confronti del mio assistito questa è la più equilibrata possibile. Abbiamo sempre sostenuto che c’è stata legittima difesa, e siamo convinti che anche gli inquirenti concluderanno in questo senso». Radolli aveva riportato una ferita lacero contusa alla testa e un paio di costole incrinate. Il rapinatore, ferito da tre colpi di pistola, è ancora ricoverato.

F.Be.


16/04/2009

Gioielliere spara e ferisce rapinatore

Gioielliere spara e ferisce rapinatore

 

A Cinisello Balsamo. due dei malviventi, travestiti da spazzini, sono riusciti a fuggire. Il bandito, straniero, ha picchiato il negoziante col calcio di una scacciacani: raggiunto da più colpi, è grave

(Photomasi)Il signor Remigio Radolli, ferito alla testa, racconta ai carabinieri quanto è accaduto poco prima dentro la sua gioielleria a Cinisello Balsamo durante un tentativo di rapina (Photomasi)

Il signor Remigio Radolli, ferito alla testa, racconta ai carabinieri quanto è accaduto poco prima dentro la sua gioielleria a Cinisello Balsamo durante un tentativo di rapina (Photomasi)

MILANO - Un gioielliere, durante un tentativo di rapina nel suo negozio, ha reagito sparando e ferendo gravemente un rapinatore, che parlava con accento straniero. L'uomo colpito, raggiunto da 4 colpi, è in gravi condizioni. È accaduto nel centro di Cinisello Balsamo, Comune dell'hinterland milanese. Sul posto si sono recate numerose pattuglie di Carabinieri e Polizia e il pronto intervento del 118. Del caso si occupano i carabinieri del Gruppo di Monza che hanno sentito l'uomo, in stato di choc, per ricostruire la dinamica dei fatti.

LA DINAMICA - Il negozio è la nota gioielleria «Radolli» all'angolo tra via Piave e via Garibaldi. A tentare la rapina sarebbero state tre persone, ma due dei banditi sono rimasti all'esterno. Il terzo è entrato nella gioielleria, poco dopo le 9.30, con una pistola scacciacani, ha minacciato il negoziante e lo ha colpito con il calcio della pistola alla testa, ferendolo a un occhio. A quel punto il gioielliere, Remigio Radolli, ha estratto una pistola, da lui regolarmente detenuta, e ha fatto fuoco almeno quattro volte. La colluttazione si è poi protratta, finché entrambi sono usciti dalla porta sul retro; il malvivente si è accasciato al suolo pochi metri dopo essersi allontanato. Al momento il bandito ferito non è stato ancora identificato, dato che non aveva documenti addosso. Secondo quanto riferito ai Carabinieri dal gioielliere, l'accento dell'uomo era straniero. Ricoverato all'ospedale di Niguarda l’uomo, apparentemente trentenne, ha ferite gravi all’addome e al collo. L’operazione è in corso e la prognosi per lui è riservata. Il gioielliere, che ha ferite alla testa e all'occhio destro, è stato portato all'ospedale Bassini di Cinisello.

TRAVESTITI DA SPAZZINI - Gli altri due rapinatori si sarebbero immediatamente dileguati e sono ora ricercati. Secondo alcune testimonianze acquisite dalle forze dell'ordine, erano travestiti con pettorine della nettezza urbana. Il particolare, ancora da confermare ufficialmente, è però credibile tanto che i due banditi fuggiti vengono descritti nelle notizie segnaletiche proprio in questo modo.

I COMMERCIANTI: «LO COMPRENDIAMO» - La gioielleria, aperta dal 1965, è molto conosciuta e il titolare è descritto dai vicini come persona affabile e disponibile. Al negozio sono subito accorsi la moglie e i due figli, oltre a numerosi vicini e amici. I negozianti di Cinisello si stringono attorno a Radolli: «Siamo solidali con lui e capiamo la sua reazione», dice Rosanna Radolli, presidente dell'associazione dei negozianti del centro. «Abbiamo scritto già tempo fa al Comune per chiedere più sicurezza. Le forze dell'ordine fanno quello che possono, ma noi abbiamo paura».